Diagnosi e gestione della tosse acuta

Titolo: Diagnosi e gestione della tosse acuta (codice ECM 282188)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
31-12-20
Crediti:
2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Si definisce "acuta" una tosse della durata massima di 21 giorni, anche se in alcuni casi la durata può raggiungere le 4 settimane. La causa più frequente di tosse acuta sono le infezioni delle alte vie aeree, come il raffreddore o l’influenza.

Essendo una condizione frequente, il paziente è spesso indotto a curare la tosse acuta con l'automedicazione. D'altro canto, anche per il medico la gestione può essere difficile, data la molteplicità di fattori causali e le attese del paziente di vedersi prescritti trattamenti non appropriati.

Per chiarire i dubbi più comuni, è stato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano il corso FAD ECM sulla diagnosi e gestione della tosse acuta, aperto a tutti gli operatori sanitari.

In particolare, attraverso tre storie di pratica quotidiana, il corso risponde a queste e altre domande:

  • Quali sono le cause più comuni di insorgenza di tosse acuta?
  • Quando è raccomandato l'uso dell'antibiotico?
  • Sono efficaci i rimedi naturali?
  • Si raccomanda l'uso del miele per curare la tosse acuta?
  • Come si gestisce la tosse acuta in età pediatrica?
  • Quando si somministrano gli antibiotici ai bambini in caso di tosse acuta?

Ecco un'anticipazione delle tre storie:

“Voglio l’antibiotico”

Anna è una giovane signora di 36 anni, assistita da poco tempo dal dottor Bertoli. Si è recentemente trasferita in città, e lavora full time per un’agenzia di consulenze.
“Ho questo problema che mi infastidisce da ormai due settimane. Ero a Chicago per lavoro, ed è da quando sono atterrata a Milano che non la smetto di tossire. Non ne posso più”.
Sembrera trattarsi di una tosse grassa...
Senta che tosse, all’inizio era più secca, ma adesso…"
"Ha avuto la febbre?"
“Più che altro nei primi giorni, quando pensavo di essermi presa un grosso raffreddore”.
“Lei fuma, signora?” chiede il medico
“Mai fumato in vita mia, dottore”

[...]

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Gli acciacchi del centauro

Il signor Mario è un omone di 72 anni molto simpatico, che ha una passione sfrenata per le moto. Però, come tutte le persone con diabete, ha quella tendenza a essere più complicato degli altri.
“Dottore, la settimana scorsa mi ha fatto venire per la visita oculistica, oggi per il vaccino, non mi
molla mai!”
“Signor Mario, l’antinfluenzale lei la deve fare, e anche prima di tutti gli altri!”
“Come farei senza di lei?”
Medico e paziente condividono una risata… che però induce in Mario un forte accesso di tosse.
“Da quanto se la porta avanti questa tosse?” si informa il medico.
“Ma, non lo so, saranno due giorni”
“Non mi convince, e la sento anche piuttosto ‘preso’ mentre parla. Preferisco sentire come vanno i polmoni

[...]

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Polveroso

La signora Bianchi e il figlioletto di 7 anni Simone vengono ricevuti dalla dottoressa Alfietti, pediatra di libera scelta. Simone è un bambino sano se non per l’allergia agli acari della polvere, diagnosticata da un paio d’anni che si manifesta con riniti allergiche ricorrenti e dermatite atopica. Il bimbo tossisce da domenica.

“Il puff per la rinite l’ha sempre preso?”
“Sì, dottoressa, gliel’ho dato e speravo che servisse, invece questa volta niente”.
“E ha preso anche qualcos’altro per la tosse?”
“No, aspettavo il suo parere. In farmacia vendono talmente tanti prodotti per la tosse. Certo che se fosse possibile dargli qualcosa, almeno per farlo dormire la notte” risponde speranzosa la donna.
Interpretando il silenzio della pediatra come un’espressione di contrarietà, la mamma di Simone suggerisce: “Scusi dottoressa, perché non il miele? Me lo diceva anche mia nonna, lei cosa ne pensa?

[...]

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La violenza sul luogo di lavoro

violenza-sul-luogo-di-lavoro

Titolo: La violenza sul luogo di lavoro (codice ECM 282053)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 31-12-2020
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (2 valutazioni):
7/10 rilevanza
8/10 qualità
7/10 efficacia

 Violenza sul luogo di lavoro: dati europei

La violenza sul luogo di lavoro rappresenta una criticità con un impatto notevole in vari comparti, in quanto è in grado di compromettere la salute (fisica e psicologica), la sicurezza o il benessere di un individuo.

Secondo l'European Working Conditions Survey, il 6% dei lavoratori europei afferma di essere stato vittima di violenza da parte di colleghi (4%) o di terzi (2%) sul posto di lavoro. Per quanto riguarda il settore lavorativo, il rischio di subire minacce o violenza è massimo (12-14%) per i lavoratori della sanità e dell’istruzione, seguiti da quelli della pubblica amministrazione e della difesa, da quelli dei trasporti e delle comunicazioni e ancora dai lavoratori delle settore alberghiero e della ristorazione.

Aperto a tutti gli operatori sanitari, il corso FAD (2 ECM) con tre casi verosimili esamina e commenta il tema della violenza sul luogo di lavoro in diverse situazioni.

Ecco l'anteprima dei tre casi.

La mamma aggressiva

Francesco Muttari, insegnante trentacinquenne di una scuola media, discute con il medico competente della scuola dell'attacco di ansia che l'ha portato ad essere ricoverato due mesi prima.

“Vede, una decina di giorni prima di finire al Pronto soccorso avevo sgridato Nicola, uno degli alunni, mettendogli una nota e chiedendo un incontro coi genitori. Il giorno del colloquio si è presentata solo la madre ed... è stato terribile”.
“Cosa è successo?”
“All’inizio sembrava tranquilla, abbiamo parlato dei risultati scolastici del figlio e del suo comportamento in generale. Ma poi... poi siamo arrivati a ciò che era successo: il figlio si era adirato per un voto basso, tra l’altro il primo dall’inizio dell’anno, e mi ha urlato contro, minacciandomi!”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Una visita notturna

“Ha fatto in fretta a venire qui” dice Federica, medico di continuità assistenziale, al paziente, un signore anziano, distinto, con una camicia ben stirata e l’aspetto curato.
“Eh, sì. Abito vicino”.
Il medico raccoglie rapidamente l’anamnesi e nota che l’uomo diventa sempre più agitato e inizia a sudare.
“Non si preoccupi, da quello che mi dice mi sembra che lei stia tutto sommato bene”.
“Sì, non posso lamentarmi, a parte gli acciacchi dell’età, ma questo dell’ernia è davvero un grosso problema, non vorrei finire sotto i ferri del chirurgo quando le cose sono andate troppo avanti”.
“Si sdrai sul lettino che la visito”.
L’uomo obbedisce. Federica inizia l’esame obiettivo: cuore, polmoni, fegato tutto a posto. Poi incomincia la palpazione addominale.
“Dottoressa, il dolore è più in basso” dice il paziente afferrando la mano della dottoressa, con una forza inattesa per l’età e la dimostrata sofferenza.

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Silvia cambia lavoro

“Ciao Silvia, come stai?” chiede Alberto, giovane medico generalista, all’amica d’infanzia social media manager.
“Abbastanza bene, a parte il mal di testa perenne...”
“Sabato verrai alla festa di Federico, vero?”
“Non credo di farcela, il capo mi ha chiesto di seguire un altro evento dedicato alla moda, in quanto donna. Ma non pensare che l’abbia fatto per soddisfare un mio interesse personale o professionale. Avessi visto con che sorrisino mi ha di nuovo negato il mio tempo libero...”.
“E io che speravo di vederti di più e non in questa ora ritagliata alle nostre pause! Ma non è discriminatoria questa situazione? Come stai, ricordo che mi parlavi di alcuni problemi sul lavoro”

[...] Scopri come procede la storia nel corso

Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione

Titolo: Il paziente con tubercolosi: dal riconoscimento alla gestione (codice ECM 283864)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: Instant Learning

Tubercolosi: cosa dicono i dati più recenti?

I dati epidemiologici più recenti indicano che l’incidenza della TBC è globalmente in calo, sebbene la diminuzione non sia tale da raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia End TBC dell’OMS volta a eliminare la malattia.

Nel 2017 in Italia sono stati notificati 3.944 casi di TBC, corrispondenti a un’incidenza di 6,5/100.000 abitanti, in leggero calo rispetto agli ultimi 10 anni. Dal 2012 al 2016 in Italia il tasso di notifica della TBC è diminuito in media dell’1,8% all’anno.

La tubercolosi continua comunque a rappresentare un fardello notevole sia per numero di casi sia di mortalità.

La trasmissione

La tubercolosi è causata dal Mycobacterium tuberculosis, un bacillo alcol-acido resistente che si trasmette per via aerea, attraverso le secrezioni respiratorie di un individuo contagioso. Non tutte le persone che vengono a contatto con il patogeno sviluppano la malattia; qualora il sistema immunitario riesca a controllare l’infezione e questa rimanga quiescente, si parla di TBC latente, mentre, in presenza di segni e sintomi, si parla di TBC attiva. E’ una patologia che può coinvolgere vari organi ma l’interessamento tipico è quello polmonare. I segni e i sintomi variano a seconda dell’organo interessato.

Gli individui a rischio

Tra i  soggetti più a rischio di contrarre una malattia tubercolare attiva vi sono:

  • persone HIV positive hanno un rischio 20-30 volte maggiore di ammalarsi di TBC se infettate. Una malattia accelera il decorso dell’altra, la TBC è infatti la principale causa di morte tra le persone affette da HIV
  • persone affette da altre condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio: diabete, malnutrizione)
  • persone che hanno contratto l’infezione di recente (<2 anni)
  • neonati e bambini <5 anni di età
  • persone che fanno uso di tabacco o droghe
  • persone anziane.

I test di screening e diagnostici

A oggi non esiste un test affidabile e semplice per lo screening della tubercolosi. A fianco dei test di screening classici, il test di Mantoux e il test Quantiferon, si stanno affacciando sulla scena nuove modalità di screening, ancora in studio. La diagnosi si avvale invece della radiologia e di numerosi test batteriologici.

Prevenzione, diagnosi precoce e rilevamento dei casi attivi

La prevenzione riveste un ruolo essenziale nel controllo della tubercolosi. Secondo l’OMS, le due componenti principali per prevenire le nuove infezioni sono il trattamento della forma latente e la vaccinazione.

Per limitare la diffusione dell’infezione, le altre strade sono la diagnosi precoce, realizzata grazie all’iniziativa dei pazienti e alle strategie di screening, e il rilevamento dei casi attivi.

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande sulla tubercolosi, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Qual è la situazione attuale della TBC?
  • Come si trasmette la tubercolosi?
  • Quali sono le manifestazioni cliniche?
  • Quali sono i test di screening e diagnostici?
  • Come gestire la TBC attiva? E quella latente?
  • Sono previsti interventi di sanità pubblica?

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Assistenza ostetrica al neonato, quali raccomandazioni

Titolo:  L'assistenza ostetrica al neonato (codice ECM 282632)
Destinatari: ostetriche, infermiere, infermiere pediatrico
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

L’adattamento alla vita extrauterina del neonato viene spesso descritto come l’adattamento dei singoli sistemi (cardiocircolatorio, respiratorio, metabolico, eccetera) alla nuova condizione. Tale descrizione rischia però di ridurre la nascita a un insieme di eventi fisiologici adattativi del neonato, che inizia a essere indipendente a cominciare dal primo respiro.

Alcuni autori suggeriscono che i primi giorni, settimane e mesi di vita siano in realtà un prolungamento della vita intrauterina, tanto da parlare di quarto trimestre della gravidanza. In questa prima fase di adattamento, il bambino continua a trovare risposta nella madre alla maggior parte dei suoi bisogni fisici ed è la mamma che favorisce l’attività fisiologica del bambino.

E' la mamma che con il seno assicura nutrimento e con il contatto pelle a pelle favorisce l'adattamento metabolico, cardiocircolatorio e respiratorio.

L'indice di Apgar e l'accertamento iniziale del benessere neonatale

Per l’accertamento iniziale del benessere del neonato è raccomandata la valutazione dell'Indice di Apgar.

Si tratta di uno strumento che consente di valutare in modo veloce ed efficace la transizione cardiorespiratoria subito dopo la nascita e il grado di risposta a eventuali misure di rianimazione.

Esso prende in considerazione 5 parametri, a cui vengono attribuiti dei punteggi a 0, 1 o 2:

  • colorito;
  • battito cardiaco;
  • respirazione
  • tono muscolare;
  • riflessi.

La valutazione viene fatta a 1 e a 5 minuti dalla nascita a tutti i neonati e ripetuta a intervalli di 5 minuti fino ai 20 minuti dalla nascita per i neonati con un punteggio di Apgar <7. La valutazione a 1 minuto fornisce informazioni sulla salute del neonato e sulla eventuale necessità di intervenire con manovre di rianimazione. A 5 minuti è considerato rassicurante un punteggio di Apgar compreso tra 7 e 10.

Nelle prime due ore di vita l’accertamento del benessere neonatale deve avvenire in modo sistematico e puntuale, senza interferire con il bonding e il primo attacco al seno. In particolare, l’ostetrica deve registrare ogni 15 minuti i seguenti parametri:

  • la posizione del neonato (verificando la pervietà delle vie aeree);
  • la funzione respiratoria;
  • il colorito della cute;
  • la frequenza cardiaca;
  • la temperatura corporea;
  • la reattività;
  • il tono.

Assistenza ostetrica al neonato nelle prime ore: quali raccomandazioni?

L’Organizzazione mondiale della sanità e le più autorevoli società scientifiche nazionali e internazionali per un’assistenza ostetrica appropriata e sicura nelle prime due ore di vita raccomandano di:

  • incoraggiare immediatamente dopo il parto il contatto pelle a pelle per prevenire la termodispersione
    asciugando il neonato con teli caldi e per promuovere l’allattamento al seno;
  • incoraggiare l’avvio dell’allattamento il prima possibile, idealmente entro la prima ora di vita;
  • somministrare la profilassi con vitamina K;
  • effettuare la profilassi oftalmica.

Le risposte del corso FAD

  • Qual è l’adattamento neonatale alla vita extrauterina?
  • Quali sono gli elementi da valutare nelle prime due ore di vita del neonato?
  • Che cosa prevede l’assistenza ostetrica nei primi giorni di vita?
  • Quali sono gli screening raccomandati?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD dedicato all'assistenza ostetrica al neonato.

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Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

farmaci in gravidanza

Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 283856)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2020
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: FaViFAD

La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

Effetti dei farmaci sul feto

La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
  • ritardo di crescita
  • morte fetale o natimortalità

Farmaci in gravidanza: una classificazione

La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

Le risposte per la pratica quotidiana

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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disfunzioni pavimento pelvico

La cura del pavimento pelvico

disfunzioni pavimento pelvico

Titolo: La cura del pavimento pelvico (codice ECM 282781)
Destinatari: assistente sanitario, infermiere, infermiere pediatrico, fisioterapista, ostetriche
Scadenza: 31-12-20
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

Le disfunzioni del pavimento pelvico: disturbo nascosto ma frequente

Le disfunzioni del pavimento pelvico riguardano entrambi i sessi, con una più alta prevalenza nella popolazione anziana femminile.

Nei Paesi in via di sviluppo la prevalenza di prolasso degli organi pelvici è del 19,7%, di incontinenza urinaria del 28,7% e di incontinenza fecale del 6,9%.

In particolare i prolassi sono uno dei problemi di salute più frequenti tanto nei Paesi in via di sviluppo, quanto in quelli sviluppati.

Poche donne si rivolgono a un professionista

Secondo quanto riportato negli studi però, solo il 14% delle donne con incontinenza urinaria si rivolge a un professionista sanitario.

Le motivazioni sono:

  • scarsa conoscenza delle possibilità terapeutiche;
  • imbarazzo;
  • senso di impotenza;
  • inibizione culturale;
  • convinzione che questi disturbi siano una normale conseguenza del parto vaginale e dell’invecchiamento.

Cause multifattoriali

L’origine delle disfunzioni del pavimento pelvico è multifattoriale e include:

  • l’età;
  • l’etnia;
  • la familiarità;
  • l’obesità;
  • il fumo;
  • la tosse cronica;
  • il sollevamento di pesi;
  • precedenti interventi chirurgici pelvici;
  • patologie della colonna vertebrale.

Quali fattori di rischio

I fattori di rischio che più di tutti intervengono nell’eziopatogenesi di tali disfunzioni sono:

  • la gravidanza (in particolare l’aumento di peso);
  • il parto;
  • i traumi perineali associati.

La prevenzione

La competenza dell’ostetrica permette alle donne di ridurre al minimo la morbilità a lungo termine, come l’incontinenza e le disfunzioni sessuali.

La più recente linea guida sulla cura del perineo propone un modello di presa in carico della donna da parte dell’ostetrica durante il percorso nascita, dalla gravidanza fino al periodo post natale.

La ginnastica per il pavimento pelvico è un intervento raccomandato sia  come prevenzione sia come trattamento.

Il suo primo utilizzo è stato nel trattamento dell’incontinenza urinaria da sforzo, mentre attualmente la sua efficacia è confermata anche nel trattamento di altre patologie del pavimento pelvico.

Come sostiene una revisione Cochrane, la ginnastica per il pavimento pelvico è un trattamento efficace in tutti i tipi di incontinenza urinaria.

Se confrontato il suo utilizzo rispetto al non trattamento, la ginnastica si è dimostrata 8 volte più efficace nella risoluzione del problema e 17 volte nel comportare un miglioramento della condizione.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le disfunzioni del pavimento pelvico femminile?
  • Quali sono i fattori di rischio? Come si valuta il pavimento pelvico?
  • Quale deve essere l’assistenza ostetrica per la cura del pavimento pelvico?
  • Come va assistita la donna in puerperio? In che cosa consiste la ginnastica del pavimento pelvico?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD sulla cura del perineo dedicato a ostetriche e a medici.

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