Valutazione e gestione del dolore nell’anziano con demenza

Titolo: Valutazione e gestione del dolore nell'anziano con demenza (codice ECM 344592)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2022
Crediti: 5
Costo: 20 €

Perché è importante seguire questo corso ECM sulla gestione del dolore dell'anziano con demenza?

L'anziano con demenza manifesta il dolore in modo diverso rispetto al soggetto cognitivamente integro. E' importante averne consapevolezza e conoscere le manifestazioni così da poter valutare e gestire in modo opportuno il dolore. Spesso nell'anziano con demenza il dolore è sotto trattato per molteplici motivi: innanzitutto l'anziano con demenza ha difficoltà a comunicare quello che prova, inoltre si crede che sia normale per l'anziano provare dolore e si teme che i farmaci analgesici possano essere dannosi in questi pazienti.

Non va trascurato infine che molti operatori sanitari non hanno una adeguata formazione sulla valutazione e gestione del dolore in questi pazienti.

Quando si parla di dolore occorre avere ben chiaro che si tratta di un fenomeno complesso e soggettivo. L’Associazione internazionale per lo studio del dolore (IASP) ha di recente aggiornato la definizione di dolore che risaliva al 1979. La nuova definizione pone l’accento sul dolore nell’anziano con demenza, problema rilevante anche in termini di salute pubblica soprattutto se si considera come è cambiata l’aspettativa di vita dell’ultimo secolo. Attualmente secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità oltre 55 milioni di persone nel mondo vivono con una forma di demenza e ogni anno ci sono circa 10 milioni di nuovi casi. Oltre al numero di pazienti con demenza aumenta anche il numero di pazienti che provano dolore, in quanto il dolore è di per sé una condizione strettamente associata all'invecchiamento. In particolare tra le persone con demenza il dolore sembra essere estremamente comune.

Nelle diverse forme di demenza può variare la tolleranza al dolore, la percezione e il modo di manifestarlo. Il dolore non trattato può causare conseguenze che vanno da un peggioramento del declino cognitivo a crisi d’ansia, agitazione.

Come si valuta il dolore in un anziano con demenza?

Per la valutazione del dolore anche nel paziente con demenza occorre affidarsi a scale di valutazione e/o all’osservazione del comportamento del paziente. Nelle fasi iniziali della demenza la persona è in grado di riferire il dolore che prova e si utilizzano le scale di autovalutazione, negli stadi avanzati in molti casi non è più possibile usare le scale di autovalutazione ma si deve ricorrere a scale basate sull’osservazione. Occorre sempre considerare la capacità del paziente di descrivere il dolore, le possibili cause e la sede del dolore. Se il soggetto è in grado di rispondere a domande dirette si può tentare un approccio verbale rivolgendogli domande semplici che indaghino i seguenti aspetti:

  • localizzazione del dolore;
  • severità e intensità del dolore;
  • condizioni che aggravano il dolore;
  • condizioni che alleviano il dolore.

Secondo le indicazioni dell’American Geriatric Society (AGS) una persona con demenza che prova dolore lo esprime tramite il comportamento, l’espressione del viso, i movimenti corporei, i cambiamenti delle relazioni interpersonali, i cambiamenti nelle attività abituali e le vocalizzazioni. L’analisi e l’osservazione di questi fattori deve quindi essere alla base della valutazione del dolore.

A chi è dedicato questo corso ECM sulla gestione del dolore dell'anziano con demenza?

Il corso ECM è rivolto a tutti gli operatori sanitari

Le risposte per la pratica quotidiana

In questo corso FAD acquisirai informazioni su come valutare e gestire il dolore nell'anziano con demenza, in particolare troverai risposta sui seguenti aspetti:

  • Il sotto trattamento del dolore nell’anziano con demenza
    -Motivi alla base del sotto trattamento
    - Appropriatezza nell’uso degli oppioidi
  • Fisiopatologia del dolore nell’anziano con demenza
    - Definizione di dolore
    - Dati epidemiologici
    - Fisiopatologia
    - Conseguenze del dolore nei pazienti con demenza
  • La valutazione del dolore nei pazienti con demenza
    - Aspetti da considerare
    - La valutazione con scale di autovalutazione
    - La valutazione del dolore tramite l’osservazione
    - Le scale di valutazione basate sull’osservazione del comportamento
    - Il trattamento del dolore nell’anziano con demenza
    - Strategie non farmacologiche
    - Terapie farmacologiche

Troverai risposte a questi e ad altri quesiti nel dossier del corso Valutazione e gestione del dolore nell'anziano con demenza

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    Smart working e salute dei lavoratori

    smart-working-e-salute

    Titolo: Smart working e salute (codice ECM 287719)
    Destinatari:
    tutti gli operatori sanitari
    Scadenza:
     31-12-2020
    Crediti:
    2
    Costo:
    20 €
    Programma:
    MeLa Flash
    Valutazione dei partecipanti (172 valutazioni):
    8/10 rilevanza
    8/10 qualità
    8/10 efficacia

    Una definizione di "smart working"

    Il lavoro agile (o smart working) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. In questo modo il lavoratore può  conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

    Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È  quindi prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall’INAIL nella Circolare n. 48/2017.

    Smart working e salute: quali possibili rischi per i lavoratori?

    Sulla base della disposizione legislativa, è stata predisposta una articolata attività formativa-informativa dedicata a molteplici aspetti legati sia alla sicurezza dei ‘potenziali’ ambienti di lavoro sia ai rischi per la salute, ipotizzando prima di tutto la possibile amplificazione dei rischi tradizionali che caratterizzano l’attività del lavoratore ‘stanziale’ al videoterminale (art. 174 D.Lgs. 81/08 e s.m.i.):
    • rischi per la vista e per gli occhi
    • problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico o mentale
    • rischi relativi alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

    Va sottolineato che non ci sono a oggi dati certi dalla letteratura su smart working e salute dei lavoratori.

    Un corso FAD dedicato

    Attraverso tre casi di pratica quotidiana, il nuovo corso FAD (2 ECM) di medicina del lavoro tratta lo smart working e i possibili rischi per la salute in diverse situazioni.

    Ecco l'anteprima di uno dei casi.

    Una “nuova vita” per la neomamma Luisa

    Luisa, giovane impiegata addetta alle vendite in una ditta di piccoli elettrodomestici, sposata, con un bimbo di due anni, incontra l’amica Giorgia per un caffè.

    Le due non si vedono da diversi mesi, presa com’è Luisa dal lavoro, che oltretutto dista da casa una ventina di chilometri, le incombenze domestiche, il piccolo Daniel che non dorme la notte...
    “Ciao, carissima!” la saluta l’amica con un abbraccio. “Ciao, Giorgia” sorride Luisa “come stai?”
    “Come stai tu piuttosto?” chiede preoccupata Giorgia “fatti guardare... mamma mia che occhiaie che hai! Allora, vuoi trovare una soluzione per conciliare tutti gli impegni della tua vita? Non puoi andare avanti così!”
    “Sì sì, tranquilla, infatti ti ho invitata per il caffè proprio per raccontarti la bella novità: ho parlato con il mio capo della situazione, e mi ha proposto di passare a un regime di smart working per un periodo di prova di sei mesi, per vedere se così mi trovo meglio... dice che già altri sei dipendenti lo stanno attuando, e pare si trovino bene...”.

    [...] Scopri come procede la storia nel corso

    Un nuovo modo di formarsi in medicina del lavoro

    Dopo il successo del programma di formazione a distanza MeLA per i medici del lavoro, si è deciso di rendere la formazione più rapida e immediata con il programma MeLa Flash.

    corsi FAD sono circa una decina all'anno, più sintetici (due crediti ECM a corso), in modo da consentire una formazione flessibile che non imponga di affrontare corsi troppo impegnativi in termini di tempo o dai contenuti difformi tra loro.

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