COVID-19: la sicurezza dei lavoratori

Titolo: COVID-19: la sicurezza dei lavoratori (codice ECM 310061)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2,6
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (73 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Lavorare in sicurezza

La sicurezza in tempo di pandemia passa attraverso il rispetto delle regole definite nelle circolari emanate dal Ministero della Salute.

La conoscenza di questi documenti è fondamentale perché il medico competente possa consigliare adeguatamente i titolari di azienda e per ridurre al minimo il contagio sul luogo di lavoro.

Considerato che compatibilmente con l'andamento dell'infezione si sta cercato di preservare gran parte delle attività lavorative, diventa importante la formazione sulla consapevolezza del rischio e dell'importanza delle misure preventive.

La sorveglianza sanitaria al tempo di COVID-19

A causa della pandemia in atto vi sono nuove misure di sorveglianza sanitaria. Tra le attività ricomprese nella sorveglianza sanitaria dovranno essere privilegiate le visite che possano rivestire carattere di urgenza e di indifferibilità. In particolare deve essere privilegiata la visita medica:

  • preventiva, anche in fase pre assuntiva;
  • su richiesta del lavoratore;
  • in occasione del cambio di mansione;
  • precedente alla ripresa del lavoro dopo assenza per malattia superiore a 60 giorni continuativi.

Per quanto concerne il cambio della mansione (art. 41, c.1 lett. d) il medico competente valuterà l’eventuale urgenza e indifferibilità tenendo conto sia dello stato di salute del lavoratore all’epoca dell’ultima visita effettuata, sia – sulla base della valutazione dei rischi - dell’entità e tipologia dei rischi presenti nella futura mansione. In linea generale, possono essere differibili, previa valutazione del medico stesso, in epoca successiva al 31 luglio 2020:

  • la visita medica periodica (art. 41, c. lett. b)
  • la visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro, nei casi previsti dalla normativa vigente (art.41, c. 1 lett. e)Andrebbe altresì sospesa l’esecuzione di esami strumentali che possano esporre a contagio da SARS-CoV-2, quali, per esempio, le spirometrie, gli accertamenti ex art 41 comma 4, i controlli ex art 15 leg-ge 125/2001 qualora non possano essere effettuati in idonei ambienti e con idonei dispositivi di protezione

Un corso FAD dedicato

Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2,6 ECM) di medicina del lavoro tratta la sicurezza dei lavoratori al tempo di COVID-19.

Ecco l'anteprima di uno dei casi.

Si ricomincia

“Finalmente riapriamo!” esclama spalancando il portone di ingresso della sua azienda in Brianza l’ingegner Binetti una mattina di settembre, visibilmente commosso “non ci speravo più”.

L’attività è rimasta ferma a lungo dopo la fine del lockdown, Binetti era stato malato e non aveva più forze né energie psicologiche perriaprire, soprattutto ha dovuto faticare per ottenere i finanziamenti che gli consentissero di riavviare l’azienda. L’ingegnere ha convocato per quella stessa mattina il medico competente, il dottor Zucchi, per sentire da lui tutte le indicazioni e le nuove norme previste per lavorare in sicurezza nei confronti del SARS-CoV-2. All’incontro partecipa anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), il signor Bertocchi, in Azienda da oltre un decennio.

Zucchi e Bertocchi arrivano dopo pochi minuti: “Che piacere vedervi!” esclama raggiante Binetti dirigendosi verso i due. Viene però subito bloccato affettuosamente con un cenno dal medico competente: “Attenzione ingegnere, lo so che è strafelice di vederci, e lo sono anche io, ma freniamo l’entusiasmo e ricordiamoci di mantenere la distanza di sicurezza, lo sa che è fondamentale! Adesso poi, sembra proprio che dovremo stare ancora più attenti, purtroppo...”. “Ma certo dottore, non si preoccupi, vede, anch’io indosso la mascherina! Venite, sediamoci qui nel giardino, oggi è una bellissima giornata di sole e ho pensato di rimanere all’aperto per essere più tranquilli riguardo agli eventuali rischi di contagio, poi analizzeremo insieme tutte le nuove norme per la riapertura dell’azienda,sanificazione, e quant’altro. Intanto però iniziamo col prenderci un bel caffé: che ne dite? Ho chiamato il bar vicino per ordinarlo e farcelo portare”. “Ottima idea!” commentano i due. “Bene” riprende Binetti. “Allora, dottor Zucchi, da dove cominciamo?”. “Beh, visto che abbiamo qui con noi il signor Bertocchi, inizierei subito dalle nuove indicazioni per le misure di sorveglianza sanitaria” risponde il medico competente.

 

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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    La gestione sul territorio del paziente con COVID-19

    Titolo:  La gestione sul territorio del paziente con COVID-19 (ID ECM 312878)
    Destinatari: tutti gli operatori sanitari
    Scadenza:31-12-2021
    Crediti: 9,1
    Costo: 44,99 euro
    Programma: Instant Learning
    Valutazione dei partecipanti (67 valutazioni):
    9/10 rilevanza
    9/10 qualità
    9/10 efficacia

    Inquadramento clinico

    Soprattutto nella fase iniziale della pandemia mancavano indicazioni per la corretta gestione sul territorio del paziente COVID-19 (Coronavirus Disease 2019). In questi mesi di pandemia abbiamo studiato il virus e abbiamo compreso molto del suo comportamento. Innanzitutto si è visto che la presentazione clinica di COVID-19 varia fortemente in rapporto all’età e allo stato di immunocompetenza. Si può passare da una malattia inapparente a malattia con sintomatologia simile a quella di un raffreddore comune, a una polmonite bilaterale con grave difficoltà respiratoria, potenzialmente fatale.
    In quasi tutti i casi tuttavia il quadro iniziale comprende febbre con andamento continuo o intermittente, tosse, più frequentemente secca, astenia, mialgie e artralgie e disturbi gastrointestinali. Inoltre si è visto che sono sintomi distintivi i disturbi del gusto e dell’olfatto.

    Inoltre possono comparire all’esordio di COVID-19 o, più frequentemente, nelle fasi tardive altre espressioni di compromissione neurologica, come: agitazione, confusione, ictus, encefalopatia, disturbi piramidali, .

    Prognosi

    In una proporzione che va dal 15 al 30% dei malati COVID-19, dopo una decina di giorni si manifesta una sindrome da distress respiratorio acuto per la combinazione di danno alveolare e microtromboembolismo.

    Un’evoluzione sfavorevole della malattia è segnalata da un’alta carica virale, febbre persistente, iperferritinemia, alterato rapporto neutrofili/linfociti, aumento di LDH e AST, elevazione del D-dimero e di alcune proteine infiammatorie. I pazienti più a rischio sono gli anziani, maschi, obesi e con altre patologie. In particolare: ipertensione, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, diabete mellito, insufficienza renale e malattia coronarica.

    L'assistenza al paziente COVID-19 sul territorio

    L’intervento dei medici delle cure primarie (MMG, PLS, CA) si realizza, soprattutto, da remoto, avvalendosi dei mezzi telematici o telefonici a disposizione del paziente e pianificati e registrati su piattaforme concordate con le ATS. Le visite ambulatoriali o domiciliari “in presenza” ritenute indispensabili possono essere effettuate se il sanitario ha in dotazione e indossa gli adeguati DPI (dispositivi di protezione individuale).

    Nella prima fase della pandemia non era chiaro quale fosse il momento più opportuno per il ricovero in ospedale. Solo successivamente grazie all'analisi dei dati provenienti da 1.205 ambulatori di medicina generale britannici, dalla sorveglianza epidemiologica, dai registri ospedalieri e di mortalità di oltre 6 milioni di pazienti adulti è stato messo a punto l’algoritmo QCOVID che predice il rischio di ricovero ospedaliero e di morte. I pazienti con malattia definibile lieve possono restare al proprio domicilio, in isolamento per almeno 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi, purché assistiti da qualcuno in grado badare alla loro alimentazione e alla sorveglianza di un eventuale peggioramento. Le persone anziane e quelle immunodepresse possono presentare sintomi atipici e quindi vanno valutati con particolare attenzione.

    Secondo la SIMG (Società Italiana Medici di Medicina Generale) i criteri per stabilire che un paziente COVID-19 può rimanere al proprio domicilio sono i seguenti:

    • forma clinica con febbre non elevata, tosse, vago malessere generale, rinorrea, mal di gola, assenza distato confusionale o letargia, di ipotensione arteriosa, di vomito o diarrea incoercibili;
    • assenza di dispnea: è importante il monitoraggio della saturazione periferica di ossigeno di base,accettabile fino al 95% e di quella dopo sforzo (test del cammino per 6 minuti), accettabile fino al 93%.
    • vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica possibilmente eseguite;
    • età <80 anni, sopra tale età, il ricovero è fortemente raccomandato; per le età inferiori il giudizio, più che anagrafico, deve essere clinico;
    • garanzia di una linea di comunicazione diretta con il medico o con un operatore sanitario (infermiere di studio) fino a completa risoluzione del quadro clinico

    Il corso in breve

    La gestione del paziente con COVID-19 a domicilio è fondamentale non solo per il singolo malato ma anche per evitare che gli ospedali, specie in fase di ondata epidemica, abbiano troppi accessi inappropriati. Il corso fornisce le indicazioni per una corretta valutazione della gravità del paziente COVID-19 e per una adeguata gestione sul territorio. In sintesi i punti presi in esame dal corso sono:

    • Sintomatologia
    • Classificazione della gravità della malattia
    • Prognosi
    • Triage
    • Criteri per la decisione tra cure a casa o ricovero in ospedale
    • Diagnosi differenziale
    • L’assistenza al paziente domiciliare
    • I compiti del medico (MMG e PLS)
    • La telemedicina
    • La consulenza telefonica
    • L’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
    • Conferma diagnostica
    • Definizione di caso
    • Definizione di contatto stretto
    • I vari tipi di test
    • Quali test utilizzare
    • Test rapidi nell’ambulatorio del MMG o PLS21
    • Gestione domiciliare
    • Terapie a domicilio
    • Mantenimento delle terapie croniche in corso
    • Vaccinazioni
    • Gestione dei pazienti con comorbilità
    • Un decorso prolungato
    • Persistenza virale
    • Long COVID

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      diabete di tipo 2

      Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

      Titolo:  Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 (ID ECM 295975)
      Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi medici)
      Scadenza: 07-05-2021
      Crediti: 5
      Costo: 20 €
      Programma: Novel Learning
      Valutazione dei partecipanti (250 valutazioni):
      8/10 rilevanza
      9/10 qualità
      8/10 efficacia

      Una nuova tipologia di formazione a distanza...a fumetti

      "Diagnosi e diabete di tipo 2" è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

       

       

      Mettiti alla prova con il primo caso

      Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
      “Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
      La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.

      Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
      Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette.

       

       

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        Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

        Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
        Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
        Scadenza: 31-12-2020
        Crediti: 3,90
        Costo: 20 €
        Programma: Instant Learning
        Valutazione dei partecipanti (194 valutazioni):
        9/10 rilevanza
        9/10 qualità
        9/10 efficacia

        Premesse

        Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

        Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

        Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

        Farmaci e COVID-19: il corso in breve

        Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

        In particolare si prendono in esame i farmaci:

        • Antimalarici
        • Antivirali
        • Monoclonali
        • Plasma
        • Antibiotici di supporto
        • Eparine a basso peso molecolare
        • Altri farmaci

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          Interventi assistiti con gli animali a supporto di terapie e trattamenti

          Titolo: Interventi assistiti con animali a supporto di trattamenti e terapie (codice ECM 294047)
          Destinatari: tutti gli operatori sanitari
          Scadenza:
          31-03-2021
          Crediti:
          2
          Costo:
          10 €
          Offerte:
           gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
          Programma:
          SMARTFAD
          Valutazione dei partecipanti (192 valutazioni):
          8/10 rilevanza
          8/10 qualità
          7/10 efficacia

          Interventi assistiti con animali (IAA): una definizione

          Con Interventi assistiti con gli animali (IAA) si indicano interventi basati sull’interazione uomo-animale che integrano e rinforzano le terapie e i trattamenti in diverse condizioni cliniche e ambienti.

          Negli ultimi anni l’interesse sul ruolo terapeutico della relazione uomo-animale e delle possibilità di interventi mirati ha trovato sempre maggiore spazio. Nel 2015 sono state pubblicate le Linee Guida Nazionali, per ottimizzare e uniformare gli Interventi assistiti con gli animali (quelli che un tempo erano chiamati pet therapy, termine oggi desueto), stimolando una metodologia condivisa e favorendo studi scientifici atti a valutare e confermare la loro utilità e ruolo.

          Il corso FAD (2 ECM) del programma SmartFAD, realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano, prefigge lo scopo di far conoscere la realtà degli IAA con una panoramica delle normative e delle applicazioni.

          Ecco uno stralcio in anteprima da una delle tre storie.

          Sarà, ma non ci credo

          Era tanto tempo che Giuliana non entrava nello studio del suo medico di famiglia, Vittorio. Per sua fortuna la salute era buona e non aveva grandi occasioni di incontro. Quel giorno però, dopo aver citofonato quasi alla fine dell’orario di visita per una ricetta, si era trattenuta per fare due chiacchiere. Medico anche Giuliana, da tempo si dedicava alla comunicazione scientifica e, da qualche anno, a un nuovo ambito di lavoro, gli Interventi assistiti con gli animali (IAA).
          “Mi fa piacere questo tuo nuovo interesse, ma francamente non ne so granché e non mi sembra ci sia molto da dire. A parte qualche sorriso in più, tanta buona volontà di persone che con i loro animali dedicano tempo ai malati facendo dimenticare per un po’ le loro preoccupazioni” dice Vittorio scuotendo la testa.
          “Non sono d’accordo. Certo fino a qualche tempo fa forse era tutto meno chiaro, ma ci sono pubblicazioni scientifiche, si sta cercando di armonizzare gli interventi, di avere dati, per quanto possibile, confrontabili e utilizzabili, per capire sempre più cosa sia utile e cosa no, in affiancamento a terapia medica, chirurgica, fisioterapica e altro” afferma con passione Giuliana, spiegando la valenza e utilità degli IAA, se saputi utilizzare. “Non si tratta semplicemente di far passare qualche ora piacevole: stiamo parlando di progetti costruiti sul bisogno dei pazienti, che prevedono team multidisciplinari di esperti (medici, psicologi, altre figure sanitarie) che individuano obiettivi precisi e strategie per raggiungerli, oltre a strumenti per il monitoraggio. Il tutto per migliorare la terapia standard”.
          “Sarà, ma non sono convinto” commenta Vittorio.

          [...]

          Scopri come continua la storia...

           

           

           

           

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            gravidanza oltre la 41° settimana

            Assistenza ostetrica nella gravidanza oltre la 41 ° settimana

            gravidanza oltre la 41° settimana

            Titolo:  L'assistenza ostetrica nella gravidanza dopo la 41° settimana (codice ECM 295881)
            Destinatari: ostetriche/i, medici chirurghi
            Scadenza: 05-05-2021
            Crediti: 5
            Costo: 40 €
            Programma: FADO
            Valutazione dei partecipanti (33 valutazioni):
            8/10 rilevanza
            9/10 qualità
            8/10 efficacia

            La gravidanza oltre la 41° settimana, definita a termine tardivo (late term), se non complicata, è da considerarsi una gravidanza a basso rischio ostetrico, ma ha comunque un rischio più elevato rispetto alla gravidanza a termine precoce o quella a termine, tanto da richiedere un’assistenza non solo ostetrica.

            Quali sono le cause di una gravidanza oltre la 41° settimana?

            La maggior parte delle gravidanze post termine ha eziologia sconosciuta. Da un terzo a metà delle gravidanze protratte (post term) può essere attribuita a influenze genetiche materne o fetali riguardanti il meccanismo che innesca il travaglio. Tra i fattori di rischio si segnala anzitutto una pregressa gravidanza post termine (rischio relativo >2). Il rischio di ricorrenza è ancora più alto dopo due precedenti gravidanze post termine.

            Oltre alla prima gravidanza post termine, sono fattori di rischio (rischio relativo <2):

            • nulliparità;
            • feto maschio;
            • obesità;
            • età materna avanzata;
            • madre (e in misura minore padre) nata post termine;
            • etnia materna (le donne bianche non ispaniche sono ad aumentato rischio rispetto alle donne africane, ispaniche e asiatiche).

            Quali sono i rischi di una gravidanza oltre la 41° settimana?

            Le gravidanze a termine tardive e quelle protratte si associano a complicanze materne, fetali e neonatali. Sembra che molte complicanze derivino da una perdita della funzionalità placentare. I neonati possono andare incontro a macrosomia e a sindrome da post maturità con un maggior rischio di patologie quali ipoglicemia, policitemia, asfissia perinatale, sindrome da aspirazione di meconio, ipertensione polmonare persistente. Nei parti oltre la 40° settimana inoltre si registra un aumento della mortalità neonatale e un aumento del rischio materno di lacerazioni perineali, infezioni ed emorragia post partum.

            Le risposte del corso FAD

            l corso si concentra sull'assistenza ostetrica nella gravidanza late term e in particolare cerca di rispondere ai quesiti:

            • Come si classifica la gravidanza a termine?
            • Quali sono eziologia e fattori di rischio del fenomeno?
            • Quali i rischi?
            • Qual è la gestione più comune della gravidanza dopo la 41° settimana?
            • Come va gestita la condotta d’attesa
            • Esistono metodi naturali alternativi all’induzione farmacologica?
            • Quali informazioni è bene offrire alle gestanti?
            • Come promuovere una positiva esperienza di travaglio e parto?

            Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD Assistenza alla gravidanza dopo la 41° settimana di gravidanza.

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              COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

              Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
              Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
              Scadenza: 12-05-2021
              Crediti: 5
              Costo: 30 €
              Programma: Instant Learning
              Valutazione dei partecipanti (94 valutazioni):
              9/10 rilevanza
              9/10 qualità
              9/10 efficacia

              COVID-19 e gravidanza

              Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

              Come si trasmette il virus?

              Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

              Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

              Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

              Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
              Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

              Il corso in breve

              Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

              In particolare prende in esame:

              • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
              • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
              • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
              • il monitoraggio della gravidanza
              • la gestione del parto e le sue conseguenze
              • l'allattamento materno.

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                Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

                emergenza covid-19 misure di protezione

                Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
                Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                Scadenza: 31-12-2020
                Crediti: 3,9
                Costo: 10 €
                Programma: Instant Learning
                Valutazione dei partecipanti (581 valutazioni):
                9/10 rilevanza
                9/10 qualità
                9/10 efficacia

                Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

                Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

                Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

                •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
                  sapone in caso di mani visibilmente sporche;
                • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
                • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
                  immediatamente;
                • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
                •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

                L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

                Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

                Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

                Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

                Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

                • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
                  o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
                • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
                • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
                • protezione delle mani: guanti.

                Le risposte per la pratica quotidiana

                Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

                • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
                • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
                • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
                • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

                 

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                  agenti chimici pericolosi

                  Gli agenti chimici pericolosi

                  Titolo: Gli agenti chimici pericolosi (codice ECM 291602)
                  Destinatari:
                  medico, tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, chimico
                  Scadenza:
                   31-12-2020
                  Crediti:
                  2
                  Costo:
                  20 €
                  Programma:
                  MeLa Flash
                  Valutazione dei partecipanti (67 valutazioni):
                  7/10 rilevanza
                  8/10 qualità
                  7/10 efficacia

                  Agenti chimici pericolosi: rischi e prevenzione

                  Gli agenti chimici sono di comune uso nell'industria e non solo o non tanto quella specificamente chimica, basti pensare all'industria tessile, a quella automobilistica, a quella alimentare, a quella dell’informatica, solo per fare qualche esempio.
                  Tra questi alcuni sono pericolosi per la salute e richiedono quindi il rispetto di tutte le norme vigenti e la loro sostituzione con alternative meno pericolose in acuto e in cronico.

                  Il corso fornisce gli elementi di base per la prevenzione e la sorveglianza sanitaria legate a questi prodotti nocivi che coinvolgono il medico competente sia nell'operatività quotidiana sia nella formazione puntuale e ricorrente del personale impiegato.
                  Aperto a medici, tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e chimici il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta come prevenire il rischio da agenti chimici pericolosi in diverse situazioni.

                  Ecco l'anteprima dei tre casi.

                  Uno studente in azienda

                  Giovanni, ventenne studente di ingegneria chimica, va a trovare suo zio Carlo, titolare di un’impresa che lavora materie plastiche. “Ciao, Giovanni!" lo saluta affettuosamente lo zio incontrandolo negli uffici “allora hai proprio intenzione divenire presto a lavorare da me, terminati i tuoi studi?”. “Non lo so zio, è un po’ presto!” non si sbilancia il giovane “ma di sicuro mi fa piacere imparare qualcosa direttamente sul campo, oltre che ovviamente venire a trovarti!”. “Va beh, vedremo” risponde sorridendo Carlo “scusami sono un po’ di fretta, se vuoi vieni con me, devo incontrarmi con il Medico competente, il dottor Guglielmi, e l’RSPP, per rivedere alcune questioni. Se vuoi nel frattempo puoi dare un’occhiata al nostro Documento di Valutazione dei Rischi, così mi dai anche un tuo parere, sai che ci tengo”. “Volentieri” risponde il giovane incuriosito “chi di voi se n’è occupato?”

                  [...] Scopri come procede la storia nel corso

                  Un novello datore di lavoro

                  Lionello Esposito è medico competente di un’azienda che produce vernici liquide, sia a base di solvente sia a base acquosa. Oltre a produrre direttamente le vernici, l’azienda comprende una sezione dove avviene la verniciatura di componenti industriali per conto di altre aziende.Insieme al datore di lavoro, il signor Coppetti, esamina i dati relativi all’esposizione professionale dei lavoratori del reparto verniciatura. Esposito è un po’ nervoso, perché Coppetti è appena subentrato al fratello Giulio, trasferitosi per motivi familiari, e benché si dia un sacco di arie non ha nessuna esperienza in materia, tant’è che tempesta di telefonate il fratello per qualsiasi motivo.“Come siamo messi, dottore, con i dati di esposizione, tutto bene spero!”. “Per ora direi di sì” taglia corto il medico “ma bisogna esaminare tutta la documentazione prima di trarre conclusioni affrettate”. “Certo, certo, so che lei è molto puntiglioso, e fa bene, caro dottore” commenta Coppetti che coglie il nervosismo del Medico competente “con queste cose non si scherza. So bene che i valori limite di esposizione professionale vanno controllati in ogni singolo lavoratore”.

                  [...] Scopri come procede la storia nel corso

                  Un lavoratore fin troppo zelante

                  Gualtiero è un giovane operaio assunto da un paio d’anni in un’azienda che produce smacchiatori e detersivi in forma liquida, in polvere o spray, impiegati da tintorie professionali e imprese di pulizia. Alla fine di un turno di lavoro, ripone i guanti e gli occhiali che utilizza abitualmente come DPI, notando che su entrambi sono presenti alcuni schizzi delle sostanze utilizzate durante la lavorazione, e inoltre su una lente degli occhiali è presente un alone di diverso colore, come se la lente fosse “sbiadita” anziché sporca. Essendo un tipo molto preciso e ordinato, porta a casa i DPI, li lava accuratamente, e il giorno seguente li riporta in fabbrica per il successivo turno di lavoro.Tuttavia l’alone sugli occhiali protettivi non è scomparso, quindi Gualtiero informa l’RSPP Giorgio Lazzarini della vicenda. “Ma Gualtiero” esclama contrariato l’RSPP “e sì che mi sembrava vi fosse stato spiegato chiaramente al corso di formazione come vi dovete comportare tu e i tuoi colleghi nei confronti dei DPI messi a vostra disposizione!”

                  [...] Scopri come procede la storia nel corso

                  Un programma di corsi FAD dedicato alla medicina del lavoro

                  Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

                  corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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                    Smart working e salute dei lavoratori

                    smart-working-e-salute

                    Titolo: Smart working e salute (codice ECM 287719)
                    Destinatari:
                    tutti gli operatori sanitari
                    Scadenza:
                     31-12-2020
                    Crediti:
                    2
                    Costo:
                    20 €
                    Programma:
                    MeLa Flash
                    Valutazione dei partecipanti (140 valutazioni):
                    8/10 rilevanza
                    8/10 qualità
                    8/10 efficacia

                    Una definizione di "smart working"

                    Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. In questo modo il lavoratore può  conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

                    Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È  quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

                    Smart working e salute: quali possibili rischi per i lavoratori?

                    Sulla base della disposizione legislativa, è stata predisposta una articolata attività formativa-informativa dedicata a molteplici aspetti legati sia alla sicurezza dei ‘potenziali’ ambienti di lavoro sia ai rischi per la salute, ipotizzando prima di tutto la possibile amplificazione dei rischi tradizionali che caratterizzano l’attività del lavoratore ‘stanziale’ al videoterminale (art. 174 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
                    • rischi per la vista e per gli occhi
                    • problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
                    • rischi relativi alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

                    Va sottolineato che non ci sono a oggi dati certi dalla letteratura su smart working e salute dei lavoratori.

                    Un corso FAD dedicato

                    Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2 ECM) di medicina del lavoro tratta lo smart working e i possibili rischi per la salute in diverse situazioni.

                    Ecco l'anteprima di uno dei casi.

                    Una “nuova vita” per la neomamma Luisa

                    Luisa, giovane impiegata addetta alle vendite in una ditta di piccoli elettrodomestici, sposata, con un bimbo di due anni, incontra l’amica Giorgia per un caffè.

                    Le due non si vedono da diversi mesi, presa com’è Luisa dal lavoro, che oltretutto dista da casa una ventina di chilometri, le incombenze domestiche, il piccolo Daniel che non dorme la notte...
                    “Ciao, carissima!” la saluta l’amica con un abbraccio. “Ciao, Giorgia” sorride Luisa “come stai?”
                    “Come stai tu piuttosto?” chiede preoccupata Giorgia “fatti guardare... mamma mia che occhiaie che hai! Allora, vuoi trovare una soluzione per conciliare tutti gli impegni della tua vita? Non puoi andare avanti così!”
                    “Sì sì, tranquilla, infatti ti ho invitata per il caffè proprio per raccontarti la bella novità: ho parlato con il mio capo della situazione, e mi ha proposto di passare a un regime di smart working per un periodo di prova di sei mesi, per vedere se così mi trovo meglio... dice che già altri sei dipendenti lo stanno attuando, e pare si trovino bene...”.

                    [...] Scopri come procede la storia nel corso

                    Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

                    Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

                    corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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