gravidanza oltre la 41° settimana

Assistenza ostetrica nella gravidanza oltre la 41 ° settimana

gravidanza oltre la 41° settimana

Titolo:  L'assistenza ostetrica nella gravidanza dopo la 41° settimana (codice ECM 295881)
Destinatari: ostetriche/i, medici chirurghi
Scadenza: 05-05-2021
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (16 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

La gravidanza oltre la 41° settimana, definita a termine tardivo (late term), se non complicata, è da considerarsi una gravidanza a basso rischio ostetrico, ma ha comunque un rischio più elevato rispetto alla gravidanza a termine precoce o quella a termine, tanto da richiedere un’assistenza non solo ostetrica.

Quali sono le cause di una gravidanza oltre la 41° settimana?

La maggior parte delle gravidanze post termine ha eziologia sconosciuta. Da un terzo a metà delle gravidanze protratte (post term) può essere attribuita a influenze genetiche materne o fetali riguardanti il meccanismo che innesca il travaglio. Tra i fattori di rischio si segnala anzitutto una pregressa gravidanza post termine (rischio relativo >2). Il rischio di ricorrenza è ancora più alto dopo due precedenti gravidanze post termine.

Oltre alla prima gravidanza post termine, sono fattori di rischio (rischio relativo <2):

  • nulliparità;
  • feto maschio;
  • obesità;
  • età materna avanzata;
  • madre (e in misura minore padre) nata post termine;
  • etnia materna (le donne bianche non ispaniche sono ad aumentato rischio rispetto alle donne africane, ispaniche e asiatiche).

Quali sono i rischi di una gravidanza oltre la 41° settimana?

Le gravidanze a termine tardive e quelle protratte si associano a complicanze materne, fetali e neonatali. Sembra che molte complicanze derivino da una perdita della funzionalità placentare. I neonati possono andare incontro a macrosomia e a sindrome da post maturità con un maggior rischio di patologie quali ipoglicemia, policitemia, asfissia perinatale, sindrome da aspirazione di meconio, ipertensione polmonare persistente. Nei parti oltre la 40° settimana inoltre si registra un aumento della mortalità neonatale e un aumento del rischio materno di lacerazioni perineali, infezioni ed emorragia post partum.

Le risposte del corso FAD

l corso si concentra sull'assistenza ostetrica nella gravidanza late term e in particolare cerca di rispondere ai quesiti:

  • Come si classifica la gravidanza a termine?
  • Quali sono eziologia e fattori di rischio del fenomeno?
  • Quali i rischi?
  • Qual è la gestione più comune della gravidanza dopo la 41° settimana?
  • Come va gestita la condotta d’attesa
  • Esistono metodi naturali alternativi all’induzione farmacologica?
  • Quali informazioni è bene offrire alle gestanti?
  • Come promuovere una positiva esperienza di travaglio e parto?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD Assistenza alla gravidanza dopo la 41° settimana di gravidanza.

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COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
Scadenza: 12-05-2021
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (27 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

COVID-19 e gravidanza

Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

Come si trasmette il virus?

Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

Il corso in breve

Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

In particolare prende in esame:

  • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
  • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
  • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
  • il monitoraggio della gravidanza
  • la gestione del parto e le sue conseguenze
  • l'allattamento materno.

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