quanti farmaci anziani

Quanti farmaci prendono gli anziani?

L’11% degli anziani italiani, secondo i dati dell'AIFA, riceve una prescrizione contemporanea di 10 farmaci o più.

In particolare, il gruppo di età tra i 75 e gli 84 anni è esposto al più alto carico farmacologico, con il 55% dei soggetti trattati con 5-9 farmaci e il 14% con 10 o più.

La politerapia aumenta vertiginosamente il rischio di reazioni avverse da farmaco, che nel 27-42% dei casi sono prevenibili e quindi evitabili.

 
Queste informazioni sono tratte dal dossier del Corso FAD “Farmaci e anziano: un equilibrio difficile” , Zadig editore, 2015
Cosa fare in caso di shock anafilattico

Che cosa fare in caso di shock anafilattico?

Lo shock anafilattico è una condizione che richiede un intervento urgente perché può mettere a rischio la vita, per cui occorre sapere che cosa fare in questa situazione d'urgenza.

L'ABC contro lo shock

Le manovre di soccorso devono seguire uno schema di priorità ben preciso, identificato con l’ABC degli autori anglosassoni:

  • A = airway, pervietà delle vie aeree
  • B = breathing, ventilazione o respirazione
  • C = circulation, circolazione sanguigna.

Fondamentale è poi il ricorso all’adrenalina 0,01 ml/kg in muscolo (al massimo 0,5 ml), seguita da un antistaminico e dalla presa di un accesso venoso con infusione di liquidi.

Se il quadro non migliora dopo 5-10 minuti si ripete la dose di adrenalina e si aggiunge un cortisonico.

Queste informazioni sullo shock anafilattico sono tratte dal Corso FAD “Farmaci e bambini” e dal dossier “L’uso dei farmaci nel bambino”, Zadig editore, 2015

elenco agenti cancerogeni

Agenti cancerogeni lavorativi, dove trovare l’elenco?

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha predisposto un database che riporta (sottoforma di elenco), oltre a quella dell’Unione Europea, altre classificazioni di cancerogeni effettuate da organismi internazionali (IARC, NTP, EPA, CCTN).

Tale database è disponibile in Internet sul sito istituzionale dell’Istituto Superiore di Sanità.

Queste informazioni sono tratte dal corso FAD “Rischio occupazionale da esposizione ad alcuni agenti cancerogeni noti” e dal dossier “Sorveglianza degli esposti ad agenti cancerogeni in ambiente di lavoro”, Zadig editore, 2015

diagnosi prenatale test sequenziale

Che cos’è il test sequenziale nella diagnosi prenatale?

Il test sequenziale è una delle politiche di screening nella diagnosi prenatale.

Ottenuto l’esito del test combinato del primo trimestre, basato su un primo cut off (per esempio 1:50), si offre alle donne con rischio aumentato un test diagnostico (amniocentesi o villocentesi) e alle donne con rischio inferiore il proseguimento del test biochimico con un esame del secondo trimestre.

In quest’ultimo caso si fornisce poi una stima finale del rischio comprensivo di entrambi i test, basandosi su un secondo cut off (per esempio 1:270).

Queste informazioni sul test sequenziale sono tratte dal corso FAD “La diagnosi prenatale” e dal dossier “Diagnosi prenatale”, Zadig editore, 2015

Epistassi o sangue dal naso

Come tenere la testa in caso di perdita di sangue dal naso?

L'epistassi, la comune perdita di sangue dal naso, è molto frequente nel bambino e nell'anziano ma spesso viene gestita senza sapere quali sono le manovre ideali per fermarla.

Va anzitutto sfatato un mito...

La testa va tenuta in... avanti

In caso di epistassi, a differenza di quanto comunemente si crede, il capo non dovrebbe essere inclinato indietro bensì in avanti per evitare che il sangue venga deglutito o aspirato in faringe.

L’ingestione del sangue nello stomaco può provocare nausea e portare a vomitare quanto ingerito, aumentando il disagio della persona.

Queste indicazioni sull’epistassi sono tratte dal dossier del Corso FAD “Primo soccorso: ustioni ed emorragie”, Zadig editore, 2015