Iniezioni sottocutanee: come eseguirle correttamente?

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Titolo: Iniezioni sottocutanee (codice ECM 252426)
Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti all'OPI Milano-Lodi MB
Programma: NursinFAD

L'iniezione sottocutanea garantisce un assorbimento lento e costante del principio attivo in quanto lo strato sottocutaneo è poco vascolarizzato. A contrario di quelle intramuscolari, le iniezioni sottocutanee possono essere eseguite nei pazienti in trattamento con anticoagulanti.

Per quanto riguarda i tempi di assorbimento, essi variano considerevolmente, da paziente a paziente e da iniezione a iniezione.

Ciò costituisce il principale limite della somministrazione sottocutanea.

Iniezioni sottocutanee: i dispositivi e le sedi

Per effettuare un’iniezione sottocutanea occorre valutare che l’area non presenti segni di infiammazione, cicatrici, abrasioni, lesioni o lipodistrofie.

Bisogna inoltre tenere in considerazione le caratteristiche del paziente e verificare la scadenza del prodotto da iniettare. Per la somministrazione sono disponibili diversi dispositivi:

  • siringhe
  • siringhe preriempite
  • e penne multidose.

In generale, è preferibile scegliere un ago corto e lasciare un po’ di aria nella siringa per ridurre il dolore ed eventuali reazioni locali.

In caso di iniezioni ripetute, le sedi da preferire sono:

  • la parete addominale;
  • la parte esterna delle braccia;
  • la parte anteriore delle cosce.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM, dedicato agli infermieri e agli assistenti sanitari,  risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Quando è opportuno eseguire un’iniezione sottocutanea?
  • Quali sono i rischi di un’iniezione sottocutanea?
  • Come va eseguita un’iniezione sottocutanea?
  • Quali farmaci si somministrano per via sottocutanea?
  • Come educare il paziente all’autosomministrazione di un’iniezione sottocutanea?

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Salute e sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi

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Titolo: Salute e sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi (codice ECM 250854)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Scadenza:
 31-12-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Offerte:
-
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (12 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Sicurezza a bordo delle navi

Oltre ai rischi comuni agli altri membri dell’equipaggio (cadute fuori bordo, annegamenti, scivolamenti e inciampi sul ponte, cadute da scale, costante mancanza di un piano stabile sotto i piedi, problemi legati alle lunghe separazioni da casa e dagli amici o alle brevi soste nei porti), il personale di hotel a bordo delle navi  è esposto a specifiche condizioni di lavoro che possono diventare particolarmente critiche.

Di fronte ai molteplici fattori di rischio per i lavoratori marittimi, è quindi necessario individuare e valutare i rischi, informare e formare adeguatamente il personale sulle cause più frequenti di infortuni e malattie professionali, con l'obiettivo di tutelare la loro salute e sicurezza.

Con tre casi di pratica quotidiana, il corso di medicina del lavoro (2 ECM) illustra le pratiche di sicurezza a bordo delle navi e le misure di prevenzione dai rischi più comuni per il personale hotel.

Sicurezza a bordo: gli attori protagonisti

Pasquale Bellantoni è medico competente di un’importante compagnia marittima la cui flotta è composta sia da navi da crociera sia da grandi mercantili. Un giorno, viene chiamato dall'armatore che gli propone di seguire e formare Giovanni, il nuovo giovane medico competente per la compagnia, alla sua prima esperienza di lavoro...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita a sorpresa

Trascorsi due mesi dal suo “debutto” come medico competente presso la compagnia marittima dell’armatore Antonio Giannella, Giovanni Orsini riceve una telefonata inaspettata dal collega più anziano Pasquale Bellantoni, che lo aveva introdotto e guidato nei primi passi del suo nuovo lavoro, per fare insieme la prima ispezione a bordo.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

La prudenza non è mai troppa

Terminate le opportune verifiche nelle cucine, e incontrati i lavoratori - compresi gli addetti all’housekeeping - che avevano subìto ferite da taglio, riesaminando con loro, oltre l’entità del danno riportato, per fortuna minimo, anche la dinamica con cui si era verificato l’incidente e i relativi accorgimenti utile a ridurne il rischio, Pasquale e Giovanni proseguono l’ispezione della nave verso altri ambienti di lavoro, sempre accompagnati dal fidato Giuseppe, responsabile per la sicurezza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Intossicazione da farmaco: come gestire il paziente?

Titolo: Intossicazione da farmaci (codice ECM 250705)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD

L’intossicazione da farmaco (accidentale o intenzionale a scopo di suicidio) è un evento non raro che può comportare importanti conseguenze in termini di salute.  Il sovradosaggio (overdose) di un farmaco può derivare da molti fattori, gran parte dei quali sono prevenibili.

Nel corso del 2014 i due centri antiveleni di Bergamo e Milano hanno gestito richieste per 44.789 casi di intossicazione, il 45,5% provenienti da ospedali e i restanti dal territorio. Nel 42% dei casi l’intossicazione era dovuta a farmaci.

La gestione del paziente con intossicazione da farmaco

La raccolta delle informazioni sul farmaco ingerito deve essere approfondita per valutare il rischio reale e mettere in atto il trattamento più adeguato.

La valutazione iniziale deve consentire in tempi rapidi di distinguere tra i casi da inviare in terapia intensiva, quelli gestibili in ricovero ordinario e quelli gestibili in Pronto soccorso senza necessità di ricovero. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le informazioni raccolte dal solo paziente, se cosciente, non sono adeguate per stabilire la gravità dell’intossicazione.

Sono state individuate otto fasi nella gestione del paziente con una intossicazione da farmaco:

  1. Il trattamento d’emergenza
  2. La valutazione clinica
  3. La decontaminazione del paziente
  4. Gli antidoti
  5. Aumentare l’eliminazione della sostanza tossica assorbita
  6. La terapia di supporto
  7. L’osservazione
  8. La fase successiva al trattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'intossicazione da farmaco, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Dati epidemiologici i e farmaci più frequenti soggetti a casi di sovradosaggio e intossicazione
  • La gestione del paziente con intossicazione da farmaco
  • La valutazione clinica e gli esami da richiedere
  • I centri antiveleni
  • I trattamenti da porre in atto: decontaminazione, antidoti, aumento dell’eliminazione della sostanza tossica, osservazione, la fase successiva al trattamento

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Il parto dopo pregresso cesareo

Titolo: Il parto dopo pregresso cesareo (codice ECM 250694)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

Negli ultimi venti anni la frequenza del parto cesareo è molto aumentata in Italia: si è passati dall’11,2% sul totale dei parti nel 1980 al 33,2% nel 2000.Nel 2015 la tendenza è cresciuta ulteriormente, infatti il 34,2% delle nascite in Italia è avvenuta tramite taglio cesareo. Tale dato è preoccupante soprattutto se si considera che secondo l'OMS le nascite con taglio cesareo non dovrebbero superare il 10-15%.

Facendo una analisi della letteratura, si è visto che le donne con pregresso taglio cesareo contribuiscono ampiamente all'aumento dell'incidenza dei tagli cesarei.
Per ridurre il tasso dei cesarei occorre quindi da una parte controllare che le indicazioni al primo taglio cesareo siano evidence based e dall'altra valutare rischi e benefici di un travaglio di prova dopo un precedente taglio cesareo (trial of labour after caesarean section, in acronimo TOLAC) e del parto per via vaginale dopo un precedente cesareo (vaginal birth after caesarean section, in acronimo VBAC).

Quali sono i fattori da prendere in esame prima di suggerire un TOLAC/VBAC?

Prima di suggerire a una donna con pregresso cesareo, il parto naturale occorre valutare il singolo caso in quanto vi sono fattori che ne possono condizionare il successo. In particolare si raccomanda di valutare il numero di cesarei pregressi.
Nelle linee guida italiane si raccomanda di promuovere il TOLAC in caso di pregressi tagli cesarei inferiori o uguali a due; se il numero di cesarei è superiore è controindicato. Occorre valutare anche le ragioni che hanno portato al pregresso cesareo, in genere la dilatazione cervicale superiore a 7 cm è considerata un fattore correlato positivamente con il successo del VBAC. Si raccomanda inoltre di non trascurare il peso fetale previsto (cut off 4.000 grammi) e l’età materna (cut off 40 anni).

Quali sono i rischi del VBAC?

La letteratura non esprime un giudizio univoco nella scelta tra VBAC e taglio cesareo elettivo per la scarsa qualità metodologica degli studi disponibili. E’ possibile però, affermare, che sebbene il VBAC si correli con l’aumento della mortalità perinatale il rischio è comunque basso ed è paragonabile al rischio di una primipara.

Per quanto riguarda la morbilità respiratoria i dati emersi sono contrastanti. Secondo uno studio non ci sono differenze tra VBAC e taglio cesareo elettivo secondo un altro il VBAC avrebbe un effetto protettivo. Per quanto riguarda gli esiti materni la mortalità è un evento raro, comunque più frequente con il cesareo elettivo: 3,8-4 per 100.000 donne con il VBAC rispetto a 13-13,4 per 100.000 donne con il cesareo elettivo. Per quanto riguarda le infezioni materne il VBAC sembra essere protettivo riguardo all'iperpiressia. La rottura d’utero, condizione che mette in pericolo di vita, avrebbe un’incidenza maggiore (0,5%) con il VBAC rispetto al cesareo elettivo (0,1%).

Le risposte del corso FAD

  • Quale è l’incidenza di cesarei in Italia e nel mondo?
  • Quali sono i fattori da prendere in esame prima di suggerire un TOLAC/VBAC?
  • Quali sono i rischi del VBAC?
  • Qual è la gestione ostetrica in caso di TOLAC?
  • Quale counselling per una scelta consapevole?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD dedicato al parto dopo pregresso cesareo.

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esami diagnostici essenziali

Gli esami diagnostici essenziali di laboratorio

esami essenziali di laboratorio

Titolo: Gli esami diagnostici essenziali di laboratorio (codice ECM 242199)
Destinatari:
medici, odontoiatri
Scadenza:
 31-10-19
Crediti:
 2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Con la pubblicazione della prima edizione del documento "Essential Diagnostics List" a maggio 2018, l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce esami diagnostici essenziali quelli che rispondono alle priorità di salute della popolazione, in base a criteri come la prevalenza di malattia, la rilevanza per la salute pubblica, le prove di efficacia e di accuratezza e il rapporto costo-efficacia.

In particolare, gli esami diagnostici essenziali in vitro sono quelli per la valutazione di laboratorio di campioni biologici con lo scopo di acquisire informazioni per la diagnosi e per il monitoraggio di malattie o per i test di compatibilità.

La lista degli esami diagnostici essenziali

La lista stilata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità comprende 113 esami diagnostici essenziali di laboratorio.

Per ogni esame vengono fornite diverse informazioni:

  • l’obiettivo dell’indagine;
  • la metodica;
  • il campione biologico;
  • il livello assistenziale raccomandato per l’erogazione della prestazione.

Inoltre, viene indicata l’eventuale disponibilità di linee guida o raccomandazioni dell’OMS.

Le risposte del corso FAD

Questo corso FAD ECM affronta gli esami diagnostici essenziali di laboratorio ed è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il corso risponde a queste e altre domande:

  • Quali sono gli esami  di laboratorio diagnostici definiti essenziali dall'OMS?
  • Quali esami eseguire in caso di sospetta tubercolosi?
  • Cosa si intende per tubercolosi latente?
  • Quali sono gli esami di suscettibilità ai farmaci antitubercolari disponibili?
  • Quali test prescrivere in caso di sospetto clinico di epatite cronica?
  • Come ricavare dagli esami informazioni sull’attività dell’epatite cronica da virus HBV e le indicazioni sulla terapia antivirale?

 

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Prevenzione del rischio nel settore pirotecnico

rischio pirotecnico

Titolo: La sicurezza nel settore pirotecnico (codice ECM 243403)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Scadenza:
 19-11-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Offerte:
-
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (40 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Sicurezza e rischio pirotecnico

Il settore pirotecnico, nonostante sia considerato "di nicchia" in termini di numeri di aziende e addetti, va comunque annoverato tra quelli più rischiosi, in quanto si sono verificati diversi infortuni mortali, anche plurimi.

Secondo i dati dell'INAIL, dal punto di vista temporale, nel quinquennio 2012-2016, gli infortuni risultano essere
concentrati nei mesi estivi, in cui la richiesta di fuochi d’artificio per feste, sagre e simili è maggiore. Il rischio pirotecnico è presente principalmente nella fase di lavorazione o durante le prove (in “casa matta”) dei giochi pirotecnici, più che durante lo svolgimento degli spettacoli (sempre monitorati dai Vigili del fuoco).

Per i lavoratori nel settore pirotecnico i rischi riguardano sia la sicurezza che la salute: incendio ed esplosione, sostanze pericolose, movimentazione manuale dei carichi, rumore, vibrazioni...
Data la particolare natura sia delle materie prime sia dei prodotti finiti, questo tipo di stabilimento è soggetto anche a un’articolata disciplina che essenzialmente attiene alle disposizioni per la sicurezza sul lavoro, per i controlli di prevenzione incendi e per la pubblica sicurezza.

Nel corso di medicina del lavoro (2 ECM) vengono forniti aggiornamenti rapidi e puntuali sul rischio nel settore pirotecnico e tutte le misure di prevenzione e protezione attraverso tre casi di pratica quotidiana.

L'amico scoppiettante

Giovanna, medico competente da molti anni, deve sostituire per un mese o poco più il collega e amico Giuseppe, che svolge l’attività di medico competente presso alcune aziende che producono fuochi di artificio ma è preoccupata in quanto non ha molta esperienza nel settore...

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Di chi è la responsabilità?

Filippo Storti, medico competente di un’azienda che produce articoli pirotecnici, sta effettuando una visita in loco. Mentre è lì viene avvisato dal capo magazzino Giacomo che è stata consegnata dai fornitori la partita di sostanze e miscele per la produzione dei fuochi d’artificio ordinata la settimana precedente.
“Bene, voglio vedere”. Storti si reca subito in magazzino, per verificare se è stata osservata la procedura corretta per l’accettazione del materiale acquistato...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Francesco non ci sente bene

In una piccola azienda a carattere familiare produttrice di articoli pirotecnici, il dottor Gritti, medico del lavoro, decide di effettuare un’ispezione sul corretto uso dei DPI.
Nell’azienda, dove il medico presta servizio da sei anni, non è mai accaduto nulla di rilevante, tuttavia il medico non si sente tranquillo dopo aver avuto un confronto con il collega Giannelli, che tornato da un recente congresso lo ha aggiornato su alcune delle criticità emerse come tipiche del settore, in particolare proprio per quanto riguarda l’utilizzo dei DPI da parte dei lavoratori...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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La sicurezza dei lavoratori addetti alla manutenzione degli impianti di climatizzazione

Manutenzione degli impianti di climatizzazione

Titolo: La sicurezza dei lavoratori addetti alla manutenzione degli impianti di climatizzazione (codice ECM 234905)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Scadenza:
 19-10-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (66 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi della manutenzione degli impianti di climatizzazione

Se non viene gestita in modo adeguato, la manutenzione degli impianti di climatizzazione può diventare una fonte di rischio sia per gli occupanti sia per gli addetti ai lavori.

I rischi a cui sono esposti i lavoratori del settore sono molti e di diversa natura. L'esposizione a polveri, fibre, agenti chimici e biologici sono dannosi per la salute e associati all'insorgenza di malattie.

Per quanto riguarda i rischi per la sicurezza, sono correlati a possibili infortuni l’ uso di apparecchiature elettriche, la manipolazione di oggetti taglienti, i lavori in altezza e gli ambienti confinati.

Il medico del lavoro ha il compito quindi di informare gli addetti ai lavori su tutte le misure preventive e protettive utili a garantire la salute e la sicurezza degli operatori, in particolare sui comportamenti, le attrezzature e i dispositivi di protezione da adottare durante le fasi di ispezione visiva, ispezione tecnica e bonifica.

Il corso di medicina del lavoro fornisce aggiornamenti rapidi e puntuali sulle procedure di sicurezza per gli addetti alla manutenzione degli impianti di climatizzazione, attraverso tre casi di pratica quotidiana.

Ogni procedura ha i suoi rischi

Lucia Giannelli è un medico del lavoro che si occupa da molti anni del settore dei lavoratori che fanno installazione e manutenzione di impianti di condizionamento, svolgendo consulenze per diverse piccole e grandi imprese. Viene chiamata dal titolare di una delle imprese con cui ha anche un rapporto di amicizia, l’ingegner
Mauro Rossini, a compiere una verifica su un gruppetto di tecnici specializzati, cui vengono affidate le mansioni più complesse e delicate.
“Come mai mi fai questa richiesta Mauro?” chiede un po’ stupita la dottoressa. “Sai bene che svolgo regolarmente i corsi di formazione del personale e infatti ne ho organizzato uno solo pochi mesi fa”. “Hai ragione, Lucia, tuttavia un paio dei miei tecnici mi ha dato da pensare nelle ultime settimane, mi sono sembrati un po’ troppo disinvolti sui rischi del mestiere..."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

I DPI giusti al momento giusto

Giuseppe, responsabile di una squadra di manutentori di impianti aeraulici per conto di una importante azienda di prodotti alimentari destinati alla grande distribuzione, accoglie nella squadra Pietro, giovane tecnico neoassunto, che ha appena terminato il periodo di formazione.

Quel giorno per la squadra è prevista un’attività di ispezione visiva delle sezioni interne dell’UTA in uno dei magazzini. “Ora ci rechiamo a indossare i DPI” spiega Giuseppe “sceglierai tu stesso quelli che ritieni necessari”.

Pietro, come disposto da Giuseppe, deve procurarsi e indossare i DPI adeguati per primo. “Innanzitutto per questa attività indosserei il respiratore e i guanti” accenna timidamente, preoccupato di commettere eventuali errori. “Giusto!” lo incoraggia il caposquadra “ma di che tipo? Come sai ce ne sono diversi”.
“E’ presente un rischio di tipo biologico nell’attività che svolgeremo? Oppure un rischio da esposizione a polveri e fibre?”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Lavoro agricolo nelle serre: rischi e prevenzione

lavoro agricolo nelle serre

Titolo: Il lavoro agricolo nelle serre (codice ECM 234879)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Scadenza:
 19-09-19
Crediti:
2
Costo:
20 €
Offerte:
-
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (86 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi legati al lavoro agricolo nelle serre

Il comparto produttivo in serra  è caratterizzato dall’uso di un elevato numero di prodotti fitosanitari  (insetticidi, fungicidi, acaricidi, fitoregolatori, erbicidi, ecc.), destinati alla difesa delle colture dagli agenti dannosi.

L'impiego di questi prodotti può comportare però diversi rischi  per il lavoratore per via dell'alta tossicità del principio attivo, dei livelli di esposizione e di assorbimento attraverso le varie vie di penetrazione nell’organismo (inalatoria, cutanea, ecc.) e delle modalità e frequenza d’uso.

Oltre al rischio chimico e a quello legato alla sensibilizzazione nei confronti di allergeni presenti nell’ambiente, è rilevante anche la presenza di agenti fisici connessi all’organizzazione del lavoro:  sono infatti fattori di rischio per il lavoratore i movimenti ripetitivi, le posture incongrue, lo sforzo fisico le movimentazione manuale dei carichi.

E' compito quindi del medico del lavoro informare e formare sui rischi specifici, introducendo le necessarie cautele e precauzioni per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle serre.

Con tre brevi casi, il corso FAD di medicina del lavoro illustra alcune situazioni pratiche con al centro le problematiche legate al lavoro agricolo nelle serre.

Di serra in serra

Luciana è una giovane dottoressa neospecializzata in medicina del lavoro. Ha sempre abitato in campagna e ama profondamente il contatto con la natura e le attività agricole, quindi accetta di buon grado l’impiego come medico competente di una piccola azienda che si dedica alla floricoltura, avvalendosi della coltivazione in serre durante i periodi più freddi.
Appena rientrata da un weekend in cui ha partecipato proprio a un convegno sull’attività agricola nelle serre, incontra il titolare dell’azienda, l’agronomo Rosati. “Oh, cara dottoressa, sono proprio curioso di sentire quali novità ci sono state al convegno sulla nostra attività! Mi dica, di cosa si è parlato?”.
“Beh, principalmente dell’esposizione ai pesticidi, e di come ridurne il rischio...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Dalla schiena all’orecchio

Stefano Picchi è il medico competente di un’azienda ortofrutticola che produce prevalentemente zucchine e pomodori, coltivati in serra. Dopo aver valutato l’indice NIOSH di alcuni lavoratori che riferivano frequente lombalgia durante le operazioni di sollevamento delle cassette di ortaggi, decide di sentire in merito il titolare dell'azienda.

“Mi dica dottor Picchi, visto che mi chiama... c’è qualche problema?” chiede Salvioni preoccupato.
“Direi di sì, ma per il momento non grave” risponde il medico “tuttavia dobbiamo intervenire perché la lombalgia lamentata da alcuni dei suoi dipendenti è in effetti correlata a un rischio di sovraccarico dorso-lombare...."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Quanti problemi per il caldo

Una radiosa e calda giornata estiva Andrea Ravelli, nuovo medico competente di un’azienda agricola che produce in serra agrumi e piccoli frutti, lasciando lo studio per recarsi in mensa vede che Paolo, uno dei dipendenti più giovani, è impegnato nella riparazione dell’irroratrice. Subito si accorge che non indossa né i guanti né gli indumenti protettivi, e lo riprende.
“Che problema c’è dottore? Oggi è lunedì, la macchina è vuota e ferma da due giorni, la sto solo riparando, non sto distribuendo il pesticida!”.
“Non importa” risponde il medico “I DPI li deve indossare ugualmente!”.
“Mamma mia che precisino questo qui! Ma chi si crede di essere?...."

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Sorveglianza dell’accrescimento fetale

accrescimento fetale

Titolo: Sorveglianza dell'accrescimento fetale intrauterino (codice ECM 232709)
Destinatari: ostetriche, assistente sanitari, infermieri, infermieri sanitari
Scadenza: 22-07-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

La valutazione obiettiva della crescita fetale è estremamente utile per l’assistenza prenatale e per tutelare la salute neonatale. Infatti è stato infatti dimostrato che oltre il 50% delle morti perinatali associate a scarsa crescita fetale  dipende da un assistenza inferiore a quella standard.

Quali sono i parametri per definire lo sviluppo e accrescimento del feto?

Per definire le caratteristiche di sviluppo intrauterino, i parametri che vengono utilizzati alla nascita  sono il peso e l’epoca gestazionale.

L’accrescimento viene espresso in relazione all’epoca gestazionale mediante curve percentili definendo:

  • adeguati, per l’età gestazionale, i neonati con peso e lunghezza compresi tra il 10° e il 90° percentile;
  • piccoli per l’età gestazionale (small for gestational age, SGA) i neonati con peso inferiore al 10° percentile;
  • grandi per l’età gestazionale i neonati con peso e/o lunghezza superiori al 90° percentile

E' importante segnalare che un neonato piccolo per l’età gestazionale ha un rischio di morte 7 volte maggiore di un neonato che nasce con un peso normale per l’età gestazionale.

Invece quando un neonato è grande per l'età gestazionale si può andare incontro a difficoltà all’espletamento del parto per via vaginale (rischio di distocia di spalla, fratture della clavicola o degli arti e asfissia perinatale), oltre a ipoglicemia e iperbilirubinemia fetale.

Quali tecniche vengono usate per la sorveglianza ostetrica dell’accrescimento fetale?

Per la valutazione ostetrica dello sviluppo fetale ci si può avvalere della semeiotica fisica e di quella strumentale che dovrebbe essere però riservata alla patologia o nei casi di dubbio clinico.

La valutazione della stima del peso fetale si esegue mediante:

  • la raccolta dei dati anamnestici e l’individuazione dei fattori di rischio
  • l’ispezione dell’addome materno;
  • la palpazione dell’addome materno;
  • la misurazione del diametro longitudinale dell’utero (lunghezza sinfisi-fondo);
  • l’esecuzione dell’ecografia ostetrica;

Inoltre, la futura mamma deve essere sensibilizzata all’importanza dei movimenti fetali.

Le risposte del corso FAD

  • Perché si raccomanda di valutare l’accrescimento fetale intrauterino?
  • Quale è la relazione tra sorveglianza dell’accrescimento fetale e mortalità perinatale?
  • Quando l’accrescimento devia dalla normalità?
  • Quale è il normale accrescimento fetale intrauterino?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

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lavori elettrici

Lavori elettrici ad alta tensione: come gestire i rischi?

lavori elettrici

Titolo:  Lavori elettrici in alta tensione - Corso 1 e Corso 2 (codici ECM 230460- 230464)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici di prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro
Scadenza:  

  • Corso 1: 19-06-19
  • Corso 2: 19-07-19

Crediti: 2
Costo:
20 € /corso 
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (93 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Lavori elettrici e sicurezza

Le norme tecniche nazionali che disciplinano i lavori elettrici sono la norma CEI 11-27 (di cui a gennaio 2014 e stata pubblicata la IV edizione per allinearla alla norma internazionale) e la norma CEI 11-15 (specifica per i lavori in alta e media tensione).

La sicurezza dei lavoratori nei lavori elettrici è basata sulla formazione dei lavoratori e sulla scrupolosa osservanza delle procedure di lavoro.

Il medico del lavoro deve pertanto conoscere i dispositivi di protezione per il lavoro con campi elettrici ad alta tensione e le modalità di attuazione dei lavori in prossimità di linee elettriche.

I due corsi FAD di medicina del lavoro illustrano, attraverso tre casi di pratica quotidiana, le procedure e gli che accorgimenti devono essere adottati in presenza di rischio elettrico in ambienti di lavoro ad alta tensione.

C'è sempre da imparare

Sara Marcucci, piemontese doc, causa trasferimento del marito Luigi presso un’azienda del Centro Italia, che realizza
impianti elettrici, deve anch’essa cambiare lavoro.

Dopo qualche giorno, Luigi le annuncia di averle trovato un posto come medico del lavoro presso la sua nuova azienda.

“Ma... Carlo, io non ne so niente di lavori su impianti elettrici, non me ne sono mai occupata”.
“Tranquilla, le risponde il marito, il vecchio medico, il dottor Fiorenzi, ti affiancherà per un po’, gli ho già
parlato, è un tipo molto disponibile”.
Pochi giorni dopo Sara è già nella nuova sede lavorativa, e inizia il suo training insieme al dottor Fiorenti, che
la guida in un tour conoscitivo dell’azienda.
“Bene, cara dottoressa” esordisce Fiorenti “come sa l’azienda si occupa di realizzazione e manutenzione di
impianti elettrici, quindi il suo pane quotidiano sarà proprio il rischio elettrico....

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Il rischio elettrico in un cantiere

Gianni Savoldini, medico competente di un’impresa che si occupa di costruzioni edili, viene invitato dal titolare,
il geometra Rosati, a visitare un cantiere di cui va particolarmente orgoglioso, dove si sta realizzando un
importante complesso scolastico.
“Ci tenevo che venisse, dottor Savoldini” lo saluta raggiante Rosati venendogli incontro all’ingresso del cantiere
“lo sa che di cose da tener d’occhio per la salute dei miei dipendenti in cantiere ce ne sono parecchie, e
oggi fra l’altro dovranno essere eseguiti alcuni lavori di verifica sui quadri elettrici”.
“Di che tipo?” si informa subito Savoldini.
“I lavori previsti per oggi saranno tutti lavori sotto tensione in bassa tensione” risponde Rosati.
“Quindi” prosegue il medico competente “per l’esecuzione di questi lavori avrete incaricato certamente...”.

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Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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