virus-zika-italia

E’ possibile che il virus Zika arrivi in Italia?

Zika: un pericolo reale per l'Italia

L'Italia è l'unico paese europeo nel quale uno dei vettori dell'infezione da virus Zika, la zanzara Aedes albopictus, è endemico su tutto il territorio nazionale. A chi questo nome non dice nulla basti sapere che si tratta della cosiddetta zanzara tigre, che negli ultimi anni è arrivata sulle pagine dei giornali proprio per la sua diffusione in Italia.

Non solo zanzare

Se la presenza del vettore rende possibile la comparsa di casi di infezione in Italia, l'altra via di trasmissione, quella sessuale, comporta ulteriori preoccupazioni, anche perché le conseguenze più gravi di un'infezione da virus Zika sono proprio quelle sul feto, con una possibile microcefalia.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD ECM “L'infezione da virus Zika”, Zadig editore, 2016

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Posizioni consigliate e postura corretta in gravidanza

Qual è la postura corretta da consigliare in gravidanza?

Durante la gravidanza il corpo materno va incontro a una serie di cambiamenti: la forma materna cambia e comporta uno spostamento del centro di gravità e l’azione ormonale è causa di una lassità muscolare, che coinvolge anche i muscoli implicati nella stabilità.

Una postura corretta per attenuare alcune problematiche

Quindi, per la donna in gravidanza è importante il mantenimento di una postura corretta per attenuare problematiche tipiche, per esempio:

  • per prevenire il mal di schiena occorre raccomandare di non compiere movimenti che carichino il peso sulla colonna
  • per prevenire la pirosi gastrica si consiglia di non sdraiarsi subito dopo i pasti ma di rimanere con il busto eretto per un paio d'ore.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “La postura in gravidanza nel travaglio e nel post partum”, Zadig editore, 2016

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



attendibilità di un articolo scientifico

Come capire se un articolo scientifico è attendibile?

E’ semplice: bisogna applicarsi nella lettura critica dell’articolo scientifico. Con semplici regole e un metodo facilmente applicabile nella pratica quotidiana si impara rapidamente a riconoscere se i dati di una ricerca medico-scientifica sono attendibili e quali sono i possibili trabocchetti nei quali evitare di cadere.

Qualche esempio...

Gli autori dell’articolo forniscono i risultati usando come misura d’efficacia di un farmaco il rischio relativo invece del rischio assoluto, oppure definiscono a posteriori quale uso fare dei dati ottenuti, o ancora evitano di pubblicare alcuni dati.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “La lettura critica dell’articolo scientifico”, Zadig editore, 2016

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



cosa fare in caso di ustioni

Che cosa fare in caso di ustioni?

Le ustioni sono eventi frequenti nella vita di tutti i giorni e possono essere da lievi a gravissime. Ogni operatore sanitario deve essere in grado di prestare un primo soccorso, deve sapere che cosa fare e che cosa non fare nell'attesa di una valutazione più approfondita e deve valutare in base alla gravità o meno se è necessario l'invio in Pronto soccorso.

9 passi fondamentali in caso di ustioni

In caso di ustione sono 9 i passaggi fondamentali per la gestione pre ospedaliera:

  1. chiedere aiuto, valutare il luogo e la causalità dell’evento (approccio SAFE)
  2. fermare il processo ustionante
  3. raffreddare l’ustione
  4. coprire/medicare l’ustione
  5. effettuare l’esame primario (ABCDEF/AcBC)
  6. valutare la gravità dell’ustione
  7. prendere un accesso venoso per il ripristino dei fluidi
  8. provvedere a un'analgesia
  9. chiamare un'ambulanza per il trasporto in ospedale

Queste informazioni sulla gestione delle ustioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Primo soccorso: ustioni ed emorragie”, Zadig editore, 2015

alimentazione gravidanza vitamine

Bisogna prendere le vitamine in gravidanza?

Durante la gravidanza occorre mantenere un'alimentazione ricca di frutta e verdura; a meno di situazioni particolari non c'è bisogno di assumere supplementi vitaminici. Dosi eccessive di vitamina A potrebbero avere addirittura effetti teratogeni, vanno quindi evitati gli integratori di questa vitamina. Per quanto riguarda la vitamina B12 è presente negli alimenti di origine animale e se ne può quindi avere una carenza nelle donne gravide vegetariane e vegane e in tal caso bisogna integrarla per evitare un'anemia.

Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “L'alimentazione in gravidanza”, Zadig editore

quanti farmaci anziani

Quanti farmaci prendono gli anziani?

L’11% degli anziani italiani, secondo i dati dell'AIFA, riceve una prescrizione contemporanea di 10 farmaci o più.

In particolare, il gruppo di età tra i 75 e gli 84 anni è esposto al più alto carico farmacologico, con il 55% dei soggetti trattati con 5-9 farmaci e il 14% con 10 o più.

La politerapia aumenta vertiginosamente il rischio di reazioni avverse da farmaco, che nel 27-42% dei casi sono prevenibili e quindi evitabili.

 
Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e anziano: un equilibrio difficile” , Zadig editore, 2015
Cosa fare in caso di shock anafilattico

Che cosa fare in caso di shock anafilattico?

Lo shock anafilattico è una condizione che richiede un intervento urgente perché può mettere a rischio la vita, per cui occorre sapere che cosa fare in questa situazione d'urgenza.

L'ABC contro lo shock

Le manovre di soccorso devono seguire uno schema di priorità ben preciso, identificato con l’ABC degli autori anglosassoni:

  • A = airway, pervietà delle vie aeree
  • B = breathing, ventilazione o respirazione
  • C = circulation, circolazione sanguigna.

Fondamentale è poi il ricorso all’adrenalina 0,01 ml/kg in muscolo (al massimo 0,5 ml), seguita da un antistaminico e dalla presa di un accesso venoso con infusione di liquidi.

Se il quadro non migliora dopo 5-10 minuti si ripete la dose di adrenalina e si aggiunge un cortisonico.

Queste informazioni sullo shock anafilattico sono tratte dal Corso FAD “Farmaci e bambini” e dal dossier “L’uso dei farmaci nel bambino”, Zadig editore, 2015

elenco agenti cancerogeni

Agenti cancerogeni lavorativi, dove trovare l’elenco?

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha predisposto un database che riporta (sottoforma di elenco), oltre a quella dell’Unione Europea, altre classificazioni di cancerogeni effettuate da organismi internazionali (IARC, NTP, EPA, CCTN).

Tale database è disponibile in Internet sul sito istituzionale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Queste informazioni sono tratte dal corso FAD “Rischio occupazionale da esposizione ad alcuni agenti cancerogeni noti” e dal dossier “Sorveglianza degli esposti ad agenti cancerogeni in ambiente di lavoro”, Zadig editore, 2015

diagnosi prenatale test sequenziale

Che cos’è il test sequenziale nella diagnosi prenatale?

Il test sequenziale è una delle politiche di screening nella diagnosi prenatale.

Ottenuto l’esito del test combinato del primo trimestre, basato su un primo cut off (per esempio 1:50), si offre alle donne con rischio aumentato un test diagnostico (amniocentesi o villocentesi) e alle donne con rischio inferiore il proseguimento del test biochimico con un esame del secondo trimestre.

In quest’ultimo caso si fornisce poi una stima finale del rischio comprensivo di entrambi i test, basandosi su un secondo cut off (per esempio 1:270).

Queste informazioni sul test sequenziale sono tratte dal corso FAD “La diagnosi prenatale” e dal dossier “Diagnosi prenatale”, Zadig editore, 2015

Epistassi o sangue dal naso

Come tenere la testa in caso di perdita di sangue dal naso?

L'epistassi, la comune perdita di sangue dal naso, è molto frequente nel bambino e nell'anziano ma spesso viene gestita senza sapere quali sono le manovre ideali per fermarla.

Va anzitutto sfatato un mito...

La testa va tenuta in... avanti

In caso di epistassi, a differenza di quanto comunemente si crede, il capo non dovrebbe essere inclinato indietro bensì in avanti per evitare che il sangue venga deglutito o aspirato in faringe.

L’ingestione del sangue nello stomaco può provocare nausea e portare a vomitare quanto ingerito, aumentando il disagio della persona.

Queste indicazioni sull’epistassi sono tratte dal dossier del Corso FAD “Primo soccorso: ustioni ed emorragie”, Zadig editore, 2015