Invecchiamento e lavoro nel comparto sanitario

invecchiamento degli operatori sanitari

Titolo: Invecchiamento e lavoro nel comparto sanitario (codice ECM 227733)
Destinatari:
medici del lavoro, medici, infermieri, tecnici di prevenzione nell’ambiente e luoghi di lavoro
Scadenza:
 19-05-19
Crediti:
2
Costo:
20 €
Programma:
MeLa Flash
Valutazione dei partecipanti (53 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Invecchiamento degli operatori sanitari: un problema in crescita

L’invecchiamento degli operatori sanitari, come peraltro quello dei pazienti, è oggi un fenomeno dilagante.
Si stima che la quota di infermieri con più di 45 anni di età è destinata a crescere fino a raggiungere e superare il 50% del totale a organico.

Con l'avanzare dell'età, le situazioni lavorative più difficili da sostenere per gli operatori sanitari sono:

  • effettuare sforzi fisici importanti;
  • restare a lungo in piedi;
  • assumere o mantenere posture scomode;
  • essere sottoposti a pressioni temporali;
  • essere interrotti nel proprio lavoro;
  • fare più cose contemporaneamente.

L'intervento del medico competente è pertanto fondamentale nella prevenzione di patologie, in particolare muscolo-scheletriche, nonché nella revisione di turni e carichi lavorativi.

Attraverso tre brevi casi pratici, il corso di medicina del lavoro "Invecchiamento degli operatori sanitari: un problema in crescita" (2 ECM) prende in esame la valutazione dei rischi fisici e psicosociali in relazione all'età della popolazione lavorativa in sanità e fornisce strumenti utili per la gestione del problema.

Personale un po’... invecchiato in una RSA di montagna

La dottoressa Sara Ricciardi è da alcuni mesi medico competente di una RSA per anziani. La struttura si trova in un piccolo paese di una vallata tra le montagne, gli ospiti sono una cinquantina e i dipendenti, fra infermieri e OSS, si conoscono tutti molto bene, essendo praticamente tutti compaesani.
Sara è molto contenta del suo incarico, ama quel piccolo paese dove le relazioni personali sono molto forti, è fuggita dalla città proprio per trovare un luogo dove i ritmi siano più tranquilli e i contatti umani ancora “a misura d’uomo”, come dice lei.
Inoltre la RSA è gestita da almeno vent’anni dalla stessa famiglia, con molta cura e attenzione.
Tuttavia Sara ha notato subito, fin dai primi giorni, che il personale sanitario è piuttosto “stagionato”, come sottolinea spesso con tono scherzoso al direttore sanitario, il dottor Rossini. L’età media dei dipendenti è 44 anni.
“Cara dottoressa” risponde lui “ha certamente ragione, ma cosa pretende in un piccolo paesino come il nostro? I giovani non vogliono certo vivere qui...

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Lucia, una OSS fin troppo zelante

Lucia è una OSS di 51 anni, lavora da quando ne aveva venticinque, e nella sua vita ha prestato servizio in molte strutture diverse, ospedaliere e non, provando praticamente quasi tutti i reparti, dall’ostetricia, alla medicina, alla chirurgia, alla lungodegenza. Attualmente è in servizio presso la Divisione di ortopedia di una clinica privata, da circa 3 anni.
Una mattina, alzandosi di buon’ora per recarsi al lavoro, quasi non riesce a stare in piedi dal dolore intenso alla schiena, in regione lombare, che si irradia inferiormente lungo la gamba destra.
“Accidenti alla sciatica!” esclama dolorante e stizzita, riconoscendo subito i sintomi, data la sua lunga esperienza in campo sanitario. “E adesso come faccio? Se non vado al lavoro oggi sarà un pasticcio, le mie colleghe sono tutte a un corso di formazione! Certo che non posso lavorare così”

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L’infermiere “maciste” alla soglia dei cinquanta

Giovanni Biffi è un giovane medico competente che ha iniziato da poco a prestare la propria consulenza in una casa di cura che si occupa di riabilitazione neuromotoria. Non avendo esperienza nel settore specifico, avendo lavorato per lo più nel settore dell’industria meccanica, è un po’ un preoccupato.
Oltre a essersi messo di gran lena a studiare gli ultimi aggiornamenti sia in materia di normative sia di fattori specifici di rischio e interventi preventivi per i lavoratori in ambito sanitario, si consulta spesso con l’amico e collega Paolo Gianotti, che da alcuni anni è medico competente in una RSA. Gianotti negli ultimi tempi si è applicato in particolare alla valutazione del rischio dei lavoratori sanitari, e in modo specifico dei lavoratori più avanti negli anni.

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Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, ora sulla base dei commenti lasciati dai partecipanti si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

I corsi FAD proposti saranno molti di più (una decina all'anno) e molto più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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