Sorveglianza dell’accrescimento fetale

accrescimento fetale

Titolo: Sorveglianza dell'accrescimento fetale intrauterino (codice ECM 232709)
Destinatari: ostetriche, assistente sanitari, infermieri, infermieri sanitari
Scadenza: corso scaduto
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

La valutazione obiettiva della crescita fetale è estremamente utile per l’assistenza prenatale e per tutelare la salute neonatale. Infatti è stato infatti dimostrato che oltre il 50% delle morti perinatali associate a scarsa crescita fetale  dipende da un assistenza inferiore a quella standard.

Quali sono i parametri per definire lo sviluppo e accrescimento del feto?

Per definire le caratteristiche di sviluppo intrauterino, i parametri che vengono utilizzati alla nascita  sono il peso e l’epoca gestazionale.

L’accrescimento viene espresso in relazione all’epoca gestazionale mediante curve percentili definendo:

  • adeguati, per l’età gestazionale, i neonati con peso e lunghezza compresi tra il 10° e il 90° percentile;
  • piccoli per l’età gestazionale (small for gestational age, SGA) i neonati con peso inferiore al 10° percentile;
  • grandi per l’età gestazionale i neonati con peso e/o lunghezza superiori al 90° percentile

E' importante segnalare che un neonato piccolo per l’età gestazionale ha un rischio di morte 7 volte maggiore di un neonato che nasce con un peso normale per l’età gestazionale.

Invece quando un neonato è grande per l'età gestazionale si può andare incontro a difficoltà all’espletamento del parto per via vaginale (rischio di distocia di spalla, fratture della clavicola o degli arti e asfissia perinatale), oltre a ipoglicemia e iperbilirubinemia fetale.

Quali tecniche vengono usate per la sorveglianza ostetrica dell’accrescimento fetale?

Per la valutazione ostetrica dello sviluppo fetale ci si può avvalere della semeiotica fisica e di quella strumentale che dovrebbe essere però riservata alla patologia o nei casi di dubbio clinico.

La valutazione della stima del peso fetale si esegue mediante:

  • la raccolta dei dati anamnestici e l’individuazione dei fattori di rischio
  • l’ispezione dell’addome materno;
  • la palpazione dell’addome materno;
  • la misurazione del diametro longitudinale dell’utero (lunghezza sinfisi-fondo);
  • l’esecuzione dell’ecografia ostetrica;

Inoltre, la futura mamma deve essere sensibilizzata all’importanza dei movimenti fetali.

Le risposte del corso FAD

  • Perché si raccomanda di valutare l’accrescimento fetale intrauterino?
  • Quale è la relazione tra sorveglianza dell’accrescimento fetale e mortalità perinatale?
  • Quando l’accrescimento devia dalla normalità?
  • Quale è il normale accrescimento fetale intrauterino?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

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Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

farmaci in gravidanza

Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 230262)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: corso scaduto
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: FaViFAD

La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

Effetti dei farmaci sul feto

La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
  • ritardo di crescita
  • morte fetale o natimortalità

Farmaci in gravidanza: una classificazione

La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

Le risposte per la pratica quotidiana

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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ulcere venose

Ulcere venose: diagnosi, trattamento e prevenzione

ulcere-venose

Titolo: Ulcere vascolari (codice ECM 230544)
Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, fisioterapista, medico chirurgo
Scadenza: corso scaduto
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti all'OPI Milano-Lodi MB
Programma: NursinFAD

Le ulcere venose sono una patologia debilitante che colpisce milioni di persone nel mondo.

Si definisce ulcera venosa una lesione della cute, di comune riscontro agli arti inferiori, spesso al di sopra del malleolo, causata da un danno al sistema venoso profondo e/o superficiale che porta a ipertensione venosa.

I pazienti affetti  provano stress, dolore e difficoltà a convivere con gli altri. La riduzione della mobilità, la perdita di sonno e la limitazione delle interazioni sociali hanno un impatto negativo sulla qualità della vita.

Epidemiologia

E' stato stimato che circa il 7% della popolazione generale sia affetto da ipertensione venosa.

La prevalenza delle ulcere venose aumenta di pari passo con l’età: il 3-4% della popolazione con più di 65 anni ha un’ulcera venosa e la maggior parte di questi soggetti (circa il 75%) ha 3 o più patologie che possono ostacolarne la guarigione.  Esse possono colpire anche i soggetti con meno di 40 anni (circa il 22% delle ulcere venose compare in questa fascia di età).

Fattori di rischio

Oltre a fattori di rischio come l’età avanzata, la familiarità, il tabagismo, la pregressa trombosi venosa profonda e la formazione di un’ulcera venosa, il rischio di ulcere venose è più alto nei soggetti:

  • sedentari
  • con gravidanze multiple
  • che hanno subito traumatismi maggiori delle gambe con compromissione del circolo venoso o arterovenoso
  • con incontinenza valvolare congenita di tipo sia profonda sia superficiale, che sfocia in un’ipertensione
    venosa

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Che cosa si intende per ulcere venose?
  • Come si fa una diagnosi di ulcere venose?
  • Quali strategie per prevenire le ulcere venose?
  • Come vanno trattate le ulcere venose?

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Invecchiamento e lavoro nel comparto sanitario

invecchiamento degli operatori sanitari

Titolo: Invecchiamento e lavoro nel comparto sanitario (codice ECM 227733)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici di prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro
Scadenza:
 19-05-19
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (124 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Invecchiamento degli operatori sanitari: un problema in crescita

L’invecchiamento degli operatori sanitari, come peraltro quello dei pazienti, è oggi un fenomeno dilagante.
Si stima che la quota di infermieri con più di 45 anni di età è destinata a crescere fino a raggiungere e superare il 50% del totale a organico.

Con l'avanzare dell'età, le situazioni lavorative più difficili da sostenere per gli operatori sanitari sono:

  • effettuare sforzi fisici importanti;
  • restare a lungo in piedi;
  • assumere o mantenere posture scomode;
  • essere sottoposti a pressioni temporali;
  • essere interrotti nel proprio lavoro;
  • fare più cose contemporaneamente.

L'intervento del medico competente è pertanto fondamentale nella prevenzione di patologie, in particolare muscolo-scheletriche, nonché nella revisione di turni e carichi lavorativi.

Attraverso tre brevi casi pratici, il corso di medicina del lavoro "Invecchiamento degli operatori sanitari: un problema in crescita" (2 ECM) prende in esame la valutazione dei rischi fisici e psicosociali in relazione all'età della popolazione lavorativa in sanità e fornisce strumenti utili per la gestione del problema.

Personale un po’... invecchiato in una RSA di montagna

La dottoressa Sara Ricciardi è da alcuni mesi medico competente di una RSA per anziani. La struttura si trova in un piccolo paese di una vallata tra le montagne, gli ospiti sono una cinquantina e i dipendenti, fra infermieri e OSS, si conoscono tutti molto bene, essendo praticamente tutti compaesani.
Sara è molto contenta del suo incarico, ama quel piccolo paese dove le relazioni personali sono molto forti, è fuggita dalla città proprio per trovare un luogo dove i ritmi siano più tranquilli e i contatti umani ancora “a misura d’uomo”, come dice lei.
Inoltre la RSA è gestita da almeno vent’anni dalla stessa famiglia, con molta cura e attenzione.
Tuttavia Sara ha notato subito, fin dai primi giorni, che il personale sanitario è piuttosto “stagionato”, come sottolinea spesso con tono scherzoso al direttore sanitario, il dottor Rossini. L’età media dei dipendenti è 44 anni.
“Cara dottoressa” risponde lui “ha certamente ragione, ma cosa pretende in un piccolo paesino come il nostro? I giovani non vogliono certo vivere qui...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Lucia, una OSS fin troppo zelante

Lucia è una OSS di 51 anni, lavora da quando ne aveva venticinque, e nella sua vita ha prestato servizio in molte strutture diverse, ospedaliere e non, provando praticamente quasi tutti i reparti, dall’ostetricia, alla medicina, alla chirurgia, alla lungodegenza. Attualmente è in servizio presso la Divisione di ortopedia di una clinica privata, da circa 3 anni.
Una mattina, alzandosi di buon’ora per recarsi al lavoro, quasi non riesce a stare in piedi dal dolore intenso alla schiena, in regione lombare, che si irradia inferiormente lungo la gamba destra.
“Accidenti alla sciatica!” esclama dolorante e stizzita, riconoscendo subito i sintomi, data la sua lunga esperienza in campo sanitario. “E adesso come faccio? Se non vado al lavoro oggi sarà un pasticcio, le mie colleghe sono tutte a un corso di formazione! Certo che non posso lavorare così”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

L’infermiere “maciste” alla soglia dei cinquanta

Giovanni Biffi è un giovane medico competente che ha iniziato da poco a prestare la propria consulenza in una casa di cura che si occupa di riabilitazione neuromotoria. Non avendo esperienza nel settore specifico, avendo lavorato per lo più nel settore dell’industria meccanica, è un po’ un preoccupato.
Oltre a essersi messo di gran lena a studiare gli ultimi aggiornamenti sia in materia di normative sia di fattori specifici di rischio e interventi preventivi per i lavoratori in ambito sanitario, si consulta spesso con l’amico e collega Paolo Gianotti, che da alcuni anni è medico competente in una RSA. Gianotti negli ultimi tempi si è applicato in particolare alla valutazione del rischio dei lavoratori sanitari, e in modo specifico dei lavoratori più avanti negli anni.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Morbillo: dalla vaccinazione al trattamento

psoriasi

Titolo: Morbillo dalla vaccinazione al trattamento (codice ECM 228325)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-05-19
Crediti:
 2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Benché negli ultimi decenni la sua incidenza si sia drasticamente ridotta grazie all’ introduzione della vaccinazione estensiva in età infantile, da qualche anno il morbillo riemerge con focolai epidemici e casi fatali ed è ritornato a essere, anche in Italia, un problema di sanità pubblica.

Non solo bambini

Anche se nell’immaginario collettivo rimane una “malattia infantile”, i dati epidemiologici del 2017 e quelli dei primi mesi del 2018 dimostrano come l’età di prima infezione si sia spostata verso l’età giovane adulta (25-27 anni), ovvero nei soggetti che non sono mai stati vaccinati e che hanno vissuto in un’epoca in cui il morbillo circolava meno.

Tali soggetti sono rimasti vulnerabili fino all’età adulta e questo accumulo di persone non vaccinate è stato la base per l’ampia diffusione del virus in fasce di età solitamente immuni.

Nel corso FAD ECM le risposte a tutti i dubbi

  • Quali sono i sintomi del morbillo?
  • A quali complicanze è associato?
  • Cosa indicano gli ultimi dati epidemiologici sulla diffusione del morbillo in Italia?
  • Come avviene la somministrazione del vaccino?
  • Che cosa prevede il Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019?
  • Cosa stabilisce la legge attuale sull'obbligo vaccinale?

La risposta a queste e altre domande nel corso FAD ECM realizzato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

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Invecchiamento e funzionalità nell’attività lavorativa

invecchiamento e lavoro

Titolo:  Invecchiamento e funzionalità nell'attività lavorativa (codice ECM 224820)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici di prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro
Scadenza:
 corso scaduto
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (156 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Lavoratori sempre più vecchi

Uno degli ambiti maggiormente interessati dal progressivo invecchiamento della popolazione è quello lavorativo. Gli ultimi dati sulla forza lavoro evidenziano come in 10 anni, la percentuale di lavoratori ultracinquantenni è aumentata significativamente al 31% della popolazione lavorativa. Tale fenomeno comporta un'attenzione maggiore sui nuovi rischi correlati e le necessarie modifiche nelle strategie di prevenzione.

Compito del medico competente è integrare/modificare protocolli e strumenti della Sorveglianza sanitaria in funzione dell’invecchiamento per individuare e monitorare i disturbi e le malattie che più risentono del fattore età, favorendo al tempo stesso una migliore efficienza del lavoratore.

Con tre brevi casi di pratica quotidiana, il corso di medicina del lavoro (2 ECM) affronta la gestione dell'invecchiamento della popolazione lavorativa, fornendo gli strumenti necessari al medico del lavoro per tutelare la salute e la sicurezza del lavoratore anziano.

Anziani sì, ma dipende

Gianni Stucchi, medico competente di una falegnameria a conduzione familiare, un lunedì mattina si ritrova
a prendere un caffè alle macchinette con il titolare dell’azienda.
“Salve Gianni” lo saluta affettuosamente il padrone, che fa parte ormai della terza generazione della famiglia
fondatrice.
“Buongiorno signor Cerri” risponde Gianni “passato bene il weekend?”.
“A dire il vero sarebbe potuto passare meglio, se non fosse per una maledetta sciatica che mi ha costretto a
letto... è proprio vero, come dice mia moglie non sono più un ragazzino, i 60 li ho passati già da un po’, ma di
voglia di lavorare ne ho ancora, e di esperienza tanta!”.
“Pensi un po’” lo interrompe Gianni “stavo proprio pensando all’età”.
“Ma cosa dice, dottore” lo interrompe Cerri “non mi dica che a trent’anni ha già di questi pensieri!”.
“No, no, ci mancherebbe!” chiarisce il giovane medico competente “mi riferivo ai dati di un report Europeo
che ho letto proprio in questo fine settimana...."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un semplice questionario

Lucrezia Giannetti, medico competente di un oleificio che dà lavoro a una trentina di dipendenti, approfittando
di un periodo relativamente tranquillo per la propria attività riordina il proprio archivio e passa in rassegna
le cartelle di tutti i lavoratori. Molto meticolosa nella propria professione e appassionata di statistiche,
raccoglie una serie di dati e calcola l’età media dei dipendenti. Il risultato non è molto alto, 35 anni, ma Lucrezia
osserva che i lavoratori sopra i 50 anni sono otto, pari quindi a circa il 25% dei dipendenti.
“Accidenti” esclama ad alta voce un po’ sorpresa “la percentuale non è bassa, devo attivarmi a organizzare
una sorveglianza sanitaria specifica per questa fascia di lavoratori..."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

“Non mi sento in forma come al solito”

Giovanni, operaio cinquantaquattrenne che lavora in una fabbrica di materiali plastici e fa il turnista nottur -
no, chiede un appuntamento al medico competente dell’azienda, perché da qualche tempo non si sente più in
forma come al solito”.
“Buongiorno, signor Giovanni” lo saluta il dottor De Martinis, che da quasi cinque anni è il medico
dell’azienda e quindi conosce bene quasi tutti i lavoratori. “Si accomodi” gli dice e intanto lo scruta attenta -
mente, trovandolo in effetti insolitamente abbacchiato. Giovanni è sempre stato uno degli operai più forti e
zelanti, e in passato non ha mai sofferto di patologie di rilievo, né tantomeno ha mai richiesto di sua iniziativa
una visita di controllo. “Mi dica, cosa c’è che la preoccupa?”.
L’uomo è taciturno, si vede bene che non ha molta voglia di mostrarsi in difficoltà, e prendendo un po’ alla
larga il discorso inizia a spiegare al medico il motivo della visita: “Vede, dottore, in realtà non sto proprio
male, e qui in azienda mi trovo benissimo come sempre, non mi posso proprio lamentare, il lavoro mi piace...”
“Ma?” lo interrompe il medico, per aiutarlo a venire al dunque.
“Ma, in effetti, ultimamente non mi sento in forma come al solito..."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Diagnosi e trattamento della psoriasi

psoriasi

Titolo: Diagnosi e trattamento della psoriasi (codice ECM 218429)
Destinatari:
medici, odontoiatri
Scadenza:
 28-02-19
Crediti:
 2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

La psoriasi colpisce in Italia circa 1.800.000 pazienti , con una maggiore percentuale nella popolazione maschile che in quella femminile.

La forma più comune è la psoriasi cronica a placche (90% dei casi), caratterizzata da placche eritemato-desquamative ben demarcate e simmetriche, localizzate frequentemente sulle superfici estensorie del corpo (soprattutto gomiti, ginocchia e dorso), intorno all’ombelico e al cuoio capelluto.

La diagnosi di questa malattia della pelle è clinica e raramente è necessaria la biopsia cutanea. Per valutarne la gravità, è necessario considerare l’estensione delle lesioni, l’intensità dei segni locali e dei sintomi, tipicamente il prurito, le comorbilità, il grado di disabilità sociale e psicologico e la risposta a precedenti terapie.

La psoriasi: una fonte di disagio e imbarazzo

E' purtroppo sottovalutato l'impatto psicosociale della malattia, che tende a condizionare non solo le scelte lavorative e la carriera di chi ne è affetto, ma anche le sue sfere più intime e personali. La questione è stata oggetto di dibattito nella 67a Assemblea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che ha sottolineato la necessità di un inquadramento della psoriasi nell’ambito delle strategie per malattie croniche non trasmissibili e invitato gli Stati membri a intraprendere maggiori iniziative per la diagnosi e il controllo della malattia.

Il ruolo del medico è dunque fondamentale per definire un percorso di cura che, controllando la malattia, permetta una vita personale e relazioni sociali più soddisfacenti per il paziente.

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM, dedicato alla diagnosi e trattamento della psoriasi, realizzato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano:

  • Quanto è diffusa la psoriasi in Italia?
  • Quali sono i sintomi più comuni?
  • Come migliorare la percezione psicosociale della malattia da parte del paziente?
  • Quali fattori ereditari e non concorrono alla comparsa della psoriasi?
  • Come si valuta la gravità della psoriasi?
  • Quali sono le cure più efficaci?
  • Quali trattamenti consigliare in caso di politerapia?

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Esposizione a luce blu

Titolo: Esposizione a luce blu (codice ECM 220758)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici di prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro
Scadenza:
 19-03-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (127 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Luce blu e attività lavorative

Se è ben noto il rischio da radiazione ottica artificiale di una attività di saldatura e i lavoratori sono generalmente ben protetti, è invece spesso sottovalutata la presenza in diversi ambienti lavorativi (negozi, grandi magazzini, teatri, set fotografici...) di lampade ad alogenuri metallici, che producono consistenti livelli di luce blu.

La valutazione del rischio specifico è complessa e richiede competenze tecniche specialistiche. Compito del medico del lavoro è quindi la formazione-informazione dei lavoratori esposti a luce blu, al fine di favorire comportamenti responsabili e incoraggiare l’adesione alle misure preventive-protettive eventualmente previste.

Il corso è strutturato con tre brevi casi di pratica quotidiana con al centro le problematiche legate all' esposizione alla luce blu .

L'illuminazione nei grandi magazzini

Rosario Sassi, direttore di una catena di grandi magazzini, incontra l’amico Luigi Bettini, titolare di una
fonderia. I due sono soliti confrontarsi sulle vicende lavorative, pur occupandosi di ambiti molto diversi, e
Bettini mette a Sassi una pulce nell’orecchio: “Ho saputo che non solo noi che abbiamo gli operai saldatori
dobbiamo preoccuparci dei pericoli derivanti dalla luce, ma ci sono molti altri ambienti lavorativi dove la luce
blu può dare qualche problema...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

La valutazione del rischio da esposizione alla luce blu

Walter Stucchi è il medico competente di una società che si occupa di pubblicità, cui fanno capo diversi studi
fotografici. Ha da poco partecipato a un corso di aggiornamento sull’esposizione a luce blu, e prende appun -
tamento con l’RSPP, Giovanni Vecchi, per metterlo al corrente di quanto appreso.
“Ciao, Walter” lo saluta l’RSPP. “Allora, com’è andata? C’è qualcosa che ci riguarda su questa faccenda della
luce blu? Sai ho letto tante cose in Internet...

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I riferimenti normativi nella valutazione del rischio

Giuseppe Franzetti viene assunto come medico competente di un ipermercato che tratta vendita di mobili e
complementi di arredo, offrendo anche soluzioni di progettazione di interni.
Dopo aver fatto un sopralluogo, incontra Giorgio Rossetti, il titolare dell’azienda, insieme a Mario Andreini,
l’RSPP.
“Benvenuto nella nostra azienda” esordisce Rossetti “spero che sia soddisfatto del suo nuovo incarico, vedrà
che non avrà da annoiarsi dato che, a parte l’alto numero di dipendenti, la nostra attività è articolata su più
settori, si va infatti dalla realizzazione dei mobili, al deposito nei magazzini, all’allestimento dell’esposizione,
sempre all’interno di capannoni di grandi dimensioni, e all’attività di progettazione di soluzioni di arredo da
parte dei nostri architetti e disegnatori, oltre che all’assistenza al cliente, che avvengono invece nei nostri
uffici”.
“Mi fa molto piacere infatti” risponde Franzetti “sia perché ho grande stima dei vostri prodotti, sia perché il
lavoro si prospetta davvero articolato e interessante”.
“Le dirò subito che ultimamente è un po’ un mio cruccio la questione dell’esposizione a luce artificiale, che
ovviamente nel nostro settore è molto presente..."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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nuove tecnologie del lavoro

Rischi da esposizione professionale alle nuove tecnologie nel lavoro d’ufficio

tecnologie ufficio

Titolo: Rischi da esposizione professionale alle nuove tecnologie nel lavoro d'ufficio (codice ECM 214750)
Destinatari:
medici del lavoro, medici
Scadenza:
 19-01-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (142 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi legati all'uso delle nuove tecnologie da ufficio

Nonostante sia ancora  ampiamente dibattuta la correlazione tra l’uso di telefoni e la diffusione dei tumori, due recenti sentenze hanno condannato l'INAIL a risarcire due lavoratori che hanno contratto un neurinoma del nervo acustico con l’indennità per malattia professionale.

E' compito del medico competente informare e formare sui rischi specifici per la salute, introducendo le necessarie cautele e precauzioni per evitare eventuali responsabilità civili e penali.

Attraverso tre brevi casi, il corso illustra alcune situazioni pratiche con al centro le problematiche legate all'esposizione professionale alle nuove tecnologie da ufficio.

Telefonini e neurinomi

Lucia, impiegata trentenne presso una compagnia telefonica, dove lavora come segretaria da cinque anni, una mattina si sveglia con un fastidioso ronzio all’orecchio sinistro. Si reca al lavoro puntualmente, ma il fastidio permane e, appena arrivata, bevendo il caffé con l’amica e collega Francesca, le confida: “Sai che mi fischia un orecchio? Ti confesso che sono preoccupata, non sarà mica quella malattia che viene a chi sta tanto al telefono....

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Indicazioni per una corretta policy aziendale

Il dottor Stucchi è un giovane medico competente che si occupa da una anno di un’azienda che produce e collauda dispositivi telefonici cordless e cellulari. Data la giovane età, e la personale inclinazione all’uso di smarphone e all’ampio utilizzo dei social, come è ormai per le nuove generazioni e non solo, è particolarmente sensibile al tema dei possibili rischi da esposizione ai campi elettromagnetici...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Rischi in ufficio da luce blu

Marco, programmatore in un’azienda leader nella costruzione e programmazione di computer, da qualche tempo soffre di bruciore agli occhi. Chiede una visita con il medico competente dell’azienda. “Buongiorno Marco”. “Buongiorno dottore”. “In cosa posso esserle utile?”. “Vede dottore, sono un po’ preoccupato perché da un po’ di tempo mi bruciano gli occhi e ho spesso mal di testa...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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La vaccinazione HPV

vaccinazione hpv

Titolo: La vaccinazione HPV (codice ECM 221233)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 19-03-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (425 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Quali sono le caratteristiche dei papillomavirus?

I papillomavirus sono una famiglia di virus a DNA con moltissimi sottotipi, alcuni dei quali (Human Papilloma Virus, HPV) infettano la specie umana con conseguenze diverse, a seconda del loro potenziale oncogeno. L’HPV è il virus responsabile del carcinoma della cervice uterina.

Degli oltre 80 tipi di papillomavirus umano il cui genoma è stato sequenziato completamente, sono circa 50 quelli che si trasmettono tramite rapporti sessuali intimi. In base al loro grado di oncogenicità, i sottotipi di HPV possono essere:

  • a rischio oncogeno basso;
  • a probabile rischio oncogeno elevato;
  • a rischio oncogeno elevato.

Vaccinazione HPV: quali sono i vaccini disponibili?

Sono attualmente disponibili in commercio tre tipi di vaccino che proteggono rispettivamente da due, quattro e nove tipi di papillomavirus.

Tutti e tre i vaccini si sono dimostrati altamente immunogeni.

L’efficacia della vaccinazione è notevole. Secondo gli studi raccolti in un position paper dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’efficacia nel prevenire le lesioni precancerose causate dai tipi di HPV contenuti in ciascun vaccino è del 90-100% nelle donne che non sono mai state infettate e che si sono attenute al protocollo (popolazione naïve);  si riduce a circa il 50% nelle donne già infettate con tipi di HPV presenti nel vaccino e che non hanno completato il ciclo vaccinale (popolazione reale).

 

Quali sono le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale?

Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale raccomanda l’offerta attiva della vaccinazione anti HPV a tutta la popolazione (sia maschile sia femminile) nel dodicesimo anno di vita.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le caratteristiche del papillomavirus?
  • Che incidenza ha l'infezione da HPV?
  • Quali sono i fattori che possono indurre lo sviluppo di un tumore da HPV?
  • Quali sono i test per la diagnosi precoce di tumore della cervice uterina?
  • Quali sono i vaccini disponibili?
  • Quando e come va somministrato il vaccino?
  • Quali sono gli effetti collaterali della vaccinazione?
  • Qual è il piano vaccinale nazionale?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

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