diabete di tipo 2

Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

Titolo:  Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 (ID ECM 295975)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi medici)
Scadenza: 07-05-2021
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Novel Learning
Valutazione dei partecipanti (157 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Una nuova tipologia di formazione a distanza...a fumetti

"Diagnosi e diabete di tipo 2" è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

 

 

Mettiti alla prova con il primo caso

Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
“Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.

Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette.

 

 

Scopri come continua la storia

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,90
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (103 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Premesse

Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

Farmaci e COVID-19: il corso in breve

Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

In particolare si prendono in esame i farmaci:

  • Antimalarici
  • Antivirali
  • Monoclonali
  • Plasma
  • Antibiotici di supporto
  • Eparine a basso peso molecolare
  • Altri farmaci

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Interventi assistiti con gli animali a supporto di terapie e trattamenti

Titolo: Interventi assistiti con animali a supporto di trattamenti e terapie (codice ECM 294047)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-03-2021
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD
Valutazione dei partecipanti (138 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Interventi assistiti con animali (IAA): una definizione

Con Interventi assistiti con gli animali (IAA) si indicano interventi basati sull’interazione uomo-animale che integrano e rinforzano le terapie e i trattamenti in diverse condizioni cliniche e ambienti.

Negli ultimi anni l’interesse sul ruolo terapeutico della relazione uomo-animale e delle possibilità di interventi mirati ha trovato sempre maggiore spazio. Nel 2015 sono state pubblicate le Linee Guida Nazionali, per ottimizzare e uniformare gli Interventi assistiti con gli animali (quelli che un tempo erano chiamati pet therapy, termine oggi desueto), stimolando una metodologia condivisa e favorendo studi scientifici atti a valutare e confermare la loro utilità e ruolo.

Il corso FAD (2 ECM) del programma SmartFAD, realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano, prefigge lo scopo di far conoscere la realtà degli IAA con una panoramica delle normative e delle applicazioni.

Ecco uno stralcio in anteprima da una delle tre storie.

Sarà, ma non ci credo

Era tanto tempo che Giuliana non entrava nello studio del suo medico di famiglia, Vittorio. Per sua fortuna la salute era buona e non aveva grandi occasioni di incontro. Quel giorno però, dopo aver citofonato quasi alla fine dell’orario di visita per una ricetta, si era trattenuta per fare due chiacchiere. Medico anche Giuliana, da tempo si dedicava alla comunicazione scientifica e, da qualche anno, a un nuovo ambito di lavoro, gli Interventi assistiti con gli animali (IAA).
“Mi fa piacere questo tuo nuovo interesse, ma francamente non ne so granché e non mi sembra ci sia molto da dire. A parte qualche sorriso in più, tanta buona volontà di persone che con i loro animali dedicano tempo ai malati facendo dimenticare per un po’ le loro preoccupazioni” dice Vittorio scuotendo la testa.
“Non sono d’accordo. Certo fino a qualche tempo fa forse era tutto meno chiaro, ma ci sono pubblicazioni scientifiche, si sta cercando di armonizzare gli interventi, di avere dati, per quanto possibile, confrontabili e utilizzabili, per capire sempre più cosa sia utile e cosa no, in affiancamento a terapia medica, chirurgica, fisioterapica e altro” afferma con passione Giuliana, spiegando la valenza e utilità degli IAA, se saputi utilizzare. “Non si tratta semplicemente di far passare qualche ora piacevole: stiamo parlando di progetti costruiti sul bisogno dei pazienti, che prevedono team multidisciplinari di esperti (medici, psicologi, altre figure sanitarie) che individuano obiettivi precisi e strategie per raggiungerli, oltre a strumenti per il monitoraggio. Il tutto per migliorare la terapia standard”.
“Sarà, ma non sono convinto” commenta Vittorio.

[...]

Scopri come continua la storia...

 

 

 

 

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



gravidanza oltre la 41° settimana

Assistenza ostetrica nella gravidanza oltre la 41 ° settimana

gravidanza oltre la 41° settimana

Titolo:  L'assistenza ostetrica nella gravidanza dopo la 41° settimana (codice ECM 295881)
Destinatari: ostetriche/i, medici chirurghi
Scadenza: 05-05-2021
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (16 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

La gravidanza oltre la 41° settimana, definita a termine tardivo (late term), se non complicata, è da considerarsi una gravidanza a basso rischio ostetrico, ma ha comunque un rischio più elevato rispetto alla gravidanza a termine precoce o quella a termine, tanto da richiedere un’assistenza non solo ostetrica.

Quali sono le cause di una gravidanza oltre la 41° settimana?

La maggior parte delle gravidanze post termine ha eziologia sconosciuta. Da un terzo a metà delle gravidanze protratte (post term) può essere attribuita a influenze genetiche materne o fetali riguardanti il meccanismo che innesca il travaglio. Tra i fattori di rischio si segnala anzitutto una pregressa gravidanza post termine (rischio relativo >2). Il rischio di ricorrenza è ancora più alto dopo due precedenti gravidanze post termine.

Oltre alla prima gravidanza post termine, sono fattori di rischio (rischio relativo <2):

  • nulliparità;
  • feto maschio;
  • obesità;
  • età materna avanzata;
  • madre (e in misura minore padre) nata post termine;
  • etnia materna (le donne bianche non ispaniche sono ad aumentato rischio rispetto alle donne africane, ispaniche e asiatiche).

Quali sono i rischi di una gravidanza oltre la 41° settimana?

Le gravidanze a termine tardive e quelle protratte si associano a complicanze materne, fetali e neonatali. Sembra che molte complicanze derivino da una perdita della funzionalità placentare. I neonati possono andare incontro a macrosomia e a sindrome da post maturità con un maggior rischio di patologie quali ipoglicemia, policitemia, asfissia perinatale, sindrome da aspirazione di meconio, ipertensione polmonare persistente. Nei parti oltre la 40° settimana inoltre si registra un aumento della mortalità neonatale e un aumento del rischio materno di lacerazioni perineali, infezioni ed emorragia post partum.

Le risposte del corso FAD

l corso si concentra sull'assistenza ostetrica nella gravidanza late term e in particolare cerca di rispondere ai quesiti:

  • Come si classifica la gravidanza a termine?
  • Quali sono eziologia e fattori di rischio del fenomeno?
  • Quali i rischi?
  • Qual è la gestione più comune della gravidanza dopo la 41° settimana?
  • Come va gestita la condotta d’attesa
  • Esistono metodi naturali alternativi all’induzione farmacologica?
  • Quali informazioni è bene offrire alle gestanti?
  • Come promuovere una positiva esperienza di travaglio e parto?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD Assistenza alla gravidanza dopo la 41° settimana di gravidanza.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
Scadenza: 12-05-2021
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (27 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

COVID-19 e gravidanza

Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

Come si trasmette il virus?

Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

Il corso in breve

Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

In particolare prende in esame:

  • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
  • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
  • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
  • il monitoraggio della gravidanza
  • la gestione del parto e le sue conseguenze
  • l'allattamento materno.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

emergenza covid-19 misure di protezione

Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 10 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (383 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

  •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
    sapone in caso di mani visibilmente sporche;
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
  • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
    immediatamente;
  • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
  •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

  • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
    o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
  • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
  • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
  • protezione delle mani: guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
  • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
  • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

 

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Sigarette elettroniche e salute

Titolo:  Sigarette elettroniche e salute (ID ECM 290073)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (87 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

C'è una vera e propria epidemia di sigarette elettroniche, specie tra i giovani. Dati statunitensi indicano in un solo anno (dal 2018 al 2019) il raddoppio degli utilizzatori nelle fasce d'età meno protette, dati italiani parlano di oltre 900.000 utilizzatori di qualunque età.  Questa diffusione a macchia d'olio impone di avere informazioni più precise e attendibili sugli eventuali danni alla salute delle sigarette elettroniche. In letteratura scientifica sono stati pubblicati i primi lavori che dimostrano i problemi di sicurezza. A questi si aggiunge il rischio che i giovani svapatori (l'uso della sigaretta elettronica è detto "svapare" e non "fumare") passino più facilmente poi al fumo di sigaretta tradizionale.

Gli effetti sulla salute

Le prove scientifiche sui rischi per la salute associati all’uso dei sistemi elettronici di somministrazione della nicotina (ENDS) sono in rapida evoluzione. Dalla seconda metà del 2019 si è assistito, negli Stati Uniti, a un aumento repentino di casi di grave malattia polmonare associata all’uso di sigarette elettroniche.

Le presentazioni cliniche facevano rilevare dispnea, tosse, dolore toracico e sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Secondo la letteratura scientifica e-cig e tabacco riscaldato non possono essere definiti innocui, né privi di rischi per la salute. Gli esiti raggiunti finora mostrano effetti negativi sulle cellule dei polmoni, nelle persone, negli animali e sui campioni di tessuto analizzati in laboratorio. Diversi studi hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori in coloro che “svapano”, come bronchiti e asma.

Durante la vaporizzazione sono rilasciati nell’ambiente le particelle ultrafini e i composti organici volatili. Il risultato è un nuovo tipo di fumo passivo, chiamato“svapo passivo”. La scienza non considera le e-cig un metodo efficace di disassuefazione. I pareri favorevoli all’uso delle sigarette elettroniche come coadiuvanti per la cessazione del fumo indicano come necessaria la valutazione degli effetti a lungo termine per monitorare il tasso di eventuali ricadute: fare in modo che i pazienti non ritornino alle sigarette tradizionali deve essere la priorità.

Il corso in breve

Il corso aperto a tutti gli operatori sanitari prende in esame i seguenti punti:

  • I dati epidemiologici italiani e statunitensi
  • Che cos'è la sigaretta elettronica
  • Quali sono gli effetti sulla salute
  • Quali i provvedimenti e i tentativi di regolamentazione

 

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



agenti chimici pericolosi

Gli agenti chimici pericolosi

Titolo: Gli agenti chimici pericolosi (codice ECM 291602)
Destinatari:
medico, tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, chimico
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (44 valutazioni):
7/10 rilevanza
8/10 qualità
7/10 efficacia

Agenti chimici pericolosi: rischi e prevenzione

Gli agenti chimici sono di comune uso nell'industria e non solo o non tanto quella specificamente chimica, basti pensare all'industria tessile, a quella automobilistica, a quella alimentare, a quella dell’informatica, solo per fare qualche esempio.
Tra questi alcuni sono pericolosi per la salute e richiedono quindi il rispetto di tutte le norme vigenti e la loro sostituzione con alternative meno pericolose in acuto e in cronico.

Il corso fornisce gli elementi di base per la prevenzione e la sorveglianza sanitaria legate a questi prodotti nocivi che coinvolgono il medico competente sia nell'operatività quotidiana sia nella formazione puntuale e ricorrente del personale impiegato.
Aperto a medici, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e chimici il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta come prevenire il rischio da agenti chimici pericolosi in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima dei tre casi.

Uno studente in azienda

Giovanni, ventenne studente di ingegneria chimica, va a trovare suo zio Carlo, titolare di un’impresa che lavora materie plastiche. “Ciao, Giovanni!" lo saluta affettuosamente lo zio incontrandolo negli uffici “allora hai proprio intenzione divenire presto a lavorare da me, terminati i tuoi studi?”. “Non lo so zio, è un po’ presto!” non si sbilancia il giovane “ma di sicuro mi fa piacere imparare qualcosa direttamente sul campo, oltre che ovviamente venire a trovarti!”. “Va beh, vedremo” risponde sorridendo Carlo “scusami sono un po’ di fretta, se vuoi vieni con me, devo incontrarmi con il Medico competente, il dottor Guglielmi, e l’RSPP, per rivedere alcune questioni. Se vuoi nel frattempo puoi dare un’occhiata al nostro Documento di Valutazione dei Rischi, così mi dai anche un tuo parere, sai che ci tengo”. “Volentieri” risponde il giovane incuriosito “chi di voi se n’è occupato?”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un novello datore di lavoro

Lionello Esposito è medico competente di un’azienda che produce vernici liquide, sia a base di solvente sia a base acquosa. Oltre a produrre direttamente le vernici, l’azienda comprende una sezione dove avviene la verniciatura di componenti industriali per conto di altre aziende.Insieme al datore di lavoro, il signor Coppetti, esamina i dati relativi all’esposizione professionale dei lavoratori del reparto verniciatura. Esposito è un po’ nervoso, perché Coppetti è appena subentrato al fratello Giulio, trasferitosi per motivi familiari, e benché si dia un sacco di arie non ha nessuna esperienza in materia, tant’è che tempesta di telefonate il fratello per qualsiasi motivo.“Come siamo messi, dottore, con i dati di esposizione, tutto bene spero!”. “Per ora direi di sì” taglia corto il medico “ma bisogna esaminare tutta la documentazione prima di trarre conclusioni affrettate”. “Certo, certo, so che lei è molto puntiglioso, e fa bene, caro dottore” commenta Coppetti che coglie il nervosismo del Medico competente “con queste cose non si scherza. So bene che i valori limite di esposizione professionale vanno controllati in ogni singolo lavoratore”.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un lavoratore fin troppo zelante

Gualtiero è un giovane operaio assunto da un paio d’anni in un’azienda che produce smacchiatori e detersivi in forma liquida, in polvere o spray, impiegati da tintorie professionali e imprese di pulizia. Alla fine di un turno di lavoro, ripone i guanti e gli occhiali che utilizza abitualmente come DPI, notando che su entrambi sono presenti alcuni schizzi delle sostanze utilizzate durante la lavorazione, e inoltre su una lente degli occhiali è presente un alone di diverso colore, come se la lente fosse “sbiadita” anziché sporca. Essendo un tipo molto preciso e ordinato, porta a casa i DPI, li lava accuratamente, e il giorno seguente li riporta in fabbrica per il successivo turno di lavoro.Tuttavia l’alone sugli occhiali protettivi non è scomparso, quindi Gualtiero informa l’RSPP Giorgio Lazzarini della vicenda. “Ma Gualtiero” esclama contrariato l’RSPP “e sì che mi sembrava vi fosse stato spiegato chiaramente al corso di formazione come vi dovete comportare tu e i tuoi colleghi nei confronti dei DPI messi a vostra disposizione!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un programma di corsi FAD dedicato alla medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)

Titolo:  Malattie respiratorie emergenti: il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)(ID ECM 289222)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (886 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 ha rapidamente conquistato le prime pagine di giornali, telegiornali, siti web. Le informazioni scientifiche date sono spesso prive di fondamento o provengono da fonti inattendibili. E’ quindi necessario fare chiarezza, in un quadro in continua evoluzione.

Epidemia o pandemia?

Un’epidemia è definita come “la presenza di più casi rispetto all’atteso di una particolare malattia in una determinate area, o in uno specifico gruppo di persone in un determinato periodo di tempo” e può essere dovuta all’emergenza di un nuovo agente patogeno o a mutazioni genetiche di un agente già esistente, che lo rendono più virulento oppure anche alla recente introduzione di un agente in un ambiente dove non era presente prima, talvolta insieme anche a una diversa suscettibilità della risposta dell’ospite o a nuove modalità di contagio.

Si parla invece di pandemia quando “un’epidemia si diffonde a più continenti o in tutto il mondo”.

Quali sono le caratteristiche del nuovo coronavirus?

I coronavirus sono virus a RNA che causano per lo più infezioni non gravi delleprime vie respiratorie. Alcuni però hanno un tropismo per le basse vie respiratorie e causano malattie gravi come la SARS e la MERS. Il nuovo coronavirus 2019 è già stato sequenziato in più laboratori; non si ha ancora certezza sulla specie animale di origine (più probabile una specie di pipistrelli) anche se il mercato all’ingrosso del pesce di Wuhan come partenza del focolaio è accertata. L'analisi della sequenza genomica del virus mostra che il 2019 n-CoV condivide per il 79,5% la sequenza genica del coronavirus della SARS e per il 96,2% quella di un coronavirus dei pipistrelli.

Il virus che si sta diffondendo in Cina e nel resto del mondo ha la stessa sequenza del virus originariamente isolato a Wuhan, dunque è avvenuto un solo evento di passaggio di specie e al momento non si sono verificate mutazioni.

Come avviene la trasmissione e come si manifesta l'infezione?

Il meccanismo principale di trasmissione del SARS-CoV-2 è quello per via aerea attraverso il contatto con i casi sintomatici, è possibile, pur molto meno frequente, la possibilità di trasmissione da un soggetto infetto ma asintomatico. Il periodo di incubazione può raggiungere le due settimane e i sintomi di presentazione non sono specifici, essendo simili a quelli di una sindrome influenzale. Il virus causa una polmonite, con un quadro radiologico sovrapponibile a quello di altre polmoniti virali.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente ogni 15 giorni, vuole fare chiarezza usando solo informazioni evidence-based. Nel testo del corso sono comunque riportati link a fonti autorevoli aggiornate in tempo reale per seguire l’andamento della epidemia/pandemia.

In particolare il corso prende in esame:

  • Epidemiologia
  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2
  • Il contagio e la malattia
  • Come fare la diagnosi e come gestire il paziente
  • Come prevenire l’infezione
  • Le misure di sanità pubblica
  • L’importanza di una corretta comunicazione

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Igiene delle mani: come farla perché sia efficace

Titolo:  Igiene delle mani come farla perché sia efficace (codice ECM 289150)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 15 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (779 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Perché è importante l’igiene delle mani per la prevenzione?

I Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno definito l’igiene delle mani la procedura più semplice, più economica e più efficace per ridurre il rischio di infezioni in quanto evita che i germi si trasmettano da un soggetto a un altro.
Le mani sono il principale veicolo di trasmissione delle infezioni perché la cute è normalmente colonizzata da batteri. Dalle mani non lavate, i germi possono entrare nell’organismo in modo diretto perché si portando le mani alla bocca, agli occhi o nel naso oppure in modo indiretto perché si toccano gli alimenti con le mani sporche e poi si mangia. Secondo quanto emerge dagli studi una corretta igiene delle mani può ridurre:

  • il numero di casi di diarrea nella popolazione generale (23-40%);
  • i casi di malattia diarroica nelle persone con sistema immunitario indebolito (circa il 58%);
  • i casi di malattie respiratorie nella popolazione generale (16-21%);
  • le assenze da scuola a causa di malattie gastrointestinali (29-57%);
  • l’incidenza di infezioni correlate all’assistenza (circa il 30%).

L’igiene delle mani non solo è una pratica efficace per prevenire le infezioni ma è utile anche per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Riducendo il rischio di infezione, infatti, si riduce di conseguenza anche la prescrizione e quindi l’uso di antibiotici in maniera inappropriata.

I momenti dell’igiene delle mani

L’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato cinque momenti nei quali l’operatore sanitario deve lavarsi le mani:

  • immediatamente prima del contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con qualsiasi fluido corporeo;
  • immediatamente dopo l’esecuzione di qualsiasi procedura sul paziente che potrebbe avere causato la contaminazione delle mani;
  • immediatamente dopo la rimozione dei guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'igiene delle mani, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Quali sono le funzioni e le caratteristiche della pelle?
  • Perché è importante l'igiene delle mani per la prevenzione?
  • Qual è il ruolo dell’igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza?
  • Come va eseguito il lavaggio delle mani nella pratica assistenziale?
  • Quali detergenti e quali antisettici utilizzare?
  • Quali norme igieniche possono ridurre il rischio di contagio in caso di epidemia?
  • Quali ulteriori accorgimenti vanno rispettati per garantire l’igiene delle mani?
  • Il lavaggio delle mani è una procedura praticata dagli operatori sanitari?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o