diabete di tipo 2

Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

Titolo:  Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 (ID ECM 295975)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi medici)
Scadenza: 07-05-2021
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Novel Learning
Valutazione dei partecipanti (155 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Una nuova tipologia di formazione a distanza...a fumetti

"Diagnosi e diabete di tipo 2" è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

 

 

Mettiti alla prova con il primo caso

Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
“Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.

Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette.

 

 

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Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,90
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (103 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Premesse

Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

Farmaci e COVID-19: il corso in breve

Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

In particolare si prendono in esame i farmaci:

  • Antimalarici
  • Antivirali
  • Monoclonali
  • Plasma
  • Antibiotici di supporto
  • Eparine a basso peso molecolare
  • Altri farmaci

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Interventi assistiti con gli animali a supporto di terapie e trattamenti

Titolo: Interventi assistiti con animali a supporto di trattamenti e terapie (codice ECM 294047)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-03-2021
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD
Valutazione dei partecipanti (138 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Interventi assistiti con animali (IAA): una definizione

Con Interventi assistiti con gli animali (IAA) si indicano interventi basati sull’interazione uomo-animale che integrano e rinforzano le terapie e i trattamenti in diverse condizioni cliniche e ambienti.

Negli ultimi anni l’interesse sul ruolo terapeutico della relazione uomo-animale e delle possibilità di interventi mirati ha trovato sempre maggiore spazio. Nel 2015 sono state pubblicate le Linee Guida Nazionali, per ottimizzare e uniformare gli Interventi assistiti con gli animali (quelli che un tempo erano chiamati pet therapy, termine oggi desueto), stimolando una metodologia condivisa e favorendo studi scientifici atti a valutare e confermare la loro utilità e ruolo.

Il corso FAD (2 ECM) del programma SmartFAD, realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano, prefigge lo scopo di far conoscere la realtà degli IAA con una panoramica delle normative e delle applicazioni.

Ecco uno stralcio in anteprima da una delle tre storie.

Sarà, ma non ci credo

Era tanto tempo che Giuliana non entrava nello studio del suo medico di famiglia, Vittorio. Per sua fortuna la salute era buona e non aveva grandi occasioni di incontro. Quel giorno però, dopo aver citofonato quasi alla fine dell’orario di visita per una ricetta, si era trattenuta per fare due chiacchiere. Medico anche Giuliana, da tempo si dedicava alla comunicazione scientifica e, da qualche anno, a un nuovo ambito di lavoro, gli Interventi assistiti con gli animali (IAA).
“Mi fa piacere questo tuo nuovo interesse, ma francamente non ne so granché e non mi sembra ci sia molto da dire. A parte qualche sorriso in più, tanta buona volontà di persone che con i loro animali dedicano tempo ai malati facendo dimenticare per un po’ le loro preoccupazioni” dice Vittorio scuotendo la testa.
“Non sono d’accordo. Certo fino a qualche tempo fa forse era tutto meno chiaro, ma ci sono pubblicazioni scientifiche, si sta cercando di armonizzare gli interventi, di avere dati, per quanto possibile, confrontabili e utilizzabili, per capire sempre più cosa sia utile e cosa no, in affiancamento a terapia medica, chirurgica, fisioterapica e altro” afferma con passione Giuliana, spiegando la valenza e utilità degli IAA, se saputi utilizzare. “Non si tratta semplicemente di far passare qualche ora piacevole: stiamo parlando di progetti costruiti sul bisogno dei pazienti, che prevedono team multidisciplinari di esperti (medici, psicologi, altre figure sanitarie) che individuano obiettivi precisi e strategie per raggiungerli, oltre a strumenti per il monitoraggio. Il tutto per migliorare la terapia standard”.
“Sarà, ma non sono convinto” commenta Vittorio.

[...]

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Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

emergenza covid-19 misure di protezione

Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 10 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (379 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

  •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
    sapone in caso di mani visibilmente sporche;
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
  • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
    immediatamente;
  • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
  •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

  • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
    o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
  • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
  • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
  • protezione delle mani: guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
  • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
  • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

 

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Sigarette elettroniche e salute

Titolo:  Sigarette elettroniche e salute (ID ECM 290073)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (84 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

C'è una vera e propria epidemia di sigarette elettroniche, specie tra i giovani. Dati statunitensi indicano in un solo anno (dal 2018 al 2019) il raddoppio degli utilizzatori nelle fasce d'età meno protette, dati italiani parlano di oltre 900.000 utilizzatori di qualunque età.  Questa diffusione a macchia d'olio impone di avere informazioni più precise e attendibili sugli eventuali danni alla salute delle sigarette elettroniche. In letteratura scientifica sono stati pubblicati i primi lavori che dimostrano i problemi di sicurezza. A questi si aggiunge il rischio che i giovani svapatori (l'uso della sigaretta elettronica è detto "svapare" e non "fumare") passino più facilmente poi al fumo di sigaretta tradizionale.

Gli effetti sulla salute

Le prove scientifiche sui rischi per la salute associati all’uso dei sistemi elettronici di somministrazione della nicotina (ENDS) sono in rapida evoluzione. Dalla seconda metà del 2019 si è assistito, negli Stati Uniti, a un aumento repentino di casi di grave malattia polmonare associata all’uso di sigarette elettroniche.

Le presentazioni cliniche facevano rilevare dispnea, tosse, dolore toracico e sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Secondo la letteratura scientifica e-cig e tabacco riscaldato non possono essere definiti innocui, né privi di rischi per la salute. Gli esiti raggiunti finora mostrano effetti negativi sulle cellule dei polmoni, nelle persone, negli animali e sui campioni di tessuto analizzati in laboratorio. Diversi studi hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori in coloro che “svapano”, come bronchiti e asma.

Durante la vaporizzazione sono rilasciati nell’ambiente le particelle ultrafini e i composti organici volatili. Il risultato è un nuovo tipo di fumo passivo, chiamato“svapo passivo”. La scienza non considera le e-cig un metodo efficace di disassuefazione. I pareri favorevoli all’uso delle sigarette elettroniche come coadiuvanti per la cessazione del fumo indicano come necessaria la valutazione degli effetti a lungo termine per monitorare il tasso di eventuali ricadute: fare in modo che i pazienti non ritornino alle sigarette tradizionali deve essere la priorità.

Il corso in breve

Il corso aperto a tutti gli operatori sanitari prende in esame i seguenti punti:

  • I dati epidemiologici italiani e statunitensi
  • Che cos'è la sigaretta elettronica
  • Quali sono gli effetti sulla salute
  • Quali i provvedimenti e i tentativi di regolamentazione

 

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Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)

Titolo:  Malattie respiratorie emergenti: il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)(ID ECM 289222)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (886 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 ha rapidamente conquistato le prime pagine di giornali, telegiornali, siti web. Le informazioni scientifiche date sono spesso prive di fondamento o provengono da fonti inattendibili. E’ quindi necessario fare chiarezza, in un quadro in continua evoluzione.

Epidemia o pandemia?

Un’epidemia è definita come “la presenza di più casi rispetto all’atteso di una particolare malattia in una determinate area, o in uno specifico gruppo di persone in un determinato periodo di tempo” e può essere dovuta all’emergenza di un nuovo agente patogeno o a mutazioni genetiche di un agente già esistente, che lo rendono più virulento oppure anche alla recente introduzione di un agente in un ambiente dove non era presente prima, talvolta insieme anche a una diversa suscettibilità della risposta dell’ospite o a nuove modalità di contagio.

Si parla invece di pandemia quando “un’epidemia si diffonde a più continenti o in tutto il mondo”.

Quali sono le caratteristiche del nuovo coronavirus?

I coronavirus sono virus a RNA che causano per lo più infezioni non gravi delleprime vie respiratorie. Alcuni però hanno un tropismo per le basse vie respiratorie e causano malattie gravi come la SARS e la MERS. Il nuovo coronavirus 2019 è già stato sequenziato in più laboratori; non si ha ancora certezza sulla specie animale di origine (più probabile una specie di pipistrelli) anche se il mercato all’ingrosso del pesce di Wuhan come partenza del focolaio è accertata. L'analisi della sequenza genomica del virus mostra che il 2019 n-CoV condivide per il 79,5% la sequenza genica del coronavirus della SARS e per il 96,2% quella di un coronavirus dei pipistrelli.

Il virus che si sta diffondendo in Cina e nel resto del mondo ha la stessa sequenza del virus originariamente isolato a Wuhan, dunque è avvenuto un solo evento di passaggio di specie e al momento non si sono verificate mutazioni.

Come avviene la trasmissione e come si manifesta l'infezione?

Il meccanismo principale di trasmissione del SARS-CoV-2 è quello per via aerea attraverso il contatto con i casi sintomatici, è possibile, pur molto meno frequente, la possibilità di trasmissione da un soggetto infetto ma asintomatico. Il periodo di incubazione può raggiungere le due settimane e i sintomi di presentazione non sono specifici, essendo simili a quelli di una sindrome influenzale. Il virus causa una polmonite, con un quadro radiologico sovrapponibile a quello di altre polmoniti virali.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente ogni 15 giorni, vuole fare chiarezza usando solo informazioni evidence-based. Nel testo del corso sono comunque riportati link a fonti autorevoli aggiornate in tempo reale per seguire l’andamento della epidemia/pandemia.

In particolare il corso prende in esame:

  • Epidemiologia
  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2
  • Il contagio e la malattia
  • Come fare la diagnosi e come gestire il paziente
  • Come prevenire l’infezione
  • Le misure di sanità pubblica
  • L’importanza di una corretta comunicazione

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Igiene delle mani: come farla perché sia efficace

Titolo:  Igiene delle mani come farla perché sia efficace (codice ECM 289150)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 15 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (775 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Perché è importante l’igiene delle mani per la prevenzione?

I Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno definito l’igiene delle mani la procedura più semplice, più economica e più efficace per ridurre il rischio di infezioni in quanto evita che i germi si trasmettano da un soggetto a un altro.
Le mani sono il principale veicolo di trasmissione delle infezioni perché la cute è normalmente colonizzata da batteri. Dalle mani non lavate, i germi possono entrare nell’organismo in modo diretto perché si portando le mani alla bocca, agli occhi o nel naso oppure in modo indiretto perché si toccano gli alimenti con le mani sporche e poi si mangia. Secondo quanto emerge dagli studi una corretta igiene delle mani può ridurre:

  • il numero di casi di diarrea nella popolazione generale (23-40%);
  • i casi di malattia diarroica nelle persone con sistema immunitario indebolito (circa il 58%);
  • i casi di malattie respiratorie nella popolazione generale (16-21%);
  • le assenze da scuola a causa di malattie gastrointestinali (29-57%);
  • l’incidenza di infezioni correlate all’assistenza (circa il 30%).

L’igiene delle mani non solo è una pratica efficace per prevenire le infezioni ma è utile anche per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Riducendo il rischio di infezione, infatti, si riduce di conseguenza anche la prescrizione e quindi l’uso di antibiotici in maniera inappropriata.

I momenti dell’igiene delle mani

L’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato cinque momenti nei quali l’operatore sanitario deve lavarsi le mani:

  • immediatamente prima del contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con qualsiasi fluido corporeo;
  • immediatamente dopo l’esecuzione di qualsiasi procedura sul paziente che potrebbe avere causato la contaminazione delle mani;
  • immediatamente dopo la rimozione dei guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'igiene delle mani, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Quali sono le funzioni e le caratteristiche della pelle?
  • Perché è importante l'igiene delle mani per la prevenzione?
  • Qual è il ruolo dell’igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza?
  • Come va eseguito il lavaggio delle mani nella pratica assistenziale?
  • Quali detergenti e quali antisettici utilizzare?
  • Quali norme igieniche possono ridurre il rischio di contagio in caso di epidemia?
  • Quali ulteriori accorgimenti vanno rispettati per garantire l’igiene delle mani?
  • Il lavaggio delle mani è una procedura praticata dagli operatori sanitari?

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La violenza sul luogo di lavoro

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Titolo: La violenza sul luogo di lavoro (codice ECM 282053)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (47 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

 Violenza sul luogo di lavoro: dati europei

La violenza sul luogo di lavoro rappresenta una criticità con un impatto notevole in vari comparti, in quanto è in grado di compromettere la salute (fisica e psicologica), la sicurezza o il benessere di un individuo.

Secondo l'European Working Conditions Survey, il 6% dei lavoratori europei afferma di essere stato vittima di violenza da parte di colleghi (4%) o di terzi (2%) sul posto di lavoro. Per quanto riguarda il settore lavorativo, il rischio di subire minacce o violenza è massimo (12-14%) per i lavoratori della sanità e dell’istruzione, seguiti da quelli della pubblica amministrazione e della difesa, da quelli dei trasporti e delle comunicazioni e ancora dai lavoratori delle settore alberghiero e della ristorazione.

Aperto a tutti gli operatori sanitari, il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta il tema della violenza sul luogo di lavoro in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima dei tre casi.

La mamma aggressiva

Francesco Muttari, insegnante trentacinquenne di una scuola media, discute con il medico competente della scuola dell'attacco di ansia che l'ha portato ad essere ricoverato due mesi prima.

“Vede, una decina di giorni prima di finire al Pronto soccorso avevo sgridato Nicola, uno degli alunni, mettendogli una nota e chiedendo un incontro coi genitori. Il giorno del colloquio si è presentata solo la madre ed... è stato terribile”.
“Cosa è successo?”
“All’inizio sembrava tranquilla, abbiamo parlato dei risultati scolastici del figlio e del suo comportamento in generale. Ma poi... poi siamo arrivati a ciò che era successo: il figlio si era adirato per un voto basso, tra l’altro il primo dall’inizio dell’anno, e mi ha urlato contro, minacciandomi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita notturna

“Ha fatto in fretta a venire qui” dice Federica, medico di continuità assistenziale, al paziente, un signore anziano, distinto, con una camicia ben stirata e l’aspetto curato.
“Eh, sì. Abito vicino”.
Il medico raccoglie rapidamente l’anamnesi e nota che l’uomo diventa sempre più agitato e inizia a sudare.
“Non si preoccupi, da quello che mi dice mi sembra che lei stia tutto sommato bene”.
“Sì, non posso lamentarmi, a parte gli acciacchi dell’età, ma questo dell’ernia è davvero un grosso problema, non vorrei finire sotto i ferri del chirurgo quando le cose sono andate troppo avanti”.
“Si sdrai sul lettino che la visito”.
L’uomo obbedisce. Federica inizia l’esame obiettivo: cuore, polmoni, fegato tutto a posto. Poi incomincia la palpazione addominale.
“Dottoressa, il dolore è più in basso” dice il paziente afferrando la mano della dottoressa, con una forza inattesa per l’età e la dimostrata sofferenza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Silvia cambia lavoro

“Ciao Silvia, come stai?” chiede Alberto, giovane medico generalista, all’amica d’infanzia social media manager.
“Abbastanza bene, a parte il mal di testa perenne...”
“Sabato verrai alla festa di Federico, vero?”
“Non credo di farcela, il capo mi ha chiesto di seguire un altro evento dedicato alla moda, in quanto donna. Ma non pensare che l’abbia fatto per soddisfare un mio interesse personale o professionale. Avessi visto con che sorrisino mi ha di nuovo negato il mio tempo libero...”.
“E io che speravo di vederti di più e non in questa ora ritagliata alle nostre pause! Ma non è discriminatoria questa situazione? Come stai, ricordo che mi parlavi di alcuni problemi sul lavoro”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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La prevenzione cardiovascolare primaria

Titolo: La prevenzione cardiovascolare primaria (codice ECM 282187)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Da almeno 15 anni, le malattie cardio e cerebrovascolari sono la prima causa di morte nel mondo.

La prevenzione cardiovascolare è diventata quindi una priorità per la salute individuale e per la sanità pubblica.

Le linee guida sull'argomento propongono diversi criteri (non sempre concordanti) che possono mettere in difficoltà il medico, soprattutto nei soggetti a rischio basso o moderato.

Per chiarire tutti i dubbi a riguardo, è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano il corso FAD ECM "Prevenzione cardiovascolare primaria", aperto a tutti gli operatori sanitari, che risponde a queste e altre domande con tre casi di pratica quotidiana:

  • Come calcolare il rischio cardiovascolare di un soggetto apparentemente sano?
  • Quali soglie adottare per i parametri clinici indicatori del rischio?
  • Cosa consigliare al paziente?
  • Quando iniziare una terapia farmacologica?
  • L'acido acetilsalicilico può essere raccomandato nell'ottica della prevenzione?

Ecco alcuni stralci in anteprima delle tre storie:

Sotto pressione

“Ecco, dottore, per tutto questo mese, giù al Cairo c’è stata una grande manifestazione del Ministero della Salute – tira intanto fuori dalla borsa un foglietto di carta tutto piegato – c’erano diversi medici che visitavano e pesavano le persone, ci sono andata con mia sorella che non si faceva vedere da un po’. Ci hanno misurato la pressione e ci hanno detto che era alta, e che dovevamo prendere una pastiglia tutte le mattine”.
“Ma lei… Quanto alta?”
150/85” risponde la donna.
“Signora, adesso la riproviamo e vediamo come va prima di decidere il da farsi”

[...]

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Un asterisco di troppo

Un uomo sulla cinquantina è fermo alla porta dell’ambulatorio del proprio medico, stringe la maniglia con entrambe le mani: apre, chiude, apre, chiude... “Buongiorno, signor Vallerini!”
“Accidenti! Ora devo ricominciare”, apre, chiude, apre, chiude. Il medico nota con apprensione che il disturbo ossessivo-compulsivo del signor Vallerini è peggiorato in maniera considerevole.
“Signor Vallerini, c’è qualcosa che non va?” chiede il medico dopo che il paziente si è accomodato e sembra essersi placato un momento.
“Sto per morire” afferma ansioso allacciandosi e slacciandosi compulsivamente la cerniera zip della felpa “sto per morire. Mi verrà un ictus, come a papà” dice mentre allaccia e slaccia la zip.

[...]

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Male non fa?

I signori Ricci hanno 63 anni lei e 65 anni lui, e sono ancora in forma. Merito loro, si intende, due persone con la giusta attenzione alla salute.
“Tutto bene?”
“Dottore, sono venuto a fare il vaccino antinfluenzale, lo so che è un po’ tardi, mia moglie Eleonora ci ha già pensato un mese fa”.
“Diciamo che siamo sul filo di lana, si sieda e scopra il braccio”.
Mentre il medico estrae dal frigo il vaccino adiuvato, il signor Vittorio gli chiede: “Avrei anche una domanda”.
“Prego, mi dica”.
“Ieri sera sono venuti a cena da noi i miei cognati. Ci siamo fatti gli auguri perché poi loro fanno un viaggio e tornano dopo Capodanno. Che voglia, la sorella di moglie ha la mia età, ma il marito di anni ne ha compiuti 74 e non lo ferma nessuno. Ebbene, appena ci siamo seduti a tavola lui ha preso una pastiglia di aspirinetta. Mi dice che lo fa da anni, che gliel’ha prescritta il suo dottore quando ne aveva 50 o pochi di più perché fa bene al cuore e lo protegge dall’infarto... e anche dall’ictus. A giudicare dallo smalto di mio cognato funziona!”

“Ma lei i 50 anni li ha passati già da un bel po’ signor Ricci, non si offenda! A parte la battuta, so che ora dovrò smontare una convinzione che domina da lungo tempo, non solo nella testa dei pazienti, ma anche di noi medici”.
[...]

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Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione

Titolo: Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione (codice ECM 283864)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning

Tubercolosi: cosa dicono i dati più recenti?

I dati epidemiologici più recenti indicano che l’incidenza della TBC è globalmente in calo, sebbene la diminuzione non sia tale da raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia End TBC dell’OMS volta a eliminare la malattia.

Nel 2017 in Italia sono stati notificati 3.944 casi di TBC, corrispondenti a un’incidenza di 6,5/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni. Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica della TBC è diminuito in media dell’1,8% all’anno.

La tubercolosi continua comunque a rappresentare un fardello notevole sia per numero di casi sia di mortalità.

La trasmissione

La tubercolosi è causata dal Mycobacterium tuberculosis, un bacillo alcol-acido resistente che si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie di un individuo contagioso. Non tutte le persone che vengono a contatto con il patogeno sviluppano la malattia; qualora il sistema immunitario riesca a controllare l’infezione e questa rimanga quiescente, si parla di TBC latente, mentre, in presenza di segni e sintomi, si parla di TBC attiva. E’ una patologia che può coinvolgere vari organi ma l’interessamento tipico è quello polmonare. I segni e i sintomi variano a seconda dell’organo interessato.

Gli individui a rischio

Tra i  soggetti più a rischio di contrarre una malattia tubercolare attiva vi sono:

  • persone HIV positive hanno un rischio 20-30 volte maggiore di ammalarsi di TBC se infettate. Una malattia accelera il decorso dell’altra, la TBC è infatti la principale causa di morte tra le persone affette da HIV
  • persone affette da altre condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio: diabete, malnutrizione)
  • persone che hanno contratto l’infezione di recente (<2 anni)
  • neonati e bambini <5 anni di età
  • persone che fanno uso di tabacco o droghe
  • persone anziane.

I test di screening e diagnostici

A oggi non esiste un test affidabile e semplice per lo screening della tubercolosi. A fianco dei test di screening classici, il test di Mantoux e il test Quantiferon, si stanno affacciando sulla scena nuove modalità di screening, ancora in studio. La diagnosi si avvale invece della radiologia e di numerosi test batteriologici.

Prevenzione, diagnosi precoce e rilevamento dei casi attivi

La prevenzione riveste un ruolo essenziale nel controllo della tubercolosi. Secondo l’OMS, le due componenti principali per prevenire le nuove infezioni sono il trattamento della forma latente e la vaccinazione.

Per limitare la diffusione dell’infezione, le altre strade sono la diagnosi precoce, realizzata grazie all’iniziativa dei pazienti e alle strategie di screening, e il rilevamento dei casi attivi.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sulla tubercolosi, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Qual è la situazione attuale della TBC?
  • Come si trasmette la tubercolosi?
  • Quali sono le manifestazioni cliniche?
  • Quali sono i test di screening e diagnostici?
  • Come gestire la TBC attiva? E quella latente?
  • Sono previsti interventi di sanità pubblica?

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