diabete di tipo 2

Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

Titolo:  Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 (ID ECM 295975)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi medici)
Scadenza: 07-05-2021
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Novel Learning
Valutazione dei partecipanti (236 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Una nuova tipologia di formazione a distanza...a fumetti

"Diagnosi e diabete di tipo 2" è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

 

 

Mettiti alla prova con il primo caso

Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
“Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.

Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette.

 

 

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    Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

    Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
    Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
    Scadenza: 31-12-2020
    Crediti: 3,90
    Costo: 20 €
    Programma: Instant Learning
    Valutazione dei partecipanti (189 valutazioni):
    9/10 rilevanza
    9/10 qualità
    9/10 efficacia

    Premesse

    Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

    Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

    Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

    Farmaci e COVID-19: il corso in breve

    Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

    In particolare si prendono in esame i farmaci:

    • Antimalarici
    • Antivirali
    • Monoclonali
    • Plasma
    • Antibiotici di supporto
    • Eparine a basso peso molecolare
    • Altri farmaci

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      Interventi assistiti con gli animali a supporto di terapie e trattamenti

      Titolo: Interventi assistiti con animali a supporto di trattamenti e terapie (codice ECM 294047)
      Destinatari: tutti gli operatori sanitari
      Scadenza:
      31-03-2021
      Crediti:
      2
      Costo:
      10 €
      Offerte:
       gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
      Programma:
      SMARTFAD
      Valutazione dei partecipanti (182 valutazioni):
      8/10 rilevanza
      8/10 qualità
      7/10 efficacia

      Interventi assistiti con animali (IAA): una definizione

      Con Interventi assistiti con gli animali (IAA) si indicano interventi basati sull’interazione uomo-animale che integrano e rinforzano le terapie e i trattamenti in diverse condizioni cliniche e ambienti.

      Negli ultimi anni l’interesse sul ruolo terapeutico della relazione uomo-animale e delle possibilità di interventi mirati ha trovato sempre maggiore spazio. Nel 2015 sono state pubblicate le Linee Guida Nazionali, per ottimizzare e uniformare gli Interventi assistiti con gli animali (quelli che un tempo erano chiamati pet therapy, termine oggi desueto), stimolando una metodologia condivisa e favorendo studi scientifici atti a valutare e confermare la loro utilità e ruolo.

      Il corso FAD (2 ECM) del programma SmartFAD, realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano, prefigge lo scopo di far conoscere la realtà degli IAA con una panoramica delle normative e delle applicazioni.

      Ecco uno stralcio in anteprima da una delle tre storie.

      Sarà, ma non ci credo

      Era tanto tempo che Giuliana non entrava nello studio del suo medico di famiglia, Vittorio. Per sua fortuna la salute era buona e non aveva grandi occasioni di incontro. Quel giorno però, dopo aver citofonato quasi alla fine dell’orario di visita per una ricetta, si era trattenuta per fare due chiacchiere. Medico anche Giuliana, da tempo si dedicava alla comunicazione scientifica e, da qualche anno, a un nuovo ambito di lavoro, gli Interventi assistiti con gli animali (IAA).
      “Mi fa piacere questo tuo nuovo interesse, ma francamente non ne so granché e non mi sembra ci sia molto da dire. A parte qualche sorriso in più, tanta buona volontà di persone che con i loro animali dedicano tempo ai malati facendo dimenticare per un po’ le loro preoccupazioni” dice Vittorio scuotendo la testa.
      “Non sono d’accordo. Certo fino a qualche tempo fa forse era tutto meno chiaro, ma ci sono pubblicazioni scientifiche, si sta cercando di armonizzare gli interventi, di avere dati, per quanto possibile, confrontabili e utilizzabili, per capire sempre più cosa sia utile e cosa no, in affiancamento a terapia medica, chirurgica, fisioterapica e altro” afferma con passione Giuliana, spiegando la valenza e utilità degli IAA, se saputi utilizzare. “Non si tratta semplicemente di far passare qualche ora piacevole: stiamo parlando di progetti costruiti sul bisogno dei pazienti, che prevedono team multidisciplinari di esperti (medici, psicologi, altre figure sanitarie) che individuano obiettivi precisi e strategie per raggiungerli, oltre a strumenti per il monitoraggio. Il tutto per migliorare la terapia standard”.
      “Sarà, ma non sono convinto” commenta Vittorio.

      [...]

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        gravidanza oltre la 41° settimana

        Assistenza ostetrica nella gravidanza oltre la 41 ° settimana

        gravidanza oltre la 41° settimana

        Titolo:  L'assistenza ostetrica nella gravidanza dopo la 41° settimana (codice ECM 295881)
        Destinatari: ostetriche/i, medici chirurghi
        Scadenza: 05-05-2021
        Crediti: 5
        Costo: 40 €
        Programma: FADO
        Valutazione dei partecipanti (30 valutazioni):
        8/10 rilevanza
        9/10 qualità
        8/10 efficacia

        La gravidanza oltre la 41° settimana, definita a termine tardivo (late term), se non complicata, è da considerarsi una gravidanza a basso rischio ostetrico, ma ha comunque un rischio più elevato rispetto alla gravidanza a termine precoce o quella a termine, tanto da richiedere un’assistenza non solo ostetrica.

        Quali sono le cause di una gravidanza oltre la 41° settimana?

        La maggior parte delle gravidanze post termine ha eziologia sconosciuta. Da un terzo a metà delle gravidanze protratte (post term) può essere attribuita a influenze genetiche materne o fetali riguardanti il meccanismo che innesca il travaglio. Tra i fattori di rischio si segnala anzitutto una pregressa gravidanza post termine (rischio relativo >2). Il rischio di ricorrenza è ancora più alto dopo due precedenti gravidanze post termine.

        Oltre alla prima gravidanza post termine, sono fattori di rischio (rischio relativo <2):

        • nulliparità;
        • feto maschio;
        • obesità;
        • età materna avanzata;
        • madre (e in misura minore padre) nata post termine;
        • etnia materna (le donne bianche non ispaniche sono ad aumentato rischio rispetto alle donne africane, ispaniche e asiatiche).

        Quali sono i rischi di una gravidanza oltre la 41° settimana?

        Le gravidanze a termine tardive e quelle protratte si associano a complicanze materne, fetali e neonatali. Sembra che molte complicanze derivino da una perdita della funzionalità placentare. I neonati possono andare incontro a macrosomia e a sindrome da post maturità con un maggior rischio di patologie quali ipoglicemia, policitemia, asfissia perinatale, sindrome da aspirazione di meconio, ipertensione polmonare persistente. Nei parti oltre la 40° settimana inoltre si registra un aumento della mortalità neonatale e un aumento del rischio materno di lacerazioni perineali, infezioni ed emorragia post partum.

        Le risposte del corso FAD

        l corso si concentra sull'assistenza ostetrica nella gravidanza late term e in particolare cerca di rispondere ai quesiti:

        • Come si classifica la gravidanza a termine?
        • Quali sono eziologia e fattori di rischio del fenomeno?
        • Quali i rischi?
        • Qual è la gestione più comune della gravidanza dopo la 41° settimana?
        • Come va gestita la condotta d’attesa
        • Esistono metodi naturali alternativi all’induzione farmacologica?
        • Quali informazioni è bene offrire alle gestanti?
        • Come promuovere una positiva esperienza di travaglio e parto?

        Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD Assistenza alla gravidanza dopo la 41° settimana di gravidanza.

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          COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

          Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
          Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
          Scadenza: 12-05-2021
          Crediti: 5
          Costo: 30 €
          Programma: Instant Learning
          Valutazione dei partecipanti (87 valutazioni):
          9/10 rilevanza
          9/10 qualità
          9/10 efficacia

          COVID-19 e gravidanza

          Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

          Come si trasmette il virus?

          Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

          Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

          Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

          Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
          Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

          Il corso in breve

          Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

          In particolare prende in esame:

          • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
          • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
          • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
          • il monitoraggio della gravidanza
          • la gestione del parto e le sue conseguenze
          • l'allattamento materno.

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            agenti chimici pericolosi

            Gli agenti chimici pericolosi

            Titolo: Gli agenti chimici pericolosi (codice ECM 291602)
            Destinatari:
            medico, tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, chimico
            Scadenza:
             31-12-2020
            Crediti:
            2
            Costo:
            20 €
            Programma:
            MeLa Flash
            Valutazione dei partecipanti (65 valutazioni):
            7/10 rilevanza
            8/10 qualità
            7/10 efficacia

            Agenti chimici pericolosi: rischi e prevenzione

            Gli agenti chimici sono di comune uso nell'industria e non solo o non tanto quella specificamente chimica, basti pensare all'industria tessile, a quella automobilistica, a quella alimentare, a quella dell’informatica, solo per fare qualche esempio.
            Tra questi alcuni sono pericolosi per la salute e richiedono quindi il rispetto di tutte le norme vigenti e la loro sostituzione con alternative meno pericolose in acuto e in cronico.

            Il corso fornisce gli elementi di base per la prevenzione e la sorveglianza sanitaria legate a questi prodotti nocivi che coinvolgono il medico competente sia nell'operatività quotidiana sia nella formazione puntuale e ricorrente del personale impiegato.
            Aperto a medici, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e chimici il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta come prevenire il rischio da agenti chimici pericolosi in diverse situazioni.

            Ecco l'anteprima dei tre casi.

            Uno studente in azienda

            Giovanni, ventenne studente di ingegneria chimica, va a trovare suo zio Carlo, titolare di un’impresa che lavora materie plastiche. “Ciao, Giovanni!" lo saluta affettuosamente lo zio incontrandolo negli uffici “allora hai proprio intenzione divenire presto a lavorare da me, terminati i tuoi studi?”. “Non lo so zio, è un po’ presto!” non si sbilancia il giovane “ma di sicuro mi fa piacere imparare qualcosa direttamente sul campo, oltre che ovviamente venire a trovarti!”. “Va beh, vedremo” risponde sorridendo Carlo “scusami sono un po’ di fretta, se vuoi vieni con me, devo incontrarmi con il Medico competente, il dottor Guglielmi, e l’RSPP, per rivedere alcune questioni. Se vuoi nel frattempo puoi dare un’occhiata al nostro Documento di Valutazione dei Rischi, così mi dai anche un tuo parere, sai che ci tengo”. “Volentieri” risponde il giovane incuriosito “chi di voi se n’è occupato?”

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            Un novello datore di lavoro

            Lionello Esposito è medico competente di un’azienda che produce vernici liquide, sia a base di solvente sia a base acquosa. Oltre a produrre direttamente le vernici, l’azienda comprende una sezione dove avviene la verniciatura di componenti industriali per conto di altre aziende.Insieme al datore di lavoro, il signor Coppetti, esamina i dati relativi all’esposizione professionale dei lavoratori del reparto verniciatura. Esposito è un po’ nervoso, perché Coppetti è appena subentrato al fratello Giulio, trasferitosi per motivi familiari, e benché si dia un sacco di arie non ha nessuna esperienza in materia, tant’è che tempesta di telefonate il fratello per qualsiasi motivo.“Come siamo messi, dottore, con i dati di esposizione, tutto bene spero!”. “Per ora direi di sì” taglia corto il medico “ma bisogna esaminare tutta la documentazione prima di trarre conclusioni affrettate”. “Certo, certo, so che lei è molto puntiglioso, e fa bene, caro dottore” commenta Coppetti che coglie il nervosismo del Medico competente “con queste cose non si scherza. So bene che i valori limite di esposizione professionale vanno controllati in ogni singolo lavoratore”.

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            Un lavoratore fin troppo zelante

            Gualtiero è un giovane operaio assunto da un paio d’anni in un’azienda che produce smacchiatori e detersivi in forma liquida, in polvere o spray, impiegati da tintorie professionali e imprese di pulizia. Alla fine di un turno di lavoro, ripone i guanti e gli occhiali che utilizza abitualmente come DPI, notando che su entrambi sono presenti alcuni schizzi delle sostanze utilizzate durante la lavorazione, e inoltre su una lente degli occhiali è presente un alone di diverso colore, come se la lente fosse “sbiadita” anziché sporca. Essendo un tipo molto preciso e ordinato, porta a casa i DPI, li lava accuratamente, e il giorno seguente li riporta in fabbrica per il successivo turno di lavoro.Tuttavia l’alone sugli occhiali protettivi non è scomparso, quindi Gualtiero informa l’RSPP Giorgio Lazzarini della vicenda. “Ma Gualtiero” esclama contrariato l’RSPP “e sì che mi sembrava vi fosse stato spiegato chiaramente al corso di formazione come vi dovete comportare tu e i tuoi colleghi nei confronti dei DPI messi a vostra disposizione!”

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            Un programma di corsi FAD dedicato alla medicina del lavoro

            Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

            corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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              Smart working e salute dei lavoratori

              smart-working-e-salute

              Titolo: Smart working e salute (codice ECM 287719)
              Destinatari:
              tutti gli operatori sanitari
              Scadenza:
               31-12-2020
              Crediti:
              2
              Costo:
              20 €
              Programma:
              MeLa Flash
              Valutazione dei partecipanti (139 valutazioni):
              8/10 rilevanza
              8/10 qualità
              8/10 efficacia

              Una definizione di "smart working"

              Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. In questo modo il lavoratore può  conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

              Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È  quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

              Smart working e salute: quali possibili rischi per i lavoratori?

              Sulla base della disposizione legislativa, è stata predisposta una articolata attività formativa-informativa dedicata a molteplici aspetti legati sia alla sicurezza dei ‘potenziali’ ambienti di lavoro sia ai rischi per la salute, ipotizzando prima di tutto la possibile amplificazione dei rischi tradizionali che caratterizzano l’attività del lavoratore ‘stanziale’ al videoterminale (art. 174 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
              • rischi per la vista e per gli occhi
              • problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
              • rischi relativi alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

              Va sottolineato che non ci sono a oggi dati certi dalla letteratura su smart working e salute dei lavoratori.

              Un corso FAD dedicato

              Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2 ECM) di medicina del lavoro tratta lo smart working e i possibili rischi per la salute in diverse situazioni.

              Ecco l'anteprima di uno dei casi.

              Una “nuova vita” per la neomamma Luisa

              Luisa, giovane impiegata addetta alle vendite in una ditta di piccoli elettrodomestici, sposata, con un bimbo di due anni, incontra l’amica Giorgia per un caffè.

              Le due non si vedono da diversi mesi, presa com’è Luisa dal lavoro, che oltretutto dista da casa una ventina di chilometri, le incombenze domestiche, il piccolo Daniel che non dorme la notte...
              “Ciao, carissima!” la saluta l’amica con un abbraccio. “Ciao, Giorgia” sorride Luisa “come stai?”
              “Come stai tu piuttosto?” chiede preoccupata Giorgia “fatti guardare... mamma mia che occhiaie che hai! Allora, vuoi trovare una soluzione per conciliare tutti gli impegni della tua vita? Non puoi andare avanti così!”
              “Sì sì, tranquilla, infatti ti ho invitata per il caffè proprio per raccontarti la bella novità: ho parlato con il mio capo della situazione, e mi ha proposto di passare a un regime di smart working per un periodo di prova di sei mesi, per vedere se così mi trovo meglio... dice che già altri sei dipendenti lo stanno attuando, e pare si trovino bene...”.

              [...] Scopri come procede la storia nel corso

              Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

              Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

              corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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                esami diagnostici essenziali

                Gli esami diagnostici essenziali di laboratorio

                esami essenziali di laboratorio

                Titolo: Gli esami diagnostici essenziali di laboratorio (codice ECM 282391)
                Destinatari:
                medici, odontoiatri
                Scadenza:
                31-12-20
                Crediti:
                 2
                Costo:
                10 €
                Offerte:
                 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
                Programma:
                SMARTFAD

                Con la pubblicazione della prima edizione del documento "Essential Diagnostics List" a maggio 2018, l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce esami diagnostici essenziali quelli che rispondono alle priorità di salute della popolazione, in base a criteri come la prevalenza di malattia, la rilevanza per la salute pubblica, le prove di efficacia e di accuratezza e il rapporto costo-efficacia.

                In particolare, gli esami diagnostici essenziali in vitro sono quelli per la valutazione di laboratorio di campioni biologici con lo scopo di acquisire informazioni per la diagnosi e per il monitoraggio di malattie o per i test di compatibilità.

                La lista degli esami diagnostici essenziali

                La lista stilata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità comprende 113 esami diagnostici essenziali di laboratorio.

                Per ogni esame vengono fornite diverse informazioni:

                • l’obiettivo dell’indagine;
                • la metodica;
                • il campione biologico;
                • il livello assistenziale raccomandato per l’erogazione della prestazione.

                Inoltre, viene indicata l’eventuale disponibilità di linee guida o raccomandazioni dell’OMS.

                Le risposte del corso FAD

                Questo corso FAD ECM affronta gli esami diagnostici essenziali di laboratorio ed è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

                Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il corso risponde a queste e altre domande:

                • Quali sono gli esami  di laboratorio diagnostici definiti essenziali dall'OMS?
                • Quali esami eseguire in caso di sospetta tubercolosi?
                • Cosa si intende per tubercolosi latente?
                • Quali sono gli esami di suscettibilità ai farmaci antitubercolari disponibili?
                • Quali test prescrivere in caso di sospetto clinico di epatite cronica?
                • Come ricavare dagli esami informazioni sull’attività dell’epatite cronica da virus HBV e le indicazioni sulla terapia antivirale?

                 

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                  Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

                  farmaci in gravidanza

                  Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
                  Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                  Scadenza: 31-12-2020
                  Crediti: 5
                  Costo: 30 €
                  Programma: FaViFAD

                  La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

                  Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

                  Effetti dei farmaci sul feto

                  La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

                  Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

                  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
                  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
                  • ritardo di crescita
                  • morte fetale o natimortalità

                  Farmaci in gravidanza: una classificazione

                  La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

                  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

                  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

                  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

                  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

                  Le risposte per la pratica quotidiana

                  Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

                  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
                  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
                  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
                  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
                  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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                    Multiresistenza agli antibiotici: un problema crescente

                    multiresistenza agli antibiotici

                    Titolo: Multiresistenza agli antibiotici: un problema in crescita (codice ECM 282524)
                    Destinatari:
                    medici, odontoiatri
                    Scadenza:
                     31-12-20
                    Crediti:
                     2
                    Costo:
                    10 €
                    Offerte:
                     gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
                    Programma:
                    SMARTFAD

                    Multiresistenza agli antibiotici: un'emergenza sanitaria globale

                    L’antibiotico-resistenza è un problema sanitario europeo e mondiale sempre più grave sia per gli esseri umani sia per gli animali, che limita o rende meno efficaci le opzioni di cura, diminuendo nel contempo la qualità della vita. Essa comporta, inoltre, gravi conseguenze economiche in termini di aumento dei costi dell’assistenza sanitaria e perdita di produttività.

                    Nell’Unione europea, ogni anno, si stimano 25 mila morti per infezioni causate da batteri resistenti agli antimicrobici. Nei prossimi 35 anni si ipotizza che, a livello mondiale, il numero di persone morte prematuramente a causa della resistenza agli agenti antimicrobici sarà di 300 milioni (10 milioni di decessi all’anno fino al 2050).

                    L'importanza di un uso appropriato

                    Tra i fattori più importanti correlati alla crescita delle multiresistenze, si evidenziano le prescrizioni inappropriate e l’abuso da parte della popolazione. Per arginare il fenomeno, è fondamentale quindi il ruolo dei medici nel fornire informazioni corrette sull'uso consapevole degli antibiotici.

                    Il corso FAD  ECM, realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano, approfondisce il tema della multiresistenza agli antibiotici, fornendo le risposte a queste e altre domande:

                    • Quali sono i patogeni considerati prioritari dall'OMS per lo sviluppo di nuovi antibiotici?
                    • Perchè il trattamento di alcune infezioni da Gram negativi è problematica?
                    • Perchè è importante l'igiene delle mani?
                    • Quali sono i numeri sulle batteriemie in Italia?
                    • Quali sono i meccanismi dell'antibiotico-resistenza?
                    • Come si trattano le infezioni da Gram positivi?
                    • Quali raccomandazioni dare ai pazienti per un uso appropriato degli antibiotici?

                     

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