La gestione del primo soccorso aziendale

Titolo: Il d.m. 388/03 e la gestione del primo soccorso aziendale (codice ECM 261937)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (21 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
7/10 efficacia

L'importanza del primo soccorso aziendale

Il primo soccorso è l’insieme di interventi, di manovre e azioni messe in essere da chiunque si trovi a dover affrontare una emergenza sanitaria, in attesa dell’arrivo di personale specializzato.
Gli obiettivi del primo soccorso sono:

  • riconoscere una situazione di emergenza, valutare le condizioni della vittima e attivare la catena dell’emergenza, allertando i soccorsi avanzati se necessario;
  •  prestare i primi soccorsi utilizzando competenze adeguate;
  • evitare l’insorgenza di ulteriori danni causati da un mancato soccorso o da un soccorso condotto in maniera impropria.

La normativa (d.lgs. 81/2008; d.m. salute 388/2003) conferisce al primo soccorso un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti e a organizzare il piano di emergenza.

La figura del datore di lavoro, tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva e sentito il medico competente (ove nominato), deve prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza. Deve inoltre tenere conto anche delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

Dall’organizzazione del sistema di primo soccorso aziendale dipende infatti l’attivazione precoce e tempestiva dei primi tre anelli della catena dell’emergenza, in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. Una corretta gestione delle prime fasi di un’emergenza sanitaria può fare la differenza tra la vita e la morte, tra recupero rapido o prolungato, tra disabilità temporanea o permanente.

Attraverso tre pratica quotidiana, questo corso di medicina del lavoro dedicato a tutti gli operatori sanitari (2 ECM) affronta la gestione del primo soccorso sui luoghi di lavoro.

Qualche lume sulla legge

Il professo Marco Pizzaballa, docente di filosofia, è stato nominato, recentemente, dirigente scolastico del nuovo Istituto Comprensivo di Pian del Lago. Essendo una istituzione scolastica di nuova formazione, l’istituto comprensivo ha necessità di una pianificazione e organizzazione del sistema di sicurezza con la redazione del Documento di valutazione dei rischi, l’identificazione e la nomina degli addetti alle emergenze (Addetti antincendio e primo soccorso), con relativa predisposizione del piano di emergenza.
Essendo alle prime armi il professor Pizzaballa si affida alla consulenza del medico competente, il dottor Camillo Sempione, per formare gli addetti della squadra di Primo soccorso....

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E’ ora di formare la squadra di primo soccorso

Il preside, soddisfatto, dice: “Molto bene, dottor Sempione, ora viene la parte interessante: dobbiamo individuare gli addetti per la squadra di primo soccorso! Secondo lei come possiamo procedere?”
“La designazione degli addetti al primo soccorso deve tener conto di alcune variabili” risponde il medico competente, che spiega in dettaglio al preside quali sono i parametri da tenere in considerazione prima di procedere alla formazione della squadra.

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Il piano di primo soccorso

“Buono questo caffè” dice il medico al preside.
“Ci siamo presi il lusso, con una colletta tra colleghi, di prenderci una macchinetta con le cialde”.
“Certo che questa cosa del primo soccorso è davvero importante. Avere delle persone formate ci fa stare più tranquilli. Ma quindi i lavoratori formati grazie alla cassetta di pronto soccorso potranno intervenire all’occorrenza per curare e medicare i loro colleghi con eventuali farmaci o medicamenti?”

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Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Infezioni delle vie urinarie: come gestirle e prevenirle?

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Titolo: Infezioni delle vie urinarie: gestione e prevenzione (codice ECM 255682)
Destinatari: assistenti sanitari, infermieri, infermieri pediatrici, ostetriche/i
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti all'OPI Milano-Lodi MB
Programma: NursinFAD

Le infezioni delle vie urinarie (IVU), causate da batteri, sono una delle infezioni più comuni nelle persone non ospedalizzate: si stima che oltre il 60% delle donne nella popolazione generale abbia avuto una infezione batterica delle vie urinarie non complicata almeno una volta nella vita.

L’incidenza è invece minore negli uomini, ma aumenta dopo i 45-50 anni di età, quando è più frequente il rischio di disturbi urinari secondari all’ipertrofia prostatica.

Cause e batteri responsabili

Nella maggior parte dei casi esse sono causate dalla migrazione dei batteri dall’uretra alla vescica. Nella donna tale migrazione batterica è favorita dalle caratteristiche anatomiche e per la vicinanza tra gli orifizi anale e uretrale. I batteri che più spesso causano infezioni delle vie urinarie sono batteri enterici, di solito Gram negativi aerobi, più raramente batteri Gram positivi. La causa più comune di cistite è l’infezione da Escherichia coli (75%-95% dei casi).

Come si effettua la diagnosi

La diagnosi di un’infezione delle vie urinarie deve basarsi sull’analisi di laboratorio delle urine. Per ridurre il rischio di falsi positivi alle analisi bisogna raccomandare al paziente di raccogliere il getto intermedio.

Prima di procedere con gli esami, occorre tuttavia:

  • valutare della storia della persona;
  • ricercare precedenti episodi di infezioni;
  • rilevare i tipici segni e sintomi;
  • nella donna escludere segni di vaginite o vulvite, che si può presentare con dolore diffuso in sede genito-urinaria, irritazione delle mucose e/o secrezioni vaginali.

Infezioni delle vie urinarie: quali metodi per prevenirle?

L’aumento dell’assunzione di acqua fino a 2 litri al giorno, se non sono presenti controindicazioni, adeguate pratiche igieniche (in particolare dopo i rapporti sessuali) e l’utilizzo di metodi contraccettivi alternativi alle creme spermicide rimangono i capisaldi della prevenzione della cistite non complicata.

Le risposte per la pratica quotidiana

Il corso FAD (5 ECM) risponde a queste e altre domande di immediata applicabilità clinica:

  • Come si classificano le infezioni delle vie urinarie? Quali sono le cause?
  • Quali sono i fattori di rischio?
  • Come si diagnostica una infezione delle vie urinarie?
  • Qual è il trattamento farmacologico?
  • Quali sono i principali interventi di prevenzione?

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Assistenza ostetrica al neonato, quali raccomandazioni

Titolo:  L'assistenza ostetrica al neonato (codice ECM 257927)
Destinatari: ostetriche, infermiere, infermiere pediatrico
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

L’adattamento alla vita extrauterina del neonato viene spesso descritto come l’adattamento dei singoli sistemi (cardiocircolatorio, respiratorio, metabolico, eccetera) alla nuova condizione. Tale descrizione rischia però di ridurre la nascita a un insieme di eventi fisiologici adattativi del neonato, che inizia a essere indipendente a cominciare dal primo respiro.

Alcuni autori suggeriscono che i primi giorni, settimane e mesi di vita siano in realtà un prolungamento della vita intrauterina, tanto da parlare di quarto trimestre della gravidanza. In questa prima fase di adattamento, il bambino continua a trovare risposta nella madre alla maggior parte dei suoi bisogni fisici ed è la mamma che favorisce l’attività fisiologica del bambino.

E' la mamma che con il seno assicura nutrimento e con il contatto pelle a pelle favorisce l'adattamento metabolico, cardiocircolatorio e respiratorio.

L'indice di Apgar e l'accertamento iniziale del benessere neonatale

Per l’accertamento iniziale del benessere del neonato è raccomandata la valutazione dell'Indice di Apgar.

Si tratta di uno strumento che consente di valutare in modo veloce ed efficace la transizione cardiorespiratoria subito dopo la nascita e il grado di risposta a eventuali misure di rianimazione.

Esso prende in considerazione 5 parametri, a cui vengono attribuiti dei punteggi a 0, 1 o 2:

  • colorito;
  • battito cardiaco;
  • respirazione
  • tono muscolare;
  • riflessi.

La valutazione viene fatta a 1 e a 5 minuti dalla nascita a tutti i neonati e ripetuta a intervalli di 5 minuti fino ai 20 minuti dalla nascita per i neonati con un punteggio di Apgar <7. La valutazione a 1 minuto fornisce informazioni sulla salute del neonato e sulla eventuale necessità di intervenire con manovre di rianimazione. A 5 minuti è considerato rassicurante un punteggio di Apgar compreso tra 7 e 10.

Nelle prime due ore di vita l’accertamento del benessere neonatale deve avvenire in modo sistematico e puntuale, senza interferire con il bonding e il primo attacco al seno. In particolare, l’ostetrica deve registrare ogni 15 minuti i seguenti parametri:

  • la posizione del neonato (verificando la pervietà delle vie aeree);
  • la funzione respiratoria;
  • il colorito della cute;
  • la frequenza cardiaca;
  • la temperatura corporea;
  • la reattività;
  • il tono.

Assistenza ostetrica al neonato nelle prime ore: quali raccomandazioni?

L’Organizzazione mondiale della sanità e le più autorevoli società scientifiche nazionali e internazionali per un’assistenza ostetrica appropriata e sicura nelle prime due ore di vita raccomandano di:

  • incoraggiare immediatamente dopo il parto il contatto pelle a pelle per prevenire la termodispersione
    asciugando il neonato con teli caldi e per promuovere l’allattamento al seno;
  • incoraggiare l’avvio dell’allattamento il prima possibile, idealmente entro la prima ora di vita;
  • somministrare la profilassi con vitamina K;
  • effettuare la profilassi oftalmica.

Le risposte del corso FAD

  • Qual è l’adattamento neonatale alla vita extrauterina?
  • Quali sono gli elementi da valutare nelle prime due ore di vita del neonato?
  • Che cosa prevede l’assistenza ostetrica nei primi giorni di vita?
  • Quali sono gli screening raccomandati?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD dedicato all'assistenza ostetrica al neonato.

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Il dolore episodico intenso: come deve essere gestito?

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Titolo: Il dolore episodico intenso (breakthrough pain) (codice ECM 255538)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti all'OPI Milano-Lodi MB
Programma: NursinFAD

Il dolore episodico intenso (breakthrough pain nella letteratura anglosassone) è definito come una esacerbazione transitoria del dolore che si verifica quando il dolore di base è adeguatamente controllato con gli oppioidi. La prevalenza interessa dal 40 al 95% delle persone con cancro, tuttavia può anche comparire in soggetti con patologie benigne, acute o croniche.

Il dolore episodico intenso: caratteristiche cliniche

Il dolore episodico intenso si può manifestare con caratteristiche diverse nei singoli pazienti. Nonostante queste differenze, si può affermare che è generalmente caratterizzato da:

  • rapida insorgenza;
  • breve durata (in media 30-60 minuti);
  • elevata frequenza;
  • alta intensità.

In genere il dolore episodico si manifesta nella stessa sede del dolore di base. Sebbene abbia generalmente una breve durata, può avere un impatto significativo dal punto di vista fisico, psicologico ed economico sia per il paziente sia per chi lo assiste.

Strumenti di valutazione

Per poter riconoscere il dolore episodico intenso occorre definire dettagliatamente le caratteristiche del dolore di base. E' necessario verificare se il paziente ha un dolore costante ma lieve (non superiore a 4 su una scala da 0 a 10) e se presenta episodi di dolore acuto molto intenso ma di breve durata.

L’intensità si può misurare con diversi strumenti di valutazione, tra cui:

  • il Breakthrough Pain Questionnaire (BPQ);
  • l’Alberta Breakthrough Pain Assessment Tool (ABPAT);
  • il Breakthrough Pain Assessment Tool (BAT).

Si segnala che questi strumenti non sono ancora validati ma sono ampiamente usati, soprattutto nell’ambito di ricerca.

Le risposte per la pratica quotidiana

In questo corso FAD ECM aperto a tutti gli operatori sanitari si trovano risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Che cos’è il dolore episodico intenso?
  • Quali sono i criteri diagnostici?
  • Come va gestito?
  • Come educare i pazienti e i familiari?

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Rischi per i lavoratori addetti alla coltivazione e produzione olearia

Titolo: Il rischio per i lavoratori addetti alla coltivazione e produzione olearia (codice ECM 250857)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Scadenza:
 31-12-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Offerte:
-
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (22 valutazioni):
7/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Produzione olearia: rischi e pratiche di sicurezza

In Italia, l’olivicoltura si caratterizza per una persistente e marcata frammentazione produttiva legata alla difficile situazione orografica delle coltivazioni olivicole (67% in collina e 11% in montagna), e alla scarsa mobilità fondiaria che caratterizza l’agricoltura. La produzione avviene inoltre in gran parte in micro e piccolissime aziende, spesso a carattere familiare.

Nelle piccole aziende la percezione del rischio è scarsa e l’attività formativa è data per scontata. E' molto facile che le cattive prassi siano frutto di abitudini pluriennali tramandate da generazioni e quindi difficili da sradicare.

Far conoscere ai lavoratori le norme in materia di sicurezza, le buone prassi, i comportamenti da tenere in presenza dei diversi rischi presenti nei luoghi di lavoro, i pericoli cui si va incontro nell’uso delle attrezzature, è fondamentale per ridurre gli infortuni nel settore agricolo (spesso gravi o gravissimi).

I tre casi di pratica quotidiana di questo corso di medicina del lavoro (2 ECM) affrontano i rischi principali e le misure di sicurezza per i lavoratori addetti alla coltivazione e produzione olearia.

Paese che vai, uliveti che trovi

Rosalba, titolare di un’azienda olearia fondata dal nonno nella località di Bardolino, affacciata sul versante orientale del Lago di Garda, chiama la cugina Chiara, trasferitasi da circa 5 anni sulle colline toscane per seguire il marito e occuparsi con lui di un oliveto ereditato dal nonno.

Chiara chiede consiglio al medico del lavoro di Rosalba, il dottor Biasi, sulle norme di sicurezza per la piccola azienda a impresa familiare.

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Buona terra dà buon olio

Giovanni Pascali, titolare di un’azienda agricola campana, riceve la visita del dottor Nunzi, il quale rileva il mancato uso di misure di protezioni adeguate.

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La cura dell'olivo e i suoi pericoli

Il medico del lavoro Parimbelli visita Gennaro, titolare di un'azienda olivicola amalfitana, e discutono del problema degli insetti e dei trattamenti fitosanitari.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Iniezioni sottocutanee: come eseguirle correttamente?

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Titolo: Iniezioni sottocutanee (codice ECM 252426)
Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti all'OPI Milano-Lodi MB
Programma: NursinFAD

L'iniezione sottocutanea garantisce un assorbimento lento e costante del principio attivo in quanto lo strato sottocutaneo è poco vascolarizzato. A contrario di quelle intramuscolari, le iniezioni sottocutanee possono essere eseguite nei pazienti in trattamento con anticoagulanti.

Per quanto riguarda i tempi di assorbimento, essi variano considerevolmente, da paziente a paziente e da iniezione a iniezione.

Ciò costituisce il principale limite della somministrazione sottocutanea.

Iniezioni sottocutanee: i dispositivi e le sedi

Per effettuare un’iniezione sottocutanea occorre valutare che l’area non presenti segni di infiammazione, cicatrici, abrasioni, lesioni o lipodistrofie.

Bisogna inoltre tenere in considerazione le caratteristiche del paziente e verificare la scadenza del prodotto da iniettare. Per la somministrazione sono disponibili diversi dispositivi:

  • siringhe
  • siringhe preriempite
  • e penne multidose.

In generale, è preferibile scegliere un ago corto e lasciare un po’ di aria nella siringa per ridurre il dolore ed eventuali reazioni locali.

In caso di iniezioni ripetute, le sedi da preferire sono:

  • la parete addominale;
  • la parte esterna delle braccia;
  • la parte anteriore delle cosce.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM, dedicato agli infermieri e agli assistenti sanitari,  risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Quando è opportuno eseguire un’iniezione sottocutanea?
  • Quali sono i rischi di un’iniezione sottocutanea?
  • Come va eseguita un’iniezione sottocutanea?
  • Quali farmaci si somministrano per via sottocutanea?
  • Come educare il paziente all’autosomministrazione di un’iniezione sottocutanea?

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Salute e sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi

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Titolo: Salute e sicurezza sul lavoro del personale hotel a bordo delle navi (codice ECM 250854)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
Scadenza:
 31-12-2019
Crediti:
2
Costo:
20 €
Offerte:
-
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (24 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Sicurezza a bordo delle navi

Oltre ai rischi comuni agli altri membri dell’equipaggio (cadute fuori bordo, annegamenti, scivolamenti e inciampi sul ponte, cadute da scale, costante mancanza di un piano stabile sotto i piedi, problemi legati alle lunghe separazioni da casa e dagli amici o alle brevi soste nei porti), il personale di hotel a bordo delle navi  è esposto a specifiche condizioni di lavoro che possono diventare particolarmente critiche.

Di fronte ai molteplici fattori di rischio per i lavoratori marittimi, è quindi necessario individuare e valutare i rischi, informare e formare adeguatamente il personale sulle cause più frequenti di infortuni e malattie professionali, con l'obiettivo di tutelare la loro salute e sicurezza.

Con tre casi di pratica quotidiana, il corso di medicina del lavoro (2 ECM) illustra le pratiche di sicurezza a bordo delle navi e le misure di prevenzione dai rischi più comuni per il personale hotel.

Sicurezza a bordo: gli attori protagonisti

Pasquale Bellantoni è medico competente di un’importante compagnia marittima la cui flotta è composta sia da navi da crociera sia da grandi mercantili. Un giorno, viene chiamato dall'armatore che gli propone di seguire e formare Giovanni, il nuovo giovane medico competente per la compagnia, alla sua prima esperienza di lavoro...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita a sorpresa

Trascorsi due mesi dal suo “debutto” come medico competente presso la compagnia marittima dell’armatore Antonio Giannella, Giovanni Orsini riceve una telefonata inaspettata dal collega più anziano Pasquale Bellantoni, che lo aveva introdotto e guidato nei primi passi del suo nuovo lavoro, per fare insieme la prima ispezione a bordo.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

La prudenza non è mai troppa

Terminate le opportune verifiche nelle cucine, e incontrati i lavoratori - compresi gli addetti all’housekeeping - che avevano subìto ferite da taglio, riesaminando con loro, oltre l’entità del danno riportato, per fortuna minimo, anche la dinamica con cui si era verificato l’incidente e i relativi accorgimenti utile a ridurne il rischio, Pasquale e Giovanni proseguono l’ispezione della nave verso altri ambienti di lavoro, sempre accompagnati dal fidato Giuseppe, responsabile per la sicurezza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Intossicazione da farmaco: come gestire il paziente?

Titolo: Intossicazione da farmaci (codice ECM 250705)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD

L’intossicazione da farmaco (accidentale o intenzionale a scopo di suicidio) è un evento non raro che può comportare importanti conseguenze in termini di salute.  Il sovradosaggio (overdose) di un farmaco può derivare da molti fattori, gran parte dei quali sono prevenibili.

Nel corso del 2014 i due centri antiveleni di Bergamo e Milano hanno gestito richieste per 44.789 casi di intossicazione, il 45,5% provenienti da ospedali e i restanti dal territorio. Nel 42% dei casi l’intossicazione era dovuta a farmaci.

La gestione del paziente con intossicazione da farmaco

La raccolta delle informazioni sul farmaco ingerito deve essere approfondita per valutare il rischio reale e mettere in atto il trattamento più adeguato.

La valutazione iniziale deve consentire in tempi rapidi di distinguere tra i casi da inviare in terapia intensiva, quelli gestibili in ricovero ordinario e quelli gestibili in Pronto soccorso senza necessità di ricovero. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le informazioni raccolte dal solo paziente, se cosciente, non sono adeguate per stabilire la gravità dell’intossicazione.

Sono state individuate otto fasi nella gestione del paziente con una intossicazione da farmaco:

  1. Il trattamento d’emergenza
  2. La valutazione clinica
  3. La decontaminazione del paziente
  4. Gli antidoti
  5. Aumentare l’eliminazione della sostanza tossica assorbita
  6. La terapia di supporto
  7. L’osservazione
  8. La fase successiva al trattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'intossicazione da farmaco, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Dati epidemiologici i e farmaci più frequenti soggetti a casi di sovradosaggio e intossicazione
  • La gestione del paziente con intossicazione da farmaco
  • La valutazione clinica e gli esami da richiedere
  • I centri antiveleni
  • I trattamenti da porre in atto: decontaminazione, antidoti, aumento dell’eliminazione della sostanza tossica, osservazione, la fase successiva al trattamento

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Il parto dopo pregresso cesareo

Titolo: Il parto dopo pregresso cesareo (codice ECM 250694)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

Negli ultimi venti anni la frequenza del parto cesareo è molto aumentata in Italia: si è passati dall’11,2% sul totale dei parti nel 1980 al 33,2% nel 2000.Nel 2015 la tendenza è cresciuta ulteriormente, infatti il 34,2% delle nascite in Italia è avvenuta tramite taglio cesareo. Tale dato è preoccupante soprattutto se si considera che secondo l'OMS le nascite con taglio cesareo non dovrebbero superare il 10-15%.

Facendo una analisi della letteratura, si è visto che le donne con pregresso taglio cesareo contribuiscono ampiamente all'aumento dell'incidenza dei tagli cesarei.
Per ridurre il tasso dei cesarei occorre quindi da una parte controllare che le indicazioni al primo taglio cesareo siano evidence based e dall'altra valutare rischi e benefici di un travaglio di prova dopo un precedente taglio cesareo (trial of labour after caesarean section, in acronimo TOLAC) e del parto per via vaginale dopo un precedente cesareo (vaginal birth after caesarean section, in acronimo VBAC).

Quali sono i fattori da prendere in esame prima di suggerire un TOLAC/VBAC?

Prima di suggerire a una donna con pregresso cesareo, il parto naturale occorre valutare il singolo caso in quanto vi sono fattori che ne possono condizionare il successo. In particolare si raccomanda di valutare il numero di cesarei pregressi.
Nelle linee guida italiane si raccomanda di promuovere il TOLAC in caso di pregressi tagli cesarei inferiori o uguali a due; se il numero di cesarei è superiore è controindicato. Occorre valutare anche le ragioni che hanno portato al pregresso cesareo, in genere la dilatazione cervicale superiore a 7 cm è considerata un fattore correlato positivamente con il successo del VBAC. Si raccomanda inoltre di non trascurare il peso fetale previsto (cut off 4.000 grammi) e l’età materna (cut off 40 anni).

Quali sono i rischi del VBAC?

La letteratura non esprime un giudizio univoco nella scelta tra VBAC e taglio cesareo elettivo per la scarsa qualità metodologica degli studi disponibili. E’ possibile però, affermare, che sebbene il VBAC si correli con l’aumento della mortalità perinatale il rischio è comunque basso ed è paragonabile al rischio di una primipara.

Per quanto riguarda la morbilità respiratoria i dati emersi sono contrastanti. Secondo uno studio non ci sono differenze tra VBAC e taglio cesareo elettivo secondo un altro il VBAC avrebbe un effetto protettivo. Per quanto riguarda gli esiti materni la mortalità è un evento raro, comunque più frequente con il cesareo elettivo: 3,8-4 per 100.000 donne con il VBAC rispetto a 13-13,4 per 100.000 donne con il cesareo elettivo. Per quanto riguarda le infezioni materne il VBAC sembra essere protettivo riguardo all'iperpiressia. La rottura d’utero, condizione che mette in pericolo di vita, avrebbe un’incidenza maggiore (0,5%) con il VBAC rispetto al cesareo elettivo (0,1%).

Le risposte del corso FAD

  • Quale è l’incidenza di cesarei in Italia e nel mondo?
  • Quali sono i fattori da prendere in esame prima di suggerire un TOLAC/VBAC?
  • Quali sono i rischi del VBAC?
  • Qual è la gestione ostetrica in caso di TOLAC?
  • Quale counselling per una scelta consapevole?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD dedicato al parto dopo pregresso cesareo.

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esami diagnostici essenziali

Gli esami diagnostici essenziali di laboratorio

esami essenziali di laboratorio

Titolo: Gli esami diagnostici essenziali di laboratorio (codice ECM 242199)
Destinatari:
medici, odontoiatri
Scadenza:
 31-10-19
Crediti:
 2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Con la pubblicazione della prima edizione del documento "Essential Diagnostics List" a maggio 2018, l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce esami diagnostici essenziali quelli che rispondono alle priorità di salute della popolazione, in base a criteri come la prevalenza di malattia, la rilevanza per la salute pubblica, le prove di efficacia e di accuratezza e il rapporto costo-efficacia.

In particolare, gli esami diagnostici essenziali in vitro sono quelli per la valutazione di laboratorio di campioni biologici con lo scopo di acquisire informazioni per la diagnosi e per il monitoraggio di malattie o per i test di compatibilità.

La lista degli esami diagnostici essenziali

La lista stilata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità comprende 113 esami diagnostici essenziali di laboratorio.

Per ogni esame vengono fornite diverse informazioni:

  • l’obiettivo dell’indagine;
  • la metodica;
  • il campione biologico;
  • il livello assistenziale raccomandato per l’erogazione della prestazione.

Inoltre, viene indicata l’eventuale disponibilità di linee guida o raccomandazioni dell’OMS.

Le risposte del corso FAD

Questo corso FAD ECM affronta gli esami diagnostici essenziali di laboratorio ed è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il corso risponde a queste e altre domande:

  • Quali sono gli esami  di laboratorio diagnostici definiti essenziali dall'OMS?
  • Quali esami eseguire in caso di sospetta tubercolosi?
  • Cosa si intende per tubercolosi latente?
  • Quali sono gli esami di suscettibilità ai farmaci antitubercolari disponibili?
  • Quali test prescrivere in caso di sospetto clinico di epatite cronica?
  • Come ricavare dagli esami informazioni sull’attività dell’epatite cronica da virus HBV e le indicazioni sulla terapia antivirale?

 

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