I vaccini anti COVID-19: dalla ricerca alla pratica

Titolo: I vaccini anti COVID-19: dalla ricerca alla pratica (ID ECM 314292)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 26-01-2022
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (250 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Lo sviluppo dei vaccini anti-COVID-19 in tempo di pandemia

L'11 dicembre 2020 l'AIFA e l'EMA hanno approvato il primo vaccino anti COVID-19. Sperare di realizzare un vaccino contro SARS-CoV-2 entro l'estate 2021 sembrava un obiettivo molto ottimistico, in quanto il tempo medio per lo sviluppo di un vaccino è sempre stato di 10-15 anni.

Come abbiamo fatto a raggiungere un tale risultato? I motivi di questo successo sono molteplici, in sintesi si può dire che tale risultato dipende innanzitutto dai progressi della tecnologia e dall’enorme interesse concentratosi sul virus fin da parte dei ricercatori di tutto il mondo. Ma non va trascurato anche il ruolo delle conoscenze pregresse su virus correlati a SARS-CoV-2, dallo sviluppo di nuove piattaforme vaccinali, dai grandi investimenti finanziari e dal costante lavoro delle agenzie regolatorie.

Inoltre occorre segnalare che per lo sviluppo sono state messe in atto, oltre alle tecnologie “tradizionali” anche tecnologie innovative.

Caratteristiche dei vaccini tradizionali

Scopo dei vaccini è prevenire o mitigare le malattie infettive attraverso la stimolazione del sistema immunitario e la conseguente acquisizione della cosiddetta “immunità attiva".

I vaccini tradizionali utilizzano una forma attenuata o inattivata dell’agente patogeno in modo da indurre una risposta protettiva, senza causare la malattia.

Esistono due tipi di vaccini tradizionali:

  • vivi attenuati che utilizzano una forma indebolita del virus, in grado di crescere e replicarsi, ma non di far ammalare;
  • inattivati che contengono il virus il cui materiale genetico è stato distrutto ( per esempio da calore, sostanze chimiche o radiazioni) e quindi incapace di infettare e di replicarsi, ma in grado comunque di innescare una risposta protettiva.

Queste strategie, sperimentate contro COVID-19, sono collaudate e costituiscono la base di molti vaccini esistenti, compresi quelli per la febbre gialla e il morbillo o l’influenza stagionale e l’epatite A.

Nuove strategie

Il principio su cui si basano le nuove tecnologie è quello di far produrre direttamente dalle cellule del soggetto vaccinato il materiale biologico contro il quale si vuole ottenere la risposta immunitaria. Sono attualmente due le tecnologie utilizzate a questo fine:

  • basata su acidi nucleici (DNA o RNA);
  • a vettore virale.

Con la tecnologia a RNA viene fatto penetrare nelle cellule dell’ospite umano il materiale genetico codificante per la proteina spike di SARS-CoV-2. In tal modo le cellule del soggetto producono la proteina verso la quale deve essere attivata la risposta immunitaria.

Quelli a vettore virale invece utilizzano un virus reso innocuo per l’uomo, spesso modificato in modo da non essere in grado di replicarsi, al cui interno è stato inserito il codice genetico della proteina del virus.

Il vantaggio principale di questi nuovi vaccini è che possono essere sviluppati solo sulla base della sequenza genetica del virus.

Le varianti

L’emergere di nuove varianti di SARS-CoV-2 è un fenomeno previsto, perché comune in natura. I virus infatti cambiano continuamente e SARS-CoV-2 non fa eccezione. A livello globale è stata osservata una diversificazione di SARS-CoV-2 dovuta all’evoluzione del virus e a processi di adattamento.

Sebbene la maggior parte delle mutazioni emergenti non abbia un impatto significativo sulla diffusione del virus, alcune mutazioni o combinazioni di mutazioni possono però fornire al virus un vantaggio selettivo, conferendogli una maggiore trasmissibilità o la capacità di eludere la risposta immunitaria dell’ospite.

Assume quindi un ruolo fondamentale il sequenziamento genomico continuo di SARS-CoV-2, necessario per il monitoraggio della diffusione della malattia e dell’evoluzione del virus e per il miglioramento degli interventi diagnostici e terapeutici.

I rischi

Tra la fine del 2020 e le prime settimane del 2021 sono emerse in particolare tre varianti importanti.

  • Il 14 dicembre 2020, in Inghilterra è stata identificata una variante caratterizzata da una modifica nella proteina spike che il virus utilizza per legarsi al recettore ACE2 umano. Sembra che tale variazione abbia aumentato la trasmissibilità, tuttavia non vi è alcun cambiamento nella gravità della malattia (misurata in termini di durata del ricovero e di mortalità a 28 giorni), o nell’occorrenza di reinfezione rispetto ad altri virus SARS-CoV-2 circolanti nel Regno Unito.
  • In Sud Africa è emersa un’altra variante di SARS-CoV-2 (501Y.V2). Anche in questo caso sembra favorita una maggiore trasmissibilità, ma non una maggiore gravità.
  • Una terza variante è stata recentemente individuata in Brasile e in Giappone. Questa terza variante, individuata con la sigla B.1.1.28.1 o più semplicemente P.1, condivide alcune mutazioni della proteina spike sia con la variante sudafricana sia con quella inglese, e si ritiene possa essere caratterizzata anch’essa da una maggiore contagiosità.

L’emergere della variante inglese ha generato preoccupazioni circa l’efficacia dei vaccini. Tuttavia, al momento, non vi è alcuna prova che la mutazione del virus rilevata nel Regno Unito possa avere effetti sull’efficacia della vaccinazione: un primo studio preliminare effettuato sul vaccino Pfizer/BioNTech sembra confermare la sua efficacia anche sulla variante inglese.

I vaccini, infatti, determinano la formazione di una risposta immunitaria contro molti frammenti della proteina spike, quindi è improbabile che un singolo cambiamento renda il vaccino meno efficace. Non ci sono quindi al momento prove che dimostrino che la nuova variante eluderà la vaccinazione.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente, vuole fare chiarezza sui principali vaccini anti COVID-19 disponibili  e in fase di studio mostrando le caratteristiche e i dati disponibili. In particolare il corso prende in esame :

  • I vaccini a virus intero, basati su proteine, basati sugli acidi nucleici, a vettore virale
  • Il Piano strategico nazionale
  • Programma OMS e collaborazione internazionale
  • Disponibilità dei vaccini in Italia
  • Vaccini BNT162b2 di Pfizer/BioNTech, mRNA-1273 di Moderna, ChAdOx1 nCoV-19 di AstraZeneca/Università di Oxford
  • L’importanza di una corretta comunicazione

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    Piante medicinali: quali rischi

    Titolo: Piante medicinali: quali rischi (codice ECM 311230)
    Destinatari:
    tutti gli operatori sanitari
    Scadenza:
     31-12-2021
    Crediti:
    5
    Costo:
    30 €
    Programma:
    Favifad
    Valutazione dei partecipanti (475 valutazioni):
    8/10 rilevanza
    9/10 qualità
    8/10 efficacia

    L'uso delle piante medicinali

    Fin dall’antichità l’uomo ha cercato nella natura e in particolare nelle piante medicinali, i rimedi che lo potessero aiutare a prevenire e curare diverse malattie.

    Le fonti storiche dimostrano che per secoli le piante hanno costituito la principale fonte di medicamenti. Con il progredire delle conoscenze sulle tecniche di isolamento e sintesi chimica dei principi attivi, il mondo scientifico ha progressivamente indirizzato la propria attenzione verso i prodotti derivanti da questi processi. Tuttavia, negli ultimi decenni del XX secolo l’interesse per le piante è tornato a crescere.

    La crescente attenzione nei confronti dei prodotti a base di piante medicinali è da attribuire a diversi fattori.
    Da un lato una maggiore attenzione da parte del pubblico al benessere e alla salute. Dall’altro l’aumentata disponibilità di rimedi naturali reperibili in farmacie, erboristerie e nella grande distribuzione organizzata.

    Inoltre, le strategie di marketing e i messaggi pubblicitari provenienti dai mass media attribuiscono a questi prodotti numerose proprietà benefiche per la salute, sia fisica sia mentale, rendendoli attraenti per il pubblico. Secondo quanto emerge da indagini e sondaggi le persone tendono sempre di più a non rivolgersi al medico ma a procedere con l’automedicazione. In particolare la propensione è verso l’utilizzo di rimedi provenienti dal mondo vegetale. Si ha infatti spesso l'errata convinzione che l’origine naturale sia garanzia di sicurezza.

    Nella realtà non è così e sono molte le reazioni avverse che si verificano, per far fronte a questo problema è stato istituito un vero e proprio sistema di sorveglianza.

    La sorveglianza delle reazioni avverse

    La farmacovigilanza è l’insieme delle attività finalizzate all’identificazione, valutazione, comprensione e prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato all’uso dei medicinali. Lo scopo è quello di assicurare un rapporto beneficio/rischio favorevole per la popolazione. Anche i prodotti di origine vegetale sono sottoposti a controllo, in quanto occorre tenere ben presente che naturale non è sinonimo di sicuro.

    Le pubblicazioni in letteratura infatti mostrano che anche le erbe officinali più utilizzate sono responsabili di reazioni avverse. Queste possono essere sia il risultato dell’azione esercitata dalla pianta sull’organismo sia la conseguenza di interazioni farmacologiche con medicinali assunti simultaneamente.
    La segnalazione delle reazioni avverse ai rimedi di origine vegetale segue due percorsi differenti a seconda del prodotto coinvolto.
    Nel caso dei medicinali vegetali autorizzati la segnalazione viene trasmessa all’Agenzia Italiana del Farmaco. Invece le segnalazioni per tutti gli altri prodotti “naturali” sono inviate all’Istituto Superiore di Sanità.
    In Italia questo sistema di controllo (fitosorveglianza) ha raccolto in questi anni oltre 2.000 segnalazioni. Va sottolineata l’importanza di mantenere un adeguato livello d’attenzione sull’argomento. Bisogna considerare che anche quando i prodotti a base di piante vengono utilizzati correttamente possono verificarsi reazioni indesiderate, in relazione alla qualità del prodotto utilizzato.
    Inoltre, le informazioni sulla sicurezza di questi prodotti sono particolarmente importanti in alcune popolazioni quali donne in gravidanza, bambini, pazienti anziani e nelle persone che stanno assumendo farmaci a uso cronico con il rischio quindi di interazioni.

    Il corso in breve

    Il corso dopo una parte introduttiva generale si concentra sulle principali piante medicinali di uso comune illustrandone i rischi in gravidanza, in allattamento e il rischio di interazione con altri farmaci.

    Si riportano di seguito i punti presi in esame dal corso in oggetto:

    • Epidemiologia: l’uso delle erbe officinali
    • Aspetti legislativi di base
    • Il sistema di fitosorveglianza in Italia
    • Le piante medicinali di comune impiego
    • Cannabis sativa
    • Consigli pratici.

     

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      Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

      Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
      Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
      Scadenza: 31-12-2020
      Crediti: 3,90
      Costo: 20 €
      Programma: Instant Learning
      Valutazione dei partecipanti (199 valutazioni):
      9/10 rilevanza
      9/10 qualità
      9/10 efficacia

      Premesse

      Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

      Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

      Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

      Farmaci e COVID-19: il corso in breve

      Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

      In particolare si prendono in esame i farmaci:

      • Antimalarici
      • Antivirali
      • Monoclonali
      • Plasma
      • Antibiotici di supporto
      • Eparine a basso peso molecolare
      • Altri farmaci

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        Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

        emergenza covid-19 misure di protezione

        Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
        Destinatari: tutti gli operatori sanitari
        Scadenza: 31-12-2020
        Crediti: 3,9
        Costo: 10 €
        Programma: Instant Learning
        Valutazione dei partecipanti (823 valutazioni):
        9/10 rilevanza
        9/10 qualità
        9/10 efficacia

        Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

        Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

        Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

        •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
          sapone in caso di mani visibilmente sporche;
        • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
        • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
          immediatamente;
        • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
        •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

        L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

        Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

        Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

        Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

        Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

        • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
          o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
        • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
        • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
        • protezione delle mani: guanti.

        Le risposte per la pratica quotidiana

        Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

        • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
        • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
        • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
        • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

         

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          Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

          farmaci in gravidanza

          Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
          Destinatari: tutti gli operatori sanitari
          Scadenza: 31-12-2020
          Crediti: 5
          Costo: 30 €
          Programma: FaViFAD

          La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

          Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

          Effetti dei farmaci sul feto

          La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

          Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

          • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
          • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
          • ritardo di crescita
          • morte fetale o natimortalità

          Farmaci in gravidanza: una classificazione

          La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

          • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

          • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

          • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

          • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

          Le risposte per la pratica quotidiana

          Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

          • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
          • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
          • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
          • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
          • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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            farmaci in allattamento

            Farmaci in allattamento, quali raccomandazioni

            allattamento farmaci

            Titolo: Farmaci e allattamento (codice ECM 283118)
            Destinatari: tutti gli operatori sanitari
            Scadenza: 31-12-2020
            Crediti: 5
            Costo: 30 €
            Offerte: -
            Programma: FaviFAD

            L’allattamento e la somministrazione dei farmaci

            L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.

            Nella maggior parte dei casi tale raccomandazione rimane valida anche quando la mamma deve assumere una terapia, sono pochi infatti i farmaci controindicati in modo assoluto durante l'allattamento.

            Il ruolo dell'operatore sanitario

            L' operatore sanitario ha un ruolo chiave nella gestione di terapie acute o croniche durante l'allattamento, in quanto deve valutare il rapporto rischio e beneficio della terapia in allattamento.

            A tal fine occorre valutare le caratteristiche proprie del principio attivo e alcuni fattori specifici come:

            • l’utilità del farmaco per la mamma;
            • gli effetti potenziali del farmaco sulla produzione di latte;
            • la quantità di farmaco escreta nel latte materno;
            • l’assorbimento per via orale da parte del neonato;
            • il rischio potenziale di eventi negativi per il neonato;
            • l’età del bambino.

            Farmaci compatibili e incompatibili con l'allattamento

            In funzione del rischio di effetti negativi un farmaco può essere considerato:

            • compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti negativi per il neonato sono poco probabili; occorre tuttavia chiedere alla mamma di tenere sotto controllo il neonato e di segnalare se si verificano effetti negativi;
            • da evitare se possibile, in quanto può ridurre la produzione di latte o perché può causare effetti negativi nel bambino. Se questi farmaci vengono somministrati occorre tenere sotto controllo il neonato e valutare la comparsa di effetti negativi;
            • non compatibile con l’allattamento, in quanto ha un alto rischio di effetti negativi per il bambino. Bisogna evitare la somministrazione di questi farmaci alle donne che allattano e qualora siano necessari per la salute materna occorre raccomandare di interrompere l’allattamento

            Le risposte per la pratica quotidiana

            Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

            • le indicazioni generali riguardo alla somministrazione dei farmaci nell'allattamento
            • le caratteristiche del farmaco che ne determinano il passaggio nel latte materno
            • il momento opportuno per somministrare i farmaci galattogoghi
            • i farmaci che si possono usare nei principali disturbi mammari legati all'allattamento
            • le situazioni più comuni di trattamento farmacologico durante l’allattamento
            • i metodi contraccettivi raccomandati in allattamento
            • le indicazioni riguardo alle sostanze da abuso nell'allattamento
            • le principali fonti di informazione per gli operatori sanitari

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              Farmaci e bambini

              Come usare i farmaci nel bambino: una guida per una terapia sicura

              Farmaci e bambini

              Titolo: Farmaci e bambini (codice ECM )
              Destinatari: tutti gli operatori sanitari
              Scadenza: 31-12-2020
              Crediti: 5
              Costo: 30 €
              Offerte: -
              Programma: FaviFAD
              Valutazione dei partecipanti (5.583 valutazioni):
              8/10 rilevanza
              8/10 qualità
              8/10 efficacia

              I rischi legati all'uso dei farmaci nei bambini

              Un bambino su due riceve un farmaco nell'arco di un anno, per lo più si tratta di medicine per l’apparato respiratorio o antibiotici. Spesso però queste terapie si accompagnano a reazioni avverse, che devono essere riconosciute per tempo e segnalate alla Rete nazionale di farmacovigilanza.

              I bambini non sono adulti in miniatura

              I bambini vengono erroneamente considerati “adulti in miniatura”, senza tenere conto delle caratteristiche, sia fisiologiche sia psicologiche, che contraddistinguono le diverse fasce d’età. Senza adeguate informazioni circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica, si possono commettere errori di prescrizione e somministrazione con gravi conseguenze per il piccolo paziente.

              I motivi delle reazioni avverse

              Molte delle reazioni avverse sono legate al meccanismo dei farmaci e sono largamente prevedibili adottando opportune precauzioni. L’allergia ai farmaci è un rischio reale, ma spesso sovrastimato a causa della notevole sensibilità della cute nel bambino. Particolare attenzione bisogna porre anche agli eccipienti inseriti nelle formulazioni.

              Le risposte per una buona pratica clinica

              Questo corso FAD ECM fornisce risposte alle seguenti domande:

              • Quanto sono frequenti le reazioni avverse da farmaco nel bambino?
              • Quali sono le differenze tra bambino e adulto in termini di farmacocinetica e farmacodinamica?
              • Quali sono le reazioni avverse più frequenti e rilevanti  in età pediatrica?
              • Quali farmaci danno più spesso reazioni avverse nel bambino?
              • Come prevenire le reazioni avverse da farmaco o vaccino?
              • Come gestire una reazione avversa da farmaco o vaccino, specie se grave?
              • Come segnalare la reazione avversa osservata?

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                Farmaci anziano

                Consigli per la buona gestione dei farmaci nell’anziano

                Farmaci anziano

                Titolo: Farmaci e anziano: un equilibrio difficile (codice ECM 283845)
                Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                Scadenza: 31-12-2020
                Crediti: 5
                Costo: 36,60 €
                Offerte: -
                Programma: FaviFAD
                Valutazione dei partecipanti (6.254 valutazioni):
                8/10 rilevanza
                8/10 qualità
                8/10 efficacia

                Troppi farmaci, tutti insieme

                Si è oggi di fronte a una vera e propria epidemia di uso di farmaci nell'anziano. Dati italiani (AIFA) indicano che la prevalenza d'uso dei farmaci passa dal 45% negli adulti a oltre il 90% nelle persone sopra i 74 anni d'età, ovvero quasi tutti gli anziani prendono quotidanamente farmaci. I consumi dicono che in media ogni anziano prende più di tre farmaci al giorno.

                Gli eventi avversi si possono prevenire

                I problemi legati all’uso dei farmaci nell’anziano sono comuni, costosi e spesso prevenibili, oltre a essere accompagnati a volte a esiti infausti. Si stima che il 27% degli eventi avversi da farmaco nelle cure primarie e il 42% di quelli legati alle cure a lungo termine siano prevenibili.  Evitare l’uso di farmaci inappropriati e dei farmaci ad alto rischio è un modo semplice ed efficace per ridurre i problemi legati ai farmaci e gli eventi avversi nell’anziano.

                I motivi che portano all'iperprescrizione nell'anziano

                La conoscenza dei motivi che conducono a prescrivere troppi farmaci nell'anziano è il primo passo per rivedere la terapia in corso e ridurre al minimo il numero dei farmaci, tenendo presenti le patologie concomitanti, le possibili interazioni tra farmaci e il profilo di sicurezza caratteristico in questa fascia d'età che deve essere considerata debole.

                Le risposte per la pratica quotidiana

                Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica:

                • Quali sono i farmaci più usati nell'anziano?
                • Come facilitare l'aderenza al trattamento?
                • Come va gestita una politerapia?
                • Si può evitare la cascata prescrittiva?
                • Quali sono i rischi di un sovra o sottotrattamento?
                • Quali sono i farmaci da evitare nell'anziano?
                • Quali sono i farmaci che possono essere somministrati con tranquillità nell'anziano?

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