incontinenza urinaria

Incontinenza: quali sono le cause e come si valuta?

L’incontinenza è un fenomeno frequente nell’anziano e si può considerare una vera e propria sindrome geriatrica. Infatti, si stima che colpisca più del 20% delle persone oltre gli 80 anni d’età ma probabilmente il dato è sottostimato.

Quali sono le cause?

Le principali cause di incontinenza cronica sono le condizioni che interessano le basse vie urinarie, per esempio le infezioni, alcuni farmaci, le situazioni che provocano un aumento della produzione di urina o le malattie che provocano disabilità fisica e rallentano i movimenti oppure disturbi di tipo psicologico.

Come valutare l’incontinenza?

Per mantenere la continenza non è sufficiente l’integrità anatomica delle vie urinarie ma occorrono anche capacità cognitive e destrezza manuale. La valutazione dell’incontinenza deve essere un processo attivo perché spesso i pazienti tendono a non riportare il problema. L’anamnesi clinica può consentire di capire se l’incontinenza è transitoria o permanente. Gli esami di base comprendono l’esame delle urine e in alcuni casi specifici la valutazione del residuo post minzionale. Viene raccomandata la compilazione del diario minzionale.

Queste informazioni sono tratte dal corso “L'incontinenza urinaria nell'anziano”, Zadig editore, 2015

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    emorragia primo soccorso

    Che cosa fare in caso di emorragia?

    Le ferite minori, come piccoli tagli o abrasioni superficiali, generalmente non richiedono un trattamento ospedaliero. Vanno comunque valutate per evitare complicanze.

    Il primo intervento

    La pressione diretta è il primo intervento per arrestare l'emorragia e può essere realizzata esercitando una pressione manuale oppure con un bendaggio elastico.

    La pulizia della ferita

    L’irrigazione della ferita è il trattamento più appropriato per pulire la ferita, mentre l’utilizzo di antisettici rimane un aspetto controverso.

    Queste informazioni sono tratte dall'ebook “Primo soccorso: emorragie”, Zadig editore, 2015

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      ipodermoclisi disidratazione

      Quali tecniche sono efficaci per contrastare la disidratazione?

      Le tecniche principali per contrastare la disidratazione sono:

      • la terapia reidratante per via endovenosa;
      • l'ipodermoclisi.

      L’ipodermoclisi è ideale per prevenire la disidratazione nei pazienti con disidratazione lieve-moderata. Rispetto alla terapia reidratante per via endovenosa l’ipodermoclisi ha numerosi vantaggi tra cui la facilità di somministrazione, il minor rischio di complicanze, di dolore e il risparmio di tempo.

      La tecnica è particolarmente utile nei soggetti:

      • con accesso venoso limitato;
      • con perdita di liquidi per diarrea, vomito o che non riescono ad assumere liquidi per nausea persistente;
      • con ostruzione intestinale o malassorbimento, nei quali sia poco pratico o non indicato inserire un catetere endovenoso;
      • con dispnea;
      • con disfagia dopo ictus;
      • con agitazione e turbe della coscienza (è più difficile che l’ago venga rimosso) e non in grado di bere autonomamente.

      Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Uso e pratica dell'ipodermoclisi”, Zadig editore, 2016

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        farmaci da evitare nell'anziano

        Quali sono i farmaci da evitare nell’anziano?

        Farmaci nell'anziano: quali sì e quali no?

        Sono molti i farmaci che non vanno usati nell’anziano o che non vanno usati in presenza di alcune condizioni come, per esempio, la frequente insufficienza renale.
        In letteratura esistono numerose liste di criteri espliciti (che permettono una maggiore riproducibilità) per valutare le prescrizioni inappropriate nell’anziano tra cui, per esempio:

        • i criteri di Beers
        • i criteri STOPP (Screening Tool of Older Persons’ Prescriptions)
        • I criteri START (Screening Tool to alert doctors to Right, i.e. appropriate indicated Treatment)

        Ecco qualche esempio

        Partendo dai criteri di Beers, alcuni esempi di farmaci da evitare nell'anziano sono: la pentazocina (analgesico), la disopiramide (antiaritmico), la clonidina e la metildopa (farmaci per il sistema cardiovascolare).

        Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e anziano: un equilibrio difficile”, Zadig editore, 2014

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          Reazioni avverse nel bambino

          Reazioni avverse nel bambino, come segnalarle?

          La tendenza più comune nel riportare le informazioni sulle reazioni avverse da farmaco (tramite la scheda di segnalazione di reazione avversa) è di concentrarsi sulla reazione e il nesso di causalità con il farmaco, tralasciando gli elementi relativi al paziente.

          Farmaci, reazioni avverse e bambini

          Tuttavia, quando si valutano le reazioni avverse nei bambini - che devono essere considerati per singola fascia d’età (neonato prematuro, neonato, infante, bambino, adolescente) - tutto ciò che riguarda il paziente va riportata nella scheda ed è essenziale per la successiva fase di analisi della segnalazione.

          Per esempio, le segnalazioni in cui l’età non è precisata non vengono incorporate nei database utilizzati per il rilevamento del segnale in età pediatrica e per le indagini di problemi clinici specifici per fascia di età; ancora, descrivere l’ambiente in cui vive il bambino è un utile strumento di analisi che può aiutare a comprendere se altri fattori legati all’età possano aver condizionato la comparsa di una reazione avversa.

          Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e bambini”, Zadig editore, 2015

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            virus-zika-italia

            E’ possibile che il virus Zika arrivi in Italia?

            Zika: un pericolo reale per l'Italia

            L'Italia è l'unico paese europeo nel quale uno dei vettori dell'infezione da virus Zika, la zanzara Aedes albopictus, è endemico su tutto il territorio nazionale. A chi questo nome non dice nulla basti sapere che si tratta della cosiddetta zanzara tigre, che negli ultimi anni è arrivata sulle pagine dei giornali proprio per la sua diffusione in Italia.

            Non solo zanzare

            Se la presenza del vettore rende possibile la comparsa di casi di infezione in Italia, l'altra via di trasmissione, quella sessuale, comporta ulteriori preoccupazioni, anche perché le conseguenze più gravi di un'infezione da virus Zika sono proprio quelle sul feto, con una possibile microcefalia.

            Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD ECM “L'infezione da virus Zika”, Zadig editore, 2016

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              Posizioni consigliate e postura corretta in gravidanza

              Qual è la postura corretta da consigliare in gravidanza?

              Durante la gravidanza il corpo materno va incontro a una serie di cambiamenti: la forma materna cambia e comporta uno spostamento del centro di gravità e l’azione ormonale è causa di una lassità muscolare, che coinvolge anche i muscoli implicati nella stabilità.

              Una postura corretta per attenuare alcune problematiche

              Quindi, per la donna in gravidanza è importante il mantenimento di una postura corretta per attenuare problematiche tipiche, per esempio:

              • per prevenire il mal di schiena occorre raccomandare di non compiere movimenti che carichino il peso sulla colonna
              • per prevenire la pirosi gastrica si consiglia di non sdraiarsi subito dopo i pasti ma di rimanere con il busto eretto per un paio d'ore.

              Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “La postura in gravidanza nel travaglio e nel post partum”, Zadig editore, 2016

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                attendibilità di un articolo scientifico

                Come capire se un articolo scientifico è attendibile?

                E’ semplice: bisogna applicarsi nella lettura critica dell’articolo scientifico. Con semplici regole e un metodo facilmente applicabile nella pratica quotidiana si impara rapidamente a riconoscere se i dati di una ricerca medico-scientifica sono attendibili e quali sono i possibili trabocchetti nei quali evitare di cadere.

                Qualche esempio...

                Gli autori dell’articolo forniscono i risultati usando come misura d’efficacia di un farmaco il rischio relativo invece del rischio assoluto, oppure definiscono a posteriori quale uso fare dei dati ottenuti, o ancora evitano di pubblicare alcuni dati.

                Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “La lettura critica dell’articolo scientifico”, Zadig editore, 2016

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                  cosa fare in caso di ustioni

                  Che cosa fare in caso di ustioni?

                  Le ustioni sono eventi frequenti nella vita di tutti i giorni e possono essere da lievi a gravissime. Ogni operatore sanitario deve essere in grado di prestare un primo soccorso, deve sapere che cosa fare e che cosa non fare nell'attesa di una valutazione più approfondita e deve valutare in base alla gravità o meno se è necessario l'invio in Pronto soccorso.

                  9 passi fondamentali in caso di ustioni

                  In caso di ustione sono 9 i passaggi fondamentali per la gestione pre ospedaliera:

                  1. chiedere aiuto, valutare il luogo e la causalità dell’evento (approccio SAFE)
                  2. fermare il processo ustionante
                  3. raffreddare l’ustione
                  4. coprire/medicare l’ustione
                  5. effettuare l’esame primario (ABCDEF/AcBC)
                  6. valutare la gravità dell’ustione
                  7. prendere un accesso venoso per il ripristino dei fluidi
                  8. provvedere a un'analgesia
                  9. chiamare un'ambulanza per il trasporto in ospedale

                  Queste informazioni sulla gestione delle ustioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Primo soccorso: ustioni ed emorragie”, Zadig editore, 2015

                  alimentazione gravidanza vitamine

                  Bisogna prendere le vitamine in gravidanza?

                  Durante la gravidanza occorre mantenere un'alimentazione ricca di frutta e verdura; a meno di situazioni particolari non c'è bisogno di assumere supplementi vitaminici. Dosi eccessive di vitamina A potrebbero avere addirittura effetti teratogeni, vanno quindi evitati gli integratori di questa vitamina. Per quanto riguarda la vitamina B12 è presente negli alimenti di origine animale e se ne può quindi avere una carenza nelle donne gravide vegetariane e vegane e in tal caso bisogna integrarla per evitare un'anemia.

                  Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “L'alimentazione in gravidanza”, Zadig editore