COVID-19: la sicurezza dei lavoratori

Titolo: COVID-19: la sicurezza dei lavoratori (codice ECM 310061)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2,6
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (107 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Lavorare in sicurezza

La sicurezza in tempo di pandemia passa attraverso il rispetto delle regole definite nelle circolari emanate dal Ministero della Salute.

La conoscenza di questi documenti è fondamentale perché il medico competente possa consigliare adeguatamente i titolari di azienda e per ridurre al minimo il contagio sul luogo di lavoro.

Considerato che compatibilmente con l'andamento dell'infezione si sta cercato di preservare gran parte delle attività lavorative, diventa importante la formazione sulla consapevolezza del rischio e dell'importanza delle misure preventive.

La sorveglianza sanitaria al tempo di COVID-19

A causa della pandemia in atto vi sono nuove misure di sorveglianza sanitaria. Tra le attività ricomprese nella sorveglianza sanitaria dovranno essere privilegiate le visite che possano rivestire carattere di urgenza e di indifferibilità. In particolare deve essere privilegiata la visita medica:

  • preventiva, anche in fase pre assuntiva;
  • su richiesta del lavoratore;
  • in occasione del cambio di mansione;
  • precedente alla ripresa del lavoro dopo assenza per malattia superiore a 60 giorni continuativi.

Per quanto concerne il cambio della mansione (art. 41, c.1 lett. d) il medico competente valuterà l’eventuale urgenza e indifferibilità tenendo conto sia dello stato di salute del lavoratore all’epoca dell’ultima visita effettuata, sia – sulla base della valutazione dei rischi - dell’entità e tipologia dei rischi presenti nella futura mansione. In linea generale, possono essere differibili, previa valutazione del medico stesso, in epoca successiva al 31 luglio 2020:

  • la visita medica periodica (art. 41, c. lett. b)
  • la visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro, nei casi previsti dalla normativa vigente (art.41, c. 1 lett. e)Andrebbe altresì sospesa l’esecuzione di esami strumentali che possano esporre a contagio da SARS-CoV-2, quali, per esempio, le spirometrie, gli accertamenti ex art 41 comma 4, i controlli ex art 15 leg-ge 125/2001 qualora non possano essere effettuati in idonei ambienti e con idonei dispositivi di protezione

Un corso FAD dedicato

Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2,6 ECM) di medicina del lavoro tratta la sicurezza dei lavoratori al tempo di COVID-19.

Ecco l'anteprima di uno dei casi.

Si ricomincia

“Finalmente riapriamo!” esclama spalancando il portone di ingresso della sua azienda in Brianza l’ingegner Binetti una mattina di settembre, visibilmente commosso “non ci speravo più”.

L’attività è rimasta ferma a lungo dopo la fine del lockdown, Binetti era stato malato e non aveva più forze né energie psicologiche perriaprire, soprattutto ha dovuto faticare per ottenere i finanziamenti che gli consentissero di riavviare l’azienda. L’ingegnere ha convocato per quella stessa mattina il medico competente, il dottor Zucchi, per sentire da lui tutte le indicazioni e le nuove norme previste per lavorare in sicurezza nei confronti del SARS-CoV-2. All’incontro partecipa anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), il signor Bertocchi, in Azienda da oltre un decennio.

Zucchi e Bertocchi arrivano dopo pochi minuti: “Che piacere vedervi!” esclama raggiante Binetti dirigendosi verso i due. Viene però subito bloccato affettuosamente con un cenno dal medico competente: “Attenzione ingegnere, lo so che è strafelice di vederci, e lo sono anche io, ma freniamo l’entusiasmo e ricordiamoci di mantenere la distanza di sicurezza, lo sa che è fondamentale! Adesso poi, sembra proprio che dovremo stare ancora più attenti, purtroppo...”. “Ma certo dottore, non si preoccupi, vede, anch’io indosso la mascherina! Venite, sediamoci qui nel giardino, oggi è una bellissima giornata di sole e ho pensato di rimanere all’aperto per essere più tranquilli riguardo agli eventuali rischi di contagio, poi analizzeremo insieme tutte le nuove norme per la riapertura dell’azienda,sanificazione, e quant’altro. Intanto però iniziamo col prenderci un bel caffé: che ne dite? Ho chiamato il bar vicino per ordinarlo e farcelo portare”. “Ottima idea!” commentano i due. “Bene” riprende Binetti. “Allora, dottor Zucchi, da dove cominciamo?”. “Beh, visto che abbiamo qui con noi il signor Bertocchi, inizierei subito dalle nuove indicazioni per le misure di sorveglianza sanitaria” risponde il medico competente.

 

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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    Il paziente con COVID-19 a domicilio

    Titolo: Il paziente con COVID-19 a domicilio (ID ECM 341943)
    Destinatari: tutti gli operatori sanitari
    Scadenza:31-12-2022
    Crediti: 9,1
    Costo: 44,99 euro
    Programma: Instant Learning
    Valutazione dei partecipanti (168 valutazioni):
    8/10 rilevanza
    9/10 qualità
    8/10 efficacia

    Perché seguire questo corso FAD ECM sulla gestione a domicilio del paziente con COVID-19

    La gestione del paziente con COVID-19 a domicilio è fondamentale non solo per il singolo malato ma anche per evitare che gli ospedali, specie in fase di ondata epidemica, abbiano troppi accessi inappropriati. Solo avendo le adeguate conoscenze si può seguire a casa un paziente con la malattia. Per questo motivo il provider ECM Zadig ha realizzato questo corso FAD sotto la responsabilità scientifica del professor Fabrizio Pregliasco.

     

    L'assistenza al paziente COVID-19 sul territorio

    L’intervento dei medici delle cure primarie (MMG, PLS, CA) si realizza, soprattutto, da remoto, avvalendosi dei mezzi telematici o telefonici a disposizione del paziente e pianificati e registrati su piattaforme concordate con le ATS. Le visite ambulatoriali o domiciliari “in presenza” ritenute indispensabili possono essere effettuate se il sanitario ha in dotazione e indossa gli adeguati DPI (dispositivi di protezione individuale).

    Non esiste ancora nessuna terapia specifica per COVID-19 somministrabile in ambito domiciliare nelle prime fasi di malattia: molte di quelle ipotizzate nel recente passato e utilizzate al di fuori degli studi clinici hanno dimostrato possibili tossicità, a fronte dell’assenza di prove certe di efficacia. Secondo l’OMS, ai pazienti con COVID-19 con sintomi lievi servono, oltre all’isolamento, ai farmaci sintomatici e a un’alimentazione e un’idratazione adeguate, la valutazione del medico di famiglia della loro predisposizione a un eventuale aggravamento della malattia, per indirizzarli alla terapia con anticorpi monoclonali erogata dalle strutture abilitate alla prescrizione (ospedali). Inoltre, i pazienti vanno informati su come riconoscere i segnali di peggioramento.

    Il corso in breve

    La gestione del paziente con COVID-19 a domicilio è fondamentale non solo per il singolo malato ma anche per evitare che gli ospedali, specie in fase di ondata epidemica, abbiano troppi accessi inappropriati. Il corso fornisce le indicazioni per una corretta valutazione della gravità del paziente COVID-19 e per una adeguata gestione sul territorio. In sintesi i punti presi in esame dal corso sono:

    • Sintomatologia
    • Classificazione della gravità della malattia
    • Prognosi
    • Triage
    • Criteri per la decisione tra cure a casa o ricovero in ospedale
    • Diagnosi differenziale
    • L’assistenza al paziente domiciliare
    • I compiti del medico (MMG e PLS)
    • La telemedicina
    • La consulenza telefonica
    • L’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
    • Conferma diagnostica
    • Definizione di caso
    • Definizione di contatto stretto
    • I vari tipi di test
    • Quali test utilizzare
    • Test rapidi nell’ambulatorio del MMG o PLS21
    • Gestione domiciliare
    • Terapie a domicilio
    • Mantenimento delle terapie croniche in corso
    • Vaccinazioni
    • Gestione dei pazienti con comorbilità
    • Un decorso prolungato
    • Persistenza virale
    • Long COVID

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      Interventi assistiti con gli animali a supporto di terapie e trattamenti

      Titolo: Interventi assistiti con animali a supporto di trattamenti e terapie (codice ECM 294047)
      Destinatari: tutti gli operatori sanitari
      Scadenza:
      31-03-2021
      Crediti:
      2
      Costo:
      10 €
      Offerte:
       gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
      Programma:
      SMARTFAD
      Valutazione dei partecipanti (217 valutazioni):
      8/10 rilevanza
      8/10 qualità
      7/10 efficacia

      Interventi assistiti con animali (IAA): una definizione

      Con Interventi assistiti con gli animali (IAA) si indicano interventi basati sull’interazione uomo-animale che integrano e rinforzano le terapie e i trattamenti in diverse condizioni cliniche e ambienti.

      Negli ultimi anni l’interesse sul ruolo terapeutico della relazione uomo-animale e delle possibilità di interventi mirati ha trovato sempre maggiore spazio. Nel 2015 sono state pubblicate le Linee Guida Nazionali, per ottimizzare e uniformare gli Interventi assistiti con gli animali (quelli che un tempo erano chiamati pet therapy, termine oggi desueto), stimolando una metodologia condivisa e favorendo studi scientifici atti a valutare e confermare la loro utilità e ruolo.

      Il corso FAD (2 ECM) del programma SmartFAD, realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano, prefigge lo scopo di far conoscere la realtà degli IAA con una panoramica delle normative e delle applicazioni.

      Ecco uno stralcio in anteprima da una delle tre storie.

      Sarà, ma non ci credo

      Era tanto tempo che Giuliana non entrava nello studio del suo medico di famiglia, Vittorio. Per sua fortuna la salute era buona e non aveva grandi occasioni di incontro. Quel giorno però, dopo aver citofonato quasi alla fine dell’orario di visita per una ricetta, si era trattenuta per fare due chiacchiere. Medico anche Giuliana, da tempo si dedicava alla comunicazione scientifica e, da qualche anno, a un nuovo ambito di lavoro, gli Interventi assistiti con gli animali (IAA).
      “Mi fa piacere questo tuo nuovo interesse, ma francamente non ne so granché e non mi sembra ci sia molto da dire. A parte qualche sorriso in più, tanta buona volontà di persone che con i loro animali dedicano tempo ai malati facendo dimenticare per un po’ le loro preoccupazioni” dice Vittorio scuotendo la testa.
      “Non sono d’accordo. Certo fino a qualche tempo fa forse era tutto meno chiaro, ma ci sono pubblicazioni scientifiche, si sta cercando di armonizzare gli interventi, di avere dati, per quanto possibile, confrontabili e utilizzabili, per capire sempre più cosa sia utile e cosa no, in affiancamento a terapia medica, chirurgica, fisioterapica e altro” afferma con passione Giuliana, spiegando la valenza e utilità degli IAA, se saputi utilizzare. “Non si tratta semplicemente di far passare qualche ora piacevole: stiamo parlando di progetti costruiti sul bisogno dei pazienti, che prevedono team multidisciplinari di esperti (medici, psicologi, altre figure sanitarie) che individuano obiettivi precisi e strategie per raggiungerli, oltre a strumenti per il monitoraggio. Il tutto per migliorare la terapia standard”.
      “Sarà, ma non sono convinto” commenta Vittorio.

      [...]

      Scopri come continua la storia...

       

       

       

       

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        gravidanza oltre la 41° settimana

        Assistenza ostetrica nella gravidanza oltre la 41 ° settimana

        gravidanza oltre la 41° settimana

        Titolo:  L'assistenza ostetrica nella gravidanza dopo la 41° settimana (codice ECM 295881)
        Destinatari: ostetriche/i, medici chirurghi
        Scadenza: 05-05-2021
        Crediti: 5
        Costo: 40 €
        Programma: FADO
        Valutazione dei partecipanti (79 valutazioni):
        8/10 rilevanza
        9/10 qualità
        8/10 efficacia

        La gravidanza oltre la 41° settimana, definita a termine tardivo (late term), se non complicata, è da considerarsi una gravidanza a basso rischio ostetrico, ma ha comunque un rischio più elevato rispetto alla gravidanza a termine precoce o quella a termine, tanto da richiedere un’assistenza non solo ostetrica.

        Quali sono le cause di una gravidanza oltre la 41° settimana?

        La maggior parte delle gravidanze post termine ha eziologia sconosciuta. Da un terzo a metà delle gravidanze protratte (post term) può essere attribuita a influenze genetiche materne o fetali riguardanti il meccanismo che innesca il travaglio. Tra i fattori di rischio si segnala anzitutto una pregressa gravidanza post termine (rischio relativo >2). Il rischio di ricorrenza è ancora più alto dopo due precedenti gravidanze post termine.

        Oltre alla prima gravidanza post termine, sono fattori di rischio (rischio relativo <2):

        • nulliparità;
        • feto maschio;
        • obesità;
        • età materna avanzata;
        • madre (e in misura minore padre) nata post termine;
        • etnia materna (le donne bianche non ispaniche sono ad aumentato rischio rispetto alle donne africane, ispaniche e asiatiche).

        Quali sono i rischi di una gravidanza oltre la 41° settimana?

        Le gravidanze a termine tardive e quelle protratte si associano a complicanze materne, fetali e neonatali. Sembra che molte complicanze derivino da una perdita della funzionalità placentare. I neonati possono andare incontro a macrosomia e a sindrome da post maturità con un maggior rischio di patologie quali ipoglicemia, policitemia, asfissia perinatale, sindrome da aspirazione di meconio, ipertensione polmonare persistente. Nei parti oltre la 40° settimana inoltre si registra un aumento della mortalità neonatale e un aumento del rischio materno di lacerazioni perineali, infezioni ed emorragia post partum.

        Le risposte del corso FAD

        l corso si concentra sull'assistenza ostetrica nella gravidanza late term e in particolare cerca di rispondere ai quesiti:

        • Come si classifica la gravidanza a termine?
        • Quali sono eziologia e fattori di rischio del fenomeno?
        • Quali i rischi?
        • Qual è la gestione più comune della gravidanza dopo la 41° settimana?
        • Come va gestita la condotta d’attesa
        • Esistono metodi naturali alternativi all’induzione farmacologica?
        • Quali informazioni è bene offrire alle gestanti?
        • Come promuovere una positiva esperienza di travaglio e parto?

        Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD Assistenza alla gravidanza dopo la 41° settimana di gravidanza.

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          Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

          emergenza covid-19 misure di protezione

          Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
          Destinatari: tutti gli operatori sanitari
          Scadenza: 31-12-2020
          Crediti: 3,9
          Costo: 10 €
          Programma: Instant Learning
          Valutazione dei partecipanti (859 valutazioni):
          9/10 rilevanza
          9/10 qualità
          9/10 efficacia

          Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

          Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

          Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

          •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
            sapone in caso di mani visibilmente sporche;
          • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
          • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
            immediatamente;
          • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
          •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

          L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

          Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

          Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

          Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

          Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

          • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
            o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
          • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
          • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
          • protezione delle mani: guanti.

          Le risposte per la pratica quotidiana

          Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

          • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
          • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
          • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
          • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

           

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            Sigarette elettroniche e salute

            Titolo:  Sigarette elettroniche e salute (ID ECM 290073)
            Destinatari: tutti gli operatori sanitari
            Scadenza: 31-12-2020
            Crediti: 5
            Costo: 30 €
            Programma: Instant Learning
            Valutazione dei partecipanti (484 valutazioni):
            8/10 rilevanza
            9/10 qualità
            8/10 efficacia

            C'è una vera e propria epidemia di sigarette elettroniche, specie tra i giovani. Dati statunitensi indicano in un solo anno (dal 2018 al 2019) il raddoppio degli utilizzatori nelle fasce d'età meno protette, dati italiani parlano di oltre 900.000 utilizzatori di qualunque età.  Questa diffusione a macchia d'olio impone di avere informazioni più precise e attendibili sugli eventuali danni alla salute delle sigarette elettroniche. In letteratura scientifica sono stati pubblicati i primi lavori che dimostrano i problemi di sicurezza. A questi si aggiunge il rischio che i giovani svapatori (l'uso della sigaretta elettronica è detto "svapare" e non "fumare") passino più facilmente poi al fumo di sigaretta tradizionale.

            Gli effetti sulla salute

            Le prove scientifiche sui rischi per la salute associati all’uso dei sistemi elettronici di somministrazione della nicotina (ENDS) sono in rapida evoluzione. Dalla seconda metà del 2019 si è assistito, negli Stati Uniti, a un aumento repentino di casi di grave malattia polmonare associata all’uso di sigarette elettroniche.

            Le presentazioni cliniche facevano rilevare dispnea, tosse, dolore toracico e sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Secondo la letteratura scientifica e-cig e tabacco riscaldato non possono essere definiti innocui, né privi di rischi per la salute. Gli esiti raggiunti finora mostrano effetti negativi sulle cellule dei polmoni, nelle persone, negli animali e sui campioni di tessuto analizzati in laboratorio. Diversi studi hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori in coloro che “svapano”, come bronchiti e asma.

            Durante la vaporizzazione sono rilasciati nell’ambiente le particelle ultrafini e i composti organici volatili. Il risultato è un nuovo tipo di fumo passivo, chiamato“svapo passivo”. La scienza non considera le e-cig un metodo efficace di disassuefazione. I pareri favorevoli all’uso delle sigarette elettroniche come coadiuvanti per la cessazione del fumo indicano come necessaria la valutazione degli effetti a lungo termine per monitorare il tasso di eventuali ricadute: fare in modo che i pazienti non ritornino alle sigarette tradizionali deve essere la priorità.

            Il corso in breve

            Il corso aperto a tutti gli operatori sanitari prende in esame i seguenti punti:

            • I dati epidemiologici italiani e statunitensi
            • Che cos'è la sigaretta elettronica
            • Quali sono gli effetti sulla salute
            • Quali i provvedimenti e i tentativi di regolamentazione

             

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              agenti chimici pericolosi

              Gli agenti chimici pericolosi

              Titolo: Gli agenti chimici pericolosi (codice ECM 291602)
              Destinatari:
              medico, tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, chimico
              Scadenza:
               31-12-2020
              Crediti:
              2
              Costo:
              20 €
              Programma:
              MeLa Flash
              Valutazione dei partecipanti (112 valutazioni):
              8/10 rilevanza
              8/10 qualità
              7/10 efficacia

              Agenti chimici pericolosi: rischi e prevenzione

              Gli agenti chimici sono di comune uso nell'industria e non solo o non tanto quella specificamente chimica, basti pensare all'industria tessile, a quella automobilistica, a quella alimentare, a quella dell’informatica, solo per fare qualche esempio.
              Tra questi alcuni sono pericolosi per la salute e richiedono quindi il rispetto di tutte le norme vigenti e la loro sostituzione con alternative meno pericolose in acuto e in cronico.

              Il corso fornisce gli elementi di base per la prevenzione e la sorveglianza sanitaria legate a questi prodotti nocivi che coinvolgono il medico competente sia nell'operatività quotidiana sia nella formazione puntuale e ricorrente del personale impiegato.
              Aperto a medici, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e chimici il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta come prevenire il rischio da agenti chimici pericolosi in diverse situazioni.

              Ecco l'anteprima dei tre casi.

              Uno studente in azienda

              Giovanni, ventenne studente di ingegneria chimica, va a trovare suo zio Carlo, titolare di un’impresa che lavora materie plastiche. “Ciao, Giovanni!" lo saluta affettuosamente lo zio incontrandolo negli uffici “allora hai proprio intenzione divenire presto a lavorare da me, terminati i tuoi studi?”. “Non lo so zio, è un po’ presto!” non si sbilancia il giovane “ma di sicuro mi fa piacere imparare qualcosa direttamente sul campo, oltre che ovviamente venire a trovarti!”. “Va beh, vedremo” risponde sorridendo Carlo “scusami sono un po’ di fretta, se vuoi vieni con me, devo incontrarmi con il Medico competente, il dottor Guglielmi, e l’RSPP, per rivedere alcune questioni. Se vuoi nel frattempo puoi dare un’occhiata al nostro Documento di Valutazione dei Rischi, così mi dai anche un tuo parere, sai che ci tengo”. “Volentieri” risponde il giovane incuriosito “chi di voi se n’è occupato?”

              [...] Scopri come procede la storia nel corso

              Un novello datore di lavoro

              Lionello Esposito è medico competente di un’azienda che produce vernici liquide, sia a base di solvente sia a base acquosa. Oltre a produrre direttamente le vernici, l’azienda comprende una sezione dove avviene la verniciatura di componenti industriali per conto di altre aziende.Insieme al datore di lavoro, il signor Coppetti, esamina i dati relativi all’esposizione professionale dei lavoratori del reparto verniciatura. Esposito è un po’ nervoso, perché Coppetti è appena subentrato al fratello Giulio, trasferitosi per motivi familiari, e benché si dia un sacco di arie non ha nessuna esperienza in materia, tant’è che tempesta di telefonate il fratello per qualsiasi motivo.“Come siamo messi, dottore, con i dati di esposizione, tutto bene spero!”. “Per ora direi di sì” taglia corto il medico “ma bisogna esaminare tutta la documentazione prima di trarre conclusioni affrettate”. “Certo, certo, so che lei è molto puntiglioso, e fa bene, caro dottore” commenta Coppetti che coglie il nervosismo del Medico competente “con queste cose non si scherza. So bene che i valori limite di esposizione professionale vanno controllati in ogni singolo lavoratore”.

              [...] Scopri come procede la storia nel corso

              Un lavoratore fin troppo zelante

              Gualtiero è un giovane operaio assunto da un paio d’anni in un’azienda che produce smacchiatori e detersivi in forma liquida, in polvere o spray, impiegati da tintorie professionali e imprese di pulizia. Alla fine di un turno di lavoro, ripone i guanti e gli occhiali che utilizza abitualmente come DPI, notando che su entrambi sono presenti alcuni schizzi delle sostanze utilizzate durante la lavorazione, e inoltre su una lente degli occhiali è presente un alone di diverso colore, come se la lente fosse “sbiadita” anziché sporca. Essendo un tipo molto preciso e ordinato, porta a casa i DPI, li lava accuratamente, e il giorno seguente li riporta in fabbrica per il successivo turno di lavoro.Tuttavia l’alone sugli occhiali protettivi non è scomparso, quindi Gualtiero informa l’RSPP Giorgio Lazzarini della vicenda. “Ma Gualtiero” esclama contrariato l’RSPP “e sì che mi sembrava vi fosse stato spiegato chiaramente al corso di formazione come vi dovete comportare tu e i tuoi colleghi nei confronti dei DPI messi a vostra disposizione!”

              [...] Scopri come procede la storia nel corso

              Un programma di corsi FAD dedicato alla medicina del lavoro

              Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

              corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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                Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)

                Titolo:  Malattie respiratorie emergenti: il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)(ID ECM 289222)
                Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                Scadenza: 31-12-2020
                Crediti: 5
                Costo: 20 €
                Programma: Instant Learning
                Valutazione dei partecipanti (997 valutazioni):
                9/10 rilevanza
                9/10 qualità
                9/10 efficacia

                Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 ha rapidamente conquistato le prime pagine di giornali, telegiornali, siti web. Le informazioni scientifiche date sono spesso prive di fondamento o provengono da fonti inattendibili. E’ quindi necessario fare chiarezza, in un quadro in continua evoluzione.

                Epidemia o pandemia?

                Un’epidemia è definita come “la presenza di più casi rispetto all’atteso di una particolare malattia in una determinate area, o in uno specifico gruppo di persone in un determinato periodo di tempo” e può essere dovuta all’emergenza di un nuovo agente patogeno o a mutazioni genetiche di un agente già esistente, che lo rendono più virulento oppure anche alla recente introduzione di un agente in un ambiente dove non era presente prima, talvolta insieme anche a una diversa suscettibilità della risposta dell’ospite o a nuove modalità di contagio.

                Si parla invece di pandemia quando “un’epidemia si diffonde a più continenti o in tutto il mondo”.

                Quali sono le caratteristiche del nuovo coronavirus?

                I coronavirus sono virus a RNA che causano per lo più infezioni non gravi delleprime vie respiratorie. Alcuni però hanno un tropismo per le basse vie respiratorie e causano malattie gravi come la SARS e la MERS. Il nuovo coronavirus 2019 è già stato sequenziato in più laboratori; non si ha ancora certezza sulla specie animale di origine (più probabile una specie di pipistrelli) anche se il mercato all’ingrosso del pesce di Wuhan come partenza del focolaio è accertata. L'analisi della sequenza genomica del virus mostra che il 2019 n-CoV condivide per il 79,5% la sequenza genica del coronavirus della SARS e per il 96,2% quella di un coronavirus dei pipistrelli.

                Il virus che si sta diffondendo in Cina e nel resto del mondo ha la stessa sequenza del virus originariamente isolato a Wuhan, dunque è avvenuto un solo evento di passaggio di specie e al momento non si sono verificate mutazioni.

                Come avviene la trasmissione e come si manifesta l'infezione?

                Il meccanismo principale di trasmissione del SARS-CoV-2 è quello per via aerea attraverso il contatto con i casi sintomatici, è possibile, pur molto meno frequente, la possibilità di trasmissione da un soggetto infetto ma asintomatico. Il periodo di incubazione può raggiungere le due settimane e i sintomi di presentazione non sono specifici, essendo simili a quelli di una sindrome influenzale. Il virus causa una polmonite, con un quadro radiologico sovrapponibile a quello di altre polmoniti virali.

                Il corso in breve

                Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente ogni 15 giorni, vuole fare chiarezza usando solo informazioni evidence-based. Nel testo del corso sono comunque riportati link a fonti autorevoli aggiornate in tempo reale per seguire l’andamento della epidemia/pandemia.

                In particolare il corso prende in esame:

                • Epidemiologia
                • Che cosa si sa del SARS-CoV-2
                • Il contagio e la malattia
                • Come fare la diagnosi e come gestire il paziente
                • Come prevenire l’infezione
                • Le misure di sanità pubblica
                • L’importanza di una corretta comunicazione

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                  Igiene delle mani: come farla perché sia efficace

                  Titolo:  Igiene delle mani come farla perché sia efficace (codice ECM 289150)
                  Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                  Scadenza: 31-12-2020
                  Crediti: 3,9
                  Costo: 15 €
                  Programma: Instant Learning
                  Valutazione dei partecipanti (997 valutazioni):
                  8/10 rilevanza
                  9/10 qualità
                  9/10 efficacia

                  Perché è importante l’igiene delle mani per la prevenzione?

                  I Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno definito l’igiene delle mani la procedura più semplice, più economica e più efficace per ridurre il rischio di infezioni in quanto evita che i germi si trasmettano da un soggetto a un altro.
                  Le mani sono il principale veicolo di trasmissione delle infezioni perché la cute è normalmente colonizzata da batteri. Dalle mani non lavate, i germi possono entrare nell’organismo in modo diretto perché si portando le mani alla bocca, agli occhi o nel naso oppure in modo indiretto perché si toccano gli alimenti con le mani sporche e poi si mangia. Secondo quanto emerge dagli studi una corretta igiene delle mani può ridurre:

                  • il numero di casi di diarrea nella popolazione generale (23-40%);
                  • i casi di malattia diarroica nelle persone con sistema immunitario indebolito (circa il 58%);
                  • i casi di malattie respiratorie nella popolazione generale (16-21%);
                  • le assenze da scuola a causa di malattie gastrointestinali (29-57%);
                  • l’incidenza di infezioni correlate all’assistenza (circa il 30%).

                  L’igiene delle mani non solo è una pratica efficace per prevenire le infezioni ma è utile anche per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Riducendo il rischio di infezione, infatti, si riduce di conseguenza anche la prescrizione e quindi l’uso di antibiotici in maniera inappropriata.

                  I momenti dell’igiene delle mani

                  L’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato cinque momenti nei quali l’operatore sanitario deve lavarsi le mani:

                  • immediatamente prima del contatto con il paziente;
                  • immediatamente dopo il contatto con il paziente;
                  • immediatamente dopo il contatto con qualsiasi fluido corporeo;
                  • immediatamente dopo l’esecuzione di qualsiasi procedura sul paziente che potrebbe avere causato la contaminazione delle mani;
                  • immediatamente dopo la rimozione dei guanti.

                  Le risposte per la pratica quotidiana

                  Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'igiene delle mani, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

                  • Quali sono le funzioni e le caratteristiche della pelle?
                  • Perché è importante l'igiene delle mani per la prevenzione?
                  • Qual è il ruolo dell’igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza?
                  • Come va eseguito il lavaggio delle mani nella pratica assistenziale?
                  • Quali detergenti e quali antisettici utilizzare?
                  • Quali norme igieniche possono ridurre il rischio di contagio in caso di epidemia?
                  • Quali ulteriori accorgimenti vanno rispettati per garantire l’igiene delle mani?
                  • Il lavaggio delle mani è una procedura praticata dagli operatori sanitari?

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                    Smart working e salute dei lavoratori

                    smart-working-e-salute

                    Titolo: Smart working e salute (codice ECM 287719)
                    Destinatari:
                    tutti gli operatori sanitari
                    Scadenza:
                     31-12-2020
                    Crediti:
                    2
                    Costo:
                    20 €
                    Programma:
                    MeLa Flash
                    Valutazione dei partecipanti (172 valutazioni):
                    8/10 rilevanza
                    8/10 qualità
                    8/10 efficacia

                    Una definizione di "smart working"

                    Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. In questo modo il lavoratore può  conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

                    Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È  quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

                    Smart working e salute: quali possibili rischi per i lavoratori?

                    Sulla base della disposizione legislativa, è stata predisposta una articolata attività formativa-informativa dedicata a molteplici aspetti legati sia alla sicurezza dei ‘potenziali’ ambienti di lavoro sia ai rischi per la salute, ipotizzando prima di tutto la possibile amplificazione dei rischi tradizionali che caratterizzano l’attività del lavoratore ‘stanziale’ al videoterminale (art. 174 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
                    • rischi per la vista e per gli occhi
                    • problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
                    • rischi relativi alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

                    Va sottolineato che non ci sono a oggi dati certi dalla letteratura su smart working e salute dei lavoratori.

                    Un corso FAD dedicato

                    Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2 ECM) di medicina del lavoro tratta lo smart working e i possibili rischi per la salute in diverse situazioni.

                    Ecco l'anteprima di uno dei casi.

                    Una “nuova vita” per la neomamma Luisa

                    Luisa, giovane impiegata addetta alle vendite in una ditta di piccoli elettrodomestici, sposata, con un bimbo di due anni, incontra l’amica Giorgia per un caffè.

                    Le due non si vedono da diversi mesi, presa com’è Luisa dal lavoro, che oltretutto dista da casa una ventina di chilometri, le incombenze domestiche, il piccolo Daniel che non dorme la notte...
                    “Ciao, carissima!” la saluta l’amica con un abbraccio. “Ciao, Giorgia” sorride Luisa “come stai?”
                    “Come stai tu piuttosto?” chiede preoccupata Giorgia “fatti guardare... mamma mia che occhiaie che hai! Allora, vuoi trovare una soluzione per conciliare tutti gli impegni della tua vita? Non puoi andare avanti così!”
                    “Sì sì, tranquilla, infatti ti ho invitata per il caffè proprio per raccontarti la bella novità: ho parlato con il mio capo della situazione, e mi ha proposto di passare a un regime di smart working per un periodo di prova di sei mesi, per vedere se così mi trovo meglio... dice che già altri sei dipendenti lo stanno attuando, e pare si trovino bene...”.

                    [...] Scopri come procede la storia nel corso

                    Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

                    Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

                    corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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