Rischio chemioterapici sul posto di lavoro

Rischio esposizione a chemioterapici sul lavoro

Rischio chemioterapici sul posto di lavoro

Titolo: La sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario (codice ECM 201528)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, infermieri pediatrici, farmacisti
Scadenza:
 20-08-2018
Crediti: 
2
Costo: 
20 €
Offerte: 
-
Programma:

Valutazione dei partecipanti (198 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Chi lavora a stretto contatto con i farmaci chemioterapici antiblastici ha un rischio aumentato di tumori e di effetti mutageni in caso di gravidanza.

Qual è l'entità del rischio? Come si fa a ridurre tale rischio e a prevenire le conseguenze sulla salute?

La risposta a queste e molte altre domande si trova in questo corso dedicato ai medici del lavoro che affronta e svolge tre casi paradigmatici utili per aggiornare la propria pratica quotidiana.

Ecco qualche stralcio delle tre storie:

L'importanza della formazione

L’operatore sanitario deve preparare una diluizione di cisplatino in flaconi da 25 mg di polvere liofilizzata con membrana in gomma perforabile.

La ricostituzione prevede la diluizione con acqua per preparazione iniettabile, ottenendo una concentrazione di 1 mg/ml per ogni flaconcino.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Monitoraggio e sorveglianza sanitaria

“Ma avrete almeno raccolto dati conoscitivi per farvi un’idea di quanta sia l’esposizione e quindi il rischio per i singoli lavoratori!”.

“Certo, certo, e quello rientra nei miei compiti, ho fatto realizzare delle schede personali che contengono dati sui carichi di lavoro (durata e quantitativi dei farmaci) e schede sulle modalità operative”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Teratogenesi e infertilità

“Lo sapete vero che chi manipola antiblastici ha un rischio aumentato di infertilità?”.

“No, ma occorre allora che Lucrezia parli con il medico del lavoro?” chiede preoccupato Gianvittorio.

“Guarda che il problema riguarda anche i maschi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

MeLa Flash: un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





benessere fetale intrapartum

Sorvegliare il benessere fetale nei travagli fisiologici

benessere fetale intrapartum

Titolo: Sorveglianza del benessere fetale intrapartum nei travagli fisiologici e a basso rischio (codice ECM 196346)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 07-06-2018
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (194 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

In che cosa consiste la sorveglianza del benessere fetale intrapartum?

La sorveglianza del benessere fetale nel travaglio di parto fisiologico prevede l’auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale (BCF).

L’auscultazione intermittente è considerato il gold standard per la sorveglianza del benessere fetale intrapartum, mentre non è sostenuto da prove di efficacia e non è raccomandato l’utilizzo della cardiotocografia (CTG) al momento del ricovero di donne con gravidanza a basso rischio.

Quando un travaglio è a basso rischio?

Per definire la popolazione di donne con travaglio fisiologico per le quali è raccomandata l’auscultazione intermittente si possono identificare criteri antepartum e intrapartum.

L’OMS nel documento Antenatal care randomized trial: manual for the implementation of the new model propone alcuni criteri per la definizione delle donne che possono ricevere una assistenza di base e di quelle che hanno invece la necessità di cure aggiuntive, in funzione della presenza di fattori di rischio o di specifiche condizioni di salute.
I fattori considerati sono:

  • la storia ostetrica;
  • la gravidanza attuale;
  • le condizioni mediche.

Perché è utile sorvegliare il benessere fetale in travaglio di parto?

La sorveglianza del benessere fetale intrapartum permette di accertare una condizione di reattività fetale identificando tempestivamente i primi segni di ipossia al fine di ridurre la mortalità e la morbilità perinatali.

Il passaggio di un feto da una normale ossigenazione all'ipossia richiede di solito almeno un’ora e, in situazioni fisiologiche, è quasi sempre preceduto da decelerazioni ripetitive, da un aumento della linea di base e da un aumento della frequenza cardiaca.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono i criteri per definire un travaglio fisiologico?
  • Perché sorvegliare il benessere fetale in travaglio di parto?
  • Come sorvegliare il benessere fetale intrapartum?
  • Quale è la procedura per l’auscultazione intermittente?
  • Come favorire l’introduzione nella pratica clinica dell’auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





infezioni-catetere-escherichia-coli

Prevenzione delle infezioni urinarie nei soggetti cateterizzati

infezioni-catetere-escherichia-coli

Titolo: Prevenzione delle infezioni urinarie nei soggetti cateterizzati (codice ECM 192373)
Destinatari:
infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, medici
Scadenza:
27-04-2018
Crediti:
5
Costo:
20 €
Offerte:
gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma:
Nursing FAD
Valutazione dei partecipanti (4.356 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Cateterismo e infezioni delle vie urinarie

L’infezione delle vie urinarie è la complicanza più comune del cateterismo vescicale. Tali infezioni sono responsabili del 40% delle infezioni ospedaliere; di queste una percentuale che varia dal 67 al 74% è causata dal catetere vescicale.

La durata del cateterismo vescicale è strettamente connessa con il rischio di batteriuria e di infezione. Per ogni giorno di permanenza del catetere il rischio di batteriuria aumenta dal 3 al 7%.

Il 26% dei pazienti con catetere vescicale a permanenza per 2-10 giorni ha una batteriuria e di questi il 24% sviluppa un’infezione sintomatica del tratto urinario.

Quali sono le principali cause dell'infezione?

La procedura di inserimento del catetere, se eseguita senza rispettare le raccomandazioni e le norme igieniche, è la principale causa di infezione. 

Le infezioni possono essere causate anche dalla risalita di microrganismi lungo il catetere grazie al biofilm che si forma tra mucosa uretrale e catetere.

Questa modalità di infezione è più frequente nel sesso femminile per la brevità dell’uretra (colonizzazione extraluminale).

Un'altra causa è il reflusso di microrganismi dalla sacca di drenaggio o dall'interruzione del sistema chiuso (colonizzazione intraluminale). Tale modalità è meno frequente.

Quali sono le precauzioni per ridurre il rischio di infezione?

Si raccomanda innanzitutto di tenere il sistema di drenaggio chiuso: se si interrompe si sconnette o ci sono perdite lo si deve sostituire usando tecniche asettiche e materiale sterile.

L’igiene quotidiana va eseguita con acqua e sapone: l'uso di soluzioni antisettiche non è raccomandato.

Inoltre, è importante limitare la durata del cateterismo, in quanto maggiore è la durata più alto è il rischio.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le indicazioni all'uso del catetere vescicale?
  • Quali sono i criteri per scegliere il catetere più adatto?
  • Quali sono le precauzioni da seguire per l’inserimento e rimozione di un catetere vescicale?
  • Quali sono le precauzioni per prevenire le infezioni nel paziente cateterizzato?
  • Come va gestito un paziente cateterizzato, per ridurre il rischio di complicanze?
  • Quali sono le principali complicanze legate al cateterismo vescicale?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





nausea e vomito chemioterapia

Nausea e vomito da chemioterapia

nausea e vomito chemioterapia

Titolo: Nausea e vomito da chemitoerapia (codice ECM 183548)
Destinatari:
infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, medici
Scadenza:
19-02-2018
Crediti:
5
Costo:
20 €
Offerte:
gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma:
Nursing FAD
Valutazione dei partecipanti (4.032 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Nausea e vomito da chemioterapia

Pur essendo migliorata in modo sostanziale la gestione di nausea e vomito grazie all'introduzione di nuovi farmaci antiemetici  ancora oggi vomita circa il 40% dei pazienti sottoposti a cicli chemioterapici a moderato o alto potenziale emetogeno.

Tali sintomi possono avere ricadute gravi in quanto: favoriscono lo sviluppo di ansia e di disturbi depressivi, riducono la compliance causando ritardi nella somministrazione dei successivi cicli chemioterapici.

Di conseguenza possono influenzare la progressione della malattia e anche la sopravvivenza.

Perché la chemioterapia causa nausea e vomito?

La chemioterapia può scatenare nausea e vomito con due meccanismi diversi: agendo direttamente a livello dell'encefalo (chemoreceptor trigger zone) oppure con un'azione indiretta a livello gastrointestinale.

In questo secondo caso la chemioterapia produce radicali liberi che provocano un eccessivo rilascio di serotonina da parte delle cellule enterocromaffini del tratto gastrointestinale.

La serotonina lega quindi i recettori 5-HT3 e questo legame conduce l’informazione al cervello che può scatenare la comparsa di vomito.

L'importanza della prevenzione

La prevenzione è fondamentale per evitare la comparsa di nausea e vomito.

A tal fine occorre valutare a priori i possibili fattori di rischio di nausea e vomito legati al paziente e al regime chemioterapico in modo da scegliere una profilassi adeguata sulla base delle linee guida evidence based

Nella scelta è importante tenere presenti anche gli effetti collaterali della terapia antiemetica, la variabilità individuale nella soglia di tolleranza della nausea, lo stato nutrizionale, le patologie concomitanti, le eventuali interazioni con i farmaci assunti, le preferenze del paziente e che la risposta può cambiare da un ciclo a quello successivo.

Una volta avviata la chemioterapia occorre rivalutare e riadattare nel tempo la terapia antiemetica tenendo conto delle condizioni cliniche e delle possibili modifiche all’iter terapeutico.

E’ importante che ci sia anche un’attiva partecipazione del paziente per evitare una sottostima della tossicità del trattamento e una terapia di supporto non ottimale.

Esistono numerose classi di farmaci per il trattamento di nausea e vomito. Le linee guida distinguono 4 categorie di agenti emetogeni in funzione del rischio di emesi associato al chemioterapico.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le forme di nausea e vomito da chemioterapia?
  • Quali sono i fattori di rischio e quali le conseguenze di nausea e vomito da chemioterapia?
  • Come si valuta la nausea e il vomito da chemioterapia?
  • Quali sono gli interventi farmacologici per la prevenzione e il trattamento della nausea e del vomito da chemioterapia?
  • Quali sono gli interventi non farmacologici per la gestione della nausea e del vomito da chemioterapia?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD sulla nausea e vomito da chemioterapia dedicato a infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari e medici.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Sfigmometro ipertensione arteriosa

Come fare diagnosi d’ipertensione arteriosa

Sfigmometro ipertensione arteriosa

Titolo: La diagnosi di ipertensione arteriosa (codice ECM 184478)
Destinatari: medici, odontoiatri
Scadenza: 28-02-2018
Crediti: 2
Costo: 10 €
Offerte:
- dossier disponibile gratuitamente
- corso gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma: SmartFAD

La misurazione della pressione arteriosa sembra una tecnica semplice e ben nota a tutti, ma quando e come si può porre con certezza una diagnosi di ipertensione arteriosa?

Conta anche il luogo e la situazione

Le nuove linee guida del NICE (pubblicate nel 2016) sottolineano l'importanza delle condizioni in cui si misura la pressione. Prima di definire il paziente come iperteso (con la conseguenza della modifica degli stili di vita e, se necessario, con l'inizio di una terapia antipertensiva) occorre avere fatto diverse misurazioni secondo criteri standardizzati.

A volte comunque non bastano i dati raccolti con lo sfigmomanometro e bisogna procedere a esami specifici.

In un corso FAD ECM le risposte ai dubbi

Su quale braccio è meglio misurare la pressione? Quante misurazioni devono essere fatte per porre diagnosi di ipertensione? Quale tipo di apparecchio utilizzare? Quali sono i valori per definire un soggetto iperteso? Ha valore l'automisurazione della pressione arteriosa? Quando bisogna ricorrere a un Holter pressorio sulle 24 ore? Quando occorre indagare l'origine dell'ipertensione? Quali sono i rischi se la pressione arteriosa rimane alta? Quando un'ipertensione si definisce grave?

Queste sono solo alcune delle domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sulla diagnosi di ipertensione arteriosa realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





influenza

La stagione influenzale 2016-2017

influenza

Titolo: La stagione influenzale 2016-2017 (codice ECM 178200)
Destinatari: medici, odontoiatri
Scadenza: 30-06-2017
Crediti: 2
Costo: 10 €
Offerte:
- dossier disponibile gratuitamente
- corso gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma: SmartFAD
Valutazione dei partecipanti (123 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Come gestire il paziente con l'influenza?

La stagione influenzale 2016-2017 è in corso. Bisogna considerare che l'influenza, malattia considerata lieve, può in realtà accompagnarsi a complicanze gravi, anche letali, nei soggetti più fragili.

E' importate quindi riconoscere questi soggetti, così come porre in atto un'adeguata prevenzione.

Le risposte del corso FAD

Sono utili i farmaci antinfluenzali? Quando vanno impiegati? A chi consigliare per l'anno prossimo il vaccino? Quali sono le complicanze più gravi da tenere presenti?
Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD ECM sull'influenza del programma SMARTFAD realizzato da Zadig insieme all'Ordine dei medici di Milano.

Scarica il dossier

Il dossier del corso è disponibile gratuitamente qui sul numero 4-2016 di InFormaMI, bollettino dell'OMCeOMI.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Infezione virus zika

Tutto sull’infezione da virus Zika

Infezione virus zika

Titolo: L'infezione da virus Zika (codice ECM 160168)
Modello didattico: casi di pratica clinico-assistenziale quotidiana tra evidence based e narrative medicine
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2017
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (911 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

La minaccia del virus Zika

L'epidemia da virus Zika in corso in Sud America sembra lontana da noi e non poterci toccare.

Ma l'arrivo dell'estate e il fatto che in Italia sia endemico uno dei vettori, la zanzara Aedes albopictus, nota ai più come zanzara tigre, pone importanti problemi di sanità pubblica.

E' davvero un rischio o è un'ipotesi remota? Questo corso FAD offre tutti gli elementi per farsene un'idea e capire come comportarsi.

I danni provocati dal virus

L'infezione acuta da virus Zika non è preoccupante per la singola persona, non ha niente a che spartire per esempio con la gravità dell'infezione da Ebola che ha occupato le cronache dell'ultimo anno.

Si tratta di un'infezione autolimitante e che dà sintomi per non più di una settimana.

Le conseguenze sono però ben più gravi in alcune persone a distanza di tempo, con la comparsa di una sindrome di Guillain-Barré, e ancora più gravi sono i danni se a essere infettato è un feto.

Le prove accumulate sono ormai tali che sembra certo esserci un nesso tra infezione neonatale e microcefalia, condizione gravissima.

Che cosa fare per evitare il contagio

Il virus Zika può essere trasmesso da zanzare del genere Aedes (in particolare Aedes aegypti ed Aedes albopictus), oppure per via sessuale, o per via materno-fetale in utero.

Il virus è presente anche nel sangue (e quindi è ipotizzabile il contagio attraverso emotrasfusioni), nell'urina, nella saliva e nello sperma.

I comportamenti da adottare riguardano quindi la difesa dalle punture di zanzara e l'astensione sessuale o il sesso protetto (con preservativo) in caso di sospetto che il partner sia infetto.

Le risposte del corso FAD sul virus Zika

Grazie al fatto che la Commissione Nazionale ECM ha creato una via preferenziale per l'accreditamento dei corsi di formazione sul virus Zika, questo corso FAD è il primo che esce sull'argomento, aggiornato agli ultimissimi dati disponibili. 

E' una nuova filosofia di formazione a distanza, tanto che abbiamo creato il programma Instant Learning per rispondere ai bisogni formativi urgenti.

Chi farà il corso troverà risposta a queste e molte altre domande:

  • Quanto è diffuso il virus Zika?
  • Quali sono i rischi reali che il virus Zika arrivi in Italia?
  • Quali consigli si possono dare per ridurre il rischio di contagio?
  • Come si gestisce il paziente con virus Zika?
  • Come si fa la diagnosi di infezione da virus Zika?
  • Come prevenire, a livello di sanità pubblica, l'epidemia?
  • Come comunicare con il paziente con Zika?
  • Quali consigli dare alle donne gravide o in epoca fertile?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Agenti cancerogeni luogo di lavoro

Attenzione agli agenti cancerogeni sul luogo di lavoro

agenti cancerogeni lavoro

Titolo: Rischio occupazionale da esposizione ad alcuni agenti cancerogeni noti (codice ECM 143604)
Destinatari:
medici
Scadenza: il corso è scaduto
Crediti: 9
Costo: 60 €
Offerte: -
Programma: MeLa
Valutazione dei partecipanti (1.690 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso dedicato ai medici del lavoro

Come noto, i medici del lavoro hanno l'obbligo di acquisire almeno il 70% dei propri crediti formativi ECM con corsi specifici per la loro professione (D.Lgs 81/08, art. 38, comma 3: "per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina… a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti… dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro"). Il provider Zadig ha attivato per loro, insieme alla SIMLII, corsi dedicati alla medicina del lavoro.

Focus sui rischi occupazionali da agenti cancerogeni

Il corso presenta diversi casi di pratica quotidiana che si focalizzano su alcune delle sostanze cancerogene che sono presenti nella realtà lavorativa italiana. In particolare ci si concentra su benzene, idrocarburi policiclici aromatici, farmaci antiblastici, cromo, cromati e amianto. Per ogni sostanza vengono fornite le informazioni necessarie per affrontare un caso reale.

Lavoro patologia neoplastica

Il ruolo del medico competente nella patologia neoplastica lavorativa

Lavoro patologia neoplastica

Titolo: Lavoro e patologia neoplastica (codice ECM 131203)
Destinatari:
medici
Scadenza: scaduto
Crediti: 18
Costo: 180 €
Offerte: sconto del 33% per i soci della SIMLII
Programma: MeLa
Valutazione dei partecipanti (3.529 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso dedicato ai medici del lavoro

Come noto, i medici del lavoro hanno l'obbligo di acquisire almeno il 70% dei propri crediti formativi ECM con corsi specifici per la loro professione (D.Lgs 81/08, art. 38, comma 3: "per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina… a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti… dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro"). Il provider Zadig ha attivato per loro, insieme alla SIMLII, corsi dedicati alla medicina del lavoro.

L'attenzione a 360° sul rischio neoplastico nei luoghi di lavoro

Tutti i problemi legati al rischio di patologie neoplastiche sul lavoro, non solo le informazioni per condurre un'adeguata sorveglianza sanitaria, ma anche le raccomandazioni per la prevenzione sanitaria (rispetto alla modifica delle abitudini di vita che possono favorire l'insorgenza di cancro), la collaborazione tra medico del lavoro e medico di famiglia, gli aspetti legislativi e le pratiche da seguire in caso di sospetta malattia neoplastica di origine lavorativa.

Tutto questo in un corso FAD ECM centrato sui casi di pratica professionale.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornato





Patologie muscoloscheletriche

Le frequenti patologie muscoloscheletriche professionali

Patologie muscoloscheletriche

Titolo: Patologie muscoloscheletriche: il medico competente al lavoro (codice ECM 141635)
Destinatari:
medici
Scadenza: il corso è scaduto
Crediti: 8
Costo: 60 €
Offerte: -
Programma: MeLa
Valutazione dei partecipanti (2.694 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso dedicato ai medici del lavoro

Come noto, i medici del lavoro hanno l'obbligo di acquisire almeno il 70% dei propri crediti formativi ECM con corsi specifici per la loro professione (D.Lgs 81/08, art. 38, comma 3: "per lo svolgimento delle funzioni di medico competente è necessario partecipare al programma di educazione continua in medicina… a partire dal programma triennale successivo all’entrata in vigore del presente decreto legislativo. I crediti previsti… dovranno essere conseguiti nella misura non inferiore al 70% del totale nella disciplina medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro"). Il provider Zadig ha attivato per loro, insieme alla SIMLII, corsi dedicati alla medicina del lavoro.

Tutto sulle patologie muscoloscheletriche nell'attività del medico del lavoro

Questo corso FAD ECM affronta vari temi riconducibili tutti alla sofferenza muscolare, ossea o tendinea secondaria all'attività lavorativa svolta, in particolare si tratta di:

  • patologie dell'arto superiore correlate al lavoro
  • prevenzione e gestione dei disturbi e delle patologie da movimentazione dei pazienti
  • primo orientamento nella valutazione del rischio biomeccanico agli arti superiori
  • valutazione dell'eziologia professionale di una malattia da movimentazione di carichi
  • patologia del rachide negli autisti.