I vaccini anti COVID-19: dalla ricerca alla pratica

Titolo: I vaccini anti COVID-19: dalla ricerca alla pratica (ID ECM 314292)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 26-01-2022
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (166 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Lo sviluppo dei vaccini anti-COVID-19 in tempo di pandemia

L'11 dicembre 2020 l'AIFA e l'EMA hanno approvato il primo vaccino anti COVID-19. Sperare di realizzare un vaccino contro SARS-CoV-2 entro l'estate 2021 sembrava un obiettivo molto ottimistico, in quanto il tempo medio per lo sviluppo di un vaccino è sempre stato di 10-15 anni.

Come abbiamo fatto a raggiungere un tale risultato? I motivi di questo successo sono molteplici, in sintesi si può dire che tale risultato dipende innanzitutto dai progressi della tecnologia e dall’enorme interesse concentratosi sul virus fin da parte dei ricercatori di tutto il mondo. Ma non va trascurato anche il ruolo delle conoscenze pregresse su virus correlati a SARS-CoV-2, dallo sviluppo di nuove piattaforme vaccinali, dai grandi investimenti finanziari e dal costante lavoro delle agenzie regolatorie.

Inoltre occorre segnalare che per lo sviluppo sono state messe in atto, oltre alle tecnologie “tradizionali” anche tecnologie innovative.

Caratteristiche dei vaccini tradizionali

Scopo dei vaccini è prevenire o mitigare le malattie infettive attraverso la stimolazione del sistema immunitario e la conseguente acquisizione della cosiddetta “immunità attiva".

I vaccini tradizionali utilizzano una forma attenuata o inattivata dell’agente patogeno in modo da indurre una risposta protettiva, senza causare la malattia.

Esistono due tipi di vaccini tradizionali:

  • vivi attenuati che utilizzano una forma indebolita del virus, in grado di crescere e replicarsi, ma non di far ammalare;
  • inattivati che contengono il virus il cui materiale genetico è stato distrutto ( per esempio da calore, sostanze chimiche o radiazioni) e quindi incapace di infettare e di replicarsi, ma in grado comunque di innescare una risposta protettiva.

Queste strategie, sperimentate contro COVID-19, sono collaudate e costituiscono la base di molti vaccini esistenti, compresi quelli per la febbre gialla e il morbillo o l’influenza stagionale e l’epatite A.

Nuove strategie

Il principio su cui si basano le nuove tecnologie è quello di far produrre direttamente dalle cellule del soggetto vaccinato il materiale biologico contro il quale si vuole ottenere la risposta immunitaria. Sono attualmente due le tecnologie utilizzate a questo fine:

  • basata su acidi nucleici (DNA o RNA);
  • a vettore virale.

Con la tecnologia a RNA viene fatto penetrare nelle cellule dell’ospite umano il materiale genetico codificante per la proteina spike di SARS-CoV-2. In tal modo le cellule del soggetto producono la proteina verso la quale deve essere attivata la risposta immunitaria.

Quelli a vettore virale invece utilizzano un virus reso innocuo per l’uomo, spesso modificato in modo da non essere in grado di replicarsi, al cui interno è stato inserito il codice genetico della proteina del virus.

Il vantaggio principale di questi nuovi vaccini è che possono essere sviluppati solo sulla base della sequenza genetica del virus.

Le varianti

L’emergere di nuove varianti di SARS-CoV-2 è un fenomeno previsto, perché comune in natura. I virus infatti cambiano continuamente e SARS-CoV-2 non fa eccezione. A livello globale è stata osservata una diversificazione di SARS-CoV-2 dovuta all’evoluzione del virus e a processi di adattamento.

Sebbene la maggior parte delle mutazioni emergenti non abbia un impatto significativo sulla diffusione del virus, alcune mutazioni o combinazioni di mutazioni possono però fornire al virus un vantaggio selettivo, conferendogli una maggiore trasmissibilità o la capacità di eludere la risposta immunitaria dell’ospite.

Assume quindi un ruolo fondamentale il sequenziamento genomico continuo di SARS-CoV-2, necessario per il monitoraggio della diffusione della malattia e dell’evoluzione del virus e per il miglioramento degli interventi diagnostici e terapeutici.

I rischi

Tra la fine del 2020 e le prime settimane del 2021 sono emerse in particolare tre varianti importanti.

  • Il 14 dicembre 2020, in Inghilterra è stata identificata una variante caratterizzata da una modifica nella proteina spike che il virus utilizza per legarsi al recettore ACE2 umano. Sembra che tale variazione abbia aumentato la trasmissibilità, tuttavia non vi è alcun cambiamento nella gravità della malattia (misurata in termini di durata del ricovero e di mortalità a 28 giorni), o nell’occorrenza di reinfezione rispetto ad altri virus SARS-CoV-2 circolanti nel Regno Unito.
  • In Sud Africa è emersa un’altra variante di SARS-CoV-2 (501Y.V2). Anche in questo caso sembra favorita una maggiore trasmissibilità, ma non una maggiore gravità.
  • Una terza variante è stata recentemente individuata in Brasile e in Giappone. Questa terza variante, individuata con la sigla B.1.1.28.1 o più semplicemente P.1, condivide alcune mutazioni della proteina spike sia con la variante sudafricana sia con quella inglese, e si ritiene possa essere caratterizzata anch’essa da una maggiore contagiosità.

L’emergere della variante inglese ha generato preoccupazioni circa l’efficacia dei vaccini. Tuttavia, al momento, non vi è alcuna prova che la mutazione del virus rilevata nel Regno Unito possa avere effetti sull’efficacia della vaccinazione: un primo studio preliminare effettuato sul vaccino Pfizer/BioNTech sembra confermare la sua efficacia anche sulla variante inglese.

I vaccini, infatti, determinano la formazione di una risposta immunitaria contro molti frammenti della proteina spike, quindi è improbabile che un singolo cambiamento renda il vaccino meno efficace. Non ci sono quindi al momento prove che dimostrino che la nuova variante eluderà la vaccinazione.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente, vuole fare chiarezza sui principali vaccini anti COVID-19 disponibili  e in fase di studio mostrando le caratteristiche e i dati disponibili. In particolare il corso prende in esame :

  • I vaccini a virus intero, basati su proteine, basati sugli acidi nucleici, a vettore virale
  • Il Piano strategico nazionale
  • Programma OMS e collaborazione internazionale
  • Disponibilità dei vaccini in Italia
  • Vaccini BNT162b2 di Pfizer/BioNTech, mRNA-1273 di Moderna, ChAdOx1 nCoV-19 di AstraZeneca/Università di Oxford
  • L’importanza di una corretta comunicazione

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    Piante medicinali: quali rischi

    Titolo: Piante medicinali: quali rischi (codice ECM 311230)
    Destinatari:
    tutti gli operatori sanitari
    Scadenza:
     31-12-2021
    Crediti:
    5
    Costo:
    30 €
    Programma:
    Favifad
    Valutazione dei partecipanti (250 valutazioni):
    8/10 rilevanza
    9/10 qualità
    8/10 efficacia

    L'uso delle piante medicinali

    Fin dall’antichità l’uomo ha cercato nella natura e in particolare nelle piante medicinali, i rimedi che lo potessero aiutare a prevenire e curare diverse malattie.

    Le fonti storiche dimostrano che per secoli le piante hanno costituito la principale fonte di medicamenti. Con il progredire delle conoscenze sulle tecniche di isolamento e sintesi chimica dei principi attivi, il mondo scientifico ha progressivamente indirizzato la propria attenzione verso i prodotti derivanti da questi processi. Tuttavia, negli ultimi decenni del XX secolo l’interesse per le piante è tornato a crescere.

    La crescente attenzione nei confronti dei prodotti a base di piante medicinali è da attribuire a diversi fattori.
    Da un lato una maggiore attenzione da parte del pubblico al benessere e alla salute. Dall’altro l’aumentata disponibilità di rimedi naturali reperibili in farmacie, erboristerie e nella grande distribuzione organizzata.

    Inoltre, le strategie di marketing e i messaggi pubblicitari provenienti dai mass media attribuiscono a questi prodotti numerose proprietà benefiche per la salute, sia fisica sia mentale, rendendoli attraenti per il pubblico. Secondo quanto emerge da indagini e sondaggi le persone tendono sempre di più a non rivolgersi al medico ma a procedere con l’automedicazione. In particolare la propensione è verso l’utilizzo di rimedi provenienti dal mondo vegetale. Si ha infatti spesso l'errata convinzione che l’origine naturale sia garanzia di sicurezza.

    Nella realtà non è così e sono molte le reazioni avverse che si verificano, per far fronte a questo problema è stato istituito un vero e proprio sistema di sorveglianza.

    La sorveglianza delle reazioni avverse

    La farmacovigilanza è l’insieme delle attività finalizzate all’identificazione, valutazione, comprensione e prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato all’uso dei medicinali. Lo scopo è quello di assicurare un rapporto beneficio/rischio favorevole per la popolazione. Anche i prodotti di origine vegetale sono sottoposti a controllo, in quanto occorre tenere ben presente che naturale non è sinonimo di sicuro.

    Le pubblicazioni in letteratura infatti mostrano che anche le erbe officinali più utilizzate sono responsabili di reazioni avverse. Queste possono essere sia il risultato dell’azione esercitata dalla pianta sull’organismo sia la conseguenza di interazioni farmacologiche con medicinali assunti simultaneamente.
    La segnalazione delle reazioni avverse ai rimedi di origine vegetale segue due percorsi differenti a seconda del prodotto coinvolto.
    Nel caso dei medicinali vegetali autorizzati la segnalazione viene trasmessa all’Agenzia Italiana del Farmaco. Invece le segnalazioni per tutti gli altri prodotti “naturali” sono inviate all’Istituto Superiore di Sanità.
    In Italia questo sistema di controllo (fitosorveglianza) ha raccolto in questi anni oltre 2.000 segnalazioni. Va sottolineata l’importanza di mantenere un adeguato livello d’attenzione sull’argomento. Bisogna considerare che anche quando i prodotti a base di piante vengono utilizzati correttamente possono verificarsi reazioni indesiderate, in relazione alla qualità del prodotto utilizzato.
    Inoltre, le informazioni sulla sicurezza di questi prodotti sono particolarmente importanti in alcune popolazioni quali donne in gravidanza, bambini, pazienti anziani e nelle persone che stanno assumendo farmaci a uso cronico con il rischio quindi di interazioni.

    Il corso in breve

    Il corso dopo una parte introduttiva generale si concentra sulle principali piante medicinali di uso comune illustrandone i rischi in gravidanza, in allattamento e il rischio di interazione con altri farmaci.

    Si riportano di seguito i punti presi in esame dal corso in oggetto:

    • Epidemiologia: l’uso delle erbe officinali
    • Aspetti legislativi di base
    • Il sistema di fitosorveglianza in Italia
    • Le piante medicinali di comune impiego
    • Cannabis sativa
    • Consigli pratici.

     

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      COVID-19: la sicurezza dei lavoratori

      Titolo: COVID-19: la sicurezza dei lavoratori (codice ECM 310061)
      Destinatari:
      tutti gli operatori sanitari
      Scadenza:
       31-12-2020
      Crediti:
      2,6
      Costo:
      20 €
      Programma:
      MeLa Flash
      Valutazione dei partecipanti (90 valutazioni):
      8/10 rilevanza
      9/10 qualità
      8/10 efficacia

      Lavorare in sicurezza

      La sicurezza in tempo di pandemia passa attraverso il rispetto delle regole definite nelle circolari emanate dal Ministero della Salute.

      La conoscenza di questi documenti è fondamentale perché il medico competente possa consigliare adeguatamente i titolari di azienda e per ridurre al minimo il contagio sul luogo di lavoro.

      Considerato che compatibilmente con l'andamento dell'infezione si sta cercato di preservare gran parte delle attività lavorative, diventa importante la formazione sulla consapevolezza del rischio e dell'importanza delle misure preventive.

      La sorveglianza sanitaria al tempo di COVID-19

      A causa della pandemia in atto vi sono nuove misure di sorveglianza sanitaria. Tra le attività ricomprese nella sorveglianza sanitaria dovranno essere privilegiate le visite che possano rivestire carattere di urgenza e di indifferibilità. In particolare deve essere privilegiata la visita medica:

      • preventiva, anche in fase pre assuntiva;
      • su richiesta del lavoratore;
      • in occasione del cambio di mansione;
      • precedente alla ripresa del lavoro dopo assenza per malattia superiore a 60 giorni continuativi.

      Per quanto concerne il cambio della mansione (art. 41, c.1 lett. d) il medico competente valuterà l’eventuale urgenza e indifferibilità tenendo conto sia dello stato di salute del lavoratore all’epoca dell’ultima visita effettuata, sia – sulla base della valutazione dei rischi - dell’entità e tipologia dei rischi presenti nella futura mansione. In linea generale, possono essere differibili, previa valutazione del medico stesso, in epoca successiva al 31 luglio 2020:

      • la visita medica periodica (art. 41, c. lett. b)
      • la visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro, nei casi previsti dalla normativa vigente (art.41, c. 1 lett. e)Andrebbe altresì sospesa l’esecuzione di esami strumentali che possano esporre a contagio da SARS-CoV-2, quali, per esempio, le spirometrie, gli accertamenti ex art 41 comma 4, i controlli ex art 15 leg-ge 125/2001 qualora non possano essere effettuati in idonei ambienti e con idonei dispositivi di protezione

      Un corso FAD dedicato

      Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2,6 ECM) di medicina del lavoro tratta la sicurezza dei lavoratori al tempo di COVID-19.

      Ecco l'anteprima di uno dei casi.

      Si ricomincia

      “Finalmente riapriamo!” esclama spalancando il portone di ingresso della sua azienda in Brianza l’ingegner Binetti una mattina di settembre, visibilmente commosso “non ci speravo più”.

      L’attività è rimasta ferma a lungo dopo la fine del lockdown, Binetti era stato malato e non aveva più forze né energie psicologiche perriaprire, soprattutto ha dovuto faticare per ottenere i finanziamenti che gli consentissero di riavviare l’azienda. L’ingegnere ha convocato per quella stessa mattina il medico competente, il dottor Zucchi, per sentire da lui tutte le indicazioni e le nuove norme previste per lavorare in sicurezza nei confronti del SARS-CoV-2. All’incontro partecipa anche il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), il signor Bertocchi, in Azienda da oltre un decennio.

      Zucchi e Bertocchi arrivano dopo pochi minuti: “Che piacere vedervi!” esclama raggiante Binetti dirigendosi verso i due. Viene però subito bloccato affettuosamente con un cenno dal medico competente: “Attenzione ingegnere, lo so che è strafelice di vederci, e lo sono anche io, ma freniamo l’entusiasmo e ricordiamoci di mantenere la distanza di sicurezza, lo sa che è fondamentale! Adesso poi, sembra proprio che dovremo stare ancora più attenti, purtroppo...”. “Ma certo dottore, non si preoccupi, vede, anch’io indosso la mascherina! Venite, sediamoci qui nel giardino, oggi è una bellissima giornata di sole e ho pensato di rimanere all’aperto per essere più tranquilli riguardo agli eventuali rischi di contagio, poi analizzeremo insieme tutte le nuove norme per la riapertura dell’azienda,sanificazione, e quant’altro. Intanto però iniziamo col prenderci un bel caffé: che ne dite? Ho chiamato il bar vicino per ordinarlo e farcelo portare”. “Ottima idea!” commentano i due. “Bene” riprende Binetti. “Allora, dottor Zucchi, da dove cominciamo?”. “Beh, visto che abbiamo qui con noi il signor Bertocchi, inizierei subito dalle nuove indicazioni per le misure di sorveglianza sanitaria” risponde il medico competente.

       

      [...] Scopri come procede la storia nel corso

      Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

      Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

      corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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        La gestione sul territorio del paziente con COVID-19

        Titolo:  La gestione sul territorio del paziente con COVID-19 (ID ECM 312878)
        Destinatari: tutti gli operatori sanitari
        Scadenza:31-12-2021
        Crediti: 9,1
        Costo: 44,99 euro
        Programma: Instant Learning
        Valutazione dei partecipanti (168 valutazioni):
        9/10 rilevanza
        9/10 qualità
        9/10 efficacia

        Inquadramento clinico

        Soprattutto nella fase iniziale della pandemia mancavano indicazioni per la corretta gestione sul territorio del paziente COVID-19 (Coronavirus Disease 2019). In questi mesi di pandemia abbiamo studiato il virus e abbiamo compreso molto del suo comportamento. Innanzitutto si è visto che la presentazione clinica di COVID-19 varia fortemente in rapporto all’età e allo stato di immunocompetenza. Si può passare da una malattia inapparente a malattia con sintomatologia simile a quella di un raffreddore comune, a una polmonite bilaterale con grave difficoltà respiratoria, potenzialmente fatale.
        In quasi tutti i casi tuttavia il quadro iniziale comprende febbre con andamento continuo o intermittente, tosse, più frequentemente secca, astenia, mialgie e artralgie e disturbi gastrointestinali. Inoltre si è visto che sono sintomi distintivi i disturbi del gusto e dell’olfatto.

        Inoltre possono comparire all’esordio di COVID-19 o, più frequentemente, nelle fasi tardive altre espressioni di compromissione neurologica, come: agitazione, confusione, ictus, encefalopatia, disturbi piramidali, .

        Prognosi

        In una proporzione che va dal 15 al 30% dei malati COVID-19, dopo una decina di giorni si manifesta una sindrome da distress respiratorio acuto per la combinazione di danno alveolare e microtromboembolismo.

        Un’evoluzione sfavorevole della malattia è segnalata da un’alta carica virale, febbre persistente, iperferritinemia, alterato rapporto neutrofili/linfociti, aumento di LDH e AST, elevazione del D-dimero e di alcune proteine infiammatorie. I pazienti più a rischio sono gli anziani, maschi, obesi e con altre patologie. In particolare: ipertensione, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, diabete mellito, insufficienza renale e malattia coronarica.

        L'assistenza al paziente COVID-19 sul territorio

        L’intervento dei medici delle cure primarie (MMG, PLS, CA) si realizza, soprattutto, da remoto, avvalendosi dei mezzi telematici o telefonici a disposizione del paziente e pianificati e registrati su piattaforme concordate con le ATS. Le visite ambulatoriali o domiciliari “in presenza” ritenute indispensabili possono essere effettuate se il sanitario ha in dotazione e indossa gli adeguati DPI (dispositivi di protezione individuale).

        Nella prima fase della pandemia non era chiaro quale fosse il momento più opportuno per il ricovero in ospedale. Solo successivamente grazie all'analisi dei dati provenienti da 1.205 ambulatori di medicina generale britannici, dalla sorveglianza epidemiologica, dai registri ospedalieri e di mortalità di oltre 6 milioni di pazienti adulti è stato messo a punto l’algoritmo QCOVID che predice il rischio di ricovero ospedaliero e di morte. I pazienti con malattia definibile lieve possono restare al proprio domicilio, in isolamento per almeno 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi, purché assistiti da qualcuno in grado badare alla loro alimentazione e alla sorveglianza di un eventuale peggioramento. Le persone anziane e quelle immunodepresse possono presentare sintomi atipici e quindi vanno valutati con particolare attenzione.

        Secondo la SIMG (Società Italiana Medici di Medicina Generale) i criteri per stabilire che un paziente COVID-19 può rimanere al proprio domicilio sono i seguenti:

        • forma clinica con febbre non elevata, tosse, vago malessere generale, rinorrea, mal di gola, assenza distato confusionale o letargia, di ipotensione arteriosa, di vomito o diarrea incoercibili;
        • assenza di dispnea: è importante il monitoraggio della saturazione periferica di ossigeno di base,accettabile fino al 95% e di quella dopo sforzo (test del cammino per 6 minuti), accettabile fino al 93%.
        • vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica possibilmente eseguite;
        • età <80 anni, sopra tale età, il ricovero è fortemente raccomandato; per le età inferiori il giudizio, più che anagrafico, deve essere clinico;
        • garanzia di una linea di comunicazione diretta con il medico o con un operatore sanitario (infermiere di studio) fino a completa risoluzione del quadro clinico

        Il corso in breve

        La gestione del paziente con COVID-19 a domicilio è fondamentale non solo per il singolo malato ma anche per evitare che gli ospedali, specie in fase di ondata epidemica, abbiano troppi accessi inappropriati. Il corso fornisce le indicazioni per una corretta valutazione della gravità del paziente COVID-19 e per una adeguata gestione sul territorio. In sintesi i punti presi in esame dal corso sono:

        • Sintomatologia
        • Classificazione della gravità della malattia
        • Prognosi
        • Triage
        • Criteri per la decisione tra cure a casa o ricovero in ospedale
        • Diagnosi differenziale
        • L’assistenza al paziente domiciliare
        • I compiti del medico (MMG e PLS)
        • La telemedicina
        • La consulenza telefonica
        • L’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
        • Conferma diagnostica
        • Definizione di caso
        • Definizione di contatto stretto
        • I vari tipi di test
        • Quali test utilizzare
        • Test rapidi nell’ambulatorio del MMG o PLS21
        • Gestione domiciliare
        • Terapie a domicilio
        • Mantenimento delle terapie croniche in corso
        • Vaccinazioni
        • Gestione dei pazienti con comorbilità
        • Un decorso prolungato
        • Persistenza virale
        • Long COVID

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          Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

          Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
          Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
          Scadenza: 31-12-2020
          Crediti: 3,90
          Costo: 20 €
          Programma: Instant Learning
          Valutazione dei partecipanti (199 valutazioni):
          9/10 rilevanza
          9/10 qualità
          9/10 efficacia

          Premesse

          Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

          Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

          Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

          Farmaci e COVID-19: il corso in breve

          Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

          In particolare si prendono in esame i farmaci:

          • Antimalarici
          • Antivirali
          • Monoclonali
          • Plasma
          • Antibiotici di supporto
          • Eparine a basso peso molecolare
          • Altri farmaci

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            Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

            emergenza covid-19 misure di protezione

            Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
            Destinatari: tutti gli operatori sanitari
            Scadenza: 31-12-2020
            Crediti: 3,9
            Costo: 10 €
            Programma: Instant Learning
            Valutazione dei partecipanti (682 valutazioni):
            9/10 rilevanza
            9/10 qualità
            9/10 efficacia

            Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

            Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

            Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

            •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
              sapone in caso di mani visibilmente sporche;
            • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
            • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
              immediatamente;
            • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
            •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

            L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

            Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

            Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

            Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

            Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

            • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
              o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
            • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
            • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
            • protezione delle mani: guanti.

            Le risposte per la pratica quotidiana

            Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

            • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
            • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
            • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
            • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

             

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              Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

              farmaci in gravidanza

              Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
              Destinatari: tutti gli operatori sanitari
              Scadenza: 31-12-2020
              Crediti: 5
              Costo: 30 €
              Programma: FaViFAD

              La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

              Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

              Effetti dei farmaci sul feto

              La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

              Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

              • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
              • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
              • ritardo di crescita
              • morte fetale o natimortalità

              Farmaci in gravidanza: una classificazione

              La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

              • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

              • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

              • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

              • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

              Le risposte per la pratica quotidiana

              Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

              • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
              • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
              • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
              • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
              • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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                farmaci in allattamento

                Farmaci in allattamento, quali raccomandazioni

                allattamento farmaci

                Titolo: Farmaci e allattamento (codice ECM 283118)
                Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                Scadenza: 31-12-2020
                Crediti: 5
                Costo: 30 €
                Offerte: -
                Programma: FaviFAD

                L’allattamento e la somministrazione dei farmaci

                L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.

                Nella maggior parte dei casi tale raccomandazione rimane valida anche quando la mamma deve assumere una terapia, sono pochi infatti i farmaci controindicati in modo assoluto durante l'allattamento.

                Il ruolo dell'operatore sanitario

                L' operatore sanitario ha un ruolo chiave nella gestione di terapie acute o croniche durante l'allattamento, in quanto deve valutare il rapporto rischio e beneficio della terapia in allattamento.

                A tal fine occorre valutare le caratteristiche proprie del principio attivo e alcuni fattori specifici come:

                • l’utilità del farmaco per la mamma;
                • gli effetti potenziali del farmaco sulla produzione di latte;
                • la quantità di farmaco escreta nel latte materno;
                • l’assorbimento per via orale da parte del neonato;
                • il rischio potenziale di eventi negativi per il neonato;
                • l’età del bambino.

                Farmaci compatibili e incompatibili con l'allattamento

                In funzione del rischio di effetti negativi un farmaco può essere considerato:

                • compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti negativi per il neonato sono poco probabili; occorre tuttavia chiedere alla mamma di tenere sotto controllo il neonato e di segnalare se si verificano effetti negativi;
                • da evitare se possibile, in quanto può ridurre la produzione di latte o perché può causare effetti negativi nel bambino. Se questi farmaci vengono somministrati occorre tenere sotto controllo il neonato e valutare la comparsa di effetti negativi;
                • non compatibile con l’allattamento, in quanto ha un alto rischio di effetti negativi per il bambino. Bisogna evitare la somministrazione di questi farmaci alle donne che allattano e qualora siano necessari per la salute materna occorre raccomandare di interrompere l’allattamento

                Le risposte per la pratica quotidiana

                Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

                • le indicazioni generali riguardo alla somministrazione dei farmaci nell'allattamento
                • le caratteristiche del farmaco che ne determinano il passaggio nel latte materno
                • il momento opportuno per somministrare i farmaci galattogoghi
                • i farmaci che si possono usare nei principali disturbi mammari legati all'allattamento
                • le situazioni più comuni di trattamento farmacologico durante l’allattamento
                • i metodi contraccettivi raccomandati in allattamento
                • le indicazioni riguardo alle sostanze da abuso nell'allattamento
                • le principali fonti di informazione per gli operatori sanitari

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                  Farmaci e bambini

                  Come usare i farmaci nel bambino: una guida per una terapia sicura

                  Farmaci e bambini

                  Titolo: Farmaci e bambini (codice ECM )
                  Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                  Scadenza: 31-12-2020
                  Crediti: 5
                  Costo: 30 €
                  Offerte: -
                  Programma: FaviFAD
                  Valutazione dei partecipanti (5.583 valutazioni):
                  8/10 rilevanza
                  8/10 qualità
                  8/10 efficacia

                  I rischi legati all'uso dei farmaci nei bambini

                  Un bambino su due riceve un farmaco nell'arco di un anno, per lo più si tratta di medicine per l’apparato respiratorio o antibiotici. Spesso però queste terapie si accompagnano a reazioni avverse, che devono essere riconosciute per tempo e segnalate alla Rete nazionale di farmacovigilanza.

                  I bambini non sono adulti in miniatura

                  I bambini vengono erroneamente considerati “adulti in miniatura”, senza tenere conto delle caratteristiche, sia fisiologiche sia psicologiche, che contraddistinguono le diverse fasce d’età. Senza adeguate informazioni circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica, si possono commettere errori di prescrizione e somministrazione con gravi conseguenze per il piccolo paziente.

                  I motivi delle reazioni avverse

                  Molte delle reazioni avverse sono legate al meccanismo dei farmaci e sono largamente prevedibili adottando opportune precauzioni. L’allergia ai farmaci è un rischio reale, ma spesso sovrastimato a causa della notevole sensibilità della cute nel bambino. Particolare attenzione bisogna porre anche agli eccipienti inseriti nelle formulazioni.

                  Le risposte per una buona pratica clinica

                  Questo corso FAD ECM fornisce risposte alle seguenti domande:

                  • Quanto sono frequenti le reazioni avverse da farmaco nel bambino?
                  • Quali sono le differenze tra bambino e adulto in termini di farmacocinetica e farmacodinamica?
                  • Quali sono le reazioni avverse più frequenti e rilevanti  in età pediatrica?
                  • Quali farmaci danno più spesso reazioni avverse nel bambino?
                  • Come prevenire le reazioni avverse da farmaco o vaccino?
                  • Come gestire una reazione avversa da farmaco o vaccino, specie se grave?
                  • Come segnalare la reazione avversa osservata?

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                    Farmaci anziano

                    Consigli per la buona gestione dei farmaci nell’anziano

                    Farmaci anziano

                    Titolo: Farmaci e anziano: un equilibrio difficile (codice ECM 283845)
                    Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                    Scadenza: 31-12-2020
                    Crediti: 5
                    Costo: 36,60 €
                    Offerte: -
                    Programma: FaviFAD
                    Valutazione dei partecipanti (6.254 valutazioni):
                    8/10 rilevanza
                    8/10 qualità
                    8/10 efficacia

                    Troppi farmaci, tutti insieme

                    Si è oggi di fronte a una vera e propria epidemia di uso di farmaci nell'anziano. Dati italiani (AIFA) indicano che la prevalenza d'uso dei farmaci passa dal 45% negli adulti a oltre il 90% nelle persone sopra i 74 anni d'età, ovvero quasi tutti gli anziani prendono quotidanamente farmaci. I consumi dicono che in media ogni anziano prende più di tre farmaci al giorno.

                    Gli eventi avversi si possono prevenire

                    I problemi legati all’uso dei farmaci nell’anziano sono comuni, costosi e spesso prevenibili, oltre a essere accompagnati a volte a esiti infausti. Si stima che il 27% degli eventi avversi da farmaco nelle cure primarie e il 42% di quelli legati alle cure a lungo termine siano prevenibili.  Evitare l’uso di farmaci inappropriati e dei farmaci ad alto rischio è un modo semplice ed efficace per ridurre i problemi legati ai farmaci e gli eventi avversi nell’anziano.

                    I motivi che portano all'iperprescrizione nell'anziano

                    La conoscenza dei motivi che conducono a prescrivere troppi farmaci nell'anziano è il primo passo per rivedere la terapia in corso e ridurre al minimo il numero dei farmaci, tenendo presenti le patologie concomitanti, le possibili interazioni tra farmaci e il profilo di sicurezza caratteristico in questa fascia d'età che deve essere considerata debole.

                    Le risposte per la pratica quotidiana

                    Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica:

                    • Quali sono i farmaci più usati nell'anziano?
                    • Come facilitare l'aderenza al trattamento?
                    • Come va gestita una politerapia?
                    • Si può evitare la cascata prescrittiva?
                    • Quali sono i rischi di un sovra o sottotrattamento?
                    • Quali sono i farmaci da evitare nell'anziano?
                    • Quali sono i farmaci che possono essere somministrati con tranquillità nell'anziano?

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