Sorveglianza dell’accrescimento fetale

accrescimento fetale

Titolo: Sorveglianza dell'accrescimento fetale intrauterino (codice ECM 232709)
Destinatari: ostetriche, assistente sanitari, infermieri, infermieri sanitari
Scadenza: 22-07-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

La valutazione obiettiva della crescita fetale è estremamente utile per l’assistenza prenatale e per tutelare la salute neonatale. Infatti è stato infatti dimostrato che oltre il 50% delle morti perinatali associate a scarsa crescita fetale  dipende da un assistenza inferiore a quella standard.

Quali sono i parametri per definire lo sviluppo e accrescimento del feto?

Per definire le caratteristiche di sviluppo intrauterino, i parametri che vengono utilizzati alla nascita  sono il peso e l’epoca gestazionale.

L’accrescimento viene espresso in relazione all’epoca gestazionale mediante curve percentili definendo:

  • adeguati, per l’età gestazionale, i neonati con peso e lunghezza compresi tra il 10° e il 90° percentile;
  • piccoli per l’età gestazionale (small for gestational age, SGA) i neonati con peso inferiore al 10° percentile;
  • grandi per l’età gestazionale i neonati con peso e/o lunghezza superiori al 90° percentile

E' importante segnalare che un neonato piccolo per l’età gestazionale ha un rischio di morte 7 volte maggiore di un neonato che nasce con un peso normale per l’età gestazionale.

Invece quando un neonato è grande per l'età gestazionale si può andare incontro a difficoltà all’espletamento del parto per via vaginale (rischio di distocia di spalla, fratture della clavicola o degli arti e asfissia perinatale), oltre a ipoglicemia e iperbilirubinemia fetale.

Quali tecniche vengono usate per la sorveglianza ostetrica dell’accrescimento fetale?

Per la valutazione ostetrica dello sviluppo fetale ci si può avvalere della semeiotica fisica e di quella strumentale che dovrebbe essere però riservata alla patologia o nei casi di dubbio clinico.

La valutazione della stima del peso fetale si esegue mediante:

  • la raccolta dei dati anamnestici e l’individuazione dei fattori di rischio
  • l’ispezione dell’addome materno;
  • la palpazione dell’addome materno;
  • la misurazione del diametro longitudinale dell’utero (lunghezza sinfisi-fondo);
  • l’esecuzione dell’ecografia ostetrica;

Inoltre, la futura mamma deve essere sensibilizzata all’importanza dei movimenti fetali.

Le risposte del corso FAD

  • Perché si raccomanda di valutare l’accrescimento fetale intrauterino?
  • Quale è la relazione tra sorveglianza dell’accrescimento fetale e mortalità perinatale?
  • Quando l’accrescimento devia dalla normalità?
  • Quale è il normale accrescimento fetale intrauterino?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

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farmaci in gravidanza

Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

farmaci in gravidanza

Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 230262)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 10-06-2019
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: FaViFAD

La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

Effetti dei farmaci sul feto

La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
  • ritardo di crescita
  • morte fetale o natimortalità

Farmaci in gravidanza: una classificazione

La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

Le risposte per la pratica quotidiana

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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Morbillo: dalla vaccinazione al trattamento

psoriasi

Titolo: Morbillo dalla vaccinazione al trattamento (codice ECM 228325)
Destinatari:
tutti gli operatori sanitari
Scadenza:
 28-02-19
Crediti:
 2
Costo:
10 €
Offerte:
 gratuito per gli iscritti all'OMCeOMI
Programma:
SMARTFAD

Benché negli ultimi decenni la sua incidenza si sia drasticamente ridotta grazie all’ introduzione della vaccinazione estensiva in età infantile, da qualche anno il morbillo riemerge con focolai epidemici e casi fatali ed è ritornato a essere, anche in Italia, un problema di sanità pubblica.

Non solo bambini

Anche se nell’immaginario collettivo rimane una “malattia infantile”, i dati epidemiologici del 2017 e quelli dei primi mesi del 2018 dimostrano come l’età di prima infezione si sia spostata verso l’età giovane adulta (25-27 anni), ovvero nei soggetti che non sono mai stati vaccinati e che hanno vissuto in un’epoca in cui il morbillo circolava meno.

Tali soggetti sono rimasti vulnerabili fino all’età adulta e questo accumulo di persone non vaccinate è stato la base per l’ampia diffusione del virus in fasce di età solitamente immuni.

Nel corso FAD ECM le risposte a tutti i dubbi

  • Quali sono i sintomi del morbillo?
  • A quali complicanze è associato?
  • Cosa indicano gli ultimi dati epidemiologici sulla diffusione del morbillo in Italia?
  • Come avviene la somministrazione del vaccino?
  • Che cosa prevede il Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019?
  • Cosa stabilisce la legge attuale sull'obbligo vaccinale?

La risposta a queste e altre domande nel corso FAD ECM realizzato realizzato dal provider Zadig insieme all'Ordine dei Medici di Milano.

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La vaccinazione HPV

vaccinazione hpv

Titolo: La vaccinazione HPV (codice ECM 221233)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 19-03-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (163 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
8/10 efficacia

Quali sono le caratteristiche dei papillomavirus?

I papillomavirus sono una famiglia di virus a DNA con moltissimi sottotipi, alcuni dei quali (Human Papilloma Virus, HPV) infettano la specie umana con conseguenze diverse, a seconda del loro potenziale oncogeno. L’HPV è il virus responsabile del carcinoma della cervice uterina.

Degli oltre 80 tipi di papillomavirus umano il cui genoma è stato sequenziato completamente, sono circa 50 quelli che si trasmettono tramite rapporti sessuali intimi. In base al loro grado di oncogenicità, i sottotipi di HPV possono essere:

  • a rischio oncogeno basso;
  • a probabile rischio oncogeno elevato;
  • a rischio oncogeno elevato.

Vaccinazione HPV: quali sono i vaccini disponibili?

Sono attualmente disponibili in commercio tre tipi di vaccino che proteggono rispettivamente da due, quattro e nove tipi di papillomavirus.

Tutti e tre i vaccini si sono dimostrati altamente immunogeni.

L’efficacia della vaccinazione è notevole. Secondo gli studi raccolti in un position paper dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l’efficacia nel prevenire le lesioni precancerose causate dai tipi di HPV contenuti in ciascun vaccino è del 90-100% nelle donne che non sono mai state infettate e che si sono attenute al protocollo (popolazione naïve);  si riduce a circa il 50% nelle donne già infettate con tipi di HPV presenti nel vaccino e che non hanno completato il ciclo vaccinale (popolazione reale).

 

Quali sono le indicazioni del Piano nazionale di prevenzione vaccinale?

Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale raccomanda l’offerta attiva della vaccinazione anti HPV a tutta la popolazione (sia maschile sia femminile) nel dodicesimo anno di vita.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le caratteristiche del papillomavirus?
  • Che incidenza ha l'infezione da HPV?
  • Quali sono i fattori che possono indurre lo sviluppo di un tumore da HPV?
  • Quali sono i test per la diagnosi precoce di tumore della cervice uterina?
  • Quali sono i vaccini disponibili?
  • Quando e come va somministrato il vaccino?
  • Quali sono gli effetti collaterali della vaccinazione?
  • Qual è il piano vaccinale nazionale?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

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stile di vita

Educazione alla salute in gravidanza

stile di vita

Titolo: Educazione alla salute in gravidanza (codice ECM 196346)
Destinatari: ostetriche
Scadenza: 31-12-2018
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (324 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Stili di vita sani e gravidanza

La gravidanza è un periodo strategico per gli interventi di promozione e sostegno della salute. In particolare sembra che durante la gravidanza le donne fumatrici siano più ricettive a smettere. La donna in questa fase crea intorno a sé un ambiente favorevole per lo sviluppo del bambino: è più attenta all’alimentazione, all’ambiente, al movimento e più in generale agli stili di vita sani.

Come riportato nell’Agenda della gravidanza contenuta nella linea guida del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) sulla gravidanza fisiologica, fornire informazioni sugli stili di vita in gravidanza è un obiettivo della prima visita ostetrica, che dovrebbe idealmente tenersi entro la decima settimana gestazionale.

Stop al fumo e all'alcol

In gravidanza è fondamentale non fumare ed evitare l'esposizione al fumo passivo. L'ostetrica fin dal primo incontro dovrebbe valutare nella donna fumatrice quanto realmente fumi e spiegare i rischi associati cercando di individuare insieme le strategie più efficaci per smettere o almeno limitare il numero di sigarette quotidiano.

Per quanto riguarda il consumo di alcol in gravidanza è dimostrato che vi sia un aumento del rischio di danni strutturali e cognitivo comportamentali nelle donne che assumono alte quantità di alcol tuttavia non è chiaro quale sia il valore soglia sotto il quale non si riportino danni. Le ostetriche dovrebbero quindi informare le donne in gravidanza o che hanno pianificato una gravidanza che la scelta più sicura è non assumere alcol durante la gestazione.

Occorre segnalare che fumo e alcol sono solo alcuni degli aspetti da considerare per promuovere uno stile di vita sano in gravidanza. Per un maggiore approfondimento si consiglia il corso Educazione alla salute in gravidanza.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le raccomandazioni in merito al fumo in gravidanza?
  • Quali raccomandazioni in merito al consumo alcol in gravidanza?
  • Quali raccomandazioni in merito all’alimentazione?
  • Quali indicazioni in merito all’esercizio fisico?
  • Quali raccomandazioni in merito all’attività lavorativa?
  • Quali raccomandazioni in merito all’igiene orale?
  • Quali sono le raccomandazioni riguardo l’attività sessuale?
  • Quali raccomandazioni in merito ai viaggi?
  • Quali norme di sicurezza per la guida?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD.

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farmaci in allattamento

Farmaci in allattamento, quali raccomandazioni

allattamento farmaci

Titolo: Farmaci e allattamento (codice ECM 197291)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 23-06-2019
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (791 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

L’allattamento e la somministrazione dei farmaci

L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.

Nella maggior parte dei casi tale raccomandazione rimane valida anche quando la mamma deve assumere una terapia, sono pochi infatti i farmaci controindicati in modo assoluto durante l'allattamento.

Il ruolo dell'operatore sanitario

L' operatore sanitario ha un ruolo chiave nella gestione di terapie acute o croniche durante l'allattamento, in quanto deve valutare il rapporto rischio e beneficio della terapia in allattamento.

A tal fine occorre valutare le caratteristiche proprie del principio attivo e alcuni fattori specifici come:

  • l’utilità del farmaco per la mamma;
  • gli effetti potenziali del farmaco sulla produzione di latte;
  • la quantità di farmaco escreta nel latte materno;
  • l’assorbimento per via orale da parte del neonato;
  • il rischio potenziale di eventi negativi per il neonato;
  • l’età del bambino.

Farmaci compatibili e incompatibili con l'allattamento

In funzione del rischio di effetti negativi un farmaco può essere considerato:

  • compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti negativi per il neonato sono poco probabili; occorre tuttavia chiedere alla mamma di tenere sotto controllo il neonato e di segnalare se si verificano effetti negativi;
  • da evitare se possibile, in quanto può ridurre la produzione di latte o perché può causare effetti negativi nel bambino. Se questi farmaci vengono somministrati occorre tenere sotto controllo il neonato e valutare la comparsa di effetti negativi;
  • non compatibile con l’allattamento, in quanto ha un alto rischio di effetti negativi per il bambino. Bisogna evitare la somministrazione di questi farmaci alle donne che allattano e qualora siano necessari per la salute materna occorre raccomandare di interrompere l’allattamento

Le risposte per la pratica quotidiana

Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • le indicazioni generali riguardo alla somministrazione dei farmaci nell'allattamento
  • le caratteristiche del farmaco che ne determinano il passaggio nel latte materno
  • il momento opportuno per somministrare i farmaci galattogoghi
  • i farmaci che si possono usare nei principali disturbi mammari legati all'allattamento
  • le situazioni più comuni di trattamento farmacologico durante l’allattamento
  • i metodi contraccettivi raccomandati in allattamento
  • le indicazioni riguardo alle sostanze da abuso nell'allattamento
  • le principali fonti di informazione per gli operatori sanitari

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disfunzioni pavimento pelvico

La cura del pavimento pelvico

disfunzioni pavimento pelvico

Titolo: La cura del pavimento pelvico (codice ECM 189514)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 27-04-19
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (401 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Le disfunzioni del pavimento pelvico: disturbo nascosto ma frequente

Le disfunzioni del pavimento pelvico riguardano entrambi i sessi, con una più alta prevalenza nella popolazione anziana femminile.

Nei Paesi in via di sviluppo la prevalenza di prolasso degli organi pelvici è del 19,7%, di incontinenza urinaria del 28,7% e di incontinenza fecale del 6,9%.

In particolare i prolassi sono uno dei problemi di salute più frequenti tanto nei Paesi in via di sviluppo, quanto in quelli sviluppati.

Poche donne si rivolgono a un professionista

Secondo quanto riportato negli studi però, solo il 14% delle donne con incontinenza urinaria si rivolge a un professionista sanitario.

Le motivazioni sono:

  • scarsa conoscenza delle possibilità terapeutiche;
  • imbarazzo;
  • senso di impotenza;
  • inibizione culturale;
  • convinzione che questi disturbi siano una normale conseguenza del parto vaginale e dell’invecchiamento.

Cause multifattoriali

L’origine delle disfunzioni del pavimento pelvico è multifattoriale e include:

  • l’età;
  • l’etnia;
  • la familiarità;
  • l’obesità;
  • il fumo;
  • la tosse cronica;
  • il sollevamento di pesi;
  • precedenti interventi chirurgici pelvici;
  • patologie della colonna vertebrale.

Quali fattori di rischio

I fattori di rischio che più di tutti intervengono nell’eziopatogenesi di tali disfunzioni sono:

  • la gravidanza (in particolare l’aumento di peso);
  • il parto;
  • i traumi perineali associati.

La prevenzione

La competenza dell’ostetrica permette alle donne di ridurre al minimo la morbilità a lungo termine, come l’incontinenza e le disfunzioni sessuali.

La più recente linea guida sulla cura del perineo propone un modello di presa in carico della donna da parte dell’ostetrica durante il percorso nascita, dalla gravidanza fino al periodo post natale.

La ginnastica per il pavimento pelvico è un intervento raccomandato sia  come prevenzione sia come trattamento.

Il suo primo utilizzo è stato nel trattamento dell’incontinenza urinaria da sforzo, mentre attualmente la sua efficacia è confermata anche nel trattamento di altre patologie del pavimento pelvico.

Come sostiene una revisione Cochrane, la ginnastica per il pavimento pelvico è un trattamento efficace in tutti i tipi di incontinenza urinaria.

Se confrontato il suo utilizzo rispetto al non trattamento, la ginnastica si è dimostrata 8 volte più efficace nella risoluzione del problema e 17 volte nel comportare un miglioramento della condizione.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le disfunzioni del pavimento pelvico femminile?
  • Quali sono i fattori di rischio? Come si valuta il pavimento pelvico?
  • Quale deve essere l’assistenza ostetrica per la cura del pavimento pelvico?
  • Come va assistita la donna in puerperio? In che cosa consiste la ginnastica del pavimento pelvico?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD sulla cura del perineo dedicato a ostetriche e a medici.

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Lettura critica dell'articolo scientifico

Tutti i segreti per comprendere l’articolo scientifico

Lettura critica dell'articolo scientifico

Titolo: Lettura critica dell’articolo scientifico (codice ECM 178106)
Modello didattico: casi di pratica clinico-assistenziale quotidiana tra evidence based e narrative medicine
Destinatari:
tutte le professioni sanitarie
Scadenza: 31-12-2018
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti FLI
Programma: FadInMed
Valutazione dei partecipanti (1.788 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
7/10 efficacia

Una lettura difficile resa facile

Leggere un articolo scientifico non è un’impresa facile e soprattutto negli anni di studio non viene mai spiegato come si deve affrontare un articolo medico-scientifico.

Non molti sanno come fare a riconoscere se i risultati di una ricerca sono attendibili o meno, come fare ad avere un metodo che consenta di farsi un’opinione propria applicando i principi della lettura critica.

Tutto svelato in un corso FAD e in un ebook

E’ ora possibile rendere facile ciò che è difficile grazie a un corso FAD e a un ebook dedicato, prima pubblicazione italiana che affronta in maniera organica l’argomento.

Scoprirete come si legge un articolo medico-scientifico, come si valutano le diverse sezioni, in cosa credere e cosa non credere, quanto fare affidamento sui dati statistici riportati e quanto invece assumere un atteggiamento diffidente.

In un modo divertente potrete addentrarvi nei segreti dell’articolo scientifico.

Le risposte pratiche alle vostre domande

Nel corso FAD e nell’ebook potrete trovare risposta a queste e altre domande:

  • che cos’è la lettura critica dell’articolo scientifico?
  • come si deve leggere un articolo scientifico?
  • come si può capire se uno studio è attendibile?
  • come apprendere i principi base della statistica?
  • come riconoscere i trabocchetti per poterli evitare?
  • che influenza hanno i conflitti di interesse sui risultati degli studi clinici?
  • quali metodi si possono adottare per la lettura critica dell’articolo scientifico?

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postura-gravidanza-travaglio-post-partum

Consigli e raccomandazioni sulle posizioni in gravidanza e travaglio

postura-gravidanza-travaglio-post-partum

Titolo: La postura in gravidanza nel travaglio e nel post partum (codice ECM 152069)
Destinatari: ostetriche, infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari, medici
Scadenza: 31-12-2018
Crediti: 5
Costo: 40 €
Offerte: -
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (1.051 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I consigli in gravidanza

Mal di schiena, pirosi gastrica, rischio tromboembolico sono tutte situazioni che possono essere influenzate dalla posizione che la donna assume. In questo corso FAD dedicato alle ostetriche vengono forniti i consigli da dare alle donne per ovviare a molti dei disturbi che si hanno nei nove mesi di attesa.

I consigli durante il travaglio

A differenza del passato in sala parto la donna dovrebbe potersi muovere liberamente e assumere le posizioni che più le aggradano. Purtroppo in molti casi non è ancora così e la donna viene tenuta supina, allungando i tempi del travaglio. L'ostetrica deve conoscere le posizioni da consigliare alla donna per rendere più comodo e agevole l'espletamento del parto.

I consigli dopo il parto

Riprendere rapidamente a muoversi, questo è il consiglio principale dopo il parto, ma che cosa suggerire per ovviare al disturbo dato dalle emorroidi o per il dolore? Alcune raccomandazioni possono essere fornite dall'ostetrica, sfatando magari anche qualche credenza ormai radicata.

Le risposte alle vostre domande

Nel corso FAD potete trovare risposta a queste e altre domande:

  • Quali sono le posizioni e le posture da preferire in gravidanza?
  • Quali fattori influenzano la libertà di movimento in travaglio?
  • Quali sono le raccomandazioni da dare per il movimento in travaglio?
  • Qual è l'effetto di movimento e posture nel travaglio fisiologico?
  • Quali sono gli effetti del movimento materno sulla progressione fetale?
  • Quali sono i movimenti e le posture che rispondono al dolore del travaglio?
  • Quali sono gli effetti della postura materna sull'attività contrattile?
  • Quale relazione c'è tra fattori psicologici e posture materne?
  • Quali sono le posture e i movimenti nel travaglio a rischio?
  • Come si concilia il movimento con l'analgesia epidurale?
  • Qual è il ruolo della postura materna in caso di distocia di spalla?

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Farmaci e bambini

Come usare i farmaci nel bambino: una guida per una terapia sicura

Farmaci e bambini

Titolo: Farmaci e bambini (codice ECM 143958)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2018
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (4.069 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi legati all'uso dei farmaci nei bambini

Un bambino su due riceve un farmaco nell'arco di un anno, per lo più si tratta di medicine per l’apparato respiratorio o antibiotici. Spesso però queste terapie si accompagnano a reazioni avverse, che devono essere riconosciute per tempo e segnalate alla Rete nazionale di farmacovigilanza.

I bambini non sono adulti in miniatura

I bambini vengono erroneamente considerati “adulti in miniatura”, senza tenere conto delle caratteristiche, sia fisiologiche sia psicologiche, che contraddistinguono le diverse fasce d’età. Senza adeguate informazioni circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica, si possono commettere errori di prescrizione e somministrazione con gravi conseguenze per il piccolo paziente.

I motivi delle reazioni avverse

Molte delle reazioni avverse sono legate al meccanismo dei farmaci e sono largamente prevedibili adottando opportune precauzioni. L’allergia ai farmaci è un rischio reale, ma spesso sovrastimato a causa della notevole sensibilità della cute nel bambino. Particolare attenzione bisogna porre anche agli eccipienti inseriti nelle formulazioni.

Le risposte per una buona pratica clinica

Questo corso FAD ECM fornisce risposte alle seguenti domande:

  • Quanto sono frequenti le reazioni avverse da farmaco nel bambino?
  • Quali sono le differenze tra bambino e adulto in termini di farmacocinetica e farmacodinamica?
  • Quali sono le reazioni avverse più frequenti e rilevanti  in età pediatrica?
  • Quali farmaci danno più spesso reazioni avverse nel bambino?
  • Come prevenire le reazioni avverse da farmaco o vaccino?
  • Come gestire una reazione avversa da farmaco o vaccino, specie se grave?
  • Come segnalare la reazione avversa osservata?

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