La prevenzione cardiovascolare primaria

Titolo: La prevenzione cardiovascolare primaria (codice ECM 263926)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-19
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Da almeno 15 anni, le malattie cardio e cerebrovascolari sono la prima causa di morte nel mondo.

La prevenzione cardiovascolare è diventata quindi una priorità per la salute individuale e per la sanità pubblica.

Le linee guida sull'argomento propongono diversi criteri (non sempre concordanti) che possono mettere in difficoltà il medico, soprattutto nei soggetti a rischio basso o moderato.

Per chiarire tutti i dubbi a riguardo, è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano il corso FAD ECM "Prevenzione cardiovascolare primaria", aperto a tutti gli operatori sanitari, che risponde a queste e altre domande con tre casi di pratica quotidiana:

  • Come calcolare il rischio cardiovascolare di un soggetto apparentemente sano?
  • Quali soglie adottare per i parametri clinici indicatori del rischio?
  • Cosa consigliare al paziente?
  • Quando iniziare una terapia farmacologica?
  • L'acido acetilsalicilico può essere raccomandato nell'ottica della prevenzione?

Ecco alcuni stralci in anteprima delle tre storie:

Sotto pressione

“Ecco, dottore, per tutto questo mese, giù al Cairo c’è stata una grande manifestazione del Ministero della Salute – tira intanto fuori dalla borsa un foglietto di carta tutto piegato – c’erano diversi medici che visitavano e pesavano le persone, ci sono andata con mia sorella che non si faceva vedere da un po’. Ci hanno misurato la pressione e ci hanno detto che era alta, e che dovevamo prendere una pastiglia tutte le mattine”.
“Ma lei… Quanto alta?”
150/85” risponde la donna.
“Signora, adesso la riproviamo e vediamo come va prima di decidere il da farsi”

[...]

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Un asterisco di troppo

Un uomo sulla cinquantina è fermo alla porta dell’ambulatorio del proprio medico, stringe la maniglia con entrambe le mani: apre, chiude, apre, chiude... “Buongiorno, signor Vallerini!”
“Accidenti! Ora devo ricominciare”, apre, chiude, apre, chiude. Il medico nota con apprensione che il disturbo ossessivo-compulsivo del signor Vallerini è peggiorato in maniera considerevole.
“Signor Vallerini, c’è qualcosa che non va?” chiede il medico dopo che il paziente si è accomodato e sembra essersi placato un momento.
“Sto per morire” afferma ansioso allacciandosi e slacciandosi compulsivamente la cerniera zip della felpa “sto per morire. Mi verrà un ictus, come a papà” dice mentre allaccia e slaccia la zip.

[...]

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Male non fa?

I signori Ricci hanno 63 anni lei e 65 anni lui, e sono ancora in forma. Merito loro, si intende, due persone con la giusta attenzione alla salute.
“Tutto bene?”
“Dottore, sono venuto a fare il vaccino antinfluenzale, lo so che è un po’ tardi, mia moglie Eleonora ci ha già pensato un mese fa”.
“Diciamo che siamo sul filo di lana, si sieda e scopra il braccio”.
Mentre il medico estrae dal frigo il vaccino adiuvato, il signor Vittorio gli chiede: “Avrei anche una domanda”.
“Prego, mi dica”.
“Ieri sera sono venuti a cena da noi i miei cognati. Ci siamo fatti gli auguri perché poi loro fanno un viaggio e tornano dopo Capodanno. Che voglia, la sorella di moglie ha la mia età, ma il marito di anni ne ha compiuti 74 e non lo ferma nessuno. Ebbene, appena ci siamo seduti a tavola lui ha preso una pastiglia di aspirinetta. Mi dice che lo fa da anni, che gliel’ha prescritta il suo dottore quando ne aveva 50 o pochi di più perché fa bene al cuore e lo protegge dall’infarto... e anche dall’ictus. A giudicare dallo smalto di mio cognato funziona!”

“Ma lei i 50 anni li ha passati già da un bel po’ signor Ricci, non si offenda! A parte la battuta, so che ora dovrò smontare una convinzione che domina da lungo tempo, non solo nella testa dei pazienti, ma anche di noi medici”.
[...]

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Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione

Titolo: Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione (codice ECM 262568)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning

Tubercolosi: cosa dicono i dati più recenti?

I dati epidemiologici più recenti indicano che l’incidenza della TBC è globalmente in calo, sebbene la diminuzione non sia tale da raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia End TBC dell’OMS volta a eliminare la malattia.

Nel 2017 in Italia sono stati notificati 3.944 casi di TBC, corrispondenti a un’incidenza di 6,5/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni. Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica della TBC è diminuito in media dell’1,8% all’anno.

La tubercolosi continua comunque a rappresentare un fardello notevole sia per numero di casi sia di mortalità.

La trasmissione

La tubercolosi è causata dal Mycobacterium tuberculosis, un bacillo alcol-acido resistente che si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie di un individuo contagioso. Non tutte le persone che vengono a contatto con il patogeno sviluppano la malattia; qualora il sistema immunitario riesca a controllare l’infezione e questa rimanga quiescente, si parla di TBC latente, mentre, in presenza di segni e sintomi, si parla di TBC attiva. E’ una patologia che può coinvolgere vari organi ma l’interessamento tipico è quello polmonare. I segni e i sintomi variano a seconda dell’organo interessato.

Gli individui a rischio

Tra i  soggetti più a rischio di contrarre una malattia tubercolare attiva vi sono:

  • persone HIV positive hanno un rischio 20-30 volte maggiore di ammalarsi di TBC se infettate. Una malattia accelera il decorso dell’altra, la TBC è infatti la principale causa di morte tra le persone affette da HIV
  • persone affette da altre condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio: diabete, malnutrizione)
  • persone che hanno contratto l’infezione di recente (<2 anni)
  • neonati e bambini <5 anni di età
  • persone che fanno uso di tabacco o droghe
  • persone anziane.

I test di screening e diagnostici

A oggi non esiste un test affidabile e semplice per lo screening della tubercolosi. A fianco dei test di screening classici, il test di Mantoux e il test Quantiferon, si stanno affacciando sulla scena nuove modalità di screening, ancora in studio. La diagnosi si avvale invece della radiologia e di numerosi test batteriologici.

Prevenzione, diagnosi precoce e rilevamento dei casi attivi

La prevenzione riveste un ruolo essenziale nel controllo della tubercolosi. Secondo l’OMS, le due componenti principali per prevenire le nuove infezioni sono il trattamento della forma latente e la vaccinazione.

Per limitare la diffusione dell’infezione, le altre strade sono la diagnosi precoce, realizzata grazie all’iniziativa dei pazienti e alle strategie di screening, e il rilevamento dei casi attivi.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sulla tubercolosi, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Qual è la situazione attuale della TBC?
  • Come si trasmette la tubercolosi?
  • Quali sono le manifestazioni cliniche?
  • Quali sono i test di screening e diagnostici?
  • Come gestire la TBC attiva? E quella latente?
  • Sono previsti interventi di sanità pubblica?

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