La violenza sul luogo di lavoro

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Titolo: La violenza sul luogo di lavoro (codice ECM 282053)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (2 valutazioni):
7/10 rilevanza
8/10 qualità
7/10 efficacia

 Violenza sul luogo di lavoro: dati europei

La violenza sul luogo di lavoro rappresenta una criticità con un impatto notevole in vari comparti, in quanto è in grado di compromettere la salute (fisica e psicologica), la sicurezza o il benessere di un individuo.

Secondo l'European Working Conditions Survey, il 6% dei lavoratori europei afferma di essere stato vittima di violenza da parte di colleghi (4%) o di terzi (2%) sul posto di lavoro. Per quanto riguarda il settore lavorativo, il rischio di subire minacce o violenza è massimo (12-14%) per i lavoratori della sanità e dell’istruzione, seguiti da quelli della pubblica amministrazione e della difesa, da quelli dei trasporti e delle comunicazioni e ancora dai lavoratori delle settore alberghiero e della ristorazione.

Aperto a tutti gli operatori sanitari, il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta il tema della violenza sul luogo di lavoro in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima dei tre casi.

La mamma aggressiva

Francesco Muttari, insegnante trentacinquenne di una scuola media, discute con il medico competente della scuola dell'attacco di ansia che l'ha portato ad essere ricoverato due mesi prima.

“Vede, una decina di giorni prima di finire al Pronto soccorso avevo sgridato Nicola, uno degli alunni, mettendogli una nota e chiedendo un incontro coi genitori. Il giorno del colloquio si è presentata solo la madre ed... è stato terribile”.
“Cosa è successo?”
“All’inizio sembrava tranquilla, abbiamo parlato dei risultati scolastici del figlio e del suo comportamento in generale. Ma poi... poi siamo arrivati a ciò che era successo: il figlio si era adirato per un voto basso, tra l’altro il primo dall’inizio dell’anno, e mi ha urlato contro, minacciandomi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita notturna

“Ha fatto in fretta a venire qui” dice Federica, medico di continuità assistenziale, al paziente, un signore anziano, distinto, con una camicia ben stirata e l’aspetto curato.
“Eh, sì. Abito vicino”.
Il medico raccoglie rapidamente l’anamnesi e nota che l’uomo diventa sempre più agitato e inizia a sudare.
“Non si preoccupi, da quello che mi dice mi sembra che lei stia tutto sommato bene”.
“Sì, non posso lamentarmi, a parte gli acciacchi dell’età, ma questo dell’ernia è davvero un grosso problema, non vorrei finire sotto i ferri del chirurgo quando le cose sono andate troppo avanti”.
“Si sdrai sul lettino che la visito”.
L’uomo obbedisce. Federica inizia l’esame obiettivo: cuore, polmoni, fegato tutto a posto. Poi incomincia la palpazione addominale.
“Dottoressa, il dolore è più in basso” dice il paziente afferrando la mano della dottoressa, con una forza inattesa per l’età e la dimostrata sofferenza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Silvia cambia lavoro

“Ciao Silvia, come stai?” chiede Alberto, giovane medico generalista, all’amica d’infanzia social media manager.
“Abbastanza bene, a parte il mal di testa perenne...”
“Sabato verrai alla festa di Federico, vero?”
“Non credo di farcela, il capo mi ha chiesto di seguire un altro evento dedicato alla moda, in quanto donna. Ma non pensare che l’abbia fatto per soddisfare un mio interesse personale o professionale. Avessi visto con che sorrisino mi ha di nuovo negato il mio tempo libero...”.
“E io che speravo di vederti di più e non in questa ora ritagliata alle nostre pause! Ma non è discriminatoria questa situazione? Come stai, ricordo che mi parlavi di alcuni problemi sul lavoro”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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La prevenzione cardiovascolare primaria

Titolo: La prevenzione cardiovascolare primaria (codice ECM 282187)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Da almeno 15 anni, le malattie cardio e cerebrovascolari sono la prima causa di morte nel mondo.

La prevenzione cardiovascolare è diventata quindi una priorità per la salute individuale e per la sanità pubblica.

Le linee guida sull'argomento propongono diversi criteri (non sempre concordanti) che possono mettere in difficoltà il medico, soprattutto nei soggetti a rischio basso o moderato.

Per chiarire tutti i dubbi a riguardo, è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano il corso FAD ECM "Prevenzione cardiovascolare primaria", aperto a tutti gli operatori sanitari, che risponde a queste e altre domande con tre casi di pratica quotidiana:

  • Come calcolare il rischio cardiovascolare di un soggetto apparentemente sano?
  • Quali soglie adottare per i parametri clinici indicatori del rischio?
  • Cosa consigliare al paziente?
  • Quando iniziare una terapia farmacologica?
  • L'acido acetilsalicilico può essere raccomandato nell'ottica della prevenzione?

Ecco alcuni stralci in anteprima delle tre storie:

Sotto pressione

“Ecco, dottore, per tutto questo mese, giù al Cairo c’è stata una grande manifestazione del Ministero della Salute – tira intanto fuori dalla borsa un foglietto di carta tutto piegato – c’erano diversi medici che visitavano e pesavano le persone, ci sono andata con mia sorella che non si faceva vedere da un po’. Ci hanno misurato la pressione e ci hanno detto che era alta, e che dovevamo prendere una pastiglia tutte le mattine”.
“Ma lei… Quanto alta?”
150/85” risponde la donna.
“Signora, adesso la riproviamo e vediamo come va prima di decidere il da farsi”

[...]

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Un asterisco di troppo

Un uomo sulla cinquantina è fermo alla porta dell’ambulatorio del proprio medico, stringe la maniglia con entrambe le mani: apre, chiude, apre, chiude... “Buongiorno, signor Vallerini!”
“Accidenti! Ora devo ricominciare”, apre, chiude, apre, chiude. Il medico nota con apprensione che il disturbo ossessivo-compulsivo del signor Vallerini è peggiorato in maniera considerevole.
“Signor Vallerini, c’è qualcosa che non va?” chiede il medico dopo che il paziente si è accomodato e sembra essersi placato un momento.
“Sto per morire” afferma ansioso allacciandosi e slacciandosi compulsivamente la cerniera zip della felpa “sto per morire. Mi verrà un ictus, come a papà” dice mentre allaccia e slaccia la zip.

[...]

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Male non fa?

I signori Ricci hanno 63 anni lei e 65 anni lui, e sono ancora in forma. Merito loro, si intende, due persone con la giusta attenzione alla salute.
“Tutto bene?”
“Dottore, sono venuto a fare il vaccino antinfluenzale, lo so che è un po’ tardi, mia moglie Eleonora ci ha già pensato un mese fa”.
“Diciamo che siamo sul filo di lana, si sieda e scopra il braccio”.
Mentre il medico estrae dal frigo il vaccino adiuvato, il signor Vittorio gli chiede: “Avrei anche una domanda”.
“Prego, mi dica”.
“Ieri sera sono venuti a cena da noi i miei cognati. Ci siamo fatti gli auguri perché poi loro fanno un viaggio e tornano dopo Capodanno. Che voglia, la sorella di moglie ha la mia età, ma il marito di anni ne ha compiuti 74 e non lo ferma nessuno. Ebbene, appena ci siamo seduti a tavola lui ha preso una pastiglia di aspirinetta. Mi dice che lo fa da anni, che gliel’ha prescritta il suo dottore quando ne aveva 50 o pochi di più perché fa bene al cuore e lo protegge dall’infarto... e anche dall’ictus. A giudicare dallo smalto di mio cognato funziona!”

“Ma lei i 50 anni li ha passati già da un bel po’ signor Ricci, non si offenda! A parte la battuta, so che ora dovrò smontare una convinzione che domina da lungo tempo, non solo nella testa dei pazienti, ma anche di noi medici”.
[...]

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Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione

Titolo: Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione (codice ECM 283864)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning

Tubercolosi: cosa dicono i dati più recenti?

I dati epidemiologici più recenti indicano che l’incidenza della TBC è globalmente in calo, sebbene la diminuzione non sia tale da raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia End TBC dell’OMS volta a eliminare la malattia.

Nel 2017 in Italia sono stati notificati 3.944 casi di TBC, corrispondenti a un’incidenza di 6,5/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni. Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica della TBC è diminuito in media dell’1,8% all’anno.

La tubercolosi continua comunque a rappresentare un fardello notevole sia per numero di casi sia di mortalità.

La trasmissione

La tubercolosi è causata dal Mycobacterium tuberculosis, un bacillo alcol-acido resistente che si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie di un individuo contagioso. Non tutte le persone che vengono a contatto con il patogeno sviluppano la malattia; qualora il sistema immunitario riesca a controllare l’infezione e questa rimanga quiescente, si parla di TBC latente, mentre, in presenza di segni e sintomi, si parla di TBC attiva. E’ una patologia che può coinvolgere vari organi ma l’interessamento tipico è quello polmonare. I segni e i sintomi variano a seconda dell’organo interessato.

Gli individui a rischio

Tra i  soggetti più a rischio di contrarre una malattia tubercolare attiva vi sono:

  • persone HIV positive hanno un rischio 20-30 volte maggiore di ammalarsi di TBC se infettate. Una malattia accelera il decorso dell’altra, la TBC è infatti la principale causa di morte tra le persone affette da HIV
  • persone affette da altre condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio: diabete, malnutrizione)
  • persone che hanno contratto l’infezione di recente (<2 anni)
  • neonati e bambini <5 anni di età
  • persone che fanno uso di tabacco o droghe
  • persone anziane.

I test di screening e diagnostici

A oggi non esiste un test affidabile e semplice per lo screening della tubercolosi. A fianco dei test di screening classici, il test di Mantoux e il test Quantiferon, si stanno affacciando sulla scena nuove modalità di screening, ancora in studio. La diagnosi si avvale invece della radiologia e di numerosi test batteriologici.

Prevenzione, diagnosi precoce e rilevamento dei casi attivi

La prevenzione riveste un ruolo essenziale nel controllo della tubercolosi. Secondo l’OMS, le due componenti principali per prevenire le nuove infezioni sono il trattamento della forma latente e la vaccinazione.

Per limitare la diffusione dell’infezione, le altre strade sono la diagnosi precoce, realizzata grazie all’iniziativa dei pazienti e alle strategie di screening, e il rilevamento dei casi attivi.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sulla tubercolosi, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Qual è la situazione attuale della TBC?
  • Come si trasmette la tubercolosi?
  • Quali sono le manifestazioni cliniche?
  • Quali sono i test di screening e diagnostici?
  • Come gestire la TBC attiva? E quella latente?
  • Sono previsti interventi di sanità pubblica?

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Le vaccinazioni in gravidanza

Titolo: Le vaccinazioni in gravidanza (codice ECM 282186)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2,6
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Se le vaccinazioni sono uno degli strumenti preventivi più efficaci di Sanità Pubblica, il loro impiego è di particolare importanza per la donna in età fertile, in previsione e durante la gravidanza, per proteggere sia se stessa sia il nascituro da alcune specifiche patologie infettive.

Il corso FAD ECM sul tema delle vaccinazioni in gravidanza è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano e nasce dal documento del Ministero della Salute “Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza” (ultimo aggiornamento novembre 2018).

Il corso, aperto a tutti gli operatori sanitari, risponde a queste e altre domande, attraverso tre casi di pratica quotidiana:

  • Quali sono i rischi di contrarre la rosolia durante la gravidanza?
  • Cosa indicano i dati epidemiologici sulla diffusione in Italia della rosolia congenita e in gravidanza?
  • Quali sono i rischi associati a morbillo, parotite e varicella?
  • I vaccini contro morbillo, rosolia, parotite e varicella sono raccomandati in gravidanza? E il vaccino contro papilloma virus?
  • In gravidanza è possibile sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale?
  • Il vaccino dTpa è sicuro per le donne in gravidanza?

Ecco qualche stralcio delle tre storie:

Ma cosa c’entrano i vaccini?!

Patrizia, ingegnere edile di 39 anni, si sente pronta per iniziare una gravidanza e prende appuntamento con Paola, sua ginecologa e vicina di casa, per togliere la spirale.

“Certo, senza problemi, vieni mercoledì e lo facciamo. Così ti dico anche come bisogna prepararsi a iniziare la gravidanza in salute”. “Prepararsi?” Patrizia sembra spiazzata “Ci sono delle cose da fare per… prepararsi?”
“Amica mia, sei sempre la solita irruenta, ti butti nelle cose con una spensieratezza che invidio! Allora, come prima cosa dovrai cominciare ad assumere l’acido folico e poi dovremo parlare di vaccini… So che non sei proprio una loro sostenitrice… Sappiamo benissimo tutte e due quante volte te li ho consigliati, ma tu hai sempre lasciato cadere l’argomento. E ti avevo parlato anche del rubeo test, per capire se avevi già sviluppato gli anticorpi per la rosolia, ma niente”.
“I vaccini? Che c’entrano adesso i vaccini con il rimanere incinta?”

[...]

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Un calcio all’influenza

Silvia, 28 anni, è incinta di sei mesi e si rivolge al dottor Michieli, il suo nuovo medico di famiglia, chiedendogli un parere sulla sicurezza della vaccinazione antinfluenzale in gravidanza.

“Signora sono d’accordo con i colleghi che l’hanno consigliata in favore della vaccinazione antinfluenzale. Purtroppo succede, devo dire raramente, che qualche collega prenda una posizione completamente diversa. Comunque la vaccinazione antinfluenzale è sicura e, dirò di più, consigliata in gravidanza. Insomma una di quelle vaccinazioni che proteggono sia lei sia la bimba”, la rassicura il dottor Michieli.
“Quello che mi sta dicendo mi tranquillizza, sono andata in internet e ho letto cose terribili. Mi perdoni, dottore, vorrei capire di più, come fanno queste mie vaccinazioni a proteggere la bambina?"

[...]

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Una brutta sorpresa

Federica pesta inavvertitamente un chiodo arrugginito sulla spiaggia. Accompagnata dal fidanzato Matteo, si reca subito dalla guardia medica che le chiede se avesse fatto il richiamo contro il tetano.

“Richiami? No… direi di no… Ho sempre pensato di essere protetta”.
“Sono in molti a pensarlo, ma per mantenere la protezione bisogna fare il richiamo ogni 10 anni. Comunque nessun problema, lo può fare adesso”.
Federica e Matteo si scambiano uno sguardo preoccupato: “Dottoressa, veramente ci sarebbe una cosa
che non le ho detto… Sono incinta, ho superato il quarto mese”.

[...]

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Intossicazione da farmaco: come gestire il paziente?

Titolo: Intossicazione da farmaci (codice ECM 283212)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD

L’intossicazione da farmaco (accidentale o intenzionale a scopo di suicidio) è un evento non raro che può comportare importanti conseguenze in termini di salute.  Il sovradosaggio (overdose) di un farmaco può derivare da molti fattori, gran parte dei quali sono prevenibili.

Nel corso del 2014 i due centri antiveleni di Bergamo e Milano hanno gestito richieste per 44.789 casi di intossicazione, il 45,5% provenienti da ospedali e i restanti dal territorio. Nel 42% dei casi l’intossicazione era dovuta a farmaci.

La gestione del paziente con intossicazione da farmaco

La raccolta delle informazioni sul farmaco ingerito deve essere approfondita per valutare il rischio reale e mettere in atto il trattamento più adeguato.

La valutazione iniziale deve consentire in tempi rapidi di distinguere tra i casi da inviare in terapia intensiva, quelli gestibili in ricovero ordinario e quelli gestibili in Pronto soccorso senza necessità di ricovero. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, le informazioni raccolte dal solo paziente, se cosciente, non sono adeguate per stabilire la gravità dell’intossicazione.

Sono state individuate otto fasi nella gestione del paziente con una intossicazione da farmaco:

  1. Il trattamento d’emergenza
  2. La valutazione clinica
  3. La decontaminazione del paziente
  4. Gli antidoti
  5. Aumentare l’eliminazione della sostanza tossica assorbita
  6. La terapia di supporto
  7. L’osservazione
  8. La fase successiva al trattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'intossicazione da farmaco, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Dati epidemiologici i e farmaci più frequenti soggetti a casi di sovradosaggio e intossicazione
  • La gestione del paziente con intossicazione da farmaco
  • La valutazione clinica e gli esami da richiedere
  • I centri antiveleni
  • I trattamenti da porre in atto: decontaminazione, antidoti, aumento dell’eliminazione della sostanza tossica, osservazione, la fase successiva al trattamento

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Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

farmaci in gravidanza

Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: FaViFAD

La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

Effetti dei farmaci sul feto

La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
  • ritardo di crescita
  • morte fetale o natimortalità

Farmaci in gravidanza: una classificazione

La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

Le risposte per la pratica quotidiana

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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farmaci in allattamento

Farmaci in allattamento, quali raccomandazioni

allattamento farmaci

Titolo: Farmaci e allattamento (codice ECM 283118)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD

L’allattamento e la somministrazione dei farmaci

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.

Nella maggior parte dei casi tale raccomandazione rimane valida anche quando la mamma deve assumere una terapia, sono pochi infatti i farmaci controindicati in modo assoluto durante l'allattamento.

Il ruolo dell'operatore sanitario

L' operatore sanitario ha un ruolo chiave nella gestione di terapie acute o croniche durante l'allattamento, in quanto deve valutare il rapporto rischio e beneficio della terapia in allattamento.

A tal fine occorre valutare le caratteristiche proprie del principio attivo e alcuni fattori specifici come:

  • l’utilità del farmaco per la mamma;
  • gli effetti potenziali del farmaco sulla produzione di latte;
  • la quantità di farmaco escreta nel latte materno;
  • l’assorbimento per via orale da parte del neonato;
  • il rischio potenziale di eventi negativi per il neonato;
  • l’età del bambino.

Farmaci compatibili e incompatibili con l'allattamento

In funzione del rischio di effetti negativi un farmaco può essere considerato:

  • compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti negativi per il neonato sono poco probabili; occorre tuttavia chiedere alla mamma di tenere sotto controllo il neonato e di segnalare se si verificano effetti negativi;
  • da evitare se possibile, in quanto può ridurre la produzione di latte o perché può causare effetti negativi nel bambino. Se questi farmaci vengono somministrati occorre tenere sotto controllo il neonato e valutare la comparsa di effetti negativi;
  • non compatibile con l’allattamento, in quanto ha un alto rischio di effetti negativi per il bambino. Bisogna evitare la somministrazione di questi farmaci alle donne che allattano e qualora siano necessari per la salute materna occorre raccomandare di interrompere l’allattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • le indicazioni generali riguardo alla somministrazione dei farmaci nell'allattamento
  • le caratteristiche del farmaco che ne determinano il passaggio nel latte materno
  • il momento opportuno per somministrare i farmaci galattogoghi
  • i farmaci che si possono usare nei principali disturbi mammari legati all'allattamento
  • le situazioni più comuni di trattamento farmacologico durante l’allattamento
  • i metodi contraccettivi raccomandati in allattamento
  • le indicazioni riguardo alle sostanze da abuso nell'allattamento
  • le principali fonti di informazione per gli operatori sanitari

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Farmaci e bambini

Come usare i farmaci nel bambino: una guida per una terapia sicura

Farmaci e bambini

Titolo: Farmaci e bambini (codice ECM )
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (5.583 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi legati all'uso dei farmaci nei bambini

Un bambino su due riceve un farmaco nell'arco di un anno, per lo più si tratta di medicine per l’apparato respiratorio o antibiotici. Spesso però queste terapie si accompagnano a reazioni avverse, che devono essere riconosciute per tempo e segnalate alla Rete nazionale di farmacovigilanza.

I bambini non sono adulti in miniatura

I bambini vengono erroneamente considerati “adulti in miniatura”, senza tenere conto delle caratteristiche, sia fisiologiche sia psicologiche, che contraddistinguono le diverse fasce d’età. Senza adeguate informazioni circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica, si possono commettere errori di prescrizione e somministrazione con gravi conseguenze per il piccolo paziente.

I motivi delle reazioni avverse

Molte delle reazioni avverse sono legate al meccanismo dei farmaci e sono largamente prevedibili adottando opportune precauzioni. L’allergia ai farmaci è un rischio reale, ma spesso sovrastimato a causa della notevole sensibilità della cute nel bambino. Particolare attenzione bisogna porre anche agli eccipienti inseriti nelle formulazioni.

Le risposte per una buona pratica clinica

Questo corso FAD ECM fornisce risposte alle seguenti domande:

  • Quanto sono frequenti le reazioni avverse da farmaco nel bambino?
  • Quali sono le differenze tra bambino e adulto in termini di farmacocinetica e farmacodinamica?
  • Quali sono le reazioni avverse più frequenti e rilevanti  in età pediatrica?
  • Quali farmaci danno più spesso reazioni avverse nel bambino?
  • Come prevenire le reazioni avverse da farmaco o vaccino?
  • Come gestire una reazione avversa da farmaco o vaccino, specie se grave?
  • Come segnalare la reazione avversa osservata?

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Farmaci anziano

Consigli per la buona gestione dei farmaci nell’anziano

Farmaci anziano

Titolo: Farmaci e anziano: un equilibrio difficile (codice ECM 283845)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 36,60 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (6.254 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Troppi farmaci, tutti insieme

Si è oggi di fronte a una vera e propria epidemia di uso di farmaci nell'anziano. Dati italiani (AIFA) indicano che la prevalenza d'uso dei farmaci passa dal 45% negli adulti a oltre il 90% nelle persone sopra i 74 anni d'età, ovvero quasi tutti gli anziani prendono quotidanamente farmaci. I consumi dicono che in media ogni anziano prende più di tre farmaci al giorno.

Gli eventi avversi si possono prevenire

I problemi legati all’uso dei farmaci nell’anziano sono comuni, costosi e spesso prevenibili, oltre a essere accompagnati a volte a esiti infausti. Si stima che il 27% degli eventi avversi da farmaco nelle cure primarie e il 42% di quelli legati alle cure a lungo termine siano prevenibili.  Evitare l’uso di farmaci inappropriati e dei farmaci ad alto rischio è un modo semplice ed efficace per ridurre i problemi legati ai farmaci e gli eventi avversi nell’anziano.

I motivi che portano all'iperprescrizione nell'anziano

La conoscenza dei motivi che conducono a prescrivere troppi farmaci nell'anziano è il primo passo per rivedere la terapia in corso e ridurre al minimo il numero dei farmaci, tenendo presenti le patologie concomitanti, le possibili interazioni tra farmaci e il profilo di sicurezza caratteristico in questa fascia d'età che deve essere considerata debole.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica:

  • Quali sono i farmaci più usati nell'anziano?
  • Come facilitare l'aderenza al trattamento?
  • Come va gestita una politerapia?
  • Si può evitare la cascata prescrittiva?
  • Quali sono i rischi di un sovra o sottotrattamento?
  • Quali sono i farmaci da evitare nell'anziano?
  • Quali sono i farmaci che possono essere somministrati con tranquillità nell'anziano?

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