Il dolore episodico intenso: come deve essere gestito?

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Titolo: Il dolore episodico intenso (breakthrough pain) (codice ECM 255538)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 20 €
Offerte: gratuito per gli iscritti all'OPI Milano-Lodi MB
Programma: NursinFAD

Il dolore episodico intenso (breakthrough pain nella letteratura anglosassone) è definito come una esacerbazione transitoria del dolore che si verifica quando il dolore di base è adeguatamente controllato con gli oppioidi. La prevalenza interessa dal 40 al 95% delle persone con cancro, tuttavia può anche comparire in soggetti con patologie benigne, acute o croniche.

Il dolore episodico intenso: caratteristiche cliniche

Il dolore episodico intenso si può manifestare con caratteristiche diverse nei singoli pazienti. Nonostante queste differenze, si può affermare che è generalmente caratterizzato da:

  • rapida insorgenza;
  • breve durata (in media 30-60 minuti);
  • elevata frequenza;
  • alta intensità.

In genere il dolore episodico si manifesta nella stessa sede del dolore di base. Sebbene abbia generalmente una breve durata, può avere un impatto significativo dal punto di vista fisico, psicologico ed economico sia per il paziente sia per chi lo assiste.

Strumenti di valutazione

Per poter riconoscere il dolore episodico intenso occorre definire dettagliatamente le caratteristiche del dolore di base. E' necessario verificare se il paziente ha un dolore costante ma lieve (non superiore a 4 su una scala da 0 a 10) e se presenta episodi di dolore acuto molto intenso ma di breve durata.

L’intensità si può misurare con diversi strumenti di valutazione, tra cui:

  • il Breakthrough Pain Questionnaire (BPQ);
  • l’Alberta Breakthrough Pain Assessment Tool (ABPAT);
  • il Breakthrough Pain Assessment Tool (BAT).

Si segnala che questi strumenti non sono ancora validati ma sono ampiamente usati, soprattutto nell’ambito di ricerca.

Le risposte per la pratica quotidiana

In questo corso FAD ECM aperto a tutti gli operatori sanitari si trovano risposte di immediata applicabilità clinica su:

  • Che cos’è il dolore episodico intenso?
  • Quali sono i criteri diagnostici?
  • Come va gestito?
  • Come educare i pazienti e i familiari?

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Il parto dopo pregresso cesareo

Titolo: Il parto dopo pregresso cesareo (codice ECM 250694)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 31-12-2019
Crediti: 5
Costo: 40 €
Programma: FADO

Negli ultimi venti anni la frequenza del parto cesareo è molto aumentata in Italia: si è passati dall’11,2% sul totale dei parti nel 1980 al 33,2% nel 2000.Nel 2015 la tendenza è cresciuta ulteriormente, infatti il 34,2% delle nascite in Italia è avvenuta tramite taglio cesareo. Tale dato è preoccupante soprattutto se si considera che secondo l'OMS le nascite con taglio cesareo non dovrebbero superare il 10-15%.

Facendo una analisi della letteratura, si è visto che le donne con pregresso taglio cesareo contribuiscono ampiamente all'aumento dell'incidenza dei tagli cesarei.
Per ridurre il tasso dei cesarei occorre quindi da una parte controllare che le indicazioni al primo taglio cesareo siano evidence based e dall'altra valutare rischi e benefici di un travaglio di prova dopo un precedente taglio cesareo (trial of labour after caesarean section, in acronimo TOLAC) e del parto per via vaginale dopo un precedente cesareo (vaginal birth after caesarean section, in acronimo VBAC).

Quali sono i fattori da prendere in esame prima di suggerire un TOLAC/VBAC?

Prima di suggerire a una donna con pregresso cesareo, il parto naturale occorre valutare il singolo caso in quanto vi sono fattori che ne possono condizionare il successo. In particolare si raccomanda di valutare il numero di cesarei pregressi.
Nelle linee guida italiane si raccomanda di promuovere il TOLAC in caso di pregressi tagli cesarei inferiori o uguali a due; se il numero di cesarei è superiore è controindicato. Occorre valutare anche le ragioni che hanno portato al pregresso cesareo, in genere la dilatazione cervicale superiore a 7 cm è considerata un fattore correlato positivamente con il successo del VBAC. Si raccomanda inoltre di non trascurare il peso fetale previsto (cut off 4.000 grammi) e l’età materna (cut off 40 anni).

Quali sono i rischi del VBAC?

La letteratura non esprime un giudizio univoco nella scelta tra VBAC e taglio cesareo elettivo per la scarsa qualità metodologica degli studi disponibili. E’ possibile però, affermare, che sebbene il VBAC si correli con l’aumento della mortalità perinatale il rischio è comunque basso ed è paragonabile al rischio di una primipara.

Per quanto riguarda la morbilità respiratoria i dati emersi sono contrastanti. Secondo uno studio non ci sono differenze tra VBAC e taglio cesareo elettivo secondo un altro il VBAC avrebbe un effetto protettivo. Per quanto riguarda gli esiti materni la mortalità è un evento raro, comunque più frequente con il cesareo elettivo: 3,8-4 per 100.000 donne con il VBAC rispetto a 13-13,4 per 100.000 donne con il cesareo elettivo. Per quanto riguarda le infezioni materne il VBAC sembra essere protettivo riguardo all'iperpiressia. La rottura d’utero, condizione che mette in pericolo di vita, avrebbe un’incidenza maggiore (0,5%) con il VBAC rispetto al cesareo elettivo (0,1%).

Le risposte del corso FAD

  • Quale è l’incidenza di cesarei in Italia e nel mondo?
  • Quali sono i fattori da prendere in esame prima di suggerire un TOLAC/VBAC?
  • Quali sono i rischi del VBAC?
  • Qual è la gestione ostetrica in caso di TOLAC?
  • Quale counselling per una scelta consapevole?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD dedicato al parto dopo pregresso cesareo.

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Farmaci in gravidanza: per un uso consapevole

farmaci in gravidanza

Titolo: Farmaci e gravidanza (codice ECM 230262)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 10-06-2019
Crediti: 5
Costo: 30 €
Programma: FaViFAD

La somministrazione di farmaci in gravidanza è in crescita, soprattutto a causa dell’aumento di patologie croniche nelle donne gravide. A fronte di questo aumento d’uso, c’è ancora oggi molta incertezza sui farmaci più appropriati e sicuri da prescrivere durante la gestazione.

Questo può portare a non somministrare alla donna medicinali dei quali invece avrebbe bisogno.

Effetti dei farmaci sul feto

La principale preoccupazione associata all’uso di farmaci in gravidanza è la teratogenesi, che si verifica principalmente durante la fase embrionale, quando l’organogenesi è in pieno svolgimento. L’insorgenza delle malformazioni dipende da vari fattori genetici, ambientali, farmacologici e fisici.

Durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza gli eventuali effetti dannosi dei farmaci tendono a compromettere la crescita e lo sviluppo del feto o la funzione di determinati organi. Possono esserci quattro tipi di danno fetale:

  • danno a strutture o organi normalmente formati in embriogenesi
  • danno a strutture che sono in istogenesi durante il periodo fetale
  • ritardo di crescita
  • morte fetale o natimortalità

Farmaci in gravidanza: una classificazione

La classificazione più utilizzata divide i principi attivi in 5 categorie a seconda del rischio che comporta la loro assunzione (A, B, C, D, X). Recentemente l’FDA ha ideato un nuovo sistema informativo per fornire indicazioni più chiare e complete sulla sicurezza dell’uso dei farmaci in gravidanza, divisi in quattro punti:

  • possibilità di registri sull’esposizione a quel farmaco in gravidanza

  • riassunto dei rischi (che comprende anche quanto fatto in precedenza con la classificazione in lettere)

  • considerazioni cliniche (che include chiarimenti su malattie associate alla maternità, sul rischio embrio/fetale, sull’eventuale aggiustamento della dose durante la gravidanza )

  • dati (a supporto del riassunto dei rischi)

Le risposte per la pratica quotidiana

Ecco alcune domande che trovano risposta nel corso FAD ECM sull'uso dei farmaci in gravidanza, dedicato a tutti gli operatori sanitari:

  • Qual è l'atteggiamento attuale sui farmaci in gravidanza?
  • Quali sono i principali effetti avversi sul feto conseguenti alla somministrazione dei farmaci?
  • I vaccini sono sicuri in gravidanza?
  • Quali caratteristiche del farmaco ne determinano il passaggio al feto?
  • I trattamenti a base di erbe sono sicuri in gravidanza? E quelli cosmetici?

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disfunzioni pavimento pelvico

La cura del pavimento pelvico

disfunzioni pavimento pelvico

Titolo: La cura del pavimento pelvico (codice ECM 189514)
Destinatari: ostetriche, medici
Scadenza: 27-04-19
Crediti: 5
Costo: 40 €  20 € (-50%)
Programma: FADO
Valutazione dei partecipanti (580 valutazioni):
9/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

Le disfunzioni del pavimento pelvico: disturbo nascosto ma frequente

Le disfunzioni del pavimento pelvico riguardano entrambi i sessi, con una più alta prevalenza nella popolazione anziana femminile.

Nei Paesi in via di sviluppo la prevalenza di prolasso degli organi pelvici è del 19,7%, di incontinenza urinaria del 28,7% e di incontinenza fecale del 6,9%.

In particolare i prolassi sono uno dei problemi di salute più frequenti tanto nei Paesi in via di sviluppo, quanto in quelli sviluppati.

Poche donne si rivolgono a un professionista

Secondo quanto riportato negli studi però, solo il 14% delle donne con incontinenza urinaria si rivolge a un professionista sanitario.

Le motivazioni sono:

  • scarsa conoscenza delle possibilità terapeutiche;
  • imbarazzo;
  • senso di impotenza;
  • inibizione culturale;
  • convinzione che questi disturbi siano una normale conseguenza del parto vaginale e dell’invecchiamento.

Cause multifattoriali

L’origine delle disfunzioni del pavimento pelvico è multifattoriale e include:

  • l’età;
  • l’etnia;
  • la familiarità;
  • l’obesità;
  • il fumo;
  • la tosse cronica;
  • il sollevamento di pesi;
  • precedenti interventi chirurgici pelvici;
  • patologie della colonna vertebrale.

Quali fattori di rischio

I fattori di rischio che più di tutti intervengono nell’eziopatogenesi di tali disfunzioni sono:

  • la gravidanza (in particolare l’aumento di peso);
  • il parto;
  • i traumi perineali associati.

La prevenzione

La competenza dell’ostetrica permette alle donne di ridurre al minimo la morbilità a lungo termine, come l’incontinenza e le disfunzioni sessuali.

La più recente linea guida sulla cura del perineo propone un modello di presa in carico della donna da parte dell’ostetrica durante il percorso nascita, dalla gravidanza fino al periodo post natale.

La ginnastica per il pavimento pelvico è un intervento raccomandato sia  come prevenzione sia come trattamento.

Il suo primo utilizzo è stato nel trattamento dell’incontinenza urinaria da sforzo, mentre attualmente la sua efficacia è confermata anche nel trattamento di altre patologie del pavimento pelvico.

Come sostiene una revisione Cochrane, la ginnastica per il pavimento pelvico è un trattamento efficace in tutti i tipi di incontinenza urinaria.

Se confrontato il suo utilizzo rispetto al non trattamento, la ginnastica si è dimostrata 8 volte più efficace nella risoluzione del problema e 17 volte nel comportare un miglioramento della condizione.

Le risposte del corso FAD

  • Quali sono le disfunzioni del pavimento pelvico femminile?
  • Quali sono i fattori di rischio? Come si valuta il pavimento pelvico?
  • Quale deve essere l’assistenza ostetrica per la cura del pavimento pelvico?
  • Come va assistita la donna in puerperio? In che cosa consiste la ginnastica del pavimento pelvico?

Le risposte a queste e altre domande si trovano nel dossier del corso FAD sulla cura del perineo dedicato a ostetriche e a medici.

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Farmaci e bambini

Come usare i farmaci nel bambino: una guida per una terapia sicura

Farmaci e bambini

Titolo: Farmaci e bambini (codice ECM 250818)
Destinatari: tutti gli operatori sanitari
Scadenza: 31-12-19
Crediti: 5
Costo: 30 €
Offerte: -
Programma: FaviFAD
Valutazione dei partecipanti (4.390 valutazioni):
8/10 rilevanza
8/10 qualità
8/10 efficacia

I rischi legati all'uso dei farmaci nei bambini

Un bambino su due riceve un farmaco nell'arco di un anno, per lo più si tratta di medicine per l’apparato respiratorio o antibiotici. Spesso però queste terapie si accompagnano a reazioni avverse, che devono essere riconosciute per tempo e segnalate alla Rete nazionale di farmacovigilanza.

I bambini non sono adulti in miniatura

I bambini vengono erroneamente considerati “adulti in miniatura”, senza tenere conto delle caratteristiche, sia fisiologiche sia psicologiche, che contraddistinguono le diverse fasce d’età. Senza adeguate informazioni circa l’efficacia e la sicurezza dei farmaci in età pediatrica, si possono commettere errori di prescrizione e somministrazione con gravi conseguenze per il piccolo paziente.

I motivi delle reazioni avverse

Molte delle reazioni avverse sono legate al meccanismo dei farmaci e sono largamente prevedibili adottando opportune precauzioni. L’allergia ai farmaci è un rischio reale, ma spesso sovrastimato a causa della notevole sensibilità della cute nel bambino. Particolare attenzione bisogna porre anche agli eccipienti inseriti nelle formulazioni.

Le risposte per una buona pratica clinica

Questo corso FAD ECM fornisce risposte alle seguenti domande:

  • Quanto sono frequenti le reazioni avverse da farmaco nel bambino?
  • Quali sono le differenze tra bambino e adulto in termini di farmacocinetica e farmacodinamica?
  • Quali sono le reazioni avverse più frequenti e rilevanti  in età pediatrica?
  • Quali farmaci danno più spesso reazioni avverse nel bambino?
  • Come prevenire le reazioni avverse da farmaco o vaccino?
  • Come gestire una reazione avversa da farmaco o vaccino, specie se grave?
  • Come segnalare la reazione avversa osservata?

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