Iniezioni e bambini: quali accorgimenti adottare?

Si sa che i bambini, prima di una iniezione, sono quasi sempre nervosi.
Per ridurre l’ansia e superare la paura dell'ago, è importante che venga spiegata per bene la procedura sia al bambino sia ai genitori.

Si è visto che se i genitori sono bene informati e dimostrano di essere tranquilli riescono a ridurre anche l’ansia dei bambini. Se si dovesse ritenere necessario tenere fermo il bambino, si raccomanda di concordarlo con i genitori e di usare una pressione minima, spiegando il motivo della procedura.

Quali tecniche utilizzare per distrarre il bambino durante l'iniezione?

Secondo quanto è emerso da più studi comparativi per calmare i neonati di meno di 6 mesi di età si può dare il ciuccio o il biberon, eventualmente con un po’ di acqua leggermente zuccherata.

Per ridurre il dolore durante la procedura sono utili anche giochi di distrazione oppure, nei bambini più grandi, esercizi di respirazione controllata, per esempio chiedendo al bambino di respirare come per gonfiare un palloncino, e di rilassamento.

Per permettere al bambino di rilassare la muscolatura si consiglia di farlo mettere in una posizione confortevole in modo da ridurre il dolore e l’ansia. In particolare è raccomandato far sdraiare i bambini sotto l’anno di età, mentre i bambini sopra l’anno di età possono rimanere seduti (eventualmente possono essere tenuti anche in braccio dal genitore).

 

Queste informazioni sono tratte dal dossier del corso "Le iniezioni sottocutanee", Zadig Editore, 2019

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La lavanda gastrica si usa ancora in caso di intossicazione acuta da farmaci?

In passato la lavanda gastrica era considerata un intervento basilare in caso di intossicazione da farmaco ingerito, tanto che è stata usata come trattamento per oltre 200 anni.

Durante negli ultimi decenni,  l'efficacia di questa tecnica è stata rimessa in discussione per via delle possibili complicazioni per il paziente associate al trattamento.

Lavanda gastrica e intossicazione da farmaci: cosa dice la letteratura oggi?

Gli ultimi dati di letteratura concludono che al momento non ci sono prove che la lavanda gastrica debba essere usata di routine nel trattamento delle intossicazioni.

Le prove di efficacia in specifiche situazioni sono deboli, così come sono deboli le prove che ne escludono i benefici in tutti i casi.  In base a ciò non si raccomanda l’uso della lavanda gastrica nel trattamento dei pazienti intossicati se non in casi molto selezionati, nei quali andrebbe fatta da personale formato ed esperto.

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso Intossicazione da farmaci, Zadig editore, 2019

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Contributo OPI MI-LO-MB 2019: come pagarlo e accedere ai corsi in convenzione?

Grazie a un accordo con l'Ordine delle professioni infermieristiche di Milano, Lodi, Monza Brianza, anche nel 2019 gli iscritti a questo Ordine in regola con la quota associativa, possono accedere ai 3 nuovi corsi previsti dal programma Nursing FAD 2019, pagando solo un contributo spese una tantum di 12 €.

I corsi fanno parte del programma Nursing FAD 2019, disponibile sulla piattaforma SAEPE.

Ecco il pacchetto di corsi previsti dalla convenzione 2019:

  • Iniezioni sottocutanee, 5 ECM ( disponibile fino al 31 dicembre 2019)
  • Il dolore episodico intenso, 5 ECM ( • uscita prevista: marzo)
  • Le infezioni urinarie: gestione e prevenzione, 5 ECM ( uscita prevista: aprile)

Come pagare il contributo OPI MI-LO-MB 2019?

Il pagamento del contributo OPI Mi-Lo-Mb 2019 di 12 € va effettuato online sulla piattaforma SAEPE, NON direttamente all'Ordine.

Di seguito vi spieghiamo come effettuare il pagamento del contributo.

E’ la prima volta che pago il contributo 

(se già registrati, partire dal punto 3)

  1. collegarsi a www.saepe.it

  2. cliccare su “registrati” e seguire gli step successivi per effettuare correttamente la registrazione

  3. accedere alla piattaforma con le credenziali di accesso (ricevute via mail dopo la registrazione)

- se non le hai ricevute, vedi FAQ: Non ho ricevuto ID e PIN via e-mail

- se le hai dimenticate, vedi FAQ: Ho dimenticato ID e PIN

  1. mettere nel carrello uno dei corsi già disponibili online tra quelli previsti dalla convenzione (vedi elenco); il sistema vi mostrerà in automatico il pacchetto di 3 corsi a 12 €.

  2. inserire il pacchetto nel carrello e procedere all’acquisto con carta di credito, bonifico bancario, bollettino postale; per queste ultime due modalità gli estremi di pagamento vengono forniti dalla piattaforma durante la procedura (vedi FAQ: Come faccio ad acquistare un corso?)

Una volta che il pagamento è stato effettuato e da noi ricevuto sarà possibile accedere ai corsi. Per eventuali problemi con la convenzione, scrivere all' help-desk di Saepe.

Ecco un esempio pratico sotto forma di caso, per chiarire tutti i dubbi.

CASO: Chiara, prima volta su SAEPE

E’ inizio marzo e Chiara, giovane infermiere pediatrica di Lodi, ha sentito della possibilità per gli iscritti al suo OPI di poter accedere a 3 corsi ECM su SAEPE, pagando solo un contributo spese di 12 €. Qualche giorno dopo, durante una pausa, ne approfitta per chiedere al suo collega Dario.

“Ma quindi devo intestare il bonifico direttamente all'OPI di Mi-Lo-Mb?” chiede Chiara.

“No, non bisogna pagarlo all'Ordine, ma online su SAEPE!” le chiarisce Dario.

Dopo essersi fatto dare altre dritte dal collega, la sera stessa Chiara si registra a www.saepe.it e, mettendo nel carrello il primo corso “Iniezioni sottocutanee”, vede che la piattaforma gli propone in automatico il pacchetto da 3 corsi a 12 €.

Per avere accesso immediato ai corsi, Chiara decide di pagare subito con carta di credito.

Nei giorni successivi supera il corso attualmente disponibile ma non riesce ad accedere agli altri corsi che trova indicati in fattura.

Perché?

Il pacchetto del 2019 prevede 3 corsi, di cui 2 usciranno nel corso del 2019 (vedi uscite previste).

Chiara potrà riprendere la formazione man mano che usciranno i nuovi corsi e, avendoli già pagati, potrà accedervi non appena vengono messi online.

Ogni riferimento a persone esistenti o fatti reali è puramente casuale.

È ancora vera la credenza che dopo un parto cesareo si debba ricorrere a un altro cesareo?

No, sulla base delle più recenti le linee guida la credenza “Semel caesareus semper caesareus” non trova più applicazione.

Si ritiene invece che tutte le donne con feto singolo, cefalico con età gestazionale maggiore o uguale a 37 settimane e pregresso taglio cesareo possono provare a partorire naturalmente.

Il successo del parto naturale dopo il cesareo

Il successo del parto vaginale dopo pregresso cesareo è alto: viene stimato tra il 60 e il 75%.

Un fattore da analizzare per il successo del parto in queste donne è il numero dei precedenti tagli cesarei: nelle linee guida italiane si raccomanda di promuovere il travaglio in caso di pregressi tagli cesarei inferiori o uguali a due, se il numero di cesarei è superiore è controindicato.

Si raccomanda sempre un consulto iniziale con il ginecologo e l’espletamento del parto in una struttura con équipe adeguata e possibile accesso alla sala operatoria.

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso Il parto dopo pregresso cesareo, Zadig editore, 2019

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scarsa-crescita-intrauterina

Quali fattori contribuiscono alla scarsa crescita intrauterina?

La scarsa crescita intrauterina può verificarsi anche quando la mamma è in buona salute, ma vi sono fattori che possono aumentarne il rischio.

L’identificazione dei fattori di rischio nelle caratteristiche materne e nell’anamnesi ostetrica attuale e remota è in grado di individuare circa un terzo dei feti con aumentato rischio di avere neonati “piccoli per l’età gestazionale" (SGA) e mortalità neonatale.

I fattori di rischio individuati come maggiormente legati al rischio di riduzione di crescita sono:

  • diabete materno con patologia vascolare, insufficienza renale, ipertensione cronica o sindrome anti-fosfolipidi;
  • pregresso neonato SGA;
  • pregressa morte perinatale;
  • PAPP-A (proteina plasmatica A associata alla gravidanza) <0,4 MoM;
  • esercizio fisico vigoroso (che porta a essere senza fiato) quotidiano;
  • età materna maggiore dei 40 anni;
  • uso di cocaina in gravidanza;
  • fumo di 11 o più sigarette al giorno in gravidanza;
  • mamma o papà che sono stati SGA.

Scarsa crescita intrauterina: quali raccomandazioni dare alle donne per ridurre il rischio?

Per ridurre il rischio di scarsa crescita intrauterina, va raccomandato alle donne in gravidanza di evitare il fumo di sigaretta, di seguire una dieta equilibrata e di ricevere assistenza durante i nove mesi. In aggiunta, nel periodo preconcezionale è raccomandato un alto apporto di vegetali a foglia verde.

Nelle gravidanze di donne con aumentato rischio di preeclampsia è raccomandata l’assunzione di acido acetilsalicilico a basso dosaggio, che è in grado di ridurre la restrizione di crescita intrauterina del 10%

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso “Sorveglianza dell'accrescimento fetale intrauterino, Zadig Editore, 2018

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La vaccinazione HPV è raccomandata anche per i maschi?

, la vaccinazione HPV è utile sia per i  maschi sia per le femmine.

Già a partire dal 2014, alcune Regioni hanno iniziato a offrire il vaccino anche ai maschi nel dodicesimo anno di vita, prima dell’inizio dell’attività sessuale. Con il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 la vaccinazione è stata estesa ai maschi adolescenti ed è stata inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

La riduzione del prezzo dei vaccini anti-HPV ha poi facilitato l’adozione della strategia di offerta attiva della vaccinazione anti HPV a tutta la popolazione (femmine e maschi).

Il dodicesimo anno di vita è considerata l’età preferibile per la massima protezione da tutte le patologie HPV correlate, con attenzione anche a quelle per le quali non esiste uno screening citologico, come il cancro di ano, vulva e vagina.

Vaccinazione HPV: quale tipo di vaccino si somministra?

Attualmente la vaccinazione di scelta è con il vaccino 9-valente. Alla vaccinazione è riconosciuta una valenza sanitaria e sociale insieme: chi si vaccina protegge se stesso dall’infezione e dalle patologie HPV-correlate e anche gli altri, evitando di trasmettere loro il virus.

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso La vaccinazione HPV", Zadig editore, 2018

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Sollevamento manuale di un paziente immobilizzato: cosa occorre valutare prima?

In generale il sollevamento manuale degli assistiti deve essere ridotto al minimo in tutti i casi e, se possibile, eliminato. Per questa ragione, deve essere sempre incoraggiato l’uso di ausilii per la movimentazione dei pazienti.

Inoltre, secondo quanto riportato nel The Manual Handling Operation Regulations, qualsiasi operazione di movimentazione manuale di un carico o di un paziente deve essere sempre preceduta dall’analisi dei seguenti fattori:

  • il tipo di movimento da compiere (spinta, traino, flessione eccetera)
  • il peso e le caratteristiche del carico (peso stabilità)
  • le capacità individuali
  • le caratteristiche dell’ambiente (spazio, presenza di dislivelli)
  • i fattori organizzativi.

Sollevamento manuale: quali fattori considerare?

La scelta della tecnica di movimentazione dei pazienti comporta la valutazione delle esigenze e delle capacità del singolo assistito. In particolare, l’analisi dell’assistito deve comprendere i seguenti fattori:

  • capacità di collaborazione del paziente. E' necessario quindi considerare che un soggetto tetraplegico, costretto a letto, in coma o in anestesia generale ha bisogno di un sollevatore meccanico. Al contrario, un assistito capace e disposto a sostenere in parte il suo peso potrebbe essere in grado di passare dal letto a una sedia usando un ausilio per alzarsi;
  • mole dell’assistito;
  • condizioni mediche specifiche. Ad esempio, ferite addominali, contratture, la presenza di tubi aumentano la complessità delle operazioni di trasferimento o riposizionamento.

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso Movimentazione manuale dei carichi in ambito assistenziale, Zadig Editore, 2018

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Nausea e vomito in gravidanza: quali farmaci consigliare?

Nel corso del primo trimestre la nausea si verifica nell’80-85% delle donne gravide e nel 52% dei casi è associata a vomito.

Su 1.000 donne in gravidanza 3,5 vanno incontro a nausea e vomito persistenti (iperemesi gravidica).

Questi disturbi tendono a risolversi spontaneamente entro la 16°-20° settimana, tuttavia possono incidere sulla vita quotidiana della donna e per questo a volte si ricorre ai farmaci.

Quali farmaci sì e quali no in gravidanza?

Due metanalisi hanno rilevato una riduzione significativa della nausea in seguito all’assunzione di farmaci antistaminici (doxilamina, dimenidrinato, difenidramina, idrossizina e ciclizina) a fronte di un aumento della sonnolenza. Non ci sono prove che documentino un aumento del rischio teratogeno.

Si sconsiglia invece la fenidramina, vista la sua associazione con l’insorgenza di schisi orale.

Una metanalisi ha rilevato che anche le fenotiazine sono efficaci nel ridurre la nausea e il vomito. I dati in letteratura non riportano effetti teratogeni.

Per la metoclopramide mancano informazioni sulla sicurezza in gravidanza e quindi non è considerata un farmaco di scelta nel trattamento della nausea gravidica.

Vitamine B6 e B12: cosa dice la letteratura?

Due revisioni sistematiche hanno mostrato l’efficacia della vitamina B6 nel ridurre la nausea in gravidanza ma non il vomito. Il Committee on Toxicity of Foods del Regno Unito indica come sicura la soglia di 10 mg/die mentre per dosaggi più elevati, la tossicità rimane dubbia.

Per quanto riguarda la vitamine B12, due studi hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa di nausea e vomito in gravidanza. Tuttavia le prove relative alla sicurezza di questa vitamina in gravidanza non sono ancora sufficienti a considerarla un farmaco di prima scelta.

Queste informazioni sono tratte da uno dei dossier del corso Farmaci e gravidanza, Zadig editore, 2018

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Bonus sui crediti ECM: come usufruirne per il triennio 2020-2022

E' possibile usufruire di un bonus sui crediti ECM  valido per il triennio 2020-2022.

La Commissione, nel corso della riunione del 14 dicembre u.s., ha ritenuto di indicare a tutti gli esercenti le professioni sanitarie l’opportunità di conseguire, per il triennio 2017-2019, un numero di crediti sui vaccini e le strategie vaccinali pari a 10 crediti.

Qual è il bonus previsto sui crediti ECM?

Il professionista sanitario che svolgerà corsi sui vaccini  avrà diritto, per i crediti conseguiti nel triennio 2017-2019 su questo tema, a un bonus sui crediti ECM, per il triennio formativo 2020-2022, pari al numero di crediti effettivamente conseguiti su tale tematica, fino ad un massimo di 10 crediti.

Per tutti gli operatori sanitari sono disponibili sulla piattaforma Saepe i corsi "La vaccinazione HPV " (5 ECM) e "Morbillo: dalla vaccinazione al trattamento" (2 ECM) che soddisfano i criteri definiti dalla Commissione ECM .

Per dubbi o approfondimenti: 

 

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Come pagare il contributo OPI MI-LO-MB 2018 e accedere ai corsi in convenzione?

Grazie a un accordo con l'Ordine delle professioni infermieristiche di Milano, Lodi, Monza Brianza, anche nel 2018 gli iscritti a questo Ordine in regola con la quota associativa, possono accedere ai 4 nuovi corsi previsti dal programma Nursing FAD e DeontoNursing FAD 2018. Inoltre, chi non li ha ancora affrontati potrà accedere anche ai 6 corsi già on line previsti dal programma 2017, pagando solo un contributo spese una tantum di 12 €.

I corsi fanno parte dei programmi Nursing FAD e DeontoNursing FAD, disponibili sulla piattaforma SAEPE.

Ecco il pacchetto di corsi previsti dalla convenzione 2018:

  • Nausea e vomito da chemioterapia, 5 ECM ( corso scaduto)
  • Responsabilità professionale e deontologia infermieristica ( corso scaduto)
  • Prevenzione delle infezioni urinarie nei soggetti cateterizzati, 5 ECM, ( corso scaduto)
  • La multiresistenza negli enterobatteri: un problema clinico emergente, 5 ECM ( corso scaduto)
  • La triturazione dei farmaci, 5 ECM ( disponibile fino al 31 dicembre 2018)
  • Uso e pratica dell'ipodermoclisi, 5 ECM ( disponibile fino al 31 dicembre 2018)
  • Delirium post operatorio, 5 ECM ( disponibile fino al 15 febbraio 2019)
  • Prevenzione degli errori di terapia, 5 ECM ( disponibile fino al 15 febbraio 2019)
  • Deontologia etica e responsabilità in ambito infermieristico, 8 ECM ( disponibile fino al 27 marzo 2019)
  • Ulcere vascolari, 5 ECM ( disponibile fino al 10 giugno 2019)

Come pagare il contributo 2018?

Il pagamento del contributo spese di 12 € va effettuato online sulla piattaforma SAEPE, NON direttamente all'Ordine.

Di seguito vi spieghiamo come effettuare il pagamento del contributo a seconda che sia la prima volta che lo fate o che lo abbiate già fatto nel 2017.

E’ la prima volta che pago il contributo OPI

(se già registrati, partire dal punto 3)

  1. collegarsi a www.saepe.it

  2. cliccare su “registrati” e seguire gli step successivi per effettuare correttamente la registrazione

  3. accedere alla piattaforma con le credenziali di accesso (ricevute via mail dopo la registrazione)

- se non le hai ricevute, vedi FAQ: Non ho ricevuto ID e PIN via e-mail

- se le hai dimenticate, vedi FAQ: Ho dimenticato ID e PIN

  1. mettere nel carrello uno dei corsi già disponibili online tra quelli previsti dalla convenzione (vedi elenco); il sistema vi mostrerà in automatico il pacchetto di 6 corsi a 12 €.

  2. inserire il pacchetto nel carrello e procedere all’acquisto con carta di credito, bonifico bancario, bollettino postale; per queste ultime due modalità gli estremi di pagamento vengono forniti dalla piattaforma durante la procedura (vedi FAQ: Come faccio ad acquistare un corso?)

Una volta che il pagamento è stato effettuato e da noi ricevuto sarà possibile accedere ai corsi.

I corsi attualmente disponibili sono: “La triturazione dei farmaci”, “Uso e pratica dell’ipodermoclisi”, “Prevenzione delle infezioni urinarie nei soggetti cateterizzati”, “Nausea e vomito da chemioterapia”, “Responsabilità professionale e deontologia infermieristica” e La multiresistenza negli enterobatteri: un problema clinico emergente”; i rimanenti quattro saranno disponibili successivamente, nel corso del 2018 (vedi uscite previste).

Ho pagato il contributo OPI nel 2017

Se non li hai già completati, puoi ancora svolgere i corsi già disponibili perché già compresi nel pacchetto 2017.

Se li hai già completati, o una volta fatto, per pagare il contributo 2018 dovrai attendere l’uscita di almeno uno dei nuovi corsi (vedi uscite previste); a quel punto basterà:

  1. accedere alla piattaforma con le proprie credenziali di accesso

(se le hai dimenticate, vedi FAQ: Ho dimenticato ID e PIN)

  1. mettere nel carrello uno dei corsi (non ancora completati) tra quelli previsti dalla convenzione (vedi elenco); il sistema vi mostrerà in automatico il pacchetto da 12 €.

  2. inserire il pacchetto nel carrello e procedere all’acquisto con carta di credito, bonifico bancario, bollettino postale; per queste ultime due modalità gli estremi di pagamento vengono forniti dalla piattaforma durante la procedura (vedi anche: Come faccio ad acquistare un corso?)

Una volta che il pagamento è stato effettuato e da noi ricevuto, è possibile accedere ai corsi .

Ecco alcuni esempi pratici, sotto forma di casi, per chiarire i dubbi delle situazioni più comuni.

CASO 1: Carlo, prima volta su SAEPE

E’ inizio febbraio e Carlo, giovane infermiere di Monza, ha sentito della possibilità per gli iscritti al suo OPI di poter accedere a 10 corsi ECM su SAEPE, pagando solo un contributo spese di 12 €. Qualche giorno dopo, durante una pausa, l’infermiere coglie occasione e ne parla con la sua collega Greta.

“Ma quindi devo intestare il bollettino direttamente al Collegio?” chiede Carlo. “No, non bisogna più pagarlo al Collegio, ma online su SAEPE!”

Dopo essersi fatto dare altre dritte dalla collega, la sera stessa Carlo si registra a www.saepe.it e, mettendo nel carrello il corso “Nausea e vomito da chemioterapia”, vede che la piattaforma gli propone in automatico il pacchetto da 10 corsi a 12 €.

Per evitare di perdere tempo in posta e per avere accesso immediato ai corsi, Carlo decide di pagare subito con carta di credito anziché con bollettino postale.

Nei giorni successivi supera tutti i corsi attualmente disponibili ma non riesce ad accedere agli altri corsi che trova indicati in fattura.

Perché?

Il pacchetto 2018 prevede 10 corsi, 6 già disponibili (quelli che Carlo supera) e 4 non ancora disponibili che usciranno nel corso del 2018 (vedi uscite previste).

Carlo potrà riprendere la formazione man mano che usciranno i nuovi corsi e, avendoli già pagati, potrà accedervi non appena vengono messi online.

CASO 2: Il rinnovo del contributo 2018 dell’OPI MI-LO-MB

Alice è un’infermiera pediatrica che abita a Milano. Conosce già la convenzione sulla piattaforma SAEPE per gli iscritti al suo Ordine; infatti ne aveva usufruito anche l’anno prima pagando il contributo 2017 e superando tutti i corsi.

A febbraio riceve una mail da SAEPE che avvisa del rinnovo della convenzione per il 2018.

Alice non perde tempo e la sera stessa si collega a www.saepe.it intenzionata a pagare il contributo 2018 ma non riesce: non è disponibile alcun corso previsto nel pacchetto 2018.

Perché?

Il contributo OPI 2018 permette di accedere a un pacchetto di 10 corsi (vedi elenco), 6 dei quali erano già previsti nel pacchetto del 2017.

Alice ha già superato tutti quelli disponibili l’anno precedente per cui non può riaccedervi nuovamente.

Contemporaneamente, i 4 nuovi corsi del pacchetto 2018 (vedi elenco) non sono ancora disponibili e usciranno nel corso del 2018 (vedi uscite previste).

Di conseguenza, Alice potrà pagare il contributo 2018 solo appena esce uno dei nuovi corsi.

Ogni riferimento a persone esistenti o fatti reali è puramente casuale.