Oncogeni e mutageni sicurezza sul lavoro

Sicurezza lavorativa su oncogeni e mutageni

Oncogeni e mutageni sicurezza sul lavoro

Titolo: Controllo del rischio da esposizione a cancerogeni e mutageni in ambito lavorativo (codice ECM 205017)
Destinatari:
medici del lavoro, medici
Scadenza:
 19-09-2018
Crediti:
2
Costo:
20 €
Offerte:
-
Programma:

Valutazione dei partecipanti (106 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Sono molte le lavorazioni nelle quali gli addetti sono esposti a sostanza che possono avere un'azione oncogena o mutagena.

La prevenzione è l'arma vincente per ridurre il numero di tumori associati al lavoro, ma bisogno conoscere sia le sostanze implicate, sia le conseguenze sulla salute e le buone norme di sorveglianza sanitaria al riguardo.

Il medico del lavoro trova un aggiornamento rapido e puntuale in questo corso FAD che propone tre casi di riferimento, eccoli:

Simona è agli inizi

Simona, giovane medico del lavoro in cerca di impiego, viene chiamata da un amico e collega più anziano, da anni medico competente in una grande azienda che si occupa della lavorazione di pellami, principalmente cuoio destinato al settore della produzione di calzature.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

La gestione delle emergenze

E’ una giornata di lavoro come le altre, in una azienda produttrice di coloranti.

L’operaia Marta improvvisamente sente uno strano rumore proveniente dal locale adiacente.

Va a controllare e si accorge che un contenitore di benzene – utilizzato come solvente – si è rovesciato e il contenuto sta riversandosi sul pavimento.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

La formazione dei lavoratori

Il dottor Luciani, medico competente in un’industria che produce materiali in gomma, chiama il datore di lavoro per comunicargli la necessità di organizzare un corso di formazione per i dipendenti sui rischi da cancerogeni e mutageni

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Alcol e lavoro

Alcol e lavoro: i rischi e i possibili interventi sullo stile di vita

Alcol e lavoro

Titolo: Alcol e lavoro: i rischi e i possibili interventi sullo stile di vita (codice ECM 198581)
Destinatari: 
medici del lavoro, medici
Scadenza:
19-07-2018
Crediti:
2
Costo: 
20 €
Offerte:
-
Programma:

Valutazione dei partecipanti (138 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Sul luogo di lavoro la quantità massima di alcol per evitare rischi è pari a... ZERO!

Eppure l'alcol sarebbe alla base del 20% degli infortuni sul lavoro, spesso sottovalutata come conseguenze anche solo l'abitudine di bere vino o birra al pasto può causare conseguenze specie nei lavori più rischiosi.

Il medico del lavoro può fare molto per modificare lo stile di vita degli addetti e in questo corso FAD può trovare spunti ed esempi presentati sotto forma di tre storie, eccole in sintesi:

Un festeggiamento in pausa pranzo

“Senta dottore, dovrei chiederle una cosa”.

“Dica pure Giacomo, la ascolto” risponde il medico senza alzare gli occhi dalla cartella.

“Durante la pausa pranzo dopodomani vado nella vicina trattoria con degli amici a festeggiare un compleanno, mi è consentito almeno un goccetto per il brindisi? So che lei è molto attento a queste faccende, però un bicchiere non alza di molto il tasso alcolico, vero?".

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una strana reazione sul luogo di lavoro

“Mi è venuto un gran caldo improvvisamente al viso, e mi prende anche il collo e le spalle... vede come sono rosso? Ho paura sia una forte allergia, mia cugina la settimana scorsa è quasi andata in shock anafilattico dopo che l’ha punta una vespa!”...

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Quella caduta da un'impalcatura

Alberto è a terra con un forte dolore alla spalla e al braccio, che non riesce a muovere, è vigile e riferisce di non aver avvertito colpi alla testa.

Pare che fortunatamente una siepe abbia attutito la caduta, inoltre, come previsto dalla normativa, indossava il casco e le protezioni antinfortunistiche.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





Rischio chemioterapici sul posto di lavoro

Rischio esposizione a chemioterapici sul lavoro

Rischio chemioterapici sul posto di lavoro

Titolo: La sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario (codice ECM 201528)
Destinatari:
medici del lavoro, medici
Scadenza:
 20-08-2018
Crediti: 
2
Costo: 
20 €
Offerte: 
-
Programma:

Valutazione dei partecipanti (96 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Chi lavora a stretto contatto con i farmaci chemioterapici antiblastici ha un rischio aumentato di tumori e di effetti mutageni in caso di gravidanza.

Qual è l'entità del rischio? Come si fa a ridurre tale rischio e a prevenire le conseguenze sulla salute?

La risposta a queste e molte altre domande si trova in questo corso dedicato ai medici del lavoro che affronta e svolge tre casi paradigmatici utili per aggiornare la propria pratica quotidiana.

Ecco qualche stralcio delle tre storie:

L'importanza della formazione

L’operatore sanitario deve preparare una diluizione di cisplatino in flaconi da 25 mg di polvere liofilizzata con membrana in gomma perforabile.

La ricostituzione prevede la diluizione con acqua per preparazione iniettabile, ottenendo una concentrazione di 1 mg/ml per ogni flaconcino.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Monitoraggio e sorveglianza sanitaria

“Ma avrete almeno raccolto dati conoscitivi per farvi un’idea di quanta sia l’esposizione e quindi il rischio per i singoli lavoratori!”.

“Certo, certo, e quello rientra nei miei compiti, ho fatto realizzare delle schede personali che contengono dati sui carichi di lavoro (durata e quantitativi dei farmaci) e schede sulle modalità operative”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Teratogenesi e infertilità

“Lo sapete vero che chi manipola antiblastici ha un rischio aumentato di infertilità?”.

“No, ma occorre allora che Lucrezia parli con il medico del lavoro?” chiede preoccupato Gianvittorio.

“Guarda che il problema riguarda anche i maschi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

MeLa Flash: un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





multiresistenza enterobatteri

La multiresistenza negli enterobatteri: un problema clinico emergente

multiresistenza enterobatteri

Titolo: La multiresistenza negli enterobatteri: un problema clinico emergente (codice ECM 201095)
Destinatari:
infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, medici
Scadenza:
 03-09-2018
Crediti:
5
Costo:
20 €
Offerte:
gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma:
Nursing FAD
Valutazione dei partecipanti (2.387 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

La resistenza batterica

Negli ultimi settant’anni si sta assistendo a un aumento dei microrganismi resistenti agli antibiotici.

Le cause dello sviluppo della multiresistenza sono in particolare l’utilizzo inadeguato e l’inquinamento ambientale da farmaci antimicrobici.

L’aumento della multiresistenza ha ricadute sia sulla salute, con un aumento di morbilità, letalità, durata della malattia, possibilità di sviluppo di complicanze, possibilità di epidemie, sia di tipo economico.

L’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unione europea hanno sottolineato l’importanza di questa tematica e indicato una serie di provvedimenti specifici volti a contenere il diffondersi della resistenza antimicrobica.

L’Unione europea, già dal 1999, ha inserito l’antibiotico-resistenza tra le priorità da affrontare.

Come si può prevenire la diffusione dei batteri multiresistenti?

Il contatto paziente-paziente è il principale meccanismo di trasmissione dei microrganismi multiresistenti.

Per prevenire la diffusione dei batteri resistenti occorre innanzitutto identificare in modo tempestivo i pazienti infetti o colonizzati.

A tal fine si raccomanda quindi di sottoporre a screening tutti i pazienti:

  • infetti/colonizzati noti con ultima positività risalente a più di 90 giorni dalla data del nuovo ricovero;
  • provenienti da paesi endemici (per esempio Israele, Grecia, Pakistan, India);
  • trasferiti da ospedali per acuti (pubblici o privati) e da centri neurologici per la riabilitazione;
  • con recente ricovero in ospedale per acuti (nei 3 mesi precedenti oppure se possibile, considerare i 6 mesi precedenti);
  • provenienti da strutture territoriali (case residenza anziani);
  • ricoverati in chirurgia trapianti;
  • ricoverati in terapia intensiva o in altri reparti a rischio (per esempio lungodegenza, oncologia, ematologia).

Una volta individuati i pazienti colonizzati/infetti bisognerebbe procedere all'isolamento sistemandoli in una camera singola con bagno.

Se sono presenti più pazienti infetti o colonizzati è possibile adottare l’isolamento per coorte.

In presenza di più casi di infezione in un reparto, soprattutto se con pazienti a rischio elevato, è raccomandabile individuare personale dedicato (cohorting staff).

Quali precauzione per l'operatore sanitario se un paziente è colonizzato/infetto?

All'ingresso della camera di un paziente colonizzato/infetto l'operatore sanitario deve indossare i dispositivi di protezione individuale monouso.

Tutti i dispositivi vanno preparati subito all’esterno della porta della stanza.

Sempre all'esterno, sulla porta della stanza, è importante appendere il cartello che indichi l’adozione delle precauzioni da contatto.

All'interno della stanza invece deve esservi un contenitore per rifiuti speciali a rischio infettivo.

Le risposte del corso FAD

  • Perché si assiste a un aumento della resistenza dei microrganismi?
  • Quali sono le dimensioni del fenomeno della multiresistenza?
  • Come si può prevenire la diffusione dei batteri multiresistenti?
  • Quali sono le misure per identificare i soggetti colonizzati o infetti?
  • Come va gestito il paziente con colonizzazione o infezione?
  • Quali sono le misure di isolamento di un soggetto colonizzato o infetto?
  • Quali sono le misure di controllo in caso di contaminazione degli endoscopi?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





farmaci in allattamento

Farmaci in allattamento, quali raccomandazioni

allattamento farmaci

Titolo: Farmaci e allattamento (codice ECM 197291)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 23-06-2018
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (279 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

L’allattamento e la somministrazione dei farmaci

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.

Nella maggior parte dei casi tale raccomandazione rimane valida anche quando la mamma deve assumere una terapia, sono pochi infatti i farmaci controindicati in modo assoluto durante l'allattamento.

Il ruolo dell'operatore sanitario

L' operatore sanitario ha un ruolo chiave nella gestione di terapie acute o croniche durante l'allattamento, in quanto deve valutare il rapporto rischio e beneficio della terapia in allattamento.

A tal fine occorre valutare le caratteristiche proprie del principio attivo e alcuni fattori specifici come:

  • l’utilità del farmaco per la mamma;
  • gli effetti potenziali del farmaco sulla produzione di latte;
  • la quantità di farmaco escreta nel latte materno;
  • l’assorbimento per via orale da parte del neonato;
  • il rischio potenziale di eventi negativi per il neonato;
  • l’età del bambino.

Farmaci compatibili e incompatibili con l'allattamento

In funzione del rischio di effetti negativi un farmaco può essere considerato:

  • compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti negativi per il neonato sono poco probabili; occorre tuttavia chiedere alla mamma di tenere sotto controllo il neonato e di segnalare se si verificano effetti negativi;
  • da evitare se possibile, in quanto può ridurre la produzione di latte o perché può causare effetti negativi nel bambino. Se questi farmaci vengono somministrati occorre tenere sotto controllo il neonato e valutare la comparsa di effetti negativi;
  • non compatibile con l’allattamento, in quanto ha un alto rischio di effetti negativi per il bambino. Bisogna evitare la somministrazione di questi farmaci alle donne che allattano e qualora siano necessari per la salute materna occorre raccomandare di interrompere l’allattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • le indicazioni generali riguardo alla somministrazione dei farmaci nell'allattamento
  • le caratteristiche del farmaco che ne determinano il passaggio nel latte materno
  • il momento opportuno per somministrare i farmaci galattogoghi
  • i farmaci che si possono usare nei principali disturbi mammari legati all'allattamento
  • le situazioni più comuni di trattamento farmacologico durante l’allattamento
  • i metodi contraccettivi raccomandati in allattamento
  • le indicazioni riguardo alle sostanze da abuso nell'allattamento
  • le principali fonti di informazione per gli operatori sanitari

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





ultravioletti medicina lavoro

Ultravioletti e salute sul luogo di lavoro

ultravioletti medicina lavoro

Titolo: L'esposizione a radiazioni ultraviolette sul luogo di lavoro (codice ECM 196765)
Destinatari:
medici del lavoro, medici
Scadenza:
 19-05-2018
Crediti:
 2
Costo:
20 €
Programma: MeLa FLASH
Valutazione dei partecipanti (418 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Un corso FAD sugli ultravioletti per il medico del lavoro

Le fonti naturali e artificiali di ultravioletti sul luogo di lavoro sono spesso sottovalutate rispetto ai possibili danni alla salute. Il medico del lavoro deve conoscere la materia e sapere come comportarsi.

Dà un aiuto a questo fine il corso del programma MeLa Flash dedicato alla medicina del lavoro, che propone tre casi di pratica, eccone le tracce.

Marco, il saldatore in acciaieria

Marco, 43 anni, lavora come saldatore in un’acciaieria. Il medico competente lo visita e lo mette in guardia dai rischi legati al suo lavoro, in particolar modo dalle radiazioni ultraviolette e dai danni all'occhio...

Scopri come procede la storia nel corso.

Gianna fa la bagnina durante l'estate

Gianna, 37 anni, lavora sulla riviera romagnola, chiamata a visita dal medico competente dello stabilimento balneare in cui lavora confessa di mantenere l'abbronzatua grazie alle lampade solari...

Scopri come procede la storia nel corso.

Luigi fa l'agricoltore

Luigi, 63 anni, lavora da sempre nell'azienda di famiglia. E'... allergico ai controlli e al medico competente, che però a una visita rileva una situazione meritevole di approfondimenti...

Scopri come procede la storia nel corso.

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





rischio professionale amianto

Il rischio professionale da esposizione ad amianto

rischio professionale amianto

Titolo: Rischio occupazionale da esposizione ad amianto (codice ECM 196765)
Destinatari:
medici del lavoro, medici
Scadenza:
 19-06-2018
Crediti:
 2
Costo:
20 €
Programma: MeLa FLASH
Valutazione dei partecipanti (418 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Esposizione all'amianto sul luogo di lavoro

I danni da amianto per la salute sono ben noti e riguardano soprattutto, anche se non solo, i lavoratori.

Col passare degli anni sono cambiate le attività a rischio e i tipi di esposizione. Così come le norme cui deve fare riferimento il medico del lavoro.

In questo corso FAD vengono presentate tre storie per chiarire alcuni dei punti più importanti, eccole in sintesi:

La ristrutturazione del sottotetto

“Ma come, dottore? Noi non trattiamo amianto! Ancora con questa storia del rischio d’amianto? Ormai non lo si utilizza più da anni, perché dobbiamo fare questi controlli? Non mi dirà mica che far buttar giù due o tre muri interni, coibentare i locali e risanare la copertura rappresenta un rischio per i nostri dipendenti!”...

Scopri come procede la storia nel corso.

Giovanni è un esperto in coibentazione

“Sa, dottore, anche se lei mi è molto simpatico, le confesso che uno dei motivi per cui vado volentieri in pensione è anche il fatto che non dovrò più preoccuparmi dell’amianto e sottopormi a quelle visite di controllo che, le confesso, mi hanno sempre messo parecchia ansia..."

Scopri come procede la storia nel corso.

Luca si occupa di bonifiche da amianto

Luigi, 30 anni, è un muratore che ha da poco perso il vecchio lavoro, ma ha trovato un posto in una azienda che si occupa di bonifiche da amianto ed è alla sua prima visita del medico competente...

Scopri come procede la storia nel corso.

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





attività fisica salute

Attività fisica: quanta per una buona salute?

attività fisica salute

Titolo: Esercizio fisico e salute (codice ECM 196060)
Destinatari:
medici, odontoiatri
Scadenza:
 19-06-2018
Crediti:
 2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD
Valutazione dei partecipanti (382 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Tra le modifiche degli stili di vita necessarie per migliorare la salute o conservarla più a lungo, ci sono quelle relative alla sedentarietà.

Il movimento fa bene a qualunque età e deve essere commisurato alle condizioni della singola persona.

Un'azione benefica anche sulle patologie croniche

Secondo recenti indagini l'attività fisica non solo fa sentire meglio chi è sano, ma aiuta anche chi ha una malattia.

Per esempio un'attività fisica quotidiana e adeguata avrebbe lo stesso effetto in malattie croniche (come la depressione o l'ipertensione) di alcuni farmaci impiegati per queste patologie.

Attività fisica in gravidanza

  • Quanto deve muoversi una donna gravida?
  • Può farlo in qualunque condizione?
  • E se prima faceva un'attività fisica intensa?
  • E che tipi di esercizi sono raccomandabili nelle varie epoche di gravidanza?
  • Ci sono alcune attività fisiche assolutamente controindicate?

Le risposte a queste e a molte altre domande si trovano nel corso FAD ECM sull'esercizio fisico realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

Quanta attività fisica deve fare un bambino?

In Italia solo il  17% dei bambini di 8-9 anni e il 12% delle femmine svolge regolarmente attività fisica, con la conseguenza che la percentuale di bambini obesi in Italia è in aumento specie in alcune regioni (più al Sud che al Nord).

  • Ma quanta attività deve fare un bambino alle varie età?
  • Quali sono i benefici sulla salute?
  • E un adulto come deve comportarsi al riguardo? E un anziano

Le risposte a queste e a molte altre domande si trovano nel corso FAD ECM sull'esercizio fisico realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





benessere fetale intrapartum

Sorvegliare il benessere fetale nei travagli fisiologici

benessere fetale intrapartum

Titolo: Sorveglianza del benessere fetale intrapartum nei travagli fisiologici e a basso rischio (codice ECM 196346)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 07-06-2018
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (93 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

In che cosa consiste la sorveglianza del benessere fetale intrapartum?

La sorveglianza del benessere fetale nel travaglio di parto fisiologico prevede l’auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale (BCF).

L’auscultazione intermittente è considerato il gold standard per la sorveglianza del benessere fetale intrapartum, mentre non è sostenuto da prove di efficacia e non è raccomandato l’utilizzo della cardiotocografia (CTG) al momento del ricovero di donne con gravidanza a basso rischio.

Quando un travaglio è a basso rischio?

Per definire la popolazione di donne con travaglio fisiologico per le quali è raccomandata l’auscultazione intermittente si possono identificare criteri antepartum e intrapartum.

L’OMS nel documento Antenatal care randomized trial: manual for the implementation of the new model propone alcuni criteri per la definizione delle donne che possono ricevere una assistenza di base e di quelle che hanno invece la necessità di cure aggiuntive, in funzione della presenza di fattori di rischio o di specifiche condizioni di salute.
I fattori considerati sono:

  • la storia ostetrica;
  • la gravidanza attuale;
  • le condizioni mediche.

Perché è utile sorvegliare il benessere fetale in travaglio di parto?

La sorveglianza del benessere fetale intrapartum permette di accertare una condizione di reattività fetale identificando tempestivamente i primi segni di ipossia al fine di ridurre la mortalità e la morbilità perinatali.

Il passaggio di un feto da una normale ossigenazione all'ipossia richiede di solito almeno un’ora e, in situazioni fisiologiche, è quasi sempre preceduto da decelerazioni ripetitive, da un aumento della linea di base e da un aumento della frequenza cardiaca.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono i criteri per definire un travaglio fisiologico?
  • Perché sorvegliare il benessere fetale in travaglio di parto?
  • Come sorvegliare il benessere fetale intrapartum?
  • Quale è la procedura per l’auscultazione intermittente?
  • Come favorire l’introduzione nella pratica clinica dell’auscultazione intermittente del battito cardiaco fetale?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o





infezioni-catetere-escherichia-coli

Prevenzione delle infezioni urinarie nei soggetti cateterizzati

infezioni-catetere-escherichia-coli

Titolo: Prevenzione delle infezioni urinarie nei soggetti cateterizzati (codice ECM 192373)
Destinatari:
infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, medici
Scadenza:
27-04-2018
Crediti:
5
Costo:
20 €
Offerte:
gratuito per gli iscritti al Collegio IPASVI Milano-Lodi MB
Programma:
Nursing FAD
Valutazione dei partecipanti (3.324 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Cateterismo e infezioni delle vie urinarie

L’infezione delle vie urinarie è la complicanza più comune del cateterismo vescicale. Tali infezioni sono responsabili del 40% delle infezioni ospedaliere; di queste una percentuale che varia dal 67 al 74% è causata dal catetere vescicale.

La durata del cateterismo vescicale è strettamente connessa con il rischio di batteriuria e di infezione. Per ogni giorno di permanenza del catetere il rischio di batteriuria aumenta dal 3 al 7%.

Il 26% dei pazienti con catetere vescicale a permanenza per 2-10 giorni ha una batteriuria e di questi il 24% sviluppa un’infezione sintomatica del tratto urinario.

Quali sono le principali cause dell'infezione?

La procedura di inserimento del catetere, se eseguita senza rispettare le raccomandazioni e le norme igieniche, è la principale causa di infezione. 

Le infezioni possono essere causate anche dalla risalita di microrganismi lungo il catetere grazie al biofilm che si forma tra mucosa uretrale e catetere.

Questa modalità di infezione è più frequente nel sesso femminile per la brevità dell’uretra (colonizzazione extraluminale).

Un'altra causa è il reflusso di microrganismi dalla sacca di drenaggio o dall'interruzione del sistema chiuso (colonizzazione intraluminale). Tale modalità è meno frequente.

Quali sono le precauzioni per ridurre il rischio di infezione?

Si raccomanda innanzitutto di tenere il sistema di drenaggio chiuso: se si interrompe si sconnette o ci sono perdite lo si deve sostituire usando tecniche asettiche e materiale sterile.

L’igiene quotidiana va eseguita con acqua e sapone: l'uso di soluzioni antisettiche non è raccomandato.

Inoltre, è importante limitare la durata del cateterismo, in quanto maggiore è la durata più alto è il rischio.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le indicazioni all'uso del catetere vescicale?
  • Quali sono i criteri per scegliere il catetere più adatto?
  • Quali sono le precauzioni da seguire per l’inserimento e rimozione di un catetere vescicale?
  • Quali sono le precauzioni per prevenire le infezioni nel paziente cateterizzato?
  • Come va gestito un paziente cateterizzato, per ridurre il rischio di complicanze?
  • Quali sono le principali complicanze legate al cateterismo vescicale?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o