I vaccini anti COVID-19: dalla ricerca alla pratica

Titolo: I vaccini anti COVID-19: dalla ricerca alla pratica (ID ECM 314292)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 26-01-2022
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (116 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Lo sviluppo dei vaccini anti-COVID-19 in tempo di pandemia

L'11 dicembre 2020 l'AIFA e l'EMA hanno approvato il primo vaccino anti COVID-19. Sperare di realizzare un vaccino contro SARS-CoV-2 entro l'estate 2021 sembrava un obiettivo molto ottimistico, in quanto il tempo medio per lo sviluppo di un vaccino è sempre stato di 10-15 anni.

Come abbiamo fatto a raggiungere un tale risultato? I motivi di questo successo sono molteplici, in sintesi si può dire che tale risultato dipende innanzitutto dai progressi della tecnologia e dall’enorme interesse concentratosi sul virus fin da parte dei ricercatori di tutto il mondo. Ma non va trascurato anche il ruolo delle conoscenze pregresse su virus correlati a SARS-CoV-2, dallo sviluppo di nuove piattaforme vaccinali, dai grandi investimenti finanziari e dal costante lavoro delle agenzie regolatorie.

Inoltre occorre segnalare che per lo sviluppo sono state messe in atto, oltre alle tecnologie “tradizionali” anche tecnologie innovative.

Caratteristiche dei vaccini tradizionali

Scopo dei vaccini è prevenire o mitigare le malattie infettive attraverso la stimolazione del sistema immunitario e la conseguente acquisizione della cosiddetta “immunità attiva".

I vaccini tradizionali utilizzano una forma attenuata o inattivata dell’agente patogeno in modo da indurre una risposta protettiva, senza causare la malattia.

Esistono due tipi di vaccini tradizionali:

  • vivi attenuati che utilizzano una forma indebolita del virus, in grado di crescere e replicarsi, ma non di far ammalare;
  • inattivati che contengono il virus il cui materiale genetico è stato distrutto ( per esempio da calore, sostanze chimiche o radiazioni) e quindi incapace di infettare e di replicarsi, ma in grado comunque di innescare una risposta protettiva.

Queste strategie, sperimentate contro COVID-19, sono collaudate e costituiscono la base di molti vaccini esistenti, compresi quelli per la febbre gialla e il morbillo o l’influenza stagionale e l’epatite A.

Nuove strategie

Il principio su cui si basano le nuove tecnologie è quello di far produrre direttamente dalle cellule del soggetto vaccinato il materiale biologico contro il quale si vuole ottenere la risposta immunitaria. Sono attualmente due le tecnologie utilizzate a questo fine:

  • basata su acidi nucleici (DNA o RNA);
  • a vettore virale.

Con la tecnologia a RNA viene fatto penetrare nelle cellule dell’ospite umano il materiale genetico codificante per la proteina spike di SARS-CoV-2. In tal modo le cellule del soggetto producono la proteina verso la quale deve essere attivata la risposta immunitaria.

Quelli a vettore virale invece utilizzano un virus reso innocuo per l’uomo, spesso modificato in modo da non essere in grado di replicarsi, al cui interno è stato inserito il codice genetico della proteina del virus.

Il vantaggio principale di questi nuovi vaccini è che possono essere sviluppati solo sulla base della sequenza genetica del virus.

Le varianti

L’emergere di nuove varianti di SARS-CoV-2 è un fenomeno previsto, perché comune in natura. I virus infatti cambiano continuamente e SARS-CoV-2 non fa eccezione. A livello globale è stata osservata una diversificazione di SARS-CoV-2 dovuta all’evoluzione del virus e a processi di adattamento.

Sebbene la maggior parte delle mutazioni emergenti non abbia un impatto significativo sulla diffusione del virus, alcune mutazioni o combinazioni di mutazioni possono però fornire al virus un vantaggio selettivo, conferendogli una maggiore trasmissibilità o la capacità di eludere la risposta immunitaria dell’ospite.

Assume quindi un ruolo fondamentale il sequenziamento genomico continuo di SARS-CoV-2, necessario per il monitoraggio della diffusione della malattia e dell’evoluzione del virus e per il miglioramento degli interventi diagnostici e terapeutici.

I rischi

Tra la fine del 2020 e le prime settimane del 2021 sono emerse in particolare tre varianti importanti.

  • Il 14 dicembre 2020, in Inghilterra è stata identificata una variante caratterizzata da una modifica nella proteina spike che il virus utilizza per legarsi al recettore ACE2 umano. Sembra che tale variazione abbia aumentato la trasmissibilità, tuttavia non vi è alcun cambiamento nella gravità della malattia (misurata in termini di durata del ricovero e di mortalità a 28 giorni), o nell’occorrenza di reinfezione rispetto ad altri virus SARS-CoV-2 circolanti nel Regno Unito.
  • In Sud Africa è emersa un’altra variante di SARS-CoV-2 (501Y.V2). Anche in questo caso sembra favorita una maggiore trasmissibilità, ma non una maggiore gravità.
  • Una terza variante è stata recentemente individuata in Brasile e in Giappone. Questa terza variante, individuata con la sigla B.1.1.28.1 o più semplicemente P.1, condivide alcune mutazioni della proteina spike sia con la variante sudafricana sia con quella inglese, e si ritiene possa essere caratterizzata anch’essa da una maggiore contagiosità.

L’emergere della variante inglese ha generato preoccupazioni circa l’efficacia dei vaccini. Tuttavia, al momento, non vi è alcuna prova che la mutazione del virus rilevata nel Regno Unito possa avere effetti sull’efficacia della vaccinazione: un primo studio preliminare effettuato sul vaccino Pfizer/BioNTech sembra confermare la sua efficacia anche sulla variante inglese.

I vaccini, infatti, determinano la formazione di una risposta immunitaria contro molti frammenti della proteina spike, quindi è improbabile che un singolo cambiamento renda il vaccino meno efficace. Non ci sono quindi al momento prove che dimostrino che la nuova variante eluderà la vaccinazione.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente, vuole fare chiarezza sui principali vaccini anti COVID-19 disponibili  e in fase di studio mostrando le caratteristiche e i dati disponibili. In particolare il corso prende in esame :

  • I vaccini a virus intero, basati su proteine, basati sugli acidi nucleici, a vettore virale
  • Il Piano strategico nazionale
  • Programma OMS e collaborazione internazionale
  • Disponibilità dei vaccini in Italia
  • Vaccini BNT162b2 di Pfizer/BioNTech, mRNA-1273 di Moderna, ChAdOx1 nCoV-19 di AstraZeneca/Università di Oxford
  • L’importanza di una corretta comunicazione

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    Piante medicinali: quali rischi

    Titolo: Piante medicinali: quali rischi (codice ECM 311230)
    Destinatari:
    tutti gli operatori sanitari
    Scadenza:
     31-12-2021
    Crediti:
    5
    Costo:
    30 €
    Programma:
    Favifad
    Valutazione dei partecipanti (162 valutazioni):
    8/10 rilevanza
    9/10 qualità
    8/10 efficacia

    L'uso delle piante medicinali

    Fin dall’antichità l’uomo ha cercato nella natura e in particolare nelle piante medicinali, i rimedi che lo potessero aiutare a prevenire e curare diverse malattie.

    Le fonti storiche dimostrano che per secoli le piante hanno costituito la principale fonte di medicamenti. Con il progredire delle conoscenze sulle tecniche di isolamento e sintesi chimica dei principi attivi, il mondo scientifico ha progressivamente indirizzato la propria attenzione verso i prodotti derivanti da questi processi. Tuttavia, negli ultimi decenni del XX secolo l’interesse per le piante è tornato a crescere.

    La crescente attenzione nei confronti dei prodotti a base di piante medicinali è da attribuire a diversi fattori.
    Da un lato una maggiore attenzione da parte del pubblico al benessere e alla salute. Dall’altro l’aumentata disponibilità di rimedi naturali reperibili in farmacie, erboristerie e nella grande distribuzione organizzata.

    Inoltre, le strategie di marketing e i messaggi pubblicitari provenienti dai mass media attribuiscono a questi prodotti numerose proprietà benefiche per la salute, sia fisica sia mentale, rendendoli attraenti per il pubblico. Secondo quanto emerge da indagini e sondaggi le persone tendono sempre di più a non rivolgersi al medico ma a procedere con l’automedicazione. In particolare la propensione è verso l’utilizzo di rimedi provenienti dal mondo vegetale. Si ha infatti spesso l'errata convinzione che l’origine naturale sia garanzia di sicurezza.

    Nella realtà non è così e sono molte le reazioni avverse che si verificano, per far fronte a questo problema è stato istituito un vero e proprio sistema di sorveglianza.

    La sorveglianza delle reazioni avverse

    La farmacovigilanza è l’insieme delle attività finalizzate all’identificazione, valutazione, comprensione e prevenzione degli effetti avversi o di qualsiasi altro problema correlato all’uso dei medicinali. Lo scopo è quello di assicurare un rapporto beneficio/rischio favorevole per la popolazione. Anche i prodotti di origine vegetale sono sottoposti a controllo, in quanto occorre tenere ben presente che naturale non è sinonimo di sicuro.

    Le pubblicazioni in letteratura infatti mostrano che anche le erbe officinali più utilizzate sono responsabili di reazioni avverse. Queste possono essere sia il risultato dell’azione esercitata dalla pianta sull’organismo sia la conseguenza di interazioni farmacologiche con medicinali assunti simultaneamente.
    La segnalazione delle reazioni avverse ai rimedi di origine vegetale segue due percorsi differenti a seconda del prodotto coinvolto.
    Nel caso dei medicinali vegetali autorizzati la segnalazione viene trasmessa all’Agenzia Italiana del Farmaco. Invece le segnalazioni per tutti gli altri prodotti “naturali” sono inviate all’Istituto Superiore di Sanità.
    In Italia questo sistema di controllo (fitosorveglianza) ha raccolto in questi anni oltre 2.000 segnalazioni. Va sottolineata l’importanza di mantenere un adeguato livello d’attenzione sull’argomento. Bisogna considerare che anche quando i prodotti a base di piante vengono utilizzati correttamente possono verificarsi reazioni indesiderate, in relazione alla qualità del prodotto utilizzato.
    Inoltre, le informazioni sulla sicurezza di questi prodotti sono particolarmente importanti in alcune popolazioni quali donne in gravidanza, bambini, pazienti anziani e nelle persone che stanno assumendo farmaci a uso cronico con il rischio quindi di interazioni.

    Il corso in breve

    Il corso dopo una parte introduttiva generale si concentra sulle principali piante medicinali di uso comune illustrandone i rischi in gravidanza, in allattamento e il rischio di interazione con altri farmaci.

    Si riportano di seguito i punti presi in esame dal corso in oggetto:

    • Epidemiologia: l’uso delle erbe officinali
    • Aspetti legislativi di base
    • Il sistema di fitosorveglianza in Italia
    • Le piante medicinali di comune impiego
    • Cannabis sativa
    • Consigli pratici.

     

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      La gestione sul territorio del paziente con COVID-19

      Titolo:  La gestione sul territorio del paziente con COVID-19 (ID ECM 312878)
      Destinatari: tutti gli operatori sanitari
      Scadenza:31-12-2021
      Crediti: 9,1
      Costo: 44,99 euro
      Programma: Instant Learning
      Valutazione dei partecipanti (135 valutazioni):
      9/10 rilevanza
      9/10 qualità
      9/10 efficacia

      Inquadramento clinico

      Soprattutto nella fase iniziale della pandemia mancavano indicazioni per la corretta gestione sul territorio del paziente COVID-19 (Coronavirus Disease 2019). In questi mesi di pandemia abbiamo studiato il virus e abbiamo compreso molto del suo comportamento. Innanzitutto si è visto che la presentazione clinica di COVID-19 varia fortemente in rapporto all’età e allo stato di immunocompetenza. Si può passare da una malattia inapparente a malattia con sintomatologia simile a quella di un raffreddore comune, a una polmonite bilaterale con grave difficoltà respiratoria, potenzialmente fatale.
      In quasi tutti i casi tuttavia il quadro iniziale comprende febbre con andamento continuo o intermittente, tosse, più frequentemente secca, astenia, mialgie e artralgie e disturbi gastrointestinali. Inoltre si è visto che sono sintomi distintivi i disturbi del gusto e dell’olfatto.

      Inoltre possono comparire all’esordio di COVID-19 o, più frequentemente, nelle fasi tardive altre espressioni di compromissione neurologica, come: agitazione, confusione, ictus, encefalopatia, disturbi piramidali, .

      Prognosi

      In una proporzione che va dal 15 al 30% dei malati COVID-19, dopo una decina di giorni si manifesta una sindrome da distress respiratorio acuto per la combinazione di danno alveolare e microtromboembolismo.

      Un’evoluzione sfavorevole della malattia è segnalata da un’alta carica virale, febbre persistente, iperferritinemia, alterato rapporto neutrofili/linfociti, aumento di LDH e AST, elevazione del D-dimero e di alcune proteine infiammatorie. I pazienti più a rischio sono gli anziani, maschi, obesi e con altre patologie. In particolare: ipertensione, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, diabete mellito, insufficienza renale e malattia coronarica.

      L'assistenza al paziente COVID-19 sul territorio

      L’intervento dei medici delle cure primarie (MMG, PLS, CA) si realizza, soprattutto, da remoto, avvalendosi dei mezzi telematici o telefonici a disposizione del paziente e pianificati e registrati su piattaforme concordate con le ATS. Le visite ambulatoriali o domiciliari “in presenza” ritenute indispensabili possono essere effettuate se il sanitario ha in dotazione e indossa gli adeguati DPI (dispositivi di protezione individuale).

      Nella prima fase della pandemia non era chiaro quale fosse il momento più opportuno per il ricovero in ospedale. Solo successivamente grazie all'analisi dei dati provenienti da 1.205 ambulatori di medicina generale britannici, dalla sorveglianza epidemiologica, dai registri ospedalieri e di mortalità di oltre 6 milioni di pazienti adulti è stato messo a punto l’algoritmo QCOVID che predice il rischio di ricovero ospedaliero e di morte. I pazienti con malattia definibile lieve possono restare al proprio domicilio, in isolamento per almeno 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi, purché assistiti da qualcuno in grado badare alla loro alimentazione e alla sorveglianza di un eventuale peggioramento. Le persone anziane e quelle immunodepresse possono presentare sintomi atipici e quindi vanno valutati con particolare attenzione.

      Secondo la SIMG (Società Italiana Medici di Medicina Generale) i criteri per stabilire che un paziente COVID-19 può rimanere al proprio domicilio sono i seguenti:

      • forma clinica con febbre non elevata, tosse, vago malessere generale, rinorrea, mal di gola, assenza distato confusionale o letargia, di ipotensione arteriosa, di vomito o diarrea incoercibili;
      • assenza di dispnea: è importante il monitoraggio della saturazione periferica di ossigeno di base,accettabile fino al 95% e di quella dopo sforzo (test del cammino per 6 minuti), accettabile fino al 93%.
      • vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica possibilmente eseguite;
      • età <80 anni, sopra tale età, il ricovero è fortemente raccomandato; per le età inferiori il giudizio, più che anagrafico, deve essere clinico;
      • garanzia di una linea di comunicazione diretta con il medico o con un operatore sanitario (infermiere di studio) fino a completa risoluzione del quadro clinico

      Il corso in breve

      La gestione del paziente con COVID-19 a domicilio è fondamentale non solo per il singolo malato ma anche per evitare che gli ospedali, specie in fase di ondata epidemica, abbiano troppi accessi inappropriati. Il corso fornisce le indicazioni per una corretta valutazione della gravità del paziente COVID-19 e per una adeguata gestione sul territorio. In sintesi i punti presi in esame dal corso sono:

      • Sintomatologia
      • Classificazione della gravità della malattia
      • Prognosi
      • Triage
      • Criteri per la decisione tra cure a casa o ricovero in ospedale
      • Diagnosi differenziale
      • L’assistenza al paziente domiciliare
      • I compiti del medico (MMG e PLS)
      • La telemedicina
      • La consulenza telefonica
      • L’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
      • Conferma diagnostica
      • Definizione di caso
      • Definizione di contatto stretto
      • I vari tipi di test
      • Quali test utilizzare
      • Test rapidi nell’ambulatorio del MMG o PLS21
      • Gestione domiciliare
      • Terapie a domicilio
      • Mantenimento delle terapie croniche in corso
      • Vaccinazioni
      • Gestione dei pazienti con comorbilità
      • Un decorso prolungato
      • Persistenza virale
      • Long COVID

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        diabete di tipo 2

        Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

        Titolo:  Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 (ID ECM 295975)
        Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi medici)
        Scadenza: 07-05-2021
        Crediti: 5
        Costo: 20 €
        Programma: Novel Learning
        Valutazione dei partecipanti (258 valutazioni):
        8/10 rilevanza
        9/10 qualità
        8/10 efficacia

        Una nuova tipologia di formazione a distanza...a fumetti

        "Diagnosi e diabete di tipo 2" è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

         

         

        Mettiti alla prova con il primo caso

        Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
        “Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
        La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.

        Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
        Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette.

         

         

        Scopri come continua la storia

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          Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

          Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
          Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
          Scadenza: 31-12-2020
          Crediti: 3,90
          Costo: 20 €
          Programma: Instant Learning
          Valutazione dei partecipanti (199 valutazioni):
          9/10 rilevanza
          9/10 qualità
          9/10 efficacia

          Premesse

          Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

          Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

          Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

          Farmaci e COVID-19: il corso in breve

          Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

          In particolare si prendono in esame i farmaci:

          • Antimalarici
          • Antivirali
          • Monoclonali
          • Plasma
          • Antibiotici di supporto
          • Eparine a basso peso molecolare
          • Altri farmaci

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            COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

            Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
            Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
            Scadenza: 12-05-2021
            Crediti: 5
            Costo: 30 €
            Programma: Instant Learning
            Valutazione dei partecipanti (100 valutazioni):
            9/10 rilevanza
            9/10 qualità
            9/10 efficacia

            COVID-19 e gravidanza

            Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

            Come si trasmette il virus?

            Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

            Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

            Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

            Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
            Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

            Il corso in breve

            Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

            In particolare prende in esame:

            • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
            • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
            • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
            • il monitoraggio della gravidanza
            • la gestione del parto e le sue conseguenze
            • l'allattamento materno.

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              Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

              emergenza covid-19 misure di protezione

              Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
              Destinatari: tutti gli operatori sanitari
              Scadenza: 31-12-2020
              Crediti: 3,9
              Costo: 10 €
              Programma: Instant Learning
              Valutazione dei partecipanti (632 valutazioni):
              9/10 rilevanza
              9/10 qualità
              9/10 efficacia

              Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

              Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

              Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

              •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
                sapone in caso di mani visibilmente sporche;
              • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
              • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
                immediatamente;
              • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
              •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

              L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

              Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

              Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

              Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

              Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

              • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
                o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
              • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
              • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
              • protezione delle mani: guanti.

              Le risposte per la pratica quotidiana

              Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

              • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
              • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
              • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
              • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

               

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                Smart working e salute dei lavoratori

                smart-working-e-salute

                Titolo: Smart working e salute (codice ECM 287719)
                Destinatari:
                tutti gli operatori sanitari
                Scadenza:
                 31-12-2020
                Crediti:
                2
                Costo:
                20 €
                Programma:
                MeLa Flash
                Valutazione dei partecipanti (143 valutazioni):
                8/10 rilevanza
                8/10 qualità
                8/10 efficacia

                Una definizione di "smart working"

                Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. In questo modo il lavoratore può  conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

                Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È  quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

                Smart working e salute: quali possibili rischi per i lavoratori?

                Sulla base della disposizione legislativa, è stata predisposta una articolata attività formativa-informativa dedicata a molteplici aspetti legati sia alla sicurezza dei ‘potenziali’ ambienti di lavoro sia ai rischi per la salute, ipotizzando prima di tutto la possibile amplificazione dei rischi tradizionali che caratterizzano l’attività del lavoratore ‘stanziale’ al videoterminale (art. 174 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
                • rischi per la vista e per gli occhi
                • problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
                • rischi relativi alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

                Va sottolineato che non ci sono a oggi dati certi dalla letteratura su smart working e salute dei lavoratori.

                Un corso FAD dedicato

                Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2 ECM) di medicina del lavoro tratta lo smart working e i possibili rischi per la salute in diverse situazioni.

                Ecco l'anteprima di uno dei casi.

                Una “nuova vita” per la neomamma Luisa

                Luisa, giovane impiegata addetta alle vendite in una ditta di piccoli elettrodomestici, sposata, con un bimbo di due anni, incontra l’amica Giorgia per un caffè.

                Le due non si vedono da diversi mesi, presa com’è Luisa dal lavoro, che oltretutto dista da casa una ventina di chilometri, le incombenze domestiche, il piccolo Daniel che non dorme la notte...
                “Ciao, carissima!” la saluta l’amica con un abbraccio. “Ciao, Giorgia” sorride Luisa “come stai?”
                “Come stai tu piuttosto?” chiede preoccupata Giorgia “fatti guardare... mamma mia che occhiaie che hai! Allora, vuoi trovare una soluzione per conciliare tutti gli impegni della tua vita? Non puoi andare avanti così!”
                “Sì sì, tranquilla, infatti ti ho invitata per il caffè proprio per raccontarti la bella novità: ho parlato con il mio capo della situazione, e mi ha proposto di passare a un regime di smart working per un periodo di prova di sei mesi, per vedere se così mi trovo meglio... dice che già altri sei dipendenti lo stanno attuando, e pare si trovino bene...”.

                [...] Scopri come procede la storia nel corso

                Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

                Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

                corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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                  Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

                  farmaci in gravidanza

                  Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
                  Destinatari: tutti gli operatori sanitari
                  Scadenza: 31-12-2020
                  Crediti: 5
                  Costo: 30 €
                  Programma: FaViFAD

                  La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

                  Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

                  Effetti dei farmaci sul feto

                  La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

                  Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

                  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
                  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
                  • ritardo di crescita
                  • morte fetale o natimortalità

                  Farmaci in gravidanza: una classificazione

                  La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

                  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

                  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

                  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

                  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

                  Le risposte per la pratica quotidiana

                  Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

                  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
                  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
                  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
                  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
                  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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