Cosa fare in caso di shock anafilattico

Che cosa fare in caso di shock anafilattico?

Lo shock anafilattico è una condizione che richiede un intervento urgente perché può mettere a rischio la vita, per cui occorre sapere che cosa fare in questa situazione d'urgenza.

L'ABC contro lo shock

Le manovre di soccorso devono seguire uno schema di priorità ben preciso, identificato con l’ABC degli autori anglosassoni:

  • A = airway, pervietà delle vie aeree
  • B = breathing, ventilazione o respirazione
  • C = circulation, circolazione sanguigna.

Fondamentale è poi il ricorso all’adrenalina 0,01 ml/kg in muscolo (al massimo 0,5 ml), seguita da un antistaminico e dalla presa di un accesso venoso con infusione di liquidi.

Se il quadro non migliora dopo 5-10 minuti si ripete la dose di adrenalina e si aggiunge un cortisonico.

Queste informazioni sullo shock anafilattico sono tratte dal Corso FAD “Farmaci e bambini” e dal dossier “L’uso dei farmaci nel bambino”, Zadig editore, 2015

elenco agenti cancerogeni

Agenti cancerogeni lavorativi, dove trovare l’elenco?

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha predisposto un database che riporta (sottoforma di elenco), oltre a quella dell’Unione Europea, altre classificazioni di cancerogeni effettuate da organismi internazionali (IARC, NTP, EPA, CCTN).

Tale database è disponibile in Internet sul sito istituzionale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Queste informazioni sono tratte dal corso FAD “Rischio occupazionale da esposizione ad alcuni agenti cancerogeni noti” e dal dossier “Sorveglianza degli esposti ad agenti cancerogeni in ambiente di lavoro”, Zadig editore, 2015

diagnosi prenatale test sequenziale

Che cos’è il test sequenziale nella diagnosi prenatale?

Il test sequenziale è una delle politiche di screening nella diagnosi prenatale.

Ottenuto l’esito del test combinato del primo trimestre, basato su un primo cut off (per esempio 1:50), si offre alle donne con rischio aumentato un test diagnostico (amniocentesi o villocentesi) e alle donne con rischio inferiore il proseguimento del test biochimico con un esame del secondo trimestre.

In quest’ultimo caso si fornisce poi una stima finale del rischio comprensivo di entrambi i test, basandosi su un secondo cut off (per esempio 1:270).

Queste informazioni sul test sequenziale sono tratte dal corso FAD “La diagnosi prenatale” e dal dossier “Diagnosi prenatale”, Zadig editore, 2015

Epistassi o sangue dal naso

Come tenere la testa in caso di perdita di sangue dal naso?

L'epistassi, la comune perdita di sangue dal naso, è molto frequente nel bambino e nell'anziano ma spesso viene gestita senza sapere quali sono le manovre ideali per fermarla.

Va anzitutto sfatato un mito...

La testa va tenuta in... avanti

In caso di epistassi, a differenza di quanto comunemente si crede, il capo non dovrebbe essere inclinato indietro bensì in avanti per evitare che il sangue venga deglutito o aspirato in faringe.

L’ingestione del sangue nello stomaco può provocare nausea e portare a vomitare quanto ingerito, aumentando il disagio della persona.

Queste indicazioni sull’epistassi sono tratte dal dossier del Corso FAD “Primo soccorso: ustioni ed emorragie”, Zadig editore, 2015

Farmaci e bambini

Come usare i farmaci nel bambino: una guida per una terapia sicura

Farmaci e bambini

Titolo: Farmaci e bambini (codice ECM 143958)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2017
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (3.789 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi legati all'uso dei farmaci nei bambini

Un bambino su due riceve un farmaco nell'arco di un anno, per lo più si tratta di medicine per l’apparato respiratorio o antibiotici. Spesso però queste terapie si accompagnano a reazioni avverse, che devono essere riconosciute per tempo e segnalate alla Rete nazionale di farmacovigilanza.

I bambini non sono adulti in miniatura

I bambini vengono erroneamente considerati “adulti in miniatura”, senza tenere conto delle caratteristiche, sia fisiologiche sia psicologiche, che contraddistinguono le diverse fasce d’età. Senza adeguate informazioni circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica, si possono commettere errori di prescrizione e somministrazione con gravi conseguenze per il piccolo paziente.

I motivi delle reazioni avverse

Molte delle reazioni avverse sono legate al meccanismo dei farmaci e sono largamente prevedibili adottando opportune precauzioni. L’allergia ai farmaci è un rischio reale, ma spesso sovrastimato a causa della notevole sensibilità della cute nel bambino. Particolare attenzione bisogna porre anche agli eccipienti inseriti nelle formulazioni.

Le risposte per una buona pratica clinica

Questo corso FAD ECM fornisce risposte alle seguenti domande:

  • Quanto sono frequenti le reazioni avverse da farmaco nel bambino?
  • Quali sono le differenze tra bambino e adulto in termini di farmacocinetica e farmacodinamica?
  • Quali sono le reazioni avverse più frequenti e rilevanti  in età pediatrica?
  • Quali farmaci danno più spesso reazioni avverse nel bambino?
  • Come prevenire le reazioni avverse da farmaco o vaccino?
  • Come gestire una reazione avversa da farmaco o vaccino, specie se grave?
  • Come segnalare la reazione avversa osservata?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Farmaci anziano

Consigli per la buona gestione dei farmaci nell’anziano

Farmaci anziano

Titolo: Farmaci e anziano: un equilibrio difficile (codice ECM 146467)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2017
Crediti: 5
Costo: 36,60 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (4.512 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Troppi farmaci, tutti insieme

Si è oggi di fronte a una vera e propria epidemia di uso di farmaci nell'anziano. Dati italiani (AIFA) indicano che la prevalenza d'uso dei farmaci passa dal 45% negli adulti a oltre il 90% nelle persone sopra i 74 anni d'età, ovvero quasi tutti gli anziani prendono quotidanamente farmaci. I consumi dicono che in media ogni anziano prende più di tre farmaci al giorno.

Gli eventi avversi si possono prevenire

I problemi legati all’uso dei farmaci nell’anziano sono comuni, costosi e spesso prevenibili, oltre a essere accompagnati a volte a esiti infausti. Si stima che il 27% degli eventi avversi da farmaco nelle cure primarie e il 42% di quelli legati alle cure a lungo termine siano prevenibili.  Evitare l’uso di farmaci inappropriati e dei farmaci ad alto rischio è un modo semplice ed efficace per ridurre i problemi legati ai farmaci e gli eventi avversi nell’anziano.

I motivi che portano all'iperprescrizione nell'anziano

La conoscenza dei motivi che conducono a prescrivere troppi farmaci nell'anziano è il primo passo per rivedere la terapia in corso e ridurre al minimo il numero dei farmaci, tenendo presenti le patologie concomitanti, le possibili interazioni tra farmaci e il profilo di sicurezza caratteristico in questa fascia d'età che deve essere considerata debole.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica:

  • Quali sono i farmaci più usati nell'anziano?
  • Come facilitare l'aderenza al trattamento?
  • Come va gestita una politerapia?
  • Si può evitare la cascata prescrittiva?
  • Quali sono i rischi di un sovra o sottotrattamento?
  • Quali sono i farmaci da evitare nell'anziano?
  • Quali sono i farmaci che possono essere somministrati con tranquillità nell'anziano?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Agenti cancerogeni luogo di lavoro

Attenzione agli agenti cancerogeni sul luogo di lavoro

agenti cancerogeni lavoro

Titolo: Rischio occupazionale da esposizione ad alcuni agenti cancerogeni noti (codice ECM 143604)
Destinatari:
medici
Scadenza: il corso è scaduto
Crediti: 9
Costo: 60 €
Offerte: -
Programma: MeLa
Valutazione dei partecipanti (1.690 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso dedicato ai medici del lavoro

Come noto, i medici del lavoro hanno l'obbligo di acquisire almeno il 70% dei propri crediti formativi ECM con corsi specifici per la loro professione (D.Lgs 81/08, art. 38, comma 3: "per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina… a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti… dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro"). Il provider Zadig ha attivato per loro, insieme alla SIMLII, corsi dedicati alla medicina del lavoro.

Focus sui rischi occupazionali da agenti cancerogeni

Il corso presenta diversi casi di pratica quotidiana che si focalizzano su alcune delle sostanze cancerogene che sono presenti nella realtà lavorativa italiana. In particolare ci si concentra su benzene, idrocarburi policiclici aromatici, farmaci antiblastici, cromo, cromati e amianto. Per ogni sostanza vengono fornite le informazioni necessarie per affrontare un caso reale.

Lavoro patologia neoplastica

Il ruolo del medico competente nella patologia neoplastica lavorativa

Lavoro patologia neoplastica

Titolo: Lavoro e patologia neoplastica (codice ECM 131203)
Destinatari:
medici
Scadenza: scaduto
Crediti: 18
Costo: 180 €
Offerte: sconto del 33% per i soci della SIMLII
Programma: MeLa
Valutazione dei partecipanti (3.529 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso dedicato ai medici del lavoro

Come noto, i medici del lavoro hanno l'obbligo di acquisire almeno il 70% dei propri crediti formativi ECM con corsi specifici per la loro professione (D.Lgs 81/08, art. 38, comma 3: "per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina… a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti… dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro"). Il provider Zadig ha attivato per loro, insieme alla SIMLII, corsi dedicati alla medicina del lavoro.

L'attenzione a 360° sul rischio neoplastico nei luoghi di lavoro

Tutti i problemi legati al rischio di patologie neoplastiche sul lavoro, non solo le informazioni per condurre un'adeguata sorveglianza sanitaria, ma anche le raccomandazioni per la prevenzione sanitaria (rispetto alla modifica delle abitudini di vita che possono favorire l'insorgenza di cancro), la collaborazione tra medico del lavoro e medico di famiglia, gli aspetti legislativi e le pratiche da seguire in caso di sospetta malattia neoplastica di origine lavorativa.

Tutto questo in un corso FAD ECM centrato sui casi di pratica professionale.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornato





Patologie muscoloscheletriche

Le frequenti patologie muscoloscheletriche professionali

Patologie muscoloscheletriche

Titolo: Patologie muscoloscheletriche: il medico competente al lavoro (codice ECM 141635)
Destinatari:
medici
Scadenza: il corso è scaduto
Crediti: 8
Costo: 60 €
Offerte: -
Programma: MeLa
Valutazione dei partecipanti (2.694 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso dedicato ai medici del lavoro

Come noto, i medici del lavoro hanno l'obbligo di acquisire almeno il 70% dei propri crediti formativi ECM con corsi specifici per la loro professione (D.Lgs 81/08, art. 38, comma 3: "per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina… a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti… dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro"). Il provider Zadig ha attivato per loro, insieme alla SIMLII, corsi dedicati alla medicina del lavoro.

Tutto sulle patologie muscoloscheletriche nell'attività del medico del lavoro

Questo corso FAD ECM affronta vari temi riconducibili tutti alla sofferenza muscolare, ossea o tendinea secondaria all'attività lavorativa svolta, in particolare si tratta di:

  • patologie dell'arto superiore correlate al lavoro
  • prevenzione e gestione dei disturbi e delle patologie da movimentazione dei pazienti
  • primo orientamento nella valutazione del rischio biomeccanico agli arti superiori
  • valutazione dell'eziologia professionale di una malattia da movimentazione di carichi
  • patologia del rachide negli autisti.
La fatigue nel paziente oncologico

Come aiutare il paziente con cancro e senza forze (con fatigue)

La fatigue nel paziente oncologico

Titolo: La fatigue nel paziente oncologico (codice ECM 119149)
Modello didattico: casi di pratica clinico-assistenziale quotidiana tra evidence based e narrative medicine
Destinatari:  infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, ostetriche, farmacisti
Scadenza: corso scaduto
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma: NursingFAD
Valutazione dei partecipanti (7.698 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Fatigue: una patologia nella patologia

Il termine anglosassone fatigue, ormai entrato nell'uso comune nella pratica clinica, significa affaticamento e infatti questa condizione, tipica del paziente con tumore, si manifesta con mancanza o perdita della forza muscolare, facile affaticabilità e scarsa reazione agli stimoli. Nel paziente oncologico la fatigue non migliora né col riposo né col sonno. E’ una sindrome che interferisce sulle attività fisiche, mentali, emotive e anche lavorative della persona; è una vera e propria patologia nella patologia.

Riconoscere le cause per una buona assistenza

La fatigue influisce pesantemente sulla vita di tutti i giorni: l’89% dei pazienti la ritiene il sintomo che condiziona maggiormente le attività quotidiane; il 75% è stato costretto a modificare le abitudini lavorative; il 69% ha difficoltà a camminare a lungo e si stanca in fretta; il 55% ha difficoltà ad accudire la famiglia. E' importante indagare sulle possibili cause, tra cui le terapie poste in atto, un'eventuale anemia, una depressione, disturbi del sonno. Qualora presenti, infatti, andranno controllate, consigliando il malato su come comportarsi per superare la fatigue. 

Le raccomandazioni al paziente

Non solo farmaci. Prima di una eventuale terapia mirata occorre fornire al paziente aiuto perché possa gestire al meglio questa sua condizione, per esempio spiegandogli come pianificare la propria giornata per risparmiare energia: programmando le attività (alternandole tra più e meno faticose), delegando ad altri, stabilendo le priorità, muovendosi lentamente, riposandosi al bisogno o facendo attività fisica per quanto possibile.
 

Un corso FAD per assistere il malato con fatigue

In questo corso FAD si trova risposta alle seguenti domande:
  • Che cos'è realmente la fatigue?
  • Quali sono le cause di questa condizione su cui poter agire?
  • Quali sono i fattori che contribuiscono alla sua comparsa?
  • Quali strumenti usare per valutare la fatigue?
  • Come gestire il paziente con fatigue da cancro?