Finito l’obbligo ECM, operatori sanitari in festa

L’annuncio della fine dell’obbligo ECM è solo di qualche ora fa ma sono già 50.000 gli operatori sanitari in corteo a Roma che festeggiano la nuova norma che da oggi, 1 aprile 2017, obbliga all’acquisizione dei crediti ECM solo coloro che a casa posseggono un pesce rosso.

Le capitanerie di porto hanno già segnalato un anomalo incremento del numero di pesci rossi gettati in mare.

Il WWF ha già lanciato l’allarme

I volontari del WWF hanno fatto un’interrogazione parlamentare e si sono portati in massa sulle spiagge italiane per la “Giornata del retino”.

Muniti dell’idoneo attrezzo, stanno salvando i pesci rossi per riportarli ai legittimi proprietari; per non sbagliarsi, ogni pesciolino viene sottoposto a esame del DNA.

La riconsegna è già iniziata e sta procedendo casa per casa. Ma al suono del citofono molti operatori sanitari si sono rifiutati di aprire. Anche perché chi suonava rimaneva muto come un pesce

A TUTTI VOI, BUON 1° APRILE! 🙂

chemioterapia

La chemioterapia causa sempre nausea e vomito?

Non tutti i chemioterapici causano nausea e vomito.

L'incidenza e la severità dipendono dal potenziale emetogeno della chemioterapia, dal dosaggio dei farmaci, dal programma terapeutico, dalla via di somministrazione e dalle caratteristiche specifiche del paziente.

Il potenziale emetogeno del chemioterapico viene distinto in 4 livelli in relazione alla percentuale di pazienti con emesi senza profilassi antiemetica.

Negli schemi terapeutici che prevedono l’associazione di due o più farmaci antitumorali, il rischio è aumentato di un livello rispetto all'agente più emetogeno.

I fattori di rischio

Sono considerati fattori di rischio maggiori:

  • il sesso femminile
  • l’età minore di 50 anni
  • l’uso di alcol
  • la pregressa nausea e vomito da chemioterapia

Sono considerato fattori di rischio minori:

  • la cinetosi
  • la nausea durante la gravidanza
  • l’elevata reattività del sistema nervoso autonomo
  • le vampate di calore
  • la sudorazione
  • le vertigini
  • la debolezza generalizzata dopo una seduta chemioterapica
  • l’emicrania
  • la percentuale di chemioterapia infusa prima dell’insorgenza della nausea
  • l’elevata latenza della nausea e del vomito post trattamento.

Inoltre è stato dimostrato che ansia e pensieri negativi sono fattori predisponenti per l’intrinseco potenziale emetogeno o perché aumentano la sensibilità agli stimoli somatici.

I miglioramenti nella gestione di nausea e vomito

Lo sviluppo di nuovi farmaci antiemetici ha migliorato in modo significativo il controllo di nausea e vomito da chemioterapia. Basti pensare che negli anni ‘70 era comune ricoverare i pazienti a causa di nausea e vomito.

Alla fine di quel decennio l’incidenza era intorno all’83% dei pazienti trattati mentre agli inizi del Duemila l’incidenza di nausea e vomito era del 13% in chi assumeva una terapia antiemetica ad alto dosaggio e del 35% in chi assumeva una terapia antiemetica a basso dosaggio.

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso Nausea e vomito da chemioterapia, Zadig editore, 2016

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nausea e vomito chemioterapia

Nausea e vomito da chemioterapia

nausea e vomito chemioterapia

Titolo: Nausea e vomito da chemitoerapia (codice ECM 183548)
Destinatari:
infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, medici
Scadenza:
19-02-2018
Crediti:
5
Costo:
20 €
Offerte:
gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma:
Nursing FAD
Valutazione dei partecipanti (3.368 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Nausea e vomito da chemioterapia

Pur essendo migliorata in modo sostanziale la gestione di nausea e vomito grazie all'introduzione di nuovi farmaci antiemetici  ancora oggi vomita circa il 40% dei pazienti sottoposti a cicli chemioterapici a moderato o alto potenziale emetogeno.

Tali sintomi possono avere ricadute gravi in quanto: favoriscono lo sviluppo di ansia e di disturbi depressivi, riducono la compliance causando ritardi nella somministrazione dei successivi cicli chemioterapici.

Di conseguenza possono influenzare la progressione della malattia e anche la sopravvivenza.

Perché la chemioterapia causa nausea e vomito?

La chemioterapia può scatenare nausea e vomito con due meccanismi diversi: agendo direttamente a livello dell'encefalo (chemoreceptor trigger zone) oppure con un'azione indiretta a livello gastrointestinale.

In questo secondo caso la chemioterapia produce radicali liberi che provocano un eccessivo rilascio di serotonina da parte delle cellule enterocromaffini del tratto gastrointestinale.

La serotonina lega quindi i recettori 5-HT3 e questo legame conduce l’informazione al cervello che può scatenare la comparsa di vomito.

L'importanza della prevenzione

La prevenzione è fondamentale per evitare la comparsa di nausea e vomito.

A tal fine occorre valutare a priori i possibili fattori di rischio di nausea e vomito legati al paziente e al regime chemioterapico in modo da scegliere una profilassi adeguata sulla base delle linee guida evidence based

Nella scelta è importante tenere presenti anche gli effetti collaterali della terapia antiemetica, la variabilità individuale nella soglia di tolleranza della nausea, lo stato nutrizionale, le patologie concomitanti, le eventuali interazioni con i farmaci assunti, le preferenze del paziente e che la risposta può cambiare da un ciclo a quello successivo.

Una volta avviata la chemioterapia occorre rivalutare e riadattare nel tempo la terapia antiemetica tenendo conto delle condizioni cliniche e delle possibili modifiche all’iter terapeutico.

E’ importante che ci sia anche un’attiva partecipazione del paziente per evitare una sottostima della tossicità del trattamento e una terapia di supporto non ottimale.

Esistono numerose classi di farmaci per il trattamento di nausea e vomito. Le linee guida distinguono 4 categorie di agenti emetogeni in funzione del rischio di emesi associato al chemioterapico.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le forme di nausea e vomito da chemioterapia?
  • Quali sono i fattori di rischio e quali le conseguenze di nausea e vomito da chemioterapia?
  • Come si valuta la nausea e il vomito da chemioterapia?
  • Quali sono gli interventi farmacologici per la prevenzione e il trattamento della nausea e del vomito da chemioterapia?
  • Quali sono gli interventi non farmacologici per la gestione della nausea e del vomito da chemioterapia?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD sulla nausea e vomito da chemioterapia dedicato a infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari e medici.

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Ci sono corsi FAD gratuiti su SAEPE?

Sì, su SAEPE ci sono corsi FAD gratuiti e si trovano nel box “Corsi in convenzione” nella parte bassa della home page; oppure, se hai già effettuato l’accesso alla piattaforma, questo box è il secondo tra i due disponibili.

La maggior parte dei corsi gratuiti sono in convenzione.

Che cosa significa corso in convenzione?

Un corso in convenzione è accessibile gratuitamente (o a un prezzo agevolato) solo agli aventi diritto.

Una convenzione può essere attivata con un Ordine, una Regione, un’altra istituzione nazionale o locale, una società scientifica.

L’accesso in questi casi è regolato in base ad alcuni criteri: può essere in base al codice fiscale fornitoci dall'istituzione, oppure in base al proprio luogo di lavoro o residenza dichiarato al momento della registrazione in piattaforma.

Qualche esempio?

Grazie a una convenzione con l’Ordine dei Medici di Milano, i corsi del programma SMARTFAD sono gratuiti per gli iscritti all’Ordine.

Oppure, grazie a una convenzione con la Regione Veneto, tutti gli operatori sanitari di questa regione possono usufruire gratuitamente del corso “Modifica degli stili di vita: l'importanza dell'attività fisica” del programma FADVE.

Come faccio a capire se ho diritto ad accedere gratuitamente a un corso?

Per verificare se puoi accedere gratuitamente a un corso in convenzione basta che provi ad entrarvi:

  • effettua l’accesso alla piattaforma
  • individua il corso di tuo interesse nel boxCorsi in convenzione”.
  • clicca sul titolo e, nella pagina seguente, clicca su uno dei suoi casi:
    • se sei tra gli aventi diritto, hai accesso diretto al corso e puoi iniziarlo
    • se NON sei tra gli aventi diritto la piattaforma ti mostra il seguente messaggio Hai cliccato su una formazione riservata a utenti convenzionati. Clicca qui per saperne di più

Cliccando sul link suggerito si apre la pagina del programma a cui il corso appartiene dove sono indicate le condizioni di accesso al corso, e quindi chi può accedere.

Ho diritto ma non accedo comunque al corso

Può capitare che, pur rientrando nelle condizioni di accesso, tu non riesca comunque ad accedere al corso gratuitamente.

Questo succede perché, per esempio, il tuo codice fiscale non è inserito nella convenzione, oppure perché in fase di registrazione non è stato indicato correttamente l’Ordine o il Collegio di appartenenza e così via.

In questo caso basta scrivere al nostro help desk, che effettuerà i controlli necessari per consentire o meno l’accesso al corso.

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Sfigmometro ipertensione arteriosa

Come fare diagnosi d’ipertensione arteriosa

Sfigmometro ipertensione arteriosa

Titolo: La diagnosi di ipertensione arteriosa (codice ECM 184478)
Destinatari: medici, odontoiatri
Scadenza: 28-02-2018
Crediti: 2
Costo: 10 €
Offerte:
- dossier disponibile gratuitamente
- corso gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma: SmartFAD

La misurazione della pressione arteriosa sembra una tecnica semplice e ben nota a tutti, ma quando e come si può porre con certezza una diagnosi di ipertensione arteriosa?

Conta anche il luogo e la situazione

Le nuove linee guida del NICE (pubblicate nel 2016) sottolineano l'importanza delle condizioni in cui si misura la pressione. Prima di definire il paziente come iperteso (con la conseguenza della modifica degli stili di vita e, se necessario, con l'inizio di una terapia antipertensiva) occorre avere fatto diverse misurazioni secondo criteri standardizzati.

A volte comunque non bastano i dati raccolti con lo sfigmomanometro e bisogna procedere a esami specifici.

In un corso FAD ECM le risposte ai dubbi

Su quale braccio è meglio misurare la pressione? Quante misurazioni devono essere fatte per porre diagnosi di ipertensione? Quale tipo di apparecchio utilizzare? Quali sono i valori per definire un soggetto iperteso? Ha valore l'automisurazione della pressione arteriosa? Quando bisogna ricorrere a un Holter pressorio sulle 24 ore? Quando occorre indagare l'origine dell'ipertensione? Quali sono i rischi se la pressione arteriosa rimane alta? Quando un'ipertensione si definisce grave?

Queste sono solo alcune delle domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sulla diagnosi di ipertensione arteriosa realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

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PayPal - SAEPE

E’ arrivato PayPal, da oggi disponibile per acquistare i corsi su SAEPE

In tanti lo avete desiderato e chiesto, noi via abbiamo ascoltato, ci abbiamo lavorato e vi abbiamo accontentato!

Stiamo parlando di PayPal, finalmente disponibile su SAEPE!

D’ora in poi, quindi, sarà possibile acquistare i corsi su SAEPE anche con questa modalità di pagamento, che si aggiunge alle altre disponibili:

  • carta di credito (via Banca Sella);
  • bonifico bancario
  • bollettino postale

Acquista e accedi ai corsi senza aspettare!

Come per il pagamento con carta di credito, anche pagando con PayPal è possibile accedere subito ai corsi acquistati in quanto la contabilizzazione è immediata e non richiede i classici 2-3 giorni come per il bonifico bancario e il bollettino postale.