ipodermoclisi disidratazione

Quali tecniche sono efficaci per contrastare la disidratazione?

Le tecniche principali per contrastare la disidratazione sono:

  • la terapia reidratante per via endovenosa;
  • l'ipodermoclisi.

L’ipodermoclisi è ideale per prevenire la disidratazione nei pazienti con disidratazione lieve-moderata. Rispetto alla terapia reidratante per via endovenosa l’ipodermoclisi ha numerosi vantaggi tra cui la facilità di somministrazione, il minor rischio di complicanze, di dolore e il risparmio di tempo.

La tecnica è particolarmente utile nei soggetti:

  • con accesso venoso limitato;
  • con perdita di liquidi per diarrea, vomito o che non riescono ad assumere liquidi per nausea persistente;
  • con ostruzione intestinale o malassorbimento, nei quali sia poco pratico o non indicato inserire un catetere endovenoso;
  • con dispnea;
  • con disfagia dopo ictus;
  • con agitazione e turbe della coscienza (è più difficile che l’ago venga rimosso) e non in grado di bere autonomamente.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Uso e pratica dell'ipodermoclisi”, Zadig editore, 2016

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farmaci da evitare nell'anziano

Quali sono i farmaci da evitare nell’anziano?

Farmaci nell'anziano: quali sì e quali no?

Sono molti i farmaci che non vanno usati nell’anziano o che non vanno usati in presenza di alcune condizioni come, per esempio, la frequente insufficienza renale.
In letteratura esistono numerose liste di criteri espliciti (che permettono una maggiore riproducibilità) per valutare le prescrizioni inappropriate nell’anziano tra cui, per esempio:

  • i criteri di Beers
  • i criteri STOPP (Screening Tool of Older Persons’ Prescriptions)
  • I criteri START (Screening Tool to alert doctors to Right, i.e. appropriate indicated Treatment)

Ecco qualche esempio

Partendo dai criteri di Beers, alcuni esempi di farmaci da evitare nell'anziano sono: la pentazocina (analgesico), la disopiramide (antiaritmico), la clonidina e la metildopa (farmaci per il sistema cardiovascolare).

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e anziano: un equilibrio difficile”, Zadig editore, 2014

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Reazioni avverse nel bambino

Reazioni avverse nel bambino, come segnalarle?

La tendenza più comune nel riportare le informazioni sulle reazioni avverse da farmaco (tramite la scheda di segnalazione di reazione avversa) è di concentrarsi sulla reazione e il nesso di causalità con il farmaco, tralasciando gli elementi relativi al paziente.

Farmaci, reazioni avverse e bambini

Tuttavia, quando si valutano le reazioni avverse nei bambini - che devono essere considerati per singola fascia d’età (neonato prematuro, neonato, infante, bambino, adolescente) - tutto ciò che riguarda il paziente va riportata nella scheda ed è essenziale per la successiva fase di analisi della segnalazione.

Per esempio, le segnalazioni in cui l’età non è precisata non vengono incorporate nei database utilizzati per il rilevamento del segnale in età pediatrica e per le indagini di problemi clinici specifici per fascia di età; ancora, descrivere l’ambiente in cui vive il bambino è un utile strumento di analisi che può aiutare a comprendere se altri fattori legati all’età possano aver condizionato la comparsa di una reazione avversa.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e bambini”, Zadig editore, 2015

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virus-zika-italia

E’ possibile che il virus Zika arrivi in Italia?

Zika: un pericolo reale per l'Italia

L'Italia è l'unico paese europeo nel quale uno dei vettori dell'infezione da virus Zika, la zanzara Aedes albopictus, è endemico su tutto il territorio nazionale. A chi questo nome non dice nulla basti sapere che si tratta della cosiddetta zanzara tigre, che negli ultimi anni è arrivata sulle pagine dei giornali proprio per la sua diffusione in Italia.

Non solo zanzare

Se la presenza del vettore rende possibile la comparsa di casi di infezione in Italia, l'altra via di trasmissione, quella sessuale, comporta ulteriori preoccupazioni, anche perché le conseguenze più gravi di un'infezione da virus Zika sono proprio quelle sul feto, con una possibile microcefalia.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD ECM “L'infezione da virus Zika”, Zadig editore, 2016

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Posizioni consigliate e postura corretta in gravidanza

Qual è la postura corretta da consigliare in gravidanza?

Durante la gravidanza il corpo materno va incontro a una serie di cambiamenti: la forma materna cambia e comporta uno spostamento del centro di gravità e l’azione ormonale è causa di una lassità muscolare, che coinvolge anche i muscoli implicati nella stabilità.

Una postura corretta per attenuare alcune problematiche

Quindi, per la donna in gravidanza è importante il mantenimento di una postura corretta per attenuare problematiche tipiche, per esempio:

  • per prevenire il mal di schiena occorre raccomandare di non compiere movimenti che carichino il peso sulla colonna
  • per prevenire la pirosi gastrica si consiglia di non sdraiarsi subito dopo i pasti ma di rimanere con il busto eretto per un paio d'ore.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “La postura in gravidanza nel travaglio e nel post partum”, Zadig editore, 2016

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attendibilità di un articolo scientifico

Come capire se un articolo scientifico è attendibile?

E’ semplice: bisogna applicarsi nella lettura critica dell’articolo scientifico. Con semplici regole e un metodo facilmente applicabile nella pratica quotidiana si impara rapidamente a riconoscere se i dati di una ricerca medico-scientifica sono attendibili e quali sono i possibili trabocchetti nei quali evitare di cadere.

Qualche esempio...

Gli autori dell’articolo forniscono i risultati usando come misura d’efficacia di un farmaco il rischio relativo invece del rischio assoluto, oppure definiscono a posteriori quale uso fare dei dati ottenuti, o ancora evitano di pubblicare alcuni dati.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “La lettura critica dell’articolo scientifico”, Zadig editore, 2016

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cosa fare in caso di ustioni

Che cosa fare in caso di ustioni?

Le ustioni sono eventi frequenti nella vita di tutti i giorni e possono essere da lievi a gravissime. Ogni operatore sanitario deve essere in grado di prestare un primo soccorso, deve sapere che cosa fare e che cosa non fare nell'attesa di una valutazione più approfondita e deve valutare in base alla gravità o meno se è necessario l'invio in Pronto soccorso.

9 passi fondamentali in caso di ustioni

In caso di ustione sono 9 i passaggi fondamentali per la gestione pre ospedaliera:

  1. chiedere aiuto, valutare il luogo e la causalità dell’evento (approccio SAFE)
  2. fermare il processo ustionante
  3. raffreddare l’ustione
  4. coprire/medicare l’ustione
  5. effettuare l’esame primario (ABCDEF/AcBC)
  6. valutare la gravità dell’ustione
  7. prendere un accesso venoso per il ripristino dei fluidi
  8. provvedere a un'analgesia
  9. chiamare un'ambulanza per il trasporto in ospedale

Queste informazioni sulla gestione delle ustioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Primo soccorso: ustioni ed emorragie”, Zadig editore, 2015

alimentazione gravidanza vitamine

Bisogna prendere le vitamine in gravidanza?

Durante la gravidanza occorre mantenere un'alimentazione ricca di frutta e verdura; a meno di situazioni particolari non c'è bisogno di assumere supplementi vitaminici. Dosi eccessive di vitamina A potrebbero avere addirittura effetti teratogeni, vanno quindi evitati gli integratori di questa vitamina. Per quanto riguarda la vitamina B12 è presente negli alimenti di origine animale e se ne può quindi avere una carenza nelle donne gravide vegetariane e vegane e in tal caso bisogna integrarla per evitare un'anemia.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “L'alimentazione in gravidanza”, Zadig editore

quanti farmaci anziani

Quanti farmaci prendono gli anziani?

L’11% degli anziani italiani, secondo i dati dell'AIFA, riceve una prescrizione contemporanea di 10 farmaci o più.

In particolare, il gruppo di età tra i 75 e gli 84 anni è esposto al più alto carico farmacologico, con il 55% dei soggetti trattati con 5-9 farmaci e il 14% con 10 o più.

La politerapia aumenta vertiginosamente il rischio di reazioni avverse da farmaco, che nel 27-42% dei casi sono prevenibili e quindi evitabili.

 
Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e anziano: un equilibrio difficile” , Zadig editore, 2015
Cosa fare in caso di shock anafilattico

Che cosa fare in caso di shock anafilattico?

Lo shock anafilattico è una condizione che richiede un intervento urgente perché può mettere a rischio la vita, per cui occorre sapere che cosa fare in questa situazione d'urgenza.

L'ABC contro lo shock

Le manovre di soccorso devono seguire uno schema di priorità ben preciso, identificato con l’ABC degli autori anglosassoni:

  • A = airway, pervietà delle vie aeree
  • B = breathing, ventilazione o respirazione
  • C = circulation, circolazione sanguigna.

Fondamentale è poi il ricorso all’adrenalina 0,01 ml/kg in muscolo (al massimo 0,5 ml), seguita da un antistaminico e dalla presa di un accesso venoso con infusione di liquidi.

Se il quadro non migliora dopo 5-10 minuti si ripete la dose di adrenalina e si aggiunge un cortisonico.

Queste informazioni sullo shock anafilattico sono tratte dal Corso FAD “Farmaci e bambini” e dal dossier “L’uso dei farmaci nel bambino”, Zadig editore, 2015