Sigarette elettroniche e salute

Titolo:  Sigarette elettroniche e salute (ID ECM 290073)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (46 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

C'è una vera e propria epidemia di sigarette elettroniche, specie tra i giovani. Dati statunitensi indicano in un solo anno (dal 2018 al 2019) il raddoppio degli utilizzatori nelle fasce d'età meno protette, dati italiani parlano di oltre 900.000 utilizzatori di qualunque età.  Questa diffusione a macchia d'olio impone di avere informazioni più precise e attendibili sugli eventuali danni alla salute delle sigarette elettroniche. In letteratura scientifica sono stati pubblicati i primi lavori che dimostrano i problemi di sicurezza. A questi si aggiunge il rischio che i giovani svapatori (l'uso della sigaretta elettronica è detto "svapare" e non "fumare") passino più facilmente poi al fumo di sigaretta tradizionale.

Gli effetti sulla salute

Le prove scientifiche sui rischi per la salute associati all’uso dei sistemi elettronici di somministrazione della nicotina (ENDS) sono in rapida evoluzione. Dalla seconda metà del 2019 si è assistito, negli Stati Uniti, a un aumento repentino di casi di grave malattia polmonare associata all’uso di sigarette elettroniche.

Le presentazioni cliniche facevano rilevare dispnea, tosse, dolore toracico e sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Secondo la letteratura scientifica e-cig e tabacco riscaldato non possono essere definiti innocui, né privi di rischi per la salute. Gli esiti raggiunti finora mostrano effetti negativi sulle cellule dei polmoni, nelle persone, negli animali e sui campioni di tessuto analizzati in laboratorio. Diversi studi hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori in coloro che “svapano”, come bronchiti e asma.

Durante la vaporizzazione sono rilasciati nell’ambiente le particelle ultrafini e i composti organici volatili. Il risultato è un nuovo tipo di fumo passivo, chiamato“svapo passivo”. La scienza non considera le e-cig un metodo efficace di disassuefazione. I pareri favorevoli all’uso delle sigarette elettroniche come coadiuvanti per la cessazione del fumo indicano come necessaria la valutazione degli effetti a lungo termine per monitorare il tasso di eventuali ricadute: fare in modo che i pazienti non ritornino alle sigarette tradizionali deve essere la priorità.

Il corso in breve

Il corso aperto a tutti gli operatori sanitari prende in esame i seguenti punti:

  • I dati epidemiologici italiani e statunitensi
  • Che cos'è la sigaretta elettronica
  • Quali sono gli effetti sulla salute
  • Quali i provvedimenti e i tentativi di regolamentazione

 

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)

Titolo:  Malattie respiratorie emergenti: il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)(ID ECM 289222)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (577 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 ha rapidamente conquistato le prime pagine di giornali, telegiornali, siti web. Le informazioni scientifiche date sono spesso prive di fondamento o provengono da fonti inattendibili. E’ quindi necessario fare chiarezza, in un quadro in continua evoluzione.

Epidemia o pandemia?

Un’epidemia è definita come “la presenza di più casi rispetto all’atteso di una particolare malattia in una determinate area, o in uno specifico gruppo di persone in un determinato periodo di tempo” e può essere dovuta all’emergenza di un nuovo agente patogeno o a mutazioni genetiche di un agente già esistente, che lo rendono più virulento oppure anche alla recente introduzione di un agente in un ambiente dove non era presente prima, talvolta insieme anche a una diversa suscettibilità della risposta dell’ospite o a nuove modalità di contagio.

Si parla invece di pandemia quando “un’epidemia si diffonde a più continenti o in tutto il mondo”.

Quali sono le caratteristiche del nuovo coronavirus?

I coronavirus sono virus a RNA che causano per lo più infezioni non gravi delleprime vie respiratorie. Alcuni però hanno un tropismo per le basse vie respiratorie e causano malattie gravi come la SARS e la MERS. Il nuovo coronavirus 2019 è già stato sequenziato in più laboratori; non si ha ancora certezza sulla specie animale di origine (più probabile una specie di pipistrelli) anche se il mercato all’ingrosso del pesce di Wuhan come partenza del focolaio è accertata. L'analisi della sequenza genomica del virus mostra che il 2019 n-CoV condivide per il 79,5% la sequenza genica del coronavirus della SARS e per il 96,2% quella di un coronavirus dei pipistrelli.

Il virus che si sta diffondendo in Cina e nel resto del mondo ha la stessa sequenza del virus originariamente isolato a Wuhan, dunque è avvenuto un solo evento di passaggio di specie e al momento non si sono verificate mutazioni.

Come avviene la trasmissione e come si manifesta l'infezione?

Il meccanismo principale di trasmissione del SARS-CoV-2 è quello per via aerea attraverso il contatto con i casi sintomatici, è possibile, pur molto meno frequente, la possibilità di trasmissione da un soggetto infetto ma asintomatico. Il periodo di incubazione può raggiungere le due settimane e i sintomi di presentazione non sono specifici, essendo simili a quelli di una sindrome influenzale. Il virus causa una polmonite, con un quadro radiologico sovrapponibile a quello di altre polmoniti virali.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente ogni 15 giorni, vuole fare chiarezza usando solo informazioni evidence-based. Nel testo del corso sono comunque riportati link a fonti autorevoli aggiornate in tempo reale per seguire l’andamento della epidemia/pandemia.

In particolare il corso prende in esame:

  • Epidemiologia
  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2
  • Il contagio e la malattia
  • Come fare la diagnosi e come gestire il paziente
  • Come prevenire l’infezione
  • Le misure di sanità pubblica
  • L’importanza di una corretta comunicazione

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Igiene delle mani: come farla perché sia efficace

Titolo:  Igiene delle mani come farla perché sia efficace (codice ECM 289150)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 15 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (443 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Perché è importante l’igiene delle mani per la prevenzione?

I Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno definito l’igiene delle mani la procedura più semplice, più economica e più efficace per ridurre il rischio di infezioni in quanto evita che i germi si trasmettano da un soggetto a un altro.
Le mani sono il principale veicolo di trasmissione delle infezioni perché la cute è normalmente colonizzata da batteri. Dalle mani non lavate, i germi possono entrare nell’organismo in modo diretto perché si portando le mani alla bocca, agli occhi o nel naso oppure in modo indiretto perché si toccano gli alimenti con le mani sporche e poi si mangia. Secondo quanto emerge dagli studi una corretta igiene delle mani può ridurre:

  • il numero di casi di diarrea nella popolazione generale (23-40%);
  • i casi di malattia diarroica nelle persone con sistema immunitario indebolito (circa il 58%);
  • i casi di malattie respiratorie nella popolazione generale (16-21%);
  • le assenze da scuola a causa di malattie gastrointestinali (29-57%);
  • l’incidenza di infezioni correlate all’assistenza (circa il 30%).

L’igiene delle mani non solo è una pratica efficace per prevenire le infezioni ma è utile anche per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Riducendo il rischio di infezione, infatti, si riduce di conseguenza anche la prescrizione e quindi l’uso di antibiotici in maniera inappropriata.

I momenti dell’igiene delle mani

L’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato cinque momenti nei quali l’operatore sanitario deve lavarsi le mani:

  • immediatamente prima del contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con qualsiasi fluido corporeo;
  • immediatamente dopo l’esecuzione di qualsiasi procedura sul paziente che potrebbe avere causato la contaminazione delle mani;
  • immediatamente dopo la rimozione dei guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'igiene delle mani, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Quali sono le funzioni e le caratteristiche della pelle?
  • Perché è importante l'igiene delle mani per la prevenzione?
  • Qual è il ruolo dell’igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza?
  • Come va eseguito il lavaggio delle mani nella pratica assistenziale?
  • Quali detergenti e quali antisettici utilizzare?
  • Quali norme igieniche possono ridurre il rischio di contagio in caso di epidemia?
  • Quali ulteriori accorgimenti vanno rispettati per garantire l’igiene delle mani?
  • Il lavaggio delle mani è una procedura praticata dagli operatori sanitari?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



La violenza sul luogo di lavoro

violenza-sul-luogo-di-lavoro

Titolo: La violenza sul luogo di lavoro (codice ECM 282053)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (16 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

 Violenza sul luogo di lavoro: dati europei

La violenza sul luogo di lavoro rappresenta una criticità con un impatto notevole in vari comparti, in quanto è in grado di compromettere la salute (fisica e psicologica), la sicurezza o il benessere di un individuo.

Secondo l'European Working Conditions Survey, il 6% dei lavoratori europei afferma di essere stato vittima di violenza da parte di colleghi (4%) o di terzi (2%) sul posto di lavoro. Per quanto riguarda il settore lavorativo, il rischio di subire minacce o violenza è massimo (12-14%) per i lavoratori della sanità e dell’istruzione, seguiti da quelli della pubblica amministrazione e della difesa, da quelli dei trasporti e delle comunicazioni e ancora dai lavoratori delle settore alberghiero e della ristorazione.

Aperto a tutti gli operatori sanitari, il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta il tema della violenza sul luogo di lavoro in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima dei tre casi.

La mamma aggressiva

Francesco Muttari, insegnante trentacinquenne di una scuola media, discute con il medico competente della scuola dell'attacco di ansia che l'ha portato ad essere ricoverato due mesi prima.

“Vede, una decina di giorni prima di finire al Pronto soccorso avevo sgridato Nicola, uno degli alunni, mettendogli una nota e chiedendo un incontro coi genitori. Il giorno del colloquio si è presentata solo la madre ed... è stato terribile”.
“Cosa è successo?”
“All’inizio sembrava tranquilla, abbiamo parlato dei risultati scolastici del figlio e del suo comportamento in generale. Ma poi... poi siamo arrivati a ciò che era successo: il figlio si era adirato per un voto basso, tra l’altro il primo dall’inizio dell’anno, e mi ha urlato contro, minacciandomi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita notturna

“Ha fatto in fretta a venire qui” dice Federica, medico di continuità assistenziale, al paziente, un signore anziano, distinto, con una camicia ben stirata e l’aspetto curato.
“Eh, sì. Abito vicino”.
Il medico raccoglie rapidamente l’anamnesi e nota che l’uomo diventa sempre più agitato e inizia a sudare.
“Non si preoccupi, da quello che mi dice mi sembra che lei stia tutto sommato bene”.
“Sì, non posso lamentarmi, a parte gli acciacchi dell’età, ma questo dell’ernia è davvero un grosso problema, non vorrei finire sotto i ferri del chirurgo quando le cose sono andate troppo avanti”.
“Si sdrai sul lettino che la visito”.
L’uomo obbedisce. Federica inizia l’esame obiettivo: cuore, polmoni, fegato tutto a posto. Poi incomincia la palpazione addominale.
“Dottoressa, il dolore è più in basso” dice il paziente afferrando la mano della dottoressa, con una forza inattesa per l’età e la dimostrata sofferenza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Silvia cambia lavoro

“Ciao Silvia, come stai?” chiede Alberto, giovane medico generalista, all’amica d’infanzia social media manager.
“Abbastanza bene, a parte il mal di testa perenne...”
“Sabato verrai alla festa di Federico, vero?”
“Non credo di farcela, il capo mi ha chiesto di seguire un altro evento dedicato alla moda, in quanto donna. Ma non pensare che l’abbia fatto per soddisfare un mio interesse personale o professionale. Avessi visto con che sorrisino mi ha di nuovo negato il mio tempo libero...”.
“E io che speravo di vederti di più e non in questa ora ritagliata alle nostre pause! Ma non è discriminatoria questa situazione? Come stai, ricordo che mi parlavi di alcuni problemi sul lavoro”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



La prevenzione cardiovascolare primaria

Titolo: La prevenzione cardiovascolare primaria (codice ECM 282187)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Da almeno 15 anni, le malattie cardio e cerebrovascolari sono la prima causa di morte nel mondo.

La prevenzione cardiovascolare è diventata quindi una priorità per la salute individuale e per la sanità pubblica.

Le linee guida sull'argomento propongono diversi criteri (non sempre concordanti) che possono mettere in difficoltà il medico, soprattutto nei soggetti a rischio basso o moderato.

Per chiarire tutti i dubbi a riguardo, è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano il corso FAD ECM "Prevenzione cardiovascolare primaria", aperto a tutti gli operatori sanitari, che risponde a queste e altre domande con tre casi di pratica quotidiana:

  • Come calcolare il rischio cardiovascolare di un soggetto apparentemente sano?
  • Quali soglie adottare per i parametri clinici indicatori del rischio?
  • Cosa consigliare al paziente?
  • Quando iniziare una terapia farmacologica?
  • L'acido acetilsalicilico può essere raccomandato nell'ottica della prevenzione?

Ecco alcuni stralci in anteprima delle tre storie:

Sotto pressione

“Ecco, dottore, per tutto questo mese, giù al Cairo c’è stata una grande manifestazione del Ministero della Salute – tira intanto fuori dalla borsa un foglietto di carta tutto piegato – c’erano diversi medici che visitavano e pesavano le persone, ci sono andata con mia sorella che non si faceva vedere da un po’. Ci hanno misurato la pressione e ci hanno detto che era alta, e che dovevamo prendere una pastiglia tutte le mattine”.
“Ma lei… Quanto alta?”
150/85” risponde la donna.
“Signora, adesso la riproviamo e vediamo come va prima di decidere il da farsi”

[...]

Scopri come continua la storia...

Un asterisco di troppo

Un uomo sulla cinquantina è fermo alla porta dell’ambulatorio del proprio medico, stringe la maniglia con entrambe le mani: apre, chiude, apre, chiude... “Buongiorno, signor Vallerini!”
“Accidenti! Ora devo ricominciare”, apre, chiude, apre, chiude. Il medico nota con apprensione che il disturbo ossessivo-compulsivo del signor Vallerini è peggiorato in maniera considerevole.
“Signor Vallerini, c’è qualcosa che non va?” chiede il medico dopo che il paziente si è accomodato e sembra essersi placato un momento.
“Sto per morire” afferma ansioso allacciandosi e slacciandosi compulsivamente la cerniera zip della felpa “sto per morire. Mi verrà un ictus, come a papà” dice mentre allaccia e slaccia la zip.

[...]

Scopri come continua la storia...

Male non fa?

I signori Ricci hanno 63 anni lei e 65 anni lui, e sono ancora in forma. Merito loro, si intende, due persone con la giusta attenzione alla salute.
“Tutto bene?”
“Dottore, sono venuto a fare il vaccino antinfluenzale, lo so che è un po’ tardi, mia moglie Eleonora ci ha già pensato un mese fa”.
“Diciamo che siamo sul filo di lana, si sieda e scopra il braccio”.
Mentre il medico estrae dal frigo il vaccino adiuvato, il signor Vittorio gli chiede: “Avrei anche una domanda”.
“Prego, mi dica”.
“Ieri sera sono venuti a cena da noi i miei cognati. Ci siamo fatti gli auguri perché poi loro fanno un viaggio e tornano dopo Capodanno. Che voglia, la sorella di moglie ha la mia età, ma il marito di anni ne ha compiuti 74 e non lo ferma nessuno. Ebbene, appena ci siamo seduti a tavola lui ha preso una pastiglia di aspirinetta. Mi dice che lo fa da anni, che gliel’ha prescritta il suo dottore quando ne aveva 50 o pochi di più perché fa bene al cuore e lo protegge dall’infarto... e anche dall’ictus. A giudicare dallo smalto di mio cognato funziona!”

“Ma lei i 50 anni li ha passati già da un bel po’ signor Ricci, non si offenda! A parte la battuta, so che ora dovrò smontare una convinzione che domina da lungo tempo, non solo nella testa dei pazienti, ma anche di noi medici”.
[...]

Scopri come continua la storia...

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione

Titolo: Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione (codice ECM 283864)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning

Tubercolosi: cosa dicono i dati più recenti?

I dati epidemiologici più recenti indicano che l’incidenza della TBC è globalmente in calo, sebbene la diminuzione non sia tale da raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia End TBC dell’OMS volta a eliminare la malattia.

Nel 2017 in Italia sono stati notificati 3.944 casi di TBC, corrispondenti a un’incidenza di 6,5/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni. Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica della TBC è diminuito in media dell’1,8% all’anno.

La tubercolosi continua comunque a rappresentare un fardello notevole sia per numero di casi sia di mortalità.

La trasmissione

La tubercolosi è causata dal Mycobacterium tuberculosis, un bacillo alcol-acido resistente che si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie di un individuo contagioso. Non tutte le persone che vengono a contatto con il patogeno sviluppano la malattia; qualora il sistema immunitario riesca a controllare l’infezione e questa rimanga quiescente, si parla di TBC latente, mentre, in presenza di segni e sintomi, si parla di TBC attiva. E’ una patologia che può coinvolgere vari organi ma l’interessamento tipico è quello polmonare. I segni e i sintomi variano a seconda dell’organo interessato.

Gli individui a rischio

Tra i  soggetti più a rischio di contrarre una malattia tubercolare attiva vi sono:

  • persone HIV positive hanno un rischio 20-30 volte maggiore di ammalarsi di TBC se infettate. Una malattia accelera il decorso dell’altra, la TBC è infatti la principale causa di morte tra le persone affette da HIV
  • persone affette da altre condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio: diabete, malnutrizione)
  • persone che hanno contratto l’infezione di recente (<2 anni)
  • neonati e bambini <5 anni di età
  • persone che fanno uso di tabacco o droghe
  • persone anziane.

I test di screening e diagnostici

A oggi non esiste un test affidabile e semplice per lo screening della tubercolosi. A fianco dei test di screening classici, il test di Mantoux e il test Quantiferon, si stanno affacciando sulla scena nuove modalità di screening, ancora in studio. La diagnosi si avvale invece della radiologia e di numerosi test batteriologici.

Prevenzione, diagnosi precoce e rilevamento dei casi attivi

La prevenzione riveste un ruolo essenziale nel controllo della tubercolosi. Secondo l’OMS, le due componenti principali per prevenire le nuove infezioni sono il trattamento della forma latente e la vaccinazione.

Per limitare la diffusione dell’infezione, le altre strade sono la diagnosi precoce, realizzata grazie all’iniziativa dei pazienti e alle strategie di screening, e il rilevamento dei casi attivi.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sulla tubercolosi, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Qual è la situazione attuale della TBC?
  • Come si trasmette la tubercolosi?
  • Quali sono le manifestazioni cliniche?
  • Quali sono i test di screening e diagnostici?
  • Come gestire la TBC attiva? E quella latente?
  • Sono previsti interventi di sanità pubblica?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



La gestione del primo soccorso aziendale

Titolo: Il d.m. 388/03 e la gestione del primo soccorso aziendale (codice ECM 282184)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (163 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

L'importanza del primo soccorso aziendale

Il primo soccorso è l’insieme di interventi, di manovre e azioni messe in essere da chiunque si trovi a dover affrontare una emergenza sanitaria, in attesa dell’arrivo di personale specializzato.
Gli obiettivi del primo soccorso sono:

  • riconoscere una situazione di emergenza, valutare le condizioni della vittima e attivare la catena dell’emergenza, allertando i soccorsi avanzati se necessario;
  •  prestare i primi soccorsi utilizzando competenze adeguate;
  • evitare l’insorgenza di ulteriori danni causati da un mancato soccorso o da un soccorso condotto in maniera impropria.

La normativa (d.lgs. 81/2008; d.m. salute 388/2003) conferisce al primo soccorso un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti e a organizzare il piano di emergenza.

La figura del datore di lavoro, tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva e sentito il medico competente (ove nominato), deve prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza. Deve inoltre tenere conto anche delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

Dall’organizzazione del sistema di primo soccorso aziendale dipende infatti l’attivazione precoce e tempestiva dei primi tre anelli della catena dell’emergenza, in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. Una corretta gestione delle prime fasi di un’emergenza sanitaria può fare la differenza tra la vita e la morte, tra recupero rapido o prolungato, tra disabilità temporanea o permanente.

Attraverso tre pratica quotidiana, questo corso di medicina del lavoro dedicato a tutti gli operatori sanitari (2 ECM) affronta la gestione del primo soccorso sui luoghi di lavoro.

Qualche lume sulla legge

Il professo Marco Pizzaballa, docente di filosofia, è stato nominato, recentemente, dirigente scolastico del nuovo Istituto Comprensivo di Pian del Lago. Essendo una istituzione scolastica di nuova formazione, l’istituto comprensivo ha necessità di una pianificazione e organizzazione del sistema di sicurezza con la redazione del Documento di valutazione dei rischi, l’identificazione e la nomina degli addetti alle emergenze (Addetti antincendio e primo soccorso), con relativa predisposizione del piano di emergenza.
Essendo alle prime armi il professor Pizzaballa si affida alla consulenza del medico competente, il dottor Camillo Sempione, per formare gli addetti della squadra di Primo soccorso....

[...] Scopri come procede la storia nel corso

E’ ora di formare la squadra di primo soccorso

Il preside, soddisfatto, dice: “Molto bene, dottor Sempione, ora viene la parte interessante: dobbiamo individuare gli addetti per la squadra di primo soccorso! Secondo lei come possiamo procedere?”
“La designazione degli addetti al primo soccorso deve tener conto di alcune variabili” risponde il medico competente, che spiega in dettaglio al preside quali sono i parametri da tenere in considerazione prima di procedere alla formazione della squadra.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Il piano di primo soccorso

“Buono questo caffè” dice il medico al preside.
“Ci siamo presi il lusso, con una colletta tra colleghi, di prenderci una macchinetta con le cialde”.
“Certo che questa cosa del primo soccorso è davvero importante. Avere delle persone formate ci fa stare più tranquilli. Ma quindi i lavoratori formati grazie alla cassetta di pronto soccorso potranno intervenire all’occorrenza per curare e medicare i loro colleghi con eventuali farmaci o medicamenti?”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Le vaccinazioni in gravidanza

Titolo: Le vaccinazioni in gravidanza (codice ECM 282186)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2,6
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Se le vaccinazioni sono uno degli strumenti preventivi più efficaci di Sanità Pubblica, il loro impiego è di particolare importanza per la donna in età fertile, in previsione e durante la gravidanza, per proteggere sia se stessa sia il nascituro da alcune specifiche patologie infettive.

Il corso FAD ECM sul tema delle vaccinazioni in gravidanza è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano e nasce dal documento del Ministero della Salute “Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza” (ultimo aggiornamento novembre 2018).

Il corso, aperto a tutti gli operatori sanitari, risponde a queste e altre domande, attraverso tre casi di pratica quotidiana:

  • Quali sono i rischi di contrarre la rosolia durante la gravidanza?
  • Cosa indicano i dati epidemiologici sulla diffusione in Italia della rosolia congenita e in gravidanza?
  • Quali sono i rischi associati a morbillo, parotite e varicella?
  • I vaccini contro morbillo, rosolia, parotite e varicella sono raccomandati in gravidanza? E il vaccino contro papilloma virus?
  • In gravidanza è possibile sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale?
  • Il vaccino dTpa è sicuro per le donne in gravidanza?

Ecco qualche stralcio delle tre storie:

Ma cosa c’entrano i vaccini?!

Patrizia, ingegnere edile di 39 anni, si sente pronta per iniziare una gravidanza e prende appuntamento con Paola, sua ginecologa e vicina di casa, per togliere la spirale.

“Certo, senza problemi, vieni mercoledì e lo facciamo. Così ti dico anche come bisogna prepararsi a iniziare la gravidanza in salute”. “Prepararsi?” Patrizia sembra spiazzata “Ci sono delle cose da fare per… prepararsi?”
“Amica mia, sei sempre la solita irruenta, ti butti nelle cose con una spensieratezza che invidio! Allora, come prima cosa dovrai cominciare ad assumere l’acido folico e poi dovremo parlare di vaccini… So che non sei proprio una loro sostenitrice… Sappiamo benissimo tutte e due quante volte te li ho consigliati, ma tu hai sempre lasciato cadere l’argomento. E ti avevo parlato anche del rubeo test, per capire se avevi già sviluppato gli anticorpi per la rosolia, ma niente”.
“I vaccini? Che c’entrano adesso i vaccini con il rimanere incinta?”

[...]

Scopri come continua la storia...

Un calcio all’influenza

Silvia, 28 anni, è incinta di sei mesi e si rivolge al dottor Michieli, il suo nuovo medico di famiglia, chiedendogli un parere sulla sicurezza della vaccinazione antinfluenzale in gravidanza.

“Signora sono d’accordo con i colleghi che l’hanno consigliata in favore della vaccinazione antinfluenzale. Purtroppo succede, devo dire raramente, che qualche collega prenda una posizione completamente diversa. Comunque la vaccinazione antinfluenzale è sicura e, dirò di più, consigliata in gravidanza. Insomma una di quelle vaccinazioni che proteggono sia lei sia la bimba”, la rassicura il dottor Michieli.
“Quello che mi sta dicendo mi tranquillizza, sono andata in internet e ho letto cose terribili. Mi perdoni, dottore, vorrei capire di più, come fanno queste mie vaccinazioni a proteggere la bambina?"

[...]

Scopri come continua la storia...

Una brutta sorpresa

Federica pesta inavvertitamente un chiodo arrugginito sulla spiaggia. Accompagnata dal fidanzato Matteo, si reca subito dalla guardia medica che le chiede se avesse fatto il richiamo contro il tetano.

“Richiami? No… direi di no… Ho sempre pensato di essere protetta”.
“Sono in molti a pensarlo, ma per mantenere la protezione bisogna fare il richiamo ogni 10 anni. Comunque nessun problema, lo può fare adesso”.
Federica e Matteo si scambiano uno sguardo preoccupato: “Dottoressa, veramente ci sarebbe una cosa
che non le ho detto… Sono incinta, ho superato il quarto mese”.

[...]

Scopri come continua la storia...

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Intossicazione da farmaco: come gestire il paziente?

Titolo: Intossicazione da farmaci (codice ECM 283212)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD

L’intossicazione da farmaco (accidentale o intenzionale a scopo di suicidio) è un evento non raro che può comportare importanti conseguenze in termini di salute.  Il sovradosaggio (overdose) di un farmaco può derivare da molti fattori, gran parte dei quali sono prevenibili.

Nel corso del 2014 i due centri antiveleni di Bergamo e Milano hanno gestito richieste per 44.789 casi di intossicazione, il 45,5% provenienti da ospedali e i restanti dal territorio. Nel 42% dei casi l’intossicazione era dovuta a farmaci.

La gestione del paziente con intossicazione da farmaco

La raccolta delle informazioni sul farmaco ingerito deve essere approfondita per valutare il rischio reale e mettere in atto il trattamento più adeguato.

La valutazione iniziale deve consentire in tempi rapidi di distinguere tra i casi da inviare in terapia intensiva, quelli gestibili in ricovero ordinario e quelli gestibili in Pronto soccorso senza necessità di ricovero. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le informazioni raccolte dal solo paziente, se cosciente, non sono adeguate per stabilire la gravità dell’intossicazione.

Sono state individuate otto fasi nella gestione del paziente con una intossicazione da farmaco:

  1. Il trattamento d’emergenza
  2. La valutazione clinica
  3. La decontaminazione del paziente
  4. Gli antidoti
  5. Aumentare l’eliminazione della sostanza tossica assorbita
  6. La terapia di supporto
  7. L’osservazione
  8. La fase successiva al trattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'intossicazione da farmaco, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Dati epidemiologici i e farmaci più frequenti soggetti a casi di sovradosaggio e intossicazione
  • La gestione del paziente con intossicazione da farmaco
  • La valutazione clinica e gli esami da richiedere
  • I centri antiveleni
  • I trattamenti da porre in atto: decontaminazione, antidoti, aumento dell’eliminazione della sostanza tossica, osservazione, la fase successiva al trattamento

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o



Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

farmaci in gravidanza

Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: FaViFAD

La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

Effetti dei farmaci sul feto

La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
  • ritardo di crescita
  • morte fetale o natimortalità

Farmaci in gravidanza: una classificazione

La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

Le risposte per la pratica quotidiana

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

Lasciaci la tua mail e resta aggiornata/o