emorragia primo soccorso

Che cosa fare in caso di emorragia?

Le ferite minori, come piccoli tagli o abrasioni superficiali, generalmente non richiedono un trattamento ospedaliero. Vanno comunque valutate per evitare complicanze.

Il primo intervento

La pressione diretta è il primo intervento per arrestare l'emorragia e può essere realizzata esercitando una pressione manuale oppure con un bendaggio elastico.

La pulizia della ferita

L’irrigazione della ferita è il trattamento più appropriato per pulire la ferita, mentre l’utilizzo di antisettici rimane un aspetto controverso.

Queste informazioni sono tratte dall'ebook “Primo soccorso: emorragie”, Zadig editore, 2015

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





ipodermoclisi disidratazione

Quali tecniche sono efficaci per contrastare la disidratazione?

Le tecniche principali per contrastare la disidratazione sono:

  • la terapia reidratante per via endovenosa;
  • l'ipodermoclisi.

L’ipodermoclisi è ideale per prevenire la disidratazione nei pazienti con disidratazione lieve-moderata. Rispetto alla terapia reidratante per via endovenosa l’ipodermoclisi ha numerosi vantaggi tra cui la facilità di somministrazione, il minor rischio di complicanze, di dolore e il risparmio di tempo.

La tecnica è particolarmente utile nei soggetti:

  • con accesso venoso limitato;
  • con perdita di liquidi per diarrea, vomito o che non riescono ad assumere liquidi per nausea persistente;
  • con ostruzione intestinale o malassorbimento, nei quali sia poco pratico o non indicato inserire un catetere endovenoso;
  • con dispnea;
  • con disfagia dopo ictus;
  • con agitazione e turbe della coscienza (è più difficile che l’ago venga rimosso) e non in grado di bere autonomamente.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Uso e pratica dell'ipodermoclisi”, Zadig editore, 2016

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





ipodermoclisi disidratazione anziano

Un corso unico su una tecnica in grande ripresa: l’ipodermoclisi

ipodermoclisi disidratazione anziano

Titolo: Uso e pratica dell'ipodermoclisi (codice ECM 160211)
Modello didattico: casi di pratica clinico-assistenziale quotidiana tra evidence based e narrative medicine
Destinatari:
infermiere, infermiere pediatrico, assistente sanitario
Scadenza: 31-12-2017
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma: NursingFAD
Valutazione dei partecipanti (6.440 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

L'ipodermoclisi sempre più diffusa

Per molti anni l'ipodermoclisi, cioè la somministrazione di liquidi nel sottocute, tecnica alternativa alla via endovenosa per l'idratazione dei soggetti specie anziani che non si idratano adeguatamente, è stata abbandonata.

Ora però, grazie a diversi studi, sta tornando in auge in ambito infermieristico soprattutto nelle residenze sanitario-assistenziali perché più pratica e semplice della somministrazione per via endovenosa.

Per la prima volta un corso di formazione a distanza viene dedicato a questa tecnica.

I consigli per una corretta somministrazione

L'ipodermoclisi è facile da mettere al paziente, ma l'infermiere deve conoscere bene la tecnica per evitare le possibili complicazioni.

Spesso infatti si rischia di creare edemi o di far penetrare l'ago in maniera scorretta.

Occorre anche ricordare che non tutti i liquidi possono essere somministrati per questa via e che l'ipodermoclisi non deve essere usata come via di somministrazione di farmaci.

Le risposte del corso FAD

  • A chi può essere applicata una ipedermoclisi?
  • Quale deve essere la velocità di discesa del liquido?
  • In che aree del corpo può essere inserita una ipodermoclici?
  • Qual è la quantità massima di liquidi somministrabili in una giornata con una ipodermoclisi?
  • Quali liquidi conviene somministrare per questa via?
  • Anche se non è adeguata a questo scopo si possono somministrare farmaci con l'ipodermoclisi?
  • Ogni quanto va cambiata una ipodermoclisi?
  • Quali sono le possibili complicanze locali e sistemiche?

Le risposte a queste e altre domande si trovano tutte nel dossier del corso FAD sull'ipodermoclisi dedicato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





farmaci da evitare nell'anziano

Quali sono i farmaci da evitare nell’anziano?

Farmaci nell'anziano: quali sì e quali no?

Sono molti i farmaci che non vanno usati nell’anziano o che non vanno usati in presenza di alcune condizioni come, per esempio, la frequente insufficienza renale.
In letteratura esistono numerose liste di criteri espliciti (che permettono una maggiore riproducibilità) per valutare le prescrizioni inappropriate nell’anziano tra cui, per esempio:

  • i criteri di Beers
  • i criteri STOPP (Screening Tool of Older Persons’ Prescriptions)
  • I criteri START (Screening Tool to alert doctors to Right, i.e. appropriate indicated Treatment)

Ecco qualche esempio

Partendo dai criteri di Beers, alcuni esempi di farmaci da evitare nell'anziano sono: la pentazocina (analgesico), la disopiramide (antiaritmico), la clonidina e la metildopa (farmaci per il sistema cardiovascolare).

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e anziano: un equilibrio difficile”, Zadig editore, 2014

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o