La gestione sul territorio del paziente con COVID-19

Titolo:  La gestione sul territorio del paziente con COVID-19 (ID ECM 312878)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza:31-12-2021
Crediti: 9,1
Costo: 44,99 euro
Programma: Instant Learning
Valutazione dei partecipanti (71 valutazioni):
9/10 rilevanza
9/10 qualità
9/10 efficacia

Inquadramento clinico

Soprattutto nella fase iniziale della pandemia mancavano indicazioni per la corretta gestione sul territorio del paziente COVID-19 (Coronavirus Disease 2019). In questi mesi di pandemia abbiamo studiato il virus e abbiamo compreso molto del suo comportamento. Innanzitutto si è visto che la presentazione clinica di COVID-19 varia fortemente in rapporto all’età e allo stato di immunocompetenza. Si può passare da una malattia inapparente a malattia con sintomatologia simile a quella di un raffreddore comune, a una polmonite bilaterale con grave difficoltà respiratoria, potenzialmente fatale.
In quasi tutti i casi tuttavia il quadro iniziale comprende febbre con andamento continuo o intermittente, tosse, più frequentemente secca, astenia, mialgie e artralgie e disturbi gastrointestinali. Inoltre si è visto che sono sintomi distintivi i disturbi del gusto e dell’olfatto.

Inoltre possono comparire all’esordio di COVID-19 o, più frequentemente, nelle fasi tardive altre espressioni di compromissione neurologica, come: agitazione, confusione, ictus, encefalopatia, disturbi piramidali, .

Prognosi

In una proporzione che va dal 15 al 30% dei malati COVID-19, dopo una decina di giorni si manifesta una sindrome da distress respiratorio acuto per la combinazione di danno alveolare e microtromboembolismo.

Un’evoluzione sfavorevole della malattia è segnalata da un’alta carica virale, febbre persistente, iperferritinemia, alterato rapporto neutrofili/linfociti, aumento di LDH e AST, elevazione del D-dimero e di alcune proteine infiammatorie. I pazienti più a rischio sono gli anziani, maschi, obesi e con altre patologie. In particolare: ipertensione, fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca, diabete mellito, insufficienza renale e malattia coronarica.

L'assistenza al paziente COVID-19 sul territorio

L’intervento dei medici delle cure primarie (MMG, PLS, CA) si realizza, soprattutto, da remoto, avvalendosi dei mezzi telematici o telefonici a disposizione del paziente e pianificati e registrati su piattaforme concordate con le ATS. Le visite ambulatoriali o domiciliari “in presenza” ritenute indispensabili possono essere effettuate se il sanitario ha in dotazione e indossa gli adeguati DPI (dispositivi di protezione individuale).

Nella prima fase della pandemia non era chiaro quale fosse il momento più opportuno per il ricovero in ospedale. Solo successivamente grazie all'analisi dei dati provenienti da 1.205 ambulatori di medicina generale britannici, dalla sorveglianza epidemiologica, dai registri ospedalieri e di mortalità di oltre 6 milioni di pazienti adulti è stato messo a punto l’algoritmo QCOVID che predice il rischio di ricovero ospedaliero e di morte. I pazienti con malattia definibile lieve possono restare al proprio domicilio, in isolamento per almeno 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi, purché assistiti da qualcuno in grado badare alla loro alimentazione e alla sorveglianza di un eventuale peggioramento. Le persone anziane e quelle immunodepresse possono presentare sintomi atipici e quindi vanno valutati con particolare attenzione.

Secondo la SIMG (Società Italiana Medici di Medicina Generale) i criteri per stabilire che un paziente COVID-19 può rimanere al proprio domicilio sono i seguenti:

  • forma clinica con febbre non elevata, tosse, vago malessere generale, rinorrea, mal di gola, assenza distato confusionale o letargia, di ipotensione arteriosa, di vomito o diarrea incoercibili;
  • assenza di dispnea: è importante il monitoraggio della saturazione periferica di ossigeno di base,accettabile fino al 95% e di quella dopo sforzo (test del cammino per 6 minuti), accettabile fino al 93%.
  • vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica possibilmente eseguite;
  • età <80 anni, sopra tale età, il ricovero è fortemente raccomandato; per le età inferiori il giudizio, più che anagrafico, deve essere clinico;
  • garanzia di una linea di comunicazione diretta con il medico o con un operatore sanitario (infermiere di studio) fino a completa risoluzione del quadro clinico

Il corso in breve

La gestione del paziente con COVID-19 a domicilio è fondamentale non solo per il singolo malato ma anche per evitare che gli ospedali, specie in fase di ondata epidemica, abbiano troppi accessi inappropriati. Il corso fornisce le indicazioni per una corretta valutazione della gravità del paziente COVID-19 e per una adeguata gestione sul territorio. In sintesi i punti presi in esame dal corso sono:

  • Sintomatologia
  • Classificazione della gravità della malattia
  • Prognosi
  • Triage
  • Criteri per la decisione tra cure a casa o ricovero in ospedale
  • Diagnosi differenziale
  • L’assistenza al paziente domiciliare
  • I compiti del medico (MMG e PLS)
  • La telemedicina
  • La consulenza telefonica
  • L’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • Conferma diagnostica
  • Definizione di caso
  • Definizione di contatto stretto
  • I vari tipi di test
  • Quali test utilizzare
  • Test rapidi nell’ambulatorio del MMG o PLS21
  • Gestione domiciliare
  • Terapie a domicilio
  • Mantenimento delle terapie croniche in corso
  • Vaccinazioni
  • Gestione dei pazienti con comorbilità
  • Un decorso prolungato
  • Persistenza virale
  • Long COVID

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    diabete di tipo 2

    Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2

    Titolo:  Diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 (ID ECM 295975)
    Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi medici)
    Scadenza: 07-05-2021
    Crediti: 5
    Costo: 20 €
    Programma: Novel Learning
    Valutazione dei partecipanti (251 valutazioni):
    8/10 rilevanza
    9/10 qualità
    8/10 efficacia

    Una nuova tipologia di formazione a distanza...a fumetti

    "Diagnosi e diabete di tipo 2" è il primo corso del programma Novel learning che ambisce a unire i due filoni più importanti della medicina contemporanea e cioè l'evidence based medicine con la narrative medicine. Attraverso la sceneggiatura di una storia a fumetti che si dipana ed esce dai confini della vita professionale, creando un'attesa rispetto a ciò che accadrà nelle puntate successive, si affrontano casi di pratica quotidiana, cimentandosi con le conoscenze della letteratura scientifica.

     

     

    Mettiti alla prova con il primo caso

    Sofia esce di casa in fretta, non ha sentito la sveglia: Mara, la sua coordinatrice, è già al bar che la aspetta. Mentre corre a perdifiato verso la fermata dell’autobus, Sofia conta i minuti che impiegherà per raggiungere il bar dell’Ospedale e prega l’universo per un piccolo miracolo: poi salta sull’autobus zeppo di gente e lo zaino le si incastra fra le porte. Decisamente, non è la sua giornata.
    “Cinque minuti di ritardo...” pensa Mara scuotendo la testa. “Non va bene, questi giovani...”. Ai suoi tempi, quando la vecchia Edna le insegnava il mestiere di infermiera, c’era un’oscura parabola ospedaliera dedicata ai cinque minuti di ritardo: la regola della palla di neve: “Ricorda sempre, Mara: anche un bambino distratto può radere al suolo un intero villaggio. E’ la regola della palla di neve”. Per qualche motivo, Edna gliela ripeteva di continuo. L’interpretazione di Sofia era stata abbastanza precisa: i cinque minuti di ritardo sono la palla di neve, e la tirocinante è il bambino distratto.
    La palla di neve sembra una cosa da poco, a meno che il bambino non la lanci giù da un pendio: allora inizierà a rotolare. Se Mara tollera cinque minuti adesso che Sofia è ancora una studentessa, dovrà accettarne dieci quando sarà diventata infermiera di ruolo; e se ne avrà concessi dieci a un’infermiera di ruolo dovrà aspettarsene quindici quando Sofia sarà lei la coordinatrice infermieristica. Va da sé che se la “capa” arriva con il quarto d’ora accademico tollererà altrettanto ritardo dai suoi infermieri, e i suoi infermieri faranno lo stesso, e così via all’infinito: ed ecco che la palla di neve si sarà trasformata in una valanga e il villaggio ai piedi del pendio verrà sepolto con tutti i suoi abitanti.

    Il villaggio, nelle intenzioni di Edna e adesso in quelle di Mara, è lo Zadig Hospital. E il bambino distratto, nell’immaginazione Sofia, perderà il tirocinio e la borsa di studio per cui ha tanto lottato.
    Mara guarda l’orologio e i minuti di ritardo sono diventati sette.

     

     

    Scopri come continua la storia

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      Guida all’uso dei farmaci nel paziente con COVID-19

      Titolo: Guida all'uso dei farmaci nel paziente con COVID-19 (ID ECM 295555)
      Destinatari: tutti gli operatori sanitari (esclusi i medici)
      Scadenza: 31-12-2020
      Crediti: 3,90
      Costo: 20 €
      Programma: Instant Learning
      Valutazione dei partecipanti (194 valutazioni):
      9/10 rilevanza
      9/10 qualità
      9/10 efficacia

      Premesse

      Come sottolineato dall’OMS a oggi non vi sono terapie specifiche per l’infezione da SARS-CoV-2.

      Il trattamento in uso  si basa sull’utilizzo di farmaci sintomatici mirati al miglioramento dei sintomi e di antibiotici di supporto in caso di sovrapposizione di un’infezione batterica. I tempi richiesti per lo sviluppo di una terapia antivirale mirata e di un vaccino contro questo virus non sono prevedibili con certezza e potrebbero essere anche molto lunghi (un anno o più).

      Nel frattempo, considerata la gravità della situazione e l’urgente necessità di trovare soluzioni terapeutiche velocemente disponibili, le autorità sanitarie stanno adottando procedure speciali e semplificate per l’autorizzazione di sperimentazioni cliniche, programmi a uso compassionevole e utilizzo off label di farmaci autorizzati per altre indicazioni terapeutiche.

      Farmaci e COVID-19: il corso in breve

      Questo corso FAD (3,9 ECM) offre un panorama completo di tutte le opzioni terapeutiche. Per ciascun farmaco è disponibile una scheda che spiega il razionale dell'uso nell'infezione da SARS-CoV-2, quali trial sono attualmente in corso, quali sono i dosaggi, quali le precauzioni con particolare attenzione a effetti avversi e interazioni molto frequenti nella fascia di età più rischio e fragile nei confronti del nuovo coronavirus, cioè la fascia anziana della popolazione.

      In particolare si prendono in esame i farmaci:

      • Antimalarici
      • Antivirali
      • Monoclonali
      • Plasma
      • Antibiotici di supporto
      • Eparine a basso peso molecolare
      • Altri farmaci

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        gravidanza oltre la 41° settimana

        Assistenza ostetrica nella gravidanza oltre la 41 ° settimana

        gravidanza oltre la 41° settimana

        Titolo:  L'assistenza ostetrica nella gravidanza dopo la 41° settimana (codice ECM 295881)
        Destinatari: ostetriche/i, medici chirurghi
        Scadenza: 05-05-2021
        Crediti: 5
        Costo: 40 €
        Programma: FADO
        Valutazione dei partecipanti (33 valutazioni):
        8/10 rilevanza
        9/10 qualità
        8/10 efficacia

        La gravidanza oltre la 41° settimana, definita a termine tardivo (late term), se non complicata, è da considerarsi una gravidanza a basso rischio ostetrico, ma ha comunque un rischio più elevato rispetto alla gravidanza a termine precoce o quella a termine, tanto da richiedere un’assistenza non solo ostetrica.

        Quali sono le cause di una gravidanza oltre la 41° settimana?

        La maggior parte delle gravidanze post termine ha eziologia sconosciuta. Da un terzo a metà delle gravidanze protratte (post term) può essere attribuita a influenze genetiche materne o fetali riguardanti il meccanismo che innesca il travaglio. Tra i fattori di rischio si segnala anzitutto una pregressa gravidanza post termine (rischio relativo >2). Il rischio di ricorrenza è ancora più alto dopo due precedenti gravidanze post termine.

        Oltre alla prima gravidanza post termine, sono fattori di rischio (rischio relativo <2):

        • nulliparità;
        • feto maschio;
        • obesità;
        • età materna avanzata;
        • madre (e in misura minore padre) nata post termine;
        • etnia materna (le donne bianche non ispaniche sono ad aumentato rischio rispetto alle donne africane, ispaniche e asiatiche).

        Quali sono i rischi di una gravidanza oltre la 41° settimana?

        Le gravidanze a termine tardive e quelle protratte si associano a complicanze materne, fetali e neonatali. Sembra che molte complicanze derivino da una perdita della funzionalità placentare. I neonati possono andare incontro a macrosomia e a sindrome da post maturità con un maggior rischio di patologie quali ipoglicemia, policitemia, asfissia perinatale, sindrome da aspirazione di meconio, ipertensione polmonare persistente. Nei parti oltre la 40° settimana inoltre si registra un aumento della mortalità neonatale e un aumento del rischio materno di lacerazioni perineali, infezioni ed emorragia post partum.

        Le risposte del corso FAD

        l corso si concentra sull'assistenza ostetrica nella gravidanza late term e in particolare cerca di rispondere ai quesiti:

        • Come si classifica la gravidanza a termine?
        • Quali sono eziologia e fattori di rischio del fenomeno?
        • Quali i rischi?
        • Qual è la gestione più comune della gravidanza dopo la 41° settimana?
        • Come va gestita la condotta d’attesa
        • Esistono metodi naturali alternativi all’induzione farmacologica?
        • Quali informazioni è bene offrire alle gestanti?
        • Come promuovere una positiva esperienza di travaglio e parto?

        Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD Assistenza alla gravidanza dopo la 41° settimana di gravidanza.

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          COVID-19: gravidanza, parto e allattamento

          Titolo:  COVID-19: gravidanza, parto e allattamento (ID ECM 296134)
          Destinatari: infermieri, infermieri pediatrici, medici chirurghi, ostetriche/i
          Scadenza: 12-05-2021
          Crediti: 5
          Costo: 30 €
          Programma: Instant Learning
          Valutazione dei partecipanti (94 valutazioni):
          9/10 rilevanza
          9/10 qualità
          9/10 efficacia

          COVID-19 e gravidanza

          Non è ancora chiaro quali siano i rischi per le donne in gravidanza con COVID-19 ma è molto importante controllare la donna in quanto le gravide sono una popolazione a rischio per le infezioni respiratorie. Per quanto riguarda l’infezione da SARS-CoV-2 a oggi i dati disponibili sono abbastanza tranquillizzanti in quanto sembra che le donne in gravidanza non abbiano un rischio più alto di infettarsi rispetto alla popolazione generale, né di manifestare una forma grave della malattia. In assenza di vaccino le donne gravide sono quindi invitate a seguire le disposizioni generale di prevenzione per ridurre il rischio di infezione.

          Come si trasmette il virus?

          Il SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso la saliva e le secrezioni delle vie aeree superiori veicolati da tosse e/o starnuti. La trasmissione per via aerogena non è documentata a eccezione di specifiche procedure che possono generare aerosol e in ostetricia è in corso un’ampia discussione su quali siano le procedure capaci di generare aerosol.

          Una revisione ha messo in luce la persistenza del virus su superfici inerti, come metallo, vetro o plastica per un massimo di 9 giorni e la facilità di inattivazione nell’arco di pochi minuti con procedure di disinfezione delle superfici con etanolo, perossido di idrogeno o ipoclorito di sodio. Per quanto riguarda la trasmissione verticale attualmente non è dimostrata, ma non si esclude questa possibilità.

          Come si può prevenire COVID-19 in gravidanza?

          Per prevenire l’infezione le donne in gravidanza devono seguire le stesse raccomandazioni valide per la popolazione generale. Inoltre si raccomanda alle donne gravide di evitare gli spostamenti non necessari, di prendere i mezzi pubblici e di evitare contatti con persone malate.
          Le donne gravide che hanno già altri figli dovrebbero prestare particolare attenzione. COVID-19 nei bambini è in genere lieve e in alcuni casi non dà sintomi, occorre quindi tenere comportamenti sempre mirati a proteggersi dal rischio di contagio.

          Il corso in breve

          Questo corso fornisce indicazioni pratiche su come prevenire l'infezione e su come gestire gravidanza, parto e allattamento nella donna con COVID-19.

          In particolare prende in esame:

          • la trasmissione del virus (attraverso droplet, ambientale e verticale),
          • le manifestazione cliniche della malattia in gravidanza
          • le misure di prevenzione per la donna in gravidanza e per gli operatori sanitari che le assistono
          • il monitoraggio della gravidanza
          • la gestione del parto e le sue conseguenze
          • l'allattamento materno.

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            Emergenza COVID-19: quali misure di protezione e prevenzione per il personale sanitario?

            emergenza covid-19 misure di protezione

            Titolo: Vestizione e svestizione del personale sanitario in epoca di COVID-19  (codice ECM 294557)
            Destinatari: tutti gli operatori sanitari
            Scadenza: 31-12-2020
            Crediti: 3,9
            Costo: 10 €
            Programma: Instant Learning
            Valutazione dei partecipanti (583 valutazioni):
            9/10 rilevanza
            9/10 qualità
            9/10 efficacia

            Con l’arrivo in Italia del nuovo coronavirus, gli operatori sanitari sono in prima linea per far fronte all’emergenza da COVID-19 ed è necessario che lavorino in sicurezza, adottando tutte le misure di prevenzione e di protezione e che utilizzino nel modo corretto i dispositivi di protezione individuale (DPI). Importante è conoscere adeguatamente le caratteristiche del virus e della malattia, in particolare rispetto alle modalità di trasmissione.

            Malattia da nuovo coronavirus (COVID-19): misure di prevenzione generiche

            Secondo le disposizioni dell’OMS riprese dal Rapporto Tecnico n. 2 dell’ISS, le misure di prevenzione suggerite per la collettività si limitano a:

            •  frequente igiene delle mani con soluzione alcolica se le mani non sono visibilmente sporche, o con acqua e
              sapone in caso di mani visibilmente sporche;
            • evitare di toccarsi occhi, naso e bocca;
            • praticare l’igiene respiratoria tossendo o starnutendo nella piega cubitale o in un fazzoletto da smaltire
              immediatamente;
            • indossare mascherina chirurgica in presenza di sintomi respiratori seguita dalla pratica dell’igiene delle mani dopo lo smaltimento della mascherina;
            •  mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro.

            L’OMS segnala che l’uso delle mascherine da parte di persone sane a scopo di prevenzione non è raccomandato in quanto tale pratica non è sostenuta da prove di efficacia.

            Il timore di infezione da SARS-CoV-2 ha infatti portato a un uso non giustificato di mascherine, causando un picco di richieste e un conseguente aumento dei prezzi. Tale aumento di richiesta può determinare difficoltà di approvvigionamento in caso di focolai epidemici.

            Emergenza Covid-19: le misure di protezione per gli operatori sanitari

            Per gli operatori sanitari sono necessarie precauzioni aggiuntive per prevenire il contagio in un contesto assistenziale nei confronti di pazienti affetti da COVID-19. Queste misure includono il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la loro scelta e un corretto addestramento circa le procedure di vestizione e svestizione.

            Il set di DPI consigliato dall’ECDC protegge dalla trasmissione aerea via droplet, da contatto, e particelle:

            • protezione respiratoria: filtranti respiratori FFP2 o FFP3 (filtering face-piece, FFP di classe 2 o 3) con
              o senza valvola (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol);
            • protezione oculare: occhiali di protezione o maschera facciale;
            • protezione del corpo: camice a manica lunga idro-resistente;
            • protezione delle mani: guanti.

            Le risposte per la pratica quotidiana

            Questo corso FAD ECM risponde a molte domande di pratica quotidiana per tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l'emergenza COVID-19 sulle misure di protezione e prevenzione (uso dei DPI e le procedure di vestizione e svestizione), tra cui:

            • Che cosa si sa del SARS-CoV-2?
            • Quali misure di prevenzione per il personale sanitario?
            • Dispositivi di protezione individuale (DPI): quali sono e come usarli in maniera corretta?
            • Come effettuare correttamente le procedure di vestizione e svestizione?

             

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              farmaci in allattamento

              Farmaci in allattamento, quali raccomandazioni

              allattamento farmaci

              Titolo: Farmaci e allattamento (codice ECM 283118)
              Destinatari: tutti gli operatori sanitari
              Scadenza: 31-12-2020
              Crediti: 5
              Costo: 30 €
              Offerte: -
              Programma: FaviFAD

              L’allattamento e la somministrazione dei farmaci

              L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda l'allattamento al seno esclusivo per i primi 6 mesi.

              Nella maggior parte dei casi tale raccomandazione rimane valida anche quando la mamma deve assumere una terapia, sono pochi infatti i farmaci controindicati in modo assoluto durante l'allattamento.

              Il ruolo dell'operatore sanitario

              L' operatore sanitario ha un ruolo chiave nella gestione di terapie acute o croniche durante l'allattamento, in quanto deve valutare il rapporto rischio e beneficio della terapia in allattamento.

              A tal fine occorre valutare le caratteristiche proprie del principio attivo e alcuni fattori specifici come:

              • l’utilità del farmaco per la mamma;
              • gli effetti potenziali del farmaco sulla produzione di latte;
              • la quantità di farmaco escreta nel latte materno;
              • l’assorbimento per via orale da parte del neonato;
              • il rischio potenziale di eventi negativi per il neonato;
              • l’età del bambino.

              Farmaci compatibili e incompatibili con l'allattamento

              In funzione del rischio di effetti negativi un farmaco può essere considerato:

              • compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti negativi per il neonato sono poco probabili; occorre tuttavia chiedere alla mamma di tenere sotto controllo il neonato e di segnalare se si verificano effetti negativi;
              • da evitare se possibile, in quanto può ridurre la produzione di latte o perché può causare effetti negativi nel bambino. Se questi farmaci vengono somministrati occorre tenere sotto controllo il neonato e valutare la comparsa di effetti negativi;
              • non compatibile con l’allattamento, in quanto ha un alto rischio di effetti negativi per il bambino. Bisogna evitare la somministrazione di questi farmaci alle donne che allattano e qualora siano necessari per la salute materna occorre raccomandare di interrompere l’allattamento

              Le risposte per la pratica quotidiana

              Questo corso FAD ECM risponde a molte domande, fornendo risposte di immediata applicabilità clinica su:

              • le indicazioni generali riguardo alla somministrazione dei farmaci nell'allattamento
              • le caratteristiche del farmaco che ne determinano il passaggio nel latte materno
              • il momento opportuno per somministrare i farmaci galattogoghi
              • i farmaci che si possono usare nei principali disturbi mammari legati all'allattamento
              • le situazioni più comuni di trattamento farmacologico durante l’allattamento
              • i metodi contraccettivi raccomandati in allattamento
              • le indicazioni riguardo alle sostanze da abuso nell'allattamento
              • le principali fonti di informazione per gli operatori sanitari

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