COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
Scadenza: 12-05-2021
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (19 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

COVID-19 e gravidanza

Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

Come si trasmette il virus?

Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

Il corso in breve

Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

In particolare prende in esame:

  • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
  • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
  • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
  • il monitoraggio della gravidanza
  • la gestione del parto e le sue conseguenze
  • l'allattamento materno.

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Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

emergenza covid-19 misure di protezione

Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 10 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (357 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

  •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
    sapone in caso di mani visibilmente sporche;
  • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
  • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
    immediatamente;
  • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
  •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

  • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
    o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
  • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
  • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
  • protezione delle mani: guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
  • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
  • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
  • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

 

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Sigarette elettroniche e salute

Titolo:  Sigarette elettroniche e salute (ID ECM 290073)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (77 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

C'è una vera e propria epidemia di sigarette elettroniche, specie tra i giovani. Dati statunitensi indicano in un solo anno (dal 2018 al 2019) il raddoppio degli utilizzatori nelle fasce d'età meno protette, dati italiani parlano di oltre 900.000 utilizzatori di qualunque età.  Questa diffusione a macchia d'olio impone di avere informazioni più precise e attendibili sugli eventuali danni alla salute delle sigarette elettroniche. In letteratura scientifica sono stati pubblicati i primi lavori che dimostrano i problemi di sicurezza. A questi si aggiunge il rischio che i giovani svapatori (l'uso della sigaretta elettronica è detto "svapare" e non "fumare") passino più facilmente poi al fumo di sigaretta tradizionale.

Gli effetti sulla salute

Le prove scientifiche sui rischi per la salute associati all’uso dei sistemi elettronici di somministrazione della nicotina (ENDS) sono in rapida evoluzione. Dalla seconda metà del 2019 si è assistito, negli Stati Uniti, a un aumento repentino di casi di grave malattia polmonare associata all’uso di sigarette elettroniche.

Le presentazioni cliniche facevano rilevare dispnea, tosse, dolore toracico e sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Secondo la letteratura scientifica e-cig e tabacco riscaldato non possono essere definiti innocui, né privi di rischi per la salute. Gli esiti raggiunti finora mostrano effetti negativi sulle cellule dei polmoni, nelle persone, negli animali e sui campioni di tessuto analizzati in laboratorio. Diversi studi hanno evidenziato un aumento di disturbi respiratori in coloro che “svapano”, come bronchiti e asma.

Durante la vaporizzazione sono rilasciati nell’ambiente le particelle ultrafini e i composti organici volatili. Il risultato è un nuovo tipo di fumo passivo, chiamato“svapo passivo”. La scienza non considera le e-cig un metodo efficace di disassuefazione. I pareri favorevoli all’uso delle sigarette elettroniche come coadiuvanti per la cessazione del fumo indicano come necessaria la valutazione degli effetti a lungo termine per monitorare il tasso di eventuali ricadute: fare in modo che i pazienti non ritornino alle sigarette tradizionali deve essere la priorità.

Il corso in breve

Il corso aperto a tutti gli operatori sanitari prende in esame i seguenti punti:

  • I dati epidemiologici italiani e statunitensi
  • Che cos'è la sigaretta elettronica
  • Quali sono gli effetti sulla salute
  • Quali i provvedimenti e i tentativi di regolamentazione

 

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Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)

Titolo:  Malattie respiratorie emergenti: il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2)(ID ECM 289222)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 20 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (858 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 ha rapidamente conquistato le prime pagine di giornali, telegiornali, siti web. Le informazioni scientifiche date sono spesso prive di fondamento o provengono da fonti inattendibili. E’ quindi necessario fare chiarezza, in un quadro in continua evoluzione.

Epidemia o pandemia?

Un’epidemia è definita come “la presenza di più casi rispetto all’atteso di una particolare malattia in una determinate area, o in uno specifico gruppo di persone in un determinato periodo di tempo” e può essere dovuta all’emergenza di un nuovo agente patogeno o a mutazioni genetiche di un agente già esistente, che lo rendono più virulento oppure anche alla recente introduzione di un agente in un ambiente dove non era presente prima, talvolta insieme anche a una diversa suscettibilità della risposta dell’ospite o a nuove modalità di contagio.

Si parla invece di pandemia quando “un’epidemia si diffonde a più continenti o in tutto il mondo”.

Quali sono le caratteristiche del nuovo coronavirus?

I coronavirus sono virus a RNA che causano per lo più infezioni non gravi delleprime vie respiratorie. Alcuni però hanno un tropismo per le basse vie respiratorie e causano malattie gravi come la SARS e la MERS. Il nuovo coronavirus 2019 è già stato sequenziato in più laboratori; non si ha ancora certezza sulla specie animale di origine (più probabile una specie di pipistrelli) anche se il mercato all’ingrosso del pesce di Wuhan come partenza del focolaio è accertata. L'analisi della sequenza genomica del virus mostra che il 2019 n-CoV condivide per il 79,5% la sequenza genica del coronavirus della SARS e per il 96,2% quella di un coronavirus dei pipistrelli.

Il virus che si sta diffondendo in Cina e nel resto del mondo ha la stessa sequenza del virus originariamente isolato a Wuhan, dunque è avvenuto un solo evento di passaggio di specie e al momento non si sono verificate mutazioni.

Come avviene la trasmissione e come si manifesta l'infezione?

Il meccanismo principale di trasmissione del SARS-CoV-2 è quello per via aerea attraverso il contatto con i casi sintomatici, è possibile, pur molto meno frequente, la possibilità di trasmissione da un soggetto infetto ma asintomatico. Il periodo di incubazione può raggiungere le due settimane e i sintomi di presentazione non sono specifici, essendo simili a quelli di una sindrome influenzale. Il virus causa una polmonite, con un quadro radiologico sovrapponibile a quello di altre polmoniti virali.

Il corso in breve

Questo corso FAD ECM, aggiornato regolarmente ogni 15 giorni, vuole fare chiarezza usando solo informazioni evidence-based. Nel testo del corso sono comunque riportati link a fonti autorevoli aggiornate in tempo reale per seguire l’andamento della epidemia/pandemia.

In particolare il corso prende in esame:

  • Epidemiologia
  • Che cosa si sa del SARS-CoV-2
  • Il contagio e la malattia
  • Come fare la diagnosi e come gestire il paziente
  • Come prevenire l’infezione
  • Le misure di sanità pubblica
  • L’importanza di una corretta comunicazione

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Igiene delle mani: come farla perché sia efficace

Titolo:  Igiene delle mani come farla perché sia efficace (codice ECM 289150)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 3,9
Costo: 15 €
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (729 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Perché è importante l’igiene delle mani per la prevenzione?

I Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno definito l’igiene delle mani la procedura più semplice, più economica e più efficace per ridurre il rischio di infezioni in quanto evita che i germi si trasmettano da un soggetto a un altro.
Le mani sono il principale veicolo di trasmissione delle infezioni perché la cute è normalmente colonizzata da batteri. Dalle mani non lavate, i germi possono entrare nell’organismo in modo diretto perché si portando le mani alla bocca, agli occhi o nel naso oppure in modo indiretto perché si toccano gli alimenti con le mani sporche e poi si mangia. Secondo quanto emerge dagli studi una corretta igiene delle mani può ridurre:

  • il numero di casi di diarrea nella popolazione generale (23-40%);
  • i casi di malattia diarroica nelle persone con sistema immunitario indebolito (circa il 58%);
  • i casi di malattie respiratorie nella popolazione generale (16-21%);
  • le assenze da scuola a causa di malattie gastrointestinali (29-57%);
  • l’incidenza di infezioni correlate all’assistenza (circa il 30%).

L’igiene delle mani non solo è una pratica efficace per prevenire le infezioni ma è utile anche per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Riducendo il rischio di infezione, infatti, si riduce di conseguenza anche la prescrizione e quindi l’uso di antibiotici in maniera inappropriata.

I momenti dell’igiene delle mani

L’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato cinque momenti nei quali l’operatore sanitario deve lavarsi le mani:

  • immediatamente prima del contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con il paziente;
  • immediatamente dopo il contatto con qualsiasi fluido corporeo;
  • immediatamente dopo l’esecuzione di qualsiasi procedura sul paziente che potrebbe avere causato la contaminazione delle mani;
  • immediatamente dopo la rimozione dei guanti.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sull'igiene delle mani, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Quali sono le funzioni e le caratteristiche della pelle?
  • Perché è importante l'igiene delle mani per la prevenzione?
  • Qual è il ruolo dell’igiene delle mani nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza?
  • Come va eseguito il lavaggio delle mani nella pratica assistenziale?
  • Quali detergenti e quali antisettici utilizzare?
  • Quali norme igieniche possono ridurre il rischio di contagio in caso di epidemia?
  • Quali ulteriori accorgimenti vanno rispettati per garantire l’igiene delle mani?
  • Il lavaggio delle mani è una procedura praticata dagli operatori sanitari?

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Smart working e salute dei lavoratori

smart-working-e-salute

Titolo: Smart working e salute (codice ECM 287719)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (92 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Una definizione di "smart working"

Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. In questo modo il lavoratore può  conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È  quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

Smart working e salute: quali possibili rischi per i lavoratori?

Sulla base della disposizione legislativa, è stata predisposta una articolata attività formativa-informativa dedicata a molteplici aspetti legati sia alla sicurezza dei ‘potenziali’ ambienti di lavoro sia ai rischi per la salute, ipotizzando prima di tutto la possibile amplificazione dei rischi tradizionali che caratterizzano l’attività del lavoratore ‘stanziale’ al videoterminale (art. 174 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
• rischi per la vista e per gli occhi
• problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
• rischi relativi alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

Va sottolineato che non ci sono a oggi dati certi dalla letteratura su smart working e salute dei lavoratori.

Un corso FAD dedicato

Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2 ECM) di medicina del lavoro tratta lo smart working e i possibili rischi per la salute in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima di uno dei casi.

Una “nuova vita” per la neomamma Luisa

Luisa, giovane impiegata addetta alle vendite in una ditta di piccoli elettrodomestici, sposata, con un bimbo di due anni, incontra l’amica Giorgia per un caffè.

Le due non si vedono da diversi mesi, presa com’è Luisa dal lavoro, che oltretutto dista da casa una ventina di chilometri, le incombenze domestiche, il piccolo Daniel che non dorme la notte...
“Ciao, carissima!” la saluta l’amica con un abbraccio. “Ciao, Giorgia” sorride Luisa “come stai?”
“Come stai tu piuttosto?” chiede preoccupata Giorgia “fatti guardare... mamma mia che occhiaie che hai! Allora, vuoi trovare una soluzione per conciliare tutti gli impegni della tua vita? Non puoi andare avanti così!”
“Sì sì, tranquilla, infatti ti ho invitata per il caffè proprio per raccontarti la bella novità: ho parlato con il mio capo della situazione, e mi ha proposto di passare a un regime di smart working per un periodo di prova di sei mesi, per vedere se così mi trovo meglio... dice che già altri sei dipendenti lo stanno attuando, e pare si trovino bene...”.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Diagnosi e gestione della tosse acuta

Titolo: Diagnosi e gestione della tosse acuta (codice ECM 282188)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Si definisce "acuta" una tosse della durata massima di 21 giorni, anche se in alcuni casi la durata può raggiungere le 4 settimane. La causa più frequente di tosse acuta sono le infezioni delle alte vie aeree, come il raffreddore o l’influenza.

Essendo una condizione frequente, il paziente è spesso indotto a curare la tosse acuta con l'automedicazione. D'altro canto, anche per il medico la gestione può essere difficile, data la molteplicità di fattori causali e le attese del paziente di vedersi prescritti trattamenti non appropriati.

Per chiarire i dubbi più comuni, è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano il corso FAD ECM sulla diagnosi e gestione della tosse acuta, aperto a tutti gli operatori sanitari.

In particolare, attraverso tre storie di pratica quotidiana, il corso risponde a queste e altre domande:

  • Quali sono le cause più comuni di insorgenza di tosse acuta?
  • Quando è raccomandato l'uso dell'antibiotico?
  • Sono efficaci i rimedi naturali?
  • Si raccomanda l'uso del miele per curare la tosse acuta?
  • Come si gestisce la tosse acuta in età pediatrica?
  • Quando si somministrano gli antibiotici ai bambini in caso di tosse acuta?

Ecco un'anticipazione delle tre storie:

“Voglio l’antibiotico”

Anna è una giovane signora di 36 anni, assistita da poco tempo dal dottor Bertoli. Si è recentemente trasferita in città, e lavora full time per un’agenzia di consulenze.
“Ho questo problema che mi infastidisce da ormai due settimane. Ero a Chicago per lavoro, ed è da quando sono atterrata a Milano che non la smetto di tossire. Non ne posso più”.
Sembrera trattarsi di una tosse grassa...
Senta che tosse, all’inizio era più secca, ma adesso…"
"Ha avuto la febbre?"
“Più che altro nei primi giorni, quando pensavo di essermi presa un grosso raffreddore”.
“Lei fuma, signora?” chiede il medico
“Mai fumato in vita mia, dottore”

[...]

Scopri come continua la storia...

Gli acciacchi del centauro

Il signor Mario è un omone di 72 anni molto simpatico, che ha una passione sfrenata per le moto. Però, come tutte le persone con diabete, ha quella tendenza a essere più complicato degli altri.
“Dottore, la settimana scorsa mi ha fatto venire per la visita oculistica, oggi per il vaccino, non mi
molla mai!”
“Signor Mario, l’antinfluenzale lei la deve fare, e anche prima di tutti gli altri!”
“Come farei senza di lei?”
Medico e paziente condividono una risata… che però induce in Mario un forte accesso di tosse.
“Da quanto se la porta avanti questa tosse?” si informa il medico.
“Ma, non lo so, saranno due giorni”
“Non mi convince, e la sento anche piuttosto ‘preso’ mentre parla. Preferisco sentire come vanno i polmoni

[...]

Scopri come continua la storia...

Polveroso

La signora Bianchi e il figlioletto di 7 anni Simone vengono ricevuti dalla dottoressa Alfietti, pediatra di libera scelta. Simone è un bambino sano se non per l’allergia agli acari della polvere, diagnosticata da un paio d’anni che si manifesta con riniti allergiche ricorrenti e dermatite atopica. Il bimbo tossisce da domenica.

“Il puff per la rinite l’ha sempre preso?”
“Sì, dottoressa, gliel’ho dato e speravo che servisse, invece questa volta niente”.
“E ha preso anche qualcos’altro per la tosse?”
“No, aspettavo il suo parere. In farmacia vendono talmente tanti prodotti per la tosse. Certo che se fosse possibile dargli qualcosa, almeno per farlo dormire la notte” risponde speranzosa la donna.
Interpretando il silenzio della pediatra come un’espressione di contrarietà, la mamma di Simone suggerisce: “Scusi dottoressa, perché non il miele? Me lo diceva anche mia nonna, lei cosa ne pensa?

[...]

Scopri come continua la storia...

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La violenza sul luogo di lavoro

violenza-sul-luogo-di-lavoro

Titolo: La violenza sul luogo di lavoro (codice ECM 282053)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (39 valutazioni):
8/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

 Violenza sul luogo di lavoro: dati europei

La violenza sul luogo di lavoro rappresenta una criticità con un impatto notevole in vari comparti, in quanto è in grado di compromettere la salute (fisica e psicologica), la sicurezza o il benessere di un individuo.

Secondo l'European Working Conditions Survey, il 6% dei lavoratori europei afferma di essere stato vittima di violenza da parte di colleghi (4%) o di terzi (2%) sul posto di lavoro. Per quanto riguarda il settore lavorativo, il rischio di subire minacce o violenza è massimo (12-14%) per i lavoratori della sanità e dell’istruzione, seguiti da quelli della pubblica amministrazione e della difesa, da quelli dei trasporti e delle comunicazioni e ancora dai lavoratori delle settore alberghiero e della ristorazione.

Aperto a tutti gli operatori sanitari, il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta il tema della violenza sul luogo di lavoro in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima dei tre casi.

La mamma aggressiva

Francesco Muttari, insegnante trentacinquenne di una scuola media, discute con il medico competente della scuola dell'attacco di ansia che l'ha portato ad essere ricoverato due mesi prima.

“Vede, una decina di giorni prima di finire al Pronto soccorso avevo sgridato Nicola, uno degli alunni, mettendogli una nota e chiedendo un incontro coi genitori. Il giorno del colloquio si è presentata solo la madre ed... è stato terribile”.
“Cosa è successo?”
“All’inizio sembrava tranquilla, abbiamo parlato dei risultati scolastici del figlio e del suo comportamento in generale. Ma poi... poi siamo arrivati a ciò che era successo: il figlio si era adirato per un voto basso, tra l’altro il primo dall’inizio dell’anno, e mi ha urlato contro, minacciandomi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita notturna

“Ha fatto in fretta a venire qui” dice Federica, medico di continuità assistenziale, al paziente, un signore anziano, distinto, con una camicia ben stirata e l’aspetto curato.
“Eh, sì. Abito vicino”.
Il medico raccoglie rapidamente l’anamnesi e nota che l’uomo diventa sempre più agitato e inizia a sudare.
“Non si preoccupi, da quello che mi dice mi sembra che lei stia tutto sommato bene”.
“Sì, non posso lamentarmi, a parte gli acciacchi dell’età, ma questo dell’ernia è davvero un grosso problema, non vorrei finire sotto i ferri del chirurgo quando le cose sono andate troppo avanti”.
“Si sdrai sul lettino che la visito”.
L’uomo obbedisce. Federica inizia l’esame obiettivo: cuore, polmoni, fegato tutto a posto. Poi incomincia la palpazione addominale.
“Dottoressa, il dolore è più in basso” dice il paziente afferrando la mano della dottoressa, con una forza inattesa per l’età e la dimostrata sofferenza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Silvia cambia lavoro

“Ciao Silvia, come stai?” chiede Alberto, giovane medico generalista, all’amica d’infanzia social media manager.
“Abbastanza bene, a parte il mal di testa perenne...”
“Sabato verrai alla festa di Federico, vero?”
“Non credo di farcela, il capo mi ha chiesto di seguire un altro evento dedicato alla moda, in quanto donna. Ma non pensare che l’abbia fatto per soddisfare un mio interesse personale o professionale. Avessi visto con che sorrisino mi ha di nuovo negato il mio tempo libero...”.
“E io che speravo di vederti di più e non in questa ora ritagliata alle nostre pause! Ma non è discriminatoria questa situazione? Come stai, ricordo che mi parlavi di alcuni problemi sul lavoro”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione

Titolo: Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione (codice ECM 283864)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning

Tubercolosi: cosa dicono i dati più recenti?

I dati epidemiologici più recenti indicano che l’incidenza della TBC è globalmente in calo, sebbene la diminuzione non sia tale da raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia End TBC dell’OMS volta a eliminare la malattia.

Nel 2017 in Italia sono stati notificati 3.944 casi di TBC, corrispondenti a un’incidenza di 6,5/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni. Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica della TBC è diminuito in media dell’1,8% all’anno.

La tubercolosi continua comunque a rappresentare un fardello notevole sia per numero di casi sia di mortalità.

La trasmissione

La tubercolosi è causata dal Mycobacterium tuberculosis, un bacillo alcol-acido resistente che si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie di un individuo contagioso. Non tutte le persone che vengono a contatto con il patogeno sviluppano la malattia; qualora il sistema immunitario riesca a controllare l’infezione e questa rimanga quiescente, si parla di TBC latente, mentre, in presenza di segni e sintomi, si parla di TBC attiva. E’ una patologia che può coinvolgere vari organi ma l’interessamento tipico è quello polmonare. I segni e i sintomi variano a seconda dell’organo interessato.

Gli individui a rischio

Tra i  soggetti più a rischio di contrarre una malattia tubercolare attiva vi sono:

  • persone HIV positive hanno un rischio 20-30 volte maggiore di ammalarsi di TBC se infettate. Una malattia accelera il decorso dell’altra, la TBC è infatti la principale causa di morte tra le persone affette da HIV
  • persone affette da altre condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio: diabete, malnutrizione)
  • persone che hanno contratto l’infezione di recente (<2 anni)
  • neonati e bambini <5 anni di età
  • persone che fanno uso di tabacco o droghe
  • persone anziane.

I test di screening e diagnostici

A oggi non esiste un test affidabile e semplice per lo screening della tubercolosi. A fianco dei test di screening classici, il test di Mantoux e il test Quantiferon, si stanno affacciando sulla scena nuove modalità di screening, ancora in studio. La diagnosi si avvale invece della radiologia e di numerosi test batteriologici.

Prevenzione, diagnosi precoce e rilevamento dei casi attivi

La prevenzione riveste un ruolo essenziale nel controllo della tubercolosi. Secondo l’OMS, le due componenti principali per prevenire le nuove infezioni sono il trattamento della forma latente e la vaccinazione.

Per limitare la diffusione dell’infezione, le altre strade sono la diagnosi precoce, realizzata grazie all’iniziativa dei pazienti e alle strategie di screening, e il rilevamento dei casi attivi.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sulla tubercolosi, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Qual è la situazione attuale della TBC?
  • Come si trasmette la tubercolosi?
  • Quali sono le manifestazioni cliniche?
  • Quali sono i test di screening e diagnostici?
  • Come gestire la TBC attiva? E quella latente?
  • Sono previsti interventi di sanità pubblica?

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La gestione del primo soccorso aziendale

Titolo: Il d.m. 388/03 e la gestione del primo soccorso aziendale (codice ECM 282184)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (163 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

L'importanza del primo soccorso aziendale

Il primo soccorso è l’insieme di interventi, di manovre e azioni messe in essere da chiunque si trovi a dover affrontare una emergenza sanitaria, in attesa dell’arrivo di personale specializzato.
Gli obiettivi del primo soccorso sono:

  • riconoscere una situazione di emergenza, valutare le condizioni della vittima e attivare la catena dell’emergenza, allertando i soccorsi avanzati se necessario;
  •  prestare i primi soccorsi utilizzando competenze adeguate;
  • evitare l’insorgenza di ulteriori danni causati da un mancato soccorso o da un soccorso condotto in maniera impropria.

La normativa (d.lgs. 81/2008; d.m. salute 388/2003) conferisce al primo soccorso un ruolo importante all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti e a organizzare il piano di emergenza.

La figura del datore di lavoro, tenendo conto della natura dell’attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva e sentito il medico competente (ove nominato), deve prendere i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza. Deve inoltre tenere conto anche delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.

Dall’organizzazione del sistema di primo soccorso aziendale dipende infatti l’attivazione precoce e tempestiva dei primi tre anelli della catena dell’emergenza, in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati. Una corretta gestione delle prime fasi di un’emergenza sanitaria può fare la differenza tra la vita e la morte, tra recupero rapido o prolungato, tra disabilità temporanea o permanente.

Attraverso tre pratica quotidiana, questo corso di medicina del lavoro dedicato a tutti gli operatori sanitari (2 ECM) affronta la gestione del primo soccorso sui luoghi di lavoro.

Qualche lume sulla legge

Il professo Marco Pizzaballa, docente di filosofia, è stato nominato, recentemente, dirigente scolastico del nuovo Istituto Comprensivo di Pian del Lago. Essendo una istituzione scolastica di nuova formazione, l’istituto comprensivo ha necessità di una pianificazione e organizzazione del sistema di sicurezza con la redazione del Documento di valutazione dei rischi, l’identificazione e la nomina degli addetti alle emergenze (Addetti antincendio e primo soccorso), con relativa predisposizione del piano di emergenza.
Essendo alle prime armi il professor Pizzaballa si affida alla consulenza del medico competente, il dottor Camillo Sempione, per formare gli addetti della squadra di Primo soccorso....

[...] Scopri come procede la storia nel corso

E’ ora di formare la squadra di primo soccorso

Il preside, soddisfatto, dice: “Molto bene, dottor Sempione, ora viene la parte interessante: dobbiamo individuare gli addetti per la squadra di primo soccorso! Secondo lei come possiamo procedere?”
“La designazione degli addetti al primo soccorso deve tener conto di alcune variabili” risponde il medico competente, che spiega in dettaglio al preside quali sono i parametri da tenere in considerazione prima di procedere alla formazione della squadra.

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Il piano di primo soccorso

“Buono questo caffè” dice il medico al preside.
“Ci siamo presi il lusso, con una colletta tra colleghi, di prenderci una macchinetta con le cialde”.
“Certo che questa cosa del primo soccorso è davvero importante. Avere delle persone formate ci fa stare più tranquilli. Ma quindi i lavoratori formati grazie alla cassetta di pronto soccorso potranno intervenire all’occorrenza per curare e medicare i loro colleghi con eventuali farmaci o medicamenti?”

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Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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