Alimentazione e lavoro

Titolo: Alimentazione e lavoro (codice ECM 371544)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-2023
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (77 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

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Commenti (11):

  • ben strutturato e con contenuti realistici.
  • molto formativo
  • piacevolmente fruibile e chiaro
  • ottimo l'argomento e la semplicità espositiva, nel test di valutazione ci sono domande su argomentazioni non trattate nel corso
  • non pensavo che anche solo 1 bicchiere di vino potesse adare problemi.
  • interessante perchè tematica sottovalutata
  • utile
  • molto utile.
  • soddisfatto
  • interessante
  • utilissimo da conoscere altamente formativo

Perché seguire questo corso FAD ECM su alimentazione e lavoro

Si dà spesso poca importanza al cibo sul lavoro, in realtà sul luogo di lavoro possono essere svolte diverse attività volte alla prevenzione, in particolare quelle rivolte alla modifica degli stili di vita tra cui un'alimentazione non sana o l'uso di alcol che può comportare gravi conseguenze sul lavoro anche a dosi piccole. Il pasto fuori casa nella pausa pranzo è un momento delicato per le scelte alimentari con un rischio elevato di ricorso a soluzioni nutrizionalmente scorrette. La mensa aziendale rappresenta al contrario un’opportunità per orientare al meglio queste scelte grazie a una proposta equilibrata da un punto di vista nutrizionale e per fare educazione alimentare.
L’approccio multidisciplinare, coinvolgendo il medico competente, le Risorse umane, i lavoratori, il datore di lavoro e la società che gestisce la mensa aziendale è una soluzione molto efficace.

Alcol e lavoro, meglio evitare

L'alcol viene infatti definito fattore di rischio aggiuntivo in quanto va ad aggiungersi agli altri fattori di rischio amplificandone la portata, può causare una riduzione dell’integrità psico-fisica del lavoratore con possibili conseguenze sulla salute e la sicurezza di altre persone. Non è possibile definire quantità sicure, per cui vanno evitati anche bassi livelli di consumo come potrebbe essere un solo bicchiere di vino durante il pasto, che corrisponde comunque a un tasso di alcolemia pari a 0,2 g/l.
È molto importante diffondere la percezione del rischio collegato al consumo di bevande alcoliche sia nella popolazione sia tra gli operatori sanitari. Un tempo si era soliti fare un distinguo tra uso e abuso.
Questo tipo di lettura è ritenuta oggi scorretta e fuorviante e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità parla sempre e solo in termini di consumo. Viene così ritenuto un rischio non solo l’alcol dipendenza o il consumo eccessivo di alcol, ma anche il bere come parte dello stile di vita. Vanno perciò evitate espressioni come consumo moderato, consumo responsabile o consumo sociale.

Il ruolo del medico competente

Compito essenziale del medico competente è la sorveglianza sanitaria. I programmi di WHP (Workplace Health Promotion) hanno l’obiettivo di accrescere la capacità dei lavoratori di controllare e migliorare il proprio stato di salute. La
loro realizzazione non costituisce un obbligo di legge per i DL, tuttavia l’art. 25 del D.Lgs. 81/2008 ne riconosce la validità dei fini e pone tra gli obblighi del medico competente quello di collaborare, con il DL e l’RSPP, “alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di promozione della salute secondo i principi della responsabilità sociale”.
I programmi di WHP si possono articolare su diversi punti:

  • accordi con la società che gestisce la mensa aziendale prevedendo una serie di interventi sull’offerta come l’introduzione di pane e pasta integrali, la riduzione del sale, l’aumento dell’offerta di frutta e verdura
  • prevedere una serie di cartelli in mensa con messaggi di promozione di corrette abitudini
  • intervento sulle macchinette distributrici privilegiando acqua e succhi di frutta non zuccherati al posto di bevande gasate e zuccherate, frutta secca o frutta fresca al posto delle merendine.

I passi da seguire nell’organizzazione di un progetto di WHP prevedono:

  • la creazione di un gruppo di lavoro
  • la definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere
  • la stesura di un piano d’azione che deve essere monitorato, implementato e aggiornato tutte le volte che sia necessario.

Menù a prezzo fisso con un bicchiere di vino

Anna, operaia specializzata di un cantiere navale, si presenta al periodico controllo dal medico compente. Si conoscono da qualche anno e il dialogo tra i due è piacevolmente colloquiale.
Anna entra nella stanza salutando: “Buongiorno, dottore, come sta? Ci rivediamo come ogni anno e se siamo ancora qui tutti e due significa che... va bene!”
Il medico solleva la testa e sorride. Ricorda bene l’operaia, una persona solare e sempre di buon umore: “Anna, come sempre in forma e piena di spirito. Ti trovo bene, mi sembri anche dimagrita o sbaglio?”. La donna, compiaciuta dell’osservazione del medico, risponde: “Dottore, ho perso due chili! Mi fa molto piacere che se ne sia accorto, meno male. Allora si vede! Mio marito non ha notato nulla, ma quello ormai non mi guarda nemmeno, lasciamo perdere”.
Il medico la guarda con espressione complice e divertita, poi controlla la cartella dell’operaria: 56 anni, valori nella norma, nessuna patologia cronica, nessun problema particolare se non qualche chilo di troppo legato alla menopausa. Tra sé e sé pensa che se fossero tutti così i suoi pazienti il suo lavoro sarebbe molto più semplice: “Anna, ci sono novità, hai qualcosa da segnalarmi?”.
“Nulla, dottore, grazie a Dio nessun problema. Ho troppe cose da fare e preoccupazioni tra marito, figli, lavoro e la casa. Cucina, lava, stira. Noi donne abbiamo due lavori, dottore. Per non parlare di mia suocera, non fa niente perché, dice lei, è anziana. Secondo me sta benissimo. In compenso critica tutto quello che faccio io. Insomma, non ho tempo per star male. Lo sa, dottore, quando sto davvero bene? Al lavoro. Quello che faccio mi piace e poi ho tanti amici tra i colleghi. Se finiamo velocemente, li raggiungo in trattoria. Ha presente la nuova trattoria vicino al cantiere, quella che hanno appena aperto? L’ha già provata, dottore?”
Il medico si toglie gli occhiali e si rilassa “No, in realtà”. Anna piena di entusiasmo continua “Deve provarla. Si mangia benissimo. Piatti genuini e cucinati bene. E poi il prezzo è ottimo: 10 euro a prezzo fisso. Primo, secondo, contorno, caffè e pure un bel bicchiere di vino”. Il medico rimette gli occhiali. Le ultime parole della donna suonano come un piccolo campanello di allarme...

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Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

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